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Con la presentazione del libro di Franca Semi, da oggi in mostra una serie di disegni di Carlo Scarpa. Ne abbiamo parlato recentemente su Abitare in un articolo, che ripubblichiamo qui.

La presentazione del libro è oggi, giovedì 7 ottobre, alle ore 18, al Foyer Galleria 1 del MAXXI. Con i disegni (esposti alla Sala Studio Centro Archivi) viene proposto anche il filmato “Carlo Scarpa. Una lezione di architettura”, prodotto dal MAXXI Architettura partendo da un’intervista di Scarpa alla RAI, del 1972. La mostra resterà aperta fino al 7 novembre 2010.

L’insegnamento di Carlo Scarpa allo IUAV ha i tempi lunghi di una vita: chiamato dal suo maestro Guido Cirilli al momento dell’istituzione della scuola, nel 1926, ci resterà per i successivi cinquant’anni, come assistente prima, professore di ruolo poi, e infine anche come direttore, dal 1972. Un frammento significativo, reale e vivissimo di questa sua attività così importante, dal punto di vista disciplinare ma anche umano, è contenuto nelle pagine di lezione con Carlo Scarpa il libro documento che Franca Semi, sua allieva e poi collaboratrice (unica donna!) a scuola e in studio, non ha avuto fretta di pubblicare, prendendosi invece tutto il tempo necessario per trovare la formula, e il momento, più adeguati. Con una capacità organizzativa che riesce a superare l’agitazione febbrile dell’aula, la presenza intimidente dello stesso Scarpa (che accetta l’iniziativa ma certo non la agevola) e gli scarsi mezzi tecnologici a disposizione, la Semi registra sistematicamente la voce del suo maestro e, alla fine di ogni lezione, stacca dalla lavagna i grandi disegni che hanno accompagnato lo svolgimento dei suoi pensieri. Caratterialmente e visceralmente antiaccademico, Scarpa è un insegnante formidabile, genialmente provocatore, sarcastico e spesso politicamente scorrettissimo, conservatore ma insofferente alle burocrazie (che, come spesso ironizza, trovano una diabolica e ottusa sublimazione nei regolamenti edilizi). Impregnato in ogni fibra della materia che è chiamato a trasmettere, sprona gli studenti e con i suoi lapis appuntiti li inchioda non solo metaforicamente ai tavoli da disegno e alle loro responsabilità. L’intima forza dell’insegnamento di Scarpa sta principalmente nel travaso continuo di idee che riesce a creare tra la sua esperienza di progettista, ponderatissima e sofisticata, e gli argomenti del corso e delle esercitazioni. Per questo le sue lezioni, continuamente attraversate e interrotte da divagazioni su arte, letteratura e società, oltre che dai suoi sproloqui da osservatore polemico e disincantato del mondo, rilette oggi sono anche un documento eccezionale per la comprensione della sostanza reale della sua architettura. Un altro regalo che ci fa questo libro densissimo di umore e di amore per il mestiere del costruire.

Tra i temi dell’esercitazione del corso 1974 1975 c’è una casa in Campazzo dei Tolentini, di fronte allo IUAV, il cui ingresso era stato ridisegnato dallo stesso Scarpa. Da qui partono alcune divagazioni degne di “un’anima crudele da Cesare Borgia” sul conficcare chiodi sui muri per proteggerli da vandalismi, che gli ricordano il “pozzo a rasoio” (“alla Buuel”) del Castello di Dozza (Bologna). A destra, schizzi della Casa Ottolenghi di Bardolino. Palazzo Tron, IUAV, 30.1.1975

