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Tutti i geni, anche Einstein, si sono dovuti difendere dagli attacchi di chi non ne conosceva le idee. Mentre Bellomo rischia di essere espulso dal Consiglio di Stato, le procure di Piacenza, Bari e Milano hanno aperto fascicoli d’indagine su di lui. Che cosa avete fatto per superarlo? scrive Nietzsche in uno dei suoi passi più noti). Barese, dal 2005 più giovane membro del Consiglio di stato, massima espressione della giustizia amministrativa, è anche direttore della scuola di formazione per magistrati in diritto amministrativo “Diritto e scienza”, che organizza corsi a Bari, Roma e Milano. = 188 (media umana = 100); si definisce studioso delle discipline a carattere scientifico, nel cui ambito ha conseguito titoli internazionali e il suo grande risultato sarebbe l’applicazione della teoria della relatività generale nel diritto. Si tratta di un metodo scientifico di intendere la funzione della ragione nelle cose umane. Che il personaggio fosse particolare, bizzarro, era noto nell’ambiente da anni. Basta andare a dare un’occhiata ai forum per aspiranti magistrati per trovare giudizi critici e aneddoti interessanti dal 2015 in poi (). Geniale per alcuni (oltre che per se stesso), cialtrone e sessista per molti altri. Comunque non particolarmente noto all’opinione pubblica, se è vero che nell’archivio dell’Ansa non c’è traccia del suo nome prima delle accuse di molestie degli ultimi mesi.

Scrive Bellomo a una sua studentessa nel 2016: Venerdì sera, quando entro in stanza, ti metti in ginocchio e mi dici: “Ti chiedo perdono, non lo farò mai più”. Non è il significato della sottomissione, ma della solennità. Come le forme rituali. E in effetti più che un corso per diventare magistrato, quello gestito dal consigliere di Stato assomigliava a una setta in stile Scientology. stato il sostituto procuratore della Cassazione Mario Fresa a evocare The Master, il film ispirato alla figura del fondatore di Scientology Ron Hubbard, nell’udienza davanti alla Sezione disciplinare del Csm che ha poi deciso di sospendere il pm di Rovigo Davide Nalin, accusato di aver fatto da “mediatore” tra Bellomo e alcune borsiste per procurare al collega indebiti vantaggi, anche di carattere sessuale.

In questa storia c’è poi un contratto, ancora meglio, un contratto riservato (Esistono delle clausole di riservatezza. Come negli Stati Uniti, spiega oggi Bellomo). Funzionava così: gli studenti più meritevoli potevano ottenere una borsa di studio per la scuola di formazione e Bellomo, in quanto direttore, decideva a chi dare questa borsa, per lo più ad allieve. Quindi mostrava ai prescelti un contratto che avrebbero dovuto firmare e, a volte, chiedeva di superare alcune prove. Tra le condizioni contenute nel contratto: la scrittura di articoli per la rivista “Diritto e Scienza”, la partecipazione a studi e convegni, ma anche un dress code dettagliato con minigonne da 1/2 a 2/3 della lunghezza tra giro vita e ginocchio, trucco con valorizzazione di zigomi e sopracciglia e tacco 8 12 non a spillo. Per i borsisti maschi jeans strappati e maglie aderenti nel profilo casual fino ai pantaloni ai completi classici. Scarpe solo Nike o Hogan. Firme da prediligere Armani, Dolce Gabbana e Versace. E poi il controllo sulla vita sentimentale. Si legge nel contratto: La scelta del partner (del borsista, ndr), applicando i dettami della teoria della selezione naturale, deve cadere sul soggetto che presenta le caratteristiche più vantaggiose. La preferenza deve essere dunque accordata al soggetto più dotato geneticamente. Una delle studentesse ha raccontato: C’era anche una clausola riguardante la scelta del fidanzato. Le borsiste avrebbero dovuto assegnare un punteggio algoritmico al loro fidanzato e confrontarlo con il punteggio assegnato da Bellomo. Se i due punteggi non coincidevano, prevaleva quello assegnato dal consigliere Bellomo. Anche perché il borsista sempre secondo il codice non potrà mantenere o avviare relazioni intime con soggetti che non raggiungano il punteggio di 80/100 se appartenente alla prima fascia, di 75/100 se appartenente alla seconda fascia. Il borsista decade automaticamente non appena contrae matrimonio.

Gettati in uno stato di prostrazione psicologica, per il timore di vedersi precluso l’accesso in magistratura, finivano per accettare tutto quello che veniva loro richiesto da Bellomo. Almeno otto studentesse hanno raccontato a giornali e magistrati cosa significassero in pratica queste istruzioni. Com’era successo anche ad altre, lui poi raccontava particolari intimi delle sue relazioni sulla rivista a disposizione degli studenti. Peggio della gogna del web, perché poi i tuoi compagni sanno se hai dormito con questo o l’altro, se sei stata brava, se il tuo fidanzato è un deficiente. Era obbligata al segreto. Sapeva che lui fa causa e le vince tutte e la clausola era da 100mila euro.