Qui si parla dei margini tra architettura e cielo, e più in generale della “conclusione” della forma architettonica. Negli schizzi, il Seagram Building di Mies van der Rohe che, pur considerato da Scarpa “architetto meraviglioso”, lo ha progettato come “una cosa che non finisce”. Nel corso dell’anno parlerà quindi ripetutamente di edifici e di allestimenti museali, realizzati da altri e naturalmente anche suoi. Gli schizzi si riferiscono in questo caso alla famosa sistemazione della statua di Cangrande della Scala nel Museo di Castelvecchio, a Verona: l’alto basamento è disegnato da vari punti di vista. Spesso si serve delle diapositive dell’assistente Guido Pietropoli, che nel gioco delle parti diventa suo occasionale capro espiatorio (“Ecco una fotografia che non si dovrebbe mai presentare: è un effetto che ha voluto il signor Pietropoli per vedere stranamente in quel punto”). Va detto per inciso che Carlo Scarpa coltivava un combattuto scetticismo nei confronti del mezzo fotografico. Tornando alla Tomba Brion, in questo disegno sono facilmente leggibili la planimetria generale e, in alto, alcuni particolari del muro di cinta. I numeri che si intravvedono, riferiti al muro del tempietto, derivano da un discorso sul ritmo dei pieni e dei vuoti di una parete, in relazione al suo spessore e all’effetto visivo che si vuole ottenere. Questo disegno è anche un buon esempio per capire come il tratto a carboncino su carta pesante permettesse a Scarpa di tracciare schizzi veloci e fare spesso delle cancellature, utilizzando la tavola come una specie di palinsesto. In alto, l’arco tombale con sullo sfondo il muro di cinta e, sulla sinistra, “la signora in gramaglie”. Sotto a sinistra, le sagome degli “abeti pendula” (“Siccome è una pianta piana, non è gonfia, per entrare devo aprire queste erbe, queste fronde, devo fare lievemente così e allora mi serve come una porta, mi dà un senso di rispetto [.] un varco, è l’ingresso a tutto il sistema che vi ho spiegato, e da questa parte si intravvedono le cose del vecchio cimitero”). 13 del D. Lgs. 196/2003.
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(2) Die Ziele der Handelsordnung sind:Grohandel den berufsmigen Einkauf von Waren in eigenem Namen und auf eigene Rechnung und den Weiterverkauf an andere Gro oder Einzelhndler, berufsmige Nutzer oder andere Groverbraucher. Diese Ttigkeit kann in der Form des Binnenhandels, der Ausfuhr oder der Einfuhr abgewickelt werden;Einzelhandel den berufsmigen Einkauf von Waren in eigenem Namen und auf eigene Rechnung und den Weiterverkauf an einer festen Verkaufsstelle auf privatem Grund oder auf irgendeine andere Weise an den Endverbraucher.(4) Die Bestimmungen dieses Gesetzes gelten nicht fr:Apotheker und Leiter von Apotheken, die im Sinne des Gesetzes vom 2. April 1968, Nr. 475, in geltender Fassung, und des Gesetzes vom 8. November 1991, Nr. 362, in geltender Fassung, von der Gemeinde errichtet und gefhrt sind; dies gilt jedoch nur dann, wenn ausschlielich Arzneimittel, medizintechnische Gerte und medizinische Hilfsmittel verkauft werden;Inhaber von Monopolwarenhandlungen, die ausschlielich Monopolwaren laut Gesetz vom 22. Dezember 1957, Nr. 1293, in geltender Fassung, und laut entsprechender Durchfhrungsverordnung, genehmigt mit Dekret des Prsidenten der Republik vom 14. Oktober 1958, Nr. 1074, in geltender Fassung, verkaufen;die nach den Bestimmungen des Gesetzes vom 27. Juli 1967, Nr. 622, gegrndeten Vereinigungen der Produzenten von Obst und Gartenbauerzeugnissen;einzelne oder zusammengeschlossene Landwirte, welche landwirtschaftliche Produkte im Rahmen gem Artikel 2135 des Zivilgesetzbuches, der Gesetze vom 25. Mrz 1959, Nr. 125, und vom 9. Februar 1963, Nr. 59, in geltender Fassung, verkaufen;Handwerker laut Landesgesetz vom 16. Februar 1981, Nr. 3, sowie Industrielle, fr den Verkauf in den Produktionssttten und daran angrenzenden Rumen der selbst hergestellten Gter sowie ihre Ttigkeit betreffendes Zubehr und Ersatzteile;Fischer, Fischereigenossenschaften und Jger, sowohl Einzelunternehmer als auch zusammengeschlossene Unternehmer, die Wild und Fischereiprodukte, welche ausschlielich der Ausbung ihrer Ttigkeit entstammen, im Einzelhandel verkaufen, sowie Personen, welche Waren verkaufen, die sie direkt und im Rahmen der gesetzlichen Bestimmungen auf Grundstcken gesammelt haben, die mit Gemeinnutzungsrechten belastet sind, wobei sie vom Recht zum Sammeln von Pflanzen, Krutern und Pilzen oder von einem hnlichen Recht Gebrauch gemacht haben;Personen,
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die ihre Kunstwerke sowie Geisteswerke, auch auf Datentrger, verkaufen oder zum Verkauf anbieten, einschlielich eigener Verffentlichungen wissenschaftlicher oder informativer Natur;Personen, die laut Artikel 106 der mit kniglichem Dekret vom 16. Mrz 1942, Nr. 267, in geltender Fassung, genehmigten Bestimmungen Gter aus Konkursmassen verkaufen;Personen, die whrend der Abhaltung von Messen an Besucher in den Messerumlichkeiten ausschlielich Waren verkaufen, die Gegenstand der Veranstaltung sind;ffentliche Krperschaften oder private juristische Personen, an denen der Staat oder Gebietskrperschaften beteiligt sind, welche eigene oder von Dritten verfate Verffentlichungen oder anderweitiges Informationsmaterial, das den Gegenstand ihrer Ttigkeit betrifft, auch auf Datentrgern, verkaufen;Organisatoren kultureller und religiser Veranstaltungen, die whrend derselben in den Rumen, in welchen die Veranstaltung abgehalten wird, oder im daran angrenzenden Bereich ausschlielich Gegenstnde verkaufen, die sich auf die Veranstaltung beziehen;Kurverwaltungen, Verkehrsmter sowie die in den jeweiligen Landesverzeichnissen eingetragenen Tourismusverbnde und Vereine, sofern sie nur Land und Wanderkarten, Ansichtskarten und Verffentlichungen verkaufen, die allgemein mit dem Fremdenverkehr und insbesondere mit der Fremdenverkehrswerbung zusammenhngen;Sozialzentren und andere Institutionen, die Behindertenwerksttten laut Artikel 10 des Landesgesetzes vom 30. Juni 1983, Nr. 20, in geltender Fassung, leiten, soweit es sich um den Verkauf der dort hergestellten Gter handelt;Bauern, einzeln oder zusammengeschlossen, Halb und Teilpchter, welche auf ffentlichem Grund ihre Produkte laut Gesetz vom 9. Februar 1963, Nr. 59, in geltender Fassung, verkaufen, sowie Handwerker laut Landesgesetz vom 16. Februar 1981, Nr. 3, in geltender Fassung, die ihre Produkte zum Verkauf anbieten, unbeschadet der Bestimmungen fr Wanderhndler ber die Stand bzw. Stellplatzkonzession;Flohmrkte und hnliche Mrkte, die von beliebigen Personen veranstaltet werden, sofern der Verkauf nicht von Handels oder anderen Unternehmen ausgebt wird und keine Waren betrifft, die eigens fr diesen Zweck gekauft worden sind. Diese Ttigkeiten mssen dem gebietsmig zustndigen Brgermeister mitgeteilt werden. Der Brgermeister kann dieselben aus Grnden der ffentlichen Ordnung, der ffentlichen Sicherheit und Ruhe und aus Grnden des Umweltschutzes verbieten. di Bolzano Sentenza N. 312 del 02.09.2008 Prosecuzione giudizio sospeso istanza fissazione udienza commercio vendita al dettaglio in zona agricola esercizi già esistenti al momento dell’introduzione del divieto subingresso ad autorizzazione deve essere effettivo e provato motivazione pluralità ordini di motiviCorte costituzionale Ordinanza N. di Bolzano Sentenza N. di Bolzano Sentenza N. 108 del 21.04.1998 Autorizzazioni per commercio inapplicabilità nel territorio provinciale delle disposizioni statali art. 41 CostituzioneInapplicabilità nel territorio provinciale della L. 7.8.1990 n. di Bolzano Sentenza N. 114 del 08.05.1997 Ampliamento della superficie di vendita specifica motivazione del rigetto dell’istanzaArt. 1 Absatz 2 Buchstabe a) wurde aufgehoben durch Art. 8 Absatz 1 Buchstabe a) Punkt 1. vom 16. Mrz 2012,
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Nr. 7.