Ma la rivendicazione massima dell’autorità di Bellomo nei confronti dei sottoposti emerge dal punto del contratto in cui il magistrato si definisce l’agente superiore a cui il borsista deve fedeltà. L”agente superiore” è la figura prodotta dalla filosofia di Bellomo. Una figura chiamata ad alti compiti, in grado di applicare a ogni ambito della vita umana amore compreso criteri razionali e matematici, capace di attingere, se non superare, nei vari ambiti prestazionali, il limite fisico del possibile. Ma forse ci stiamo spingendo oltre. Più prosaicamente, la pista superomistica ritorna ciclicamente nei casi giudiziari che invitano a una narrazione da romanzo giallo. Una mente superiore alle prese con il crimine perfetto: una ricetta che funziona sempre nella letteratura come nel cinema, da Frenesia del delitto a Nodo alla gola fino al più inflazionato Delitto e castigo. Una chiave interpretativa facile da applicare, soprattutto quando è più complicato rimanere legati ai fatti: emblematico il caso di Giovanni Scattone, diventato il mostro perfetto anche grazie al ritratto che ne fecero i pm, il freddo genio che con il compare commette un delitto solo per il gusto di farlo e di dimostrare di farla franca. Eppure nel nostro caso è lo stesso Bellomo a volerci rimandare alla letteratura: Dal punto di vista statistico sono il miglior investigatore dopo Sherlock Holmes, scrive sempre sulla sua rivista.

Infine, a rendere questa storia ancora più attraente per i media, a solleticarne i pruriti, c’è l’appartenenza a una casta, la magistratura. Bellomo ci ha portati in una dimensione al limite del reale, se non ci fossero i testi, i contratti e le testimonianze delle ragazze che mostrano i danni reali di un magistrato che si crede un superuomo.
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CAMPOBASSO _ Una ragazza semplice, modesta, profonda, che sa cosa vuole, senza grilli per la testa, pura nell’esprimersi con i suoi modi gentili e fiduciosi verso chi le sta intorno. Un animo dolce, chiuso in un guscio così fragile che dispiace anche di sfiorarlo col solo pensiero! Riservata quanto basta, disponibile all’amicizia e al prossimo. Il suo sogno il suo amore è l’immagine, lo studio e la ricerca dell’espressività di corpo e anima davanti all’obiettivo! Sto parlando di Anna VOIG, affascinante bellezza Molisana che merita certamente una brillante carriera! Nata a Campobasso il 6 Marzo 1985, Anna lascia il capoluogo molisano nel periodo dell’adolescenza. Vive in varie località italiane poiché diventa tra l’altro una “reginetta” del tennis nazionale e tornerà in Molise solo nel 2006.

Il bisogno di esprimere il suo “mondo interiore”, la sua visione delle cose, diviene il filo conduttore della sua arte, della sua espressività, della sua stessa vita. Diviene così essenziale per lei esternare ogni emozione attraverso le immagini, il modo primordiale di acquisire, filtrare e riproporre la realtà percepita e tutto il mondo interiore. Attraverso l’espressività, la carica emotiva, la forza dello sguardo, la nostra bella modella molisana è riuscita a tradurre in immagini idee, sogni, sentimenti, sensazioni che riescono ad emozionare ed arrivare al cuore degli altri. Questo è stato, da sempre, “il gioco” più entusiasmante per Anna! Nel frattempo il suo interesse per l’espressione umana in tutte le sue forme, non ha certo tralasciato “il corpo”. Così anche gli anni dedicati allo sport hanno significato per lei sacrificio, disciplina, sforzo fisico e mentale, quello sforzo che allena il corpo, la mente e l’anima sempre e comunque diretto a trasmettere ed emozionare. In questi ultimi anni Anna continua a coltivare la sua passione per l’immagine, perseverando con umiltà verso il suo obiettivo, con la costante voglia di migliorarsi. Il suo può essere considerato sin dalle prime esperienze un “training” di pura passione, che la vede alle prese con la fotografia, con i primi autoscatti, con la partecipazione ai primi set artistici, dove dimostra di avere talento e grinta ma anche la propensione ad una continua ricerca su se stessa. Ha avuto la fortuna di collaborare con noti professionisti dell’immagine, della moda e della pubblicità. Attualmente sta completando gli studi universitari in Scienze della Comunicazione ma non disdegna un futuro da fotomodella e perché no di provarsi nella recitazione, nel cinema o ideare nuovi progetti artistici personali che coinvolgano varie forme espressive tra cui proprio la fotografia.

La novità assoluta di questi giorni è la sua partecipazione ad un CALENDARIO davvero originale nato da un’idea di Vittorio DE MARCHI, noto interprete dell’alta moda. L’eccentrico artista di Macerata, ha collaborato con i migliori maestri pellettieri marchigiani e utilizzando le sue tele dipinte ad olio, ha realizzato scarpe, stivali, borse e svariati accessori per l’Alta Moda, dove ogni pezzo è rigorosamente unico ed inimitabile. Vere e proprie opere d’arte contemporanea, che rappresentano il connubio ideale tra l’arte e il mondo della moda. Negli ultimi quattro anni della sua carriera di artista stilista, Vittorio DE MARCHI ha tenuto svariate esposizioni delle sue opere associando défilé di alta moda in Italia e all’estero nelle location più esclusive.

Grazie alla collaborazione nata tra il “Museo della Bicicletta dei Mestieri” di Fabriano e l’artista DE MARCHI, è in programmazione il progetto per la realizzazione di un CALENDARIO artistico per l’anno 2010. In ogni mese dell’anno sarà rappresentata una modella che indossa un abito della collezione personale di DE MARCHI, una bicicletta del Museo e il personaggio che svolgeva il mestiere della bicicletta prescelta.

I servizi fotografici saranno realizzati da fotografi professionisti e gli scatti avverranno nei luoghi più belli e rappresentativi della città di Fabriano. Le modelle saranno scelte in base ad una selezione, ma la nostra ANNA VOIG è già stata scelta dall’autore insieme ad altre due modelle. Una soddisfazione e un riconoscimento importante per una giovane concorrente come Anna. (Associazione Marchigiana per la cura e l’assistenza dei bambini affetti da leucemie e tumori). Un’emozione ancora più grande per le modelle che poseranno e che daranno il meglio di sé considerato il fine ultimo del CALENDARIO ma anche per il pubblico che certamente sarà sensibile all’iniziativa.

Nel frattempo ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Anna proprio a Campobasso e non potevo trattenermi dal porle delle domande. La prima domanda che ti formulo è: chi è Giovanna Di Lauro e chi è invece Anna VOIG?

R. Bhé, Giovanna Di Lauro è senza dubbio la ragazza semplice che incontri per strada, che frequenta l’Università, che è così da sempre e che con umiltà resta con i piedi per terra. Anna VOIG, nome d’arte, anagramma di Giovanna, è un nome che ho scelto perché dà immediatezza all’immagine, perché si fissa di più nella mente del pubblico. Un pubblico, specialmente quello italiano, che è molto esterofilo, che ama tutto ciò che proviene dalle altre nazioni. e in fondo Anna VOIG sembra quasi un nome straniero. Ho puntato perciò su immediatezza ed esterofilia. Per di più era anche una cosa che avevo in testa fin da piccolina.! Poi è un po’ come avere una nuova identità rispetto al passato, un passato da sportiva in cui ho raggiunto grandi soddisfazioni nel tennis! Fino a quattro anni fa, infatti, ero dedita a questo sport in campo internazionale posizionandomi 930 nella classifica mondiale WTA e 180 in quella juniores. Poi per una serie di vicissitudini ho lasciato il tennis che comunque mi ha dato l’opportunità di vivere in diverse realtà italiane. Fino a 17 anni ho vissuto a Jesi; successivamente questo sport mi ha portata a Palazzolo sull’Oglio, a Cesenatico, a Forlì e a Roma. Oggi vivo a Campobasso dove sto concludendo gli studi universitari in Scienze della Comunicazione. Entro l’anno spero di poter conseguire la laurea.

D. Raccontaci la tua prima volta in un set fotografico. Quali emozioni hai provato?

R. Le prime pose sono state certamente condizionate da imbarazzo e inesperienza che hanno penalizzato l’espressività del viso o l’intensità dello sguardo. La prima volta su un set è stata a Roma nel 2007 in cui ho posato per una pubblicità di un centro estetico/benessere.

D. La tua passione per la moda e per la fotografia com’è nata?

R. E’ nata casualmente! Pensa che in passato ho sempre pensato di non essere affatto fotogenica. Successivamente si è innescata in me una sorta di sfida. Amo molto la fotografia, l’immagine raffinata ed elegante. Ho cominciato così, con i primi autoscatti in cui cercavo di far emergere una particolare espressione, uno sguardo. Man mano che provavo perfezionavo la mia tecnica fotografica e miglioravo la mia presenza difronte all’obiettivo. Il primo fotografo che ha amato immortalarmi e che ringrazio per la stima che ha sempre avuto nei miei confronti è il molisano Walter Mussini.

D. Ti piacerebbe lavorare come modella professionista oppure vorresti occuparti d’altro nella vita?

R. Certo che mi piacerebbe lavorare come modella, ma mi rendo conto che quest’attività implica grandi sacrifici e obbliga soprattutto a grandi spostamenti, a continui viaggi. Per ora preferisco terminare i miei studi. In seguito se si dovessero aprire nuove possibilità, certo non le disdegnerei e le prenderei in debita considerazione.

D. Hai qualche rimpianto o ritieni di aver colto tutte le migliori occasioni che fino ad oggi ti si sono presentare?

R. Il mondo della moda, dello spettacolo è un mondo difficile, in cui non è facile vivere di equilibri. Spesso si è schiavi del compromesso, di lusinghe o di inviti poco carini e direi poco allettanti ma che in modo squallido accelerano il percorso verso il successo. Detto questo mi corre l’obbligo di sottolineare che purtroppo parto svantaggiata perché non trovo dignitoso scendere a certi livelli. Dunque non ho nessun rimpianto perché certe occasioni, se sono passate, di certo non le considero occasioni perse!

D. Cosa pensi del variegato mondo multimediale e di internet come mezzo per proporti e per trovare lavoro nel settore moda?

R. Per me internet è fondamentale, lo considero un prolungamento della realtà. Se utilizzato in maniera appropriata ti da la possibilità di avere numerosi contatti, conoscenze. E’ una vetrina per proporsi, per evidenziare i propri lavori. Vivendo in una piccola realtà come il Molise aver utilizzato Internet mi ha portato enormi benefici. Ribadisco il concetto che sta ad ognuno di noi farne un uso consono perché anche Internet, come d’altronde la vita reale, contiene pericoli e minacce. Tramite la rete ho avuto modo di promuovere la mia immagine, ho avuto la possibilità di incontrare persone interessanti e, cosa ancor più gradevole, ho rivisto amici dell’infanzia che non sentivo ormai da anni.

D. Nelle tue esperienze artistiche fuori regione, in campo nazionale o internazionale, quanto e quale Molise riesci a presentare e cosa porti invece in Molise dal mondo?

R. Ogni volta che mi trovo lontano dalla mia terra promuovo come posso e più che posso il Molise, la sua genuinità, la sua semplicità, le sue bellezze, il suo fascino ancora troppo nascosto. Come per una sorta di interscambio, dopo un’esperienza fuori regione, riporto in Molise tutta la mia esperienza, il mio vissuto, l’incontro con gente e culture nuove. Credo che questa terra abbia bisogno di maggiore entusiasmo ma soprattutto spero possa uscire da questa sorta di “impasse” che non le consente di aprirsi in modo totale e dinamico verso la cultura in generale e verso ogni tipo di evento che promuova il territorio e lo valorizzi in modo appropriato.

D. Se dovessi scegliere, quale tipo di fotografo desidereresti incontrare e quale aspetto della tua persona vorresti che emergesse attraverso l’arte fotografica?

R. Amo i lavori fotografici di Oliviero Toscani che ha espresso attraverso l’immagine il fascino della bellezza e l’intensità delle espressioni. E’ questo che cerco anche nelle immagini che mi ritraggono: cerco di rimanere me stessa anche davanti ad un obiettivo perché possa emergere l’equilibrio e non l’estremo o la volgarità. Il mio è un amore viscerale verso l’immagine che tende a cristallizzare nell’attimo di uno scatto l’intensità di un’espressione, la forza di un sorriso, l’eleganza di una posa o di una movenza e non certo il nudo fine a se stesso.

D. Che tipo di complicità dev’esserci tra la modella ed il fotografo (professionalmente parlando)?

R. Indubbiamente è essenziale che ci sia reciproca stima e una buona dose di complicità per evitare di rimanere ingessati e inespressivi durante un set fotografico. In alcuni scatti ho fatto anche autocritica perché mi sono resa conto che non era quella l’espressione giusta o non era quello il momento che avrei voluto che il fotografo cogliesse. Sarà anche per la mia passione indomita per la fotografia, sarà perché in alcuni momenti amerei davvero fotografarmi da me stessa. Insomma ho un animo diviso tra colei che ama stare difronte all’obiettivo e il genio che ama scegliere le pose e immortalare con un semplice click quel momento

D. Che cosa cambia tra un set fotografico su commessa e un set puramente artistico?

R. Dal mio punto di vista non cambia molto, In entrambi i casi cerco di esprimere la maggior arte possibile. Insomma un lavoro certamente meno poetico e più razionale.

D. Nei tuoi lavori fotografici quand’è che finisce la seduzione e l’erotismo artistico e inizia la volgarità?

R. La volgarità non mi interessa, in qualsiasi sua forma. Le immagini volgari sono inflazionate e se ne trovano a iosa da ogni parte. Non giudico certamente chi le fa, ma non è il tipo di foto che interessa a me.
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Be they from renewable or conventional sources of energy, all electrons look alike and cannot be directed on the electricity grid. To make up for this, in many countries certification systems have been created in order to guaranty to end consumers the nature of the electricity they consume. The multiplicity of certification systems can lead to uncertainty regarding the accuracy of the information displayed to end consumers. The E TRACK II project offers ways to implement an overall coherent tracking system.

Thanks to the opening of the electricity market, industrial, commercial and public consumers can now choose their electricity supplier. Among the criteria that influence the final decision, the origin of the electricity can play an important role. More and more consumers wish to consume electricity produced from renewable energy sources, which has a low impact on the environment. But, whatever their origin (fossil, nuclear, renewable), all electrons are identical and injected into the same transportation or distribution grid. Without a direct connection to a specific power plant, there is no possibility to filter electrons in order to receive only the ones with a selected origin.

Since the beginning of the 2000s, several European directives have led to the reorganisation of the rules applying on the energy markets in Member states. As far as electricity is concerned, the opening of the market is linked to the obligation put on electricity suppliers to inform their consumers on the individual share of each energy source in the electricity that is provided to them (Directive 2003/54/EC). This means that attributes of the electricity produced have to be recorded and tracked all the way from the production source down to the consumption site. The term “attributes” refers to the characteristics that are associated with a production episode of a specific plant: energy source (wind, hydro, or solar energy for example), technology that was used, support that was granted to the plant, country of origin, time of production.

For the end consumer, it means that he can base his decision according to the characteristics of the electricity he wants to be able to claim. In a context where markets are more and more integrated and large volumes of electricity are traded between countries, it is a real challenge, but also an obligation, to ensure that consumers are provided with a reliable and accurate information on the electricity they are buying.

Many certification systems exist

Numerous private initiatives emerged with the aim of ensuring the provision of information on their electricity to end consumers. The one with the largest geographic scope is the EECS (European energy certificate system), which is maintained by the AIB (Association of Issuing Bodies), and was initiated in the end of the 90s by Danish and Dutch energy utilities. This system is based on the issuing of electronic certificates that record all attributes for a specific MWh of electricity and that are exchanged between producers and suppliers to the destination of end consumers for whom they are redeemed. The electricity is traded separately and without any attributes. A final reconciliation of electricity and certificates is made at the supplier’s level, which enters in the composition of its commercial mix. In the case a consumer has bought a specific product mix (eg 50% hydro, 50% windpower), the supplier has to reserve for this consumer only a number of certificates that should correspond to the specific product the supplier has committed to supply to him. Hence if green electrons cannot go directly to the purchaser of the green product, certificates however ensure that green MWh have been injected onto the grid for him.

Next to this system a multitude of other systems similarly certifying the origin of electricity exist. These are certification systems based on yearly audits, the most well known being the TV. In this system an integrated supplier has the production of his plants audited so as to prove that it was sufficient to cover, for example, the green electricity that he has supplied to the customers of his green offer or to all his customers if he claims to be 100% green. If this certification also guaranties certain environmental aspects, like in the case of hydropower plants, then it is called a label. Labels can also verify the claims that are put forward by suppliers regarding the composition of a specific product: Naturemade for example verifies that the electricity product of a supplier is composed only of renewable electricity and that part of it comes from new power plants that fulfil some ecological criteria.

Finally, many market players use contracts in order to guaranty the supply of a specific kind of electricity. Contracts deal with physical energy and attributes: a producer commits to sell electricity from some of his plants that are fuelled by a renewable energy source to a supplier and he sells this electricity with its characteristics.

From the end of 2003 onwards, the obligation was put on Member states by the European Commission (Directive 2001/77/CE) to supply their producers with a mechanism enabling them to prove the renewable origin of their production of electricity, the so called Guarantee of Origin (GO). The Commission applied the subsidiarity principle here and left up to the Members to choose how they would implement the GO mechanism. Needless to say, this led to a multiplicity of different national implementations. The AIB has created a standardised GO (the EECS GO), which is currently spreading among Member states.

The situation at the supplier’s level

If Directive 2003/54/CE obliges suppliers to disclose the composition of their electricity mix, it has not specified on which mechanisms they had to rely to track back the origin of the supplied electricity. As a result, different methodologies have been implemented nationally or even by each supplier in the absence of national rules. A mixture of production statistics, RECS certificates, GOs (standardised or not), labels are used in an often unharmonised way.

Harmonisation of tracking systems

It became necessary to start acting in favour of a streamlining of all these different tools. This is the objective of the E TRACK team, led by the ko Institut, a German research center in applied ecology and co financed by the European Commission programme Energy Inteligent Europe. The first part of this project (2005 2007) consisted in defining a tracking standard for electricity in order to ensure the coherence of national systems in order to facilitate the trading of electricity and guaranty the quality and reliability of the information supplied to end consumers. This standard fits all Member states’ national legislation frameworks and enables to coordinate all types of already existing certification systems (based on certificates or not) in order to reduce the loss of information or double counting that can sometimes happen. In the end it recommends to use standardised GO preferably to other tracking schemes as the basis of the information provided to end consumers on their electricity from renewable energy sources. Information on electricity that would not be tracked by GOs would come from a set of default production values, that would be called the “residual mix”, which would correspond to the national production mix minus the information tracked by tracking systems.
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Tour in 24 tappe del meglio (e peggio) del Made in ItalyQuattro testimonianze, diverse tra loro, per sintetizzare la condizione di altrettanti comparti industriali italiani:mia azienda di occhiali lavoravano 200 persone. Ora sono 8 9. Doverli licenziare per me stato un colpo al cuore. Mi vergognavo talmente che per mesi non ce la facevo nemmeno ad andare in piazza a comprare il giornale. Abbiamo, infatti, intercettato la crescente domanda dei consumatori vegani Sono solo una minima parte delle voci raccolte all di IN ITALIA Un libro inchiesta dei giornalisti Emanuele Isonio ed Elisabetta Tramonto, edito dalla Societ Cooperativa Editoriale Etica, che raccoglie e aggiorna i servizi pubblicati, dal 2010 ad oggi, sul mensile di economia sociale e finanza etica VALORI. Ventiquattro capitoli per fotografare lo stato di salute delle pi importanti filiere produttive tricolore. Alimentari e non: dal pane all dal tessile alle calzature.Si scoprono non solo racconti e analisi degli addetti ai lavori, ma anche molti dati. Un imponente lavoro di ricerca che svela segreti spesso inimmaginabili: l ad esempio importa il 60% della materia prima legnosa usata nella filiera legno arredo, nonostante il 30% del nostro territorio sia coperto da boschi. Oppure si scopre che i fatturati globali delle filiere in vari casi rimangono stabili (o addirittura aumentano) eppure le aziende continuano a chiudere: nel tessile il fatturato cresce dell a fronte di un 13% nel numero di imprese. Nel caso della risicoltura, la produzione stabile attorno a 1,5 milioni di tonnellate ma in vent un su due ha chiuso i battenti. un caso che siamo uno dei soli 5 Stati del G20 insieme a Germania, Cina, Giappone e Corea, ad avere un surplus manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari. Ma per rafforzare questa idea di Italia serve un tra imprese e comunit La coesione sociale non viene dopo. Anzi, parte costitutiva della nostra maniera di produrre Considerazioni cruciali ma spesso sottovalutate. A partire dai consumatori: cercato di mantenere uno stile divulgativo, il pi possibile semplice e chiaro osserva l autrice Elisabetta Tramonto. rivolgerci non tanto agli addetti ai lavori,
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che ben conoscono la situazione dei propri settori produttivi. Quanto ai cittadini lettori, perch possano effettuare scelte pi consapevoli. Piccole e grandi storie per salvare il meglio della tradizione agricola e manifatturiera italiana, perch non culto delle ceneri ma custodia del fuoco volume nasce anzitutto per essere occasione di informazione e di approfondimento su ci che avviene nei territori, strumento di analisi sui punti di eccellenza e di debolezza. Ma ci auguriamo che possa essere anche un prezioso mezzo per animare nei territori discussione pubblica, iniziativa sociale, proposta politica e culturale, progetti commenta Paolo Beni, Presidente nazionale Arci. Il libro verr presentato al Congresso nazionale dal 13 al 16 marzo.ha nella sua natura l di osservare con occhio critico la realt che ci circonda, denunciare le attivit che non rispondano a principi etici e valorizzare la buona economia. IN ITALIA nato con questo scopo spiega Fabio Silva, Presidente della Cooperativa Editoriale Etica scoprire dove si nasconda il vero Made in Italy, quell che difende i prodotti d e li trasforma in valore per il territorio, che tutela comparti storici investendo sulle produzioni di qualit Un dato emerge con chiarezza: il italiano ha ancora senso e valore. Culturale, sociale, economico. Ed per chi lo ha intrapreso, una straordinaria ricetta anti crisi Il libro stato presentato domenica 30 marzo 2014 a Falacosagiusta, a Milano.Per dare una idea prima dell’eventuale acquisto, dei contenuti e del modo in cui sono stati trattati all’interno della pubblicazione, proponiamo di seguito un estratto dei capitoli completi riguardanti Pane e Vino e per i non alimentari Tessile e Ceramica (clicca qui per scaricarlo)
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Vasco era stato chiaro: “Alle voci che parlano di palasport invernali rispondo che noi procediamo per stadi”, aveva scritto all’inizio dello scorso mese sui suoi canali social ufficiali, mettendo a tacere le indiscrezioni secondo le quali per i suoi prossimi appuntamenti dal vivo sarebbe tornato ad esibirsi al chiuso, a distanza di otto anni dall’ultimo tour indoor (quello del 2009 2010). Il rocker di Zocca aveva promesso gli stadi: e stadi saranno.

Ieri, sul sito ufficiale di Vasco, è apparso il primo comunicato stampa del nuovo tour, appena rilanciato dal rocker su Facebook: la nuova serie di concerti partirà nel giugno del 2018, si intitolerà “VascoNonStop Live” e vedrà Rossi tornare ad esibirsi negli stadi italiani, due anni dopo il “Live Kom 016”.

Il nuovo tour sarà il primo dopo “Modena Park”, il concerto evento che lo scorso 1 luglio ha visto Vasco festeggiare i suoi primi quarant’anni di carriera di fronte agli oltre 200.000 spettatori del Parco Enzo Ferrari di Modena: la grande festa rivivrà in “Vasco Live Modena Park”, che arriverà nei negozi entro la fine dell’anno, un cofanetto da 3 CD e 2 DVD (disponibile anche in versione cofanetto da 5 LP) che ripercorrerà il concerto di Modena.

sul diritto d’autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propricaso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all’atto della.
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Finalmente il tiramolla è finito. Siamo giunti alla fine di una telenovela estenuante: Francesco Totti non giocherà più in Nazionale. La decisione è stata presa dal giocatore e diramata ufficialmente agli organi di stampa questa mattina. E’ inutile che mi dilunghi sulla notizia in sè, che conoscete tutti. Mi permetto di esprimere la mia (discutibilissima) opinione in merito. Premesso che Totti è un grandissimo giocatore, forse il maggior talento italiano degli ultimi 30 anni e sicuramente uno dei massimi esponenti azzurri di questo sport, sono contento che non giochi più con la maglia dell’Italia.

Fosse stato per me non avrei delegato a lui la decisione, ma da CT, lo avrei semplicemente escluso dalla mie convocazioni.

Com’è possibile che se gioca la Nazionale “non sto bene, ho problemi alla caviglia” e poi, tre giorni dopo fa faville in giallorosso? Com’è possibile dire “tornerò quando starò bene fisicamente” e poi vincere la Scarpa d’Oro come miglior cannoniere europeo?

Il suo addio è un bene per tutti: per lui, che non è più un ragazzino e potrà gestirsi al meglio, per la Roma che lo avrà tutto per se (per altro non cambia molto in questo senso) e per la Nazionale.

Sì, anche per la Nazionale, perchè Francè in Azzurro non ha mai lasciato il segno, al pari di altri grandi del passato (vedi Roberto Mancini), condizionandone però il gioco e gli schemi, perchè se c’è Totti, Totti gioca e sono gli altri che si devono adattare.

Ora Donadoni e chi gli succederà potrà cercare di costruire la squadra secondo i propri criteri, scegliendo gli uomini e i moduli che preferisce, dando spazio ad altre soluzioni che non siano temporanee in attese del ritorno di Totti.
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Arresto, da parte della Squadra Mobile della Questura di Modena, per tre uomini ritenuti responsabili, a vario titolo, delle morti di tre persone avvenute tra i mesi di giugno e luglio del 2012. Nel dettaglio si legge in una nota a finire in manette sono stati un cittadino nigeriano di 29 anni, un cittadino tunisino di 38 anni e un altro cittadino tunisino di 18 anni, minorenne all dei fatti e, quindi, giudicato dal Tribunale per i Minorenni di Bologna. L di indagine svolta dagli uomini della Polizia modenese ha consentito di individuare i tre quali autori materiali della cessione di diversi quantitativi di eroina e cocaina ad alcuni tossicodipendenti. Al tunisino 38enne,
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oltre al reato di detenzione di droga ai fini di spaccio è stato contestato l specifico della cessione di una dose che ha, successivamente, provocato la morte di uno dei tre tossicodipendenti. Gli arrestati, chiosa la nota, spacciavano nelle zone circostanti la stazione come piazza Manzoni, via Medaglie d via Morane, via Archirola e via Bellinzona.

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Scossa di terremoto avvertita in tutta la Toscana E’ stata avvertita in tutta la Toscana la scossa di terremoto delle ore 15.53 di magnitudo 5.4 di ieri, con epicentro tra Corniglio e Berceto in provincia di Parma, ma a ridosso della Lunigiana. Un sisma “profondo”, a 60.8 km dalla superficie terrestre, che è stato sentito più nettamente a Bagnone, Filattiera e Pontremoli in provincia di Massa, ma anche nelle provincie di Pisa, Lucca, Livorno, Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo le case hanno tremato, come pure nel sud della Toscana. Centinaia le telefonate di allarme che i cittadini hanno fatto ai vigili del fuoco. Caduta di cornicioni e alcune chiese lesionate nel nord della Toscana: è il bilancio dei danni, secondo quanto reso noto dalla sala operativa della protezione civile regionale. Molta paura, ma in base ai rapporti pervenuti alla sala operativa unificata permanente della Regione Toscana, sono stati registrati soprattutto distacchi di intonaci e cornicioni, in particolare nelle province di Massa Carrara, Lucca e Pistoia, dove oggi varie scuole sono rimaste chiuse per poter effettuare le necessarie verifiche alle strutture. In provincia di Massa Carrara, le lesioni maggiori riguardano alcune chiese: quella di Vico nel comune di Bagnone, la chiesa di Ceserano nel comune di Fivizzano e a Massa le chiese di Borgo del ponte e Santa Lucia che sono state dichiarate inagibili dai vigili del fuoco. Evacuazioni anche all’ateneo di Pisa e alla Scuola Superiore Sant’Anna, oltre alla biblioteca comunale e ad un asilo a Empoli.

Alluvione Elba: Rossi incontra i sindaci a Marina di Campo Il presidente della Regione Enrico Rossi, commissario straordinario per le alluvioni che tra ottobre e novembre scorsi hanno colpito la Lunigiana e l’Isola d’Elba, arriverà oggi verso l’ora di pranzo a Marina di Campo: Rossi incontrerà i sindaci elbani per fare il punto sullo stato di avanzamento degli interventi previsti in seguito agli eventi alluvionali. Successivamente, il presidente Rossi farà un sopralluogo all’Isola del Giglio, dove proseguono le operazioni di soccorso alla nave Concordia.

Anno giudiziario 2012: Enrico Rossi alla cerimonia inaugurale Ha preso parte anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, questa mattina alla cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario 2012 nel nuovo Palazzo di Giustizia di Novoli a Firenze. Presenti il presidente della Corte d’appello Fabio Massimo Drago, il Procuratore generale Beniamino Deidda, il presidente del tribunale di Firenze Enrico Ognibene e Antonietta Fiorillo a capo del tribunale di Sorveglianza e Fernando Prodomo, presidente del tribunale per i minorenni. Nel corteo, anche il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi e i magistrati a capo delle procure di Prato, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Arezzo,
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Siena. Montepulciano. A disertare invece gli avvocati che protestano contro il decreto del governo sulle liberalizzazioni, previste anche per l’attività forense.

Evasione fiscale: Nencini, “Nel 2012 contento di recuperare lo stesso del 2011” La previsione per il 2011 era di recuperare 108 milioni di tasse regionali non pagate. Al momento ne sono entrate 160, ma i conti del 2011 non sono chiusi e alla fine potrebbero raggiungere i 167. I numeri li ha dati l’assessore al bilancio e ai tributi della Regione Toscana, Riccardo Nencini, ieri nel corso di una conferenza stampa in cui si è appunto parlato di nuove misure e proposte di lavoro per rendere ancora più incisiva la lotta e il contrasto all’evasione fiscale e l’illegalità economica. Buoni i risultati anche della riscossione coattiva svolta tramite la rete di Equitalia: 3 milioni in più del previsto, il 6% di aumento. E’ inoltre cresciuto anche il gettito spontaneo sulla tassa automobilistica: 4 milioni in più, a dimostrazione che nel 2011 si sono regolarizzati i cittadini che ‘regolari’ non erano negli anni precedenti. E per il 2012? “Sarei contento se si recuperasse la stessa cifra dell’anno scorso” ha risposto l’assessore alla domanda dei colleghi giornalisti che gli chiedevano una previsione. “Siamo infatti in una fase di recessione ha spiegato : ci sono meno imprese, altre rischiano di chiudere e la liquidità si è fortemente contratta. Questo ha inevitabilmente un riflesso sulle tasse pagate e su quelle, anche, recuperabili”.

AnsaldoBreda: Rossi, “Sì al risanamento, ma con rilancio e sviluppo” L’incontro con l’amministratore delegato di AnsaldoBreda è già fissato. Il presidente della Toscana lo vedrà il 1 febbraio. Ma Rossi, dopo il lungo incontro avuto ieri pomeriggio, a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, con i rappresentanti delle segreterie provinciali e regionali e con le Rsu dello stabilimento di Pistoia, ha preso anche l’impegno ad incontrare subito dopo Giuseppe Orsi, il presidente di Finmeccanica che detiene il controllo dell’azienda, e poi ancora di vedere il ministro dell’economia Corrado Passera, come responsabile delle politiche industriali ma anche per quel 30% di azioni del gruppo che il dicastero possiede. “Tra i lavoratori c’è una preoccupazione che si fa nera come la pece commenta il presidente della Regione e quei lavoratori meritano risposte precise e impegni che riaccendano la speranza di mantenimento del presidio produttivo e della storia del settore ferroviario a Pistoia”. L’AnsaldoBreda vive un paradosso: ha bilanci in perdita nonostante le commesse importanti, per l’acquisto di treni e metropolitane, che in passato ci sono state e che ci sarebbero anche nel futuro.

Simoncini su “Ht shoes”: “Un progetto che rafforza l’eccellenza toscana” Si chiama “Ht Schoes” il progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana, che punta a immettere sul mercato calzaturiero un nuovo prodotto di qualità, tutto “made in Tuscany”, cioè scarpe ergonomicamente conformi alla fisiologia e postura di chi le indossa senza rinunciare a design e eleganza, prodotte con materiali ecocompatibili e utilizzando tecnologie d’avanguardia anche a livello gestionale. Alla presentazione del progetto e dei suoi risultati a Castelfranco di Sotto (pisa) è intervenuto ieri l’assessore regionale Gianfranco Simoncini (attività produttive, lavoro e formazione). “Un progetto davvero apprezzabile ha detto l’assessore che rafforza l’eccellenza toscana e realizza, con un forte investimento nel campo dell’innovazione, una filiera ad hoc esemplare e tutta toscana in grado di lanciare un grande prodotto di qualità”. Al progetto Ht Shoes, cioè scarpe ad alta tecnologia concorrono diversi soggetti: due calzaturifici (Everyn, che è il partner capofila, e Calzaturificio Maruska), un suolificio (Ars suola), un tacchificio (Giorgio srl) e una conceria (Artea), supportati da due organismi di ricerca, l’Ars Lab della Scuola superiore Sant’Anna e i Laboratori Archa. Su un investimento totale del progetto di 1,8 milioni la Regione ha contribuito con 1,
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4 milioni.

paraorecchie ugg Toscana prima regione che tutela il territorio agricolo contro il consumo di suolo

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FIRENZE “Una legge di profonda svolta, e non scontata, che mette la Toscana all’avanguardia nelle politiche del governo del territorio. Con questa legge la Toscana potrà andare a testa alta nel dibattito nazionale e essere di esempio”.

Lo ha detto in Consiglio il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sulla nuova legge appena approvata sul governo del territorio, che riforma le legge urbanistica del 2005, facendo leva sul freno al consumo di nuovo suolo, sulla riqualificazione dell’esistente nei terreni urbanizzati,
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sulla tutela del territorio agricolo da trasformazioni non agricole, e sulla pianificazione di area vasta.

“Con l’approvazione di questa legge lungimirante che consentirà alla Toscana uno sviluppo di qualità, diamo dignità e forza alle istituzioni. La Toscana ce la fa ad andare oltre gli interessi particolari e afferma un punto di vista più alto. Nel tutelare il territorio per le prossime generazioni, sembra quasi ispirarsi a una idea di politica come ‘arte del rimedio’ secondo la formulazione di Machiavelli”.

Rossi ha voluto togliersi anche un sassolino dalle scarpe. “Da oggi i cambiamenti di coltura si potranno fare senza licenza. E lo sottolineo soprattutto ai sindaci del Chianti che tante polemiche hanno fatto sul piano del paesaggio. Non piace a nessuno essere identificato come nemico dell’agricoltura, tanto più che oggi presentiamo una legge che il territorio agricolo lo tutela”.

Anche l’assessore Anna Marson ha insistito sul fatto che “questa nuova legge pone la Toscana come innovatrice rispetto a un dibattito nazionale che vede più proposte di norme per contrastare il consumo di suolo. Una innovazione intesa come riforma delle regole che avvicina la Toscana alle più avanzate normative europee”.

“Il lavoro che ha portato all’approvazione di questa legge è stato lungo e dialettico ha detto ancora l’assessore e ha visto l’impegno di molte persone. In questo percorso ci sono state modifiche che non hanno però inficiato l’impostazione iniziale, e sono orgogliosa che alcuni principi e dispositivi siano divenuti, come e’ emerso da molti degli interventi in aula,
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patrimonio comune”.