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ABSCHNITT IArt. 1 () (1) Dieses Gesetz enthlt die Bestimmungen ber die Raumentwicklung im Gebiet der Autonomen Provinz Bozen. Juli 2015, Nr. di Bolzano Sentenza N. 347 del 15.07.2002 Tutela del paesaggio prevalenza sugli altri interessi contemperamento con esigenze diverseArt. 1 Absatz 3/bis wurde eingefgt durch Art. vom 19. Juli 2013, Nr. 1 wurde ersetzt durch Art. vom 2. Juli 2007, Nr. 3.

Art. 2 (Kommission fr Natur, Landschaft und Raumentwicklung) (1)Die Kommission fr Natur, Landschaft und Raumentwicklung ist das technisch beratende Organ der Landesregierung; ihr obliegt der Erlass von Gutachten und technischen Bewertungen im Rahmen der in die Zustndigkeit des Landes fallenden Verfahren zur Raumentwicklung und zum Schutz der Landschaft. Sie ist zusammengesetzt aus:

dem Direktor der Landesabteilung Natur, Landschaft und Raumentwicklung als Vorsitzendem,

einer Fachperson auf dem Gebiet der Orts oder Landesplanung,

einer Fachperson auf dem Gebiet der Landschaftskologie,

einer von der Landesabteilung Forstwirtschaft namhaft gemachten Fachperson auf dem Gebiet der Forstwirtschaft,
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einer von der Landesabteilung Landwirtschaft namhaft gemachten Fachperson auf dem Gebiet der Landwirtschaft,

einer vom Rat der Gemeinden namhaft gemachten Fachperson,

einer Fachperson auf dem Gebiet der Naturwissenschaften. 5)

(2) An den Sitzungen der Kommission nimmt der Brgermeister der gebietsmig betroffenen Gemeinde oder ein Beauftragter desselben mit Stimmrecht teil.

(3) An den Sitzungen der Kommission nimmt ein Jurist der Landesabteilung Natur, Landschaft und Raumentwicklung ohne Stimmrecht teil.

(4) Betrifft der Entwurf des Planes oder dessen nderung Flchen, die als Wald ausgewiesen sind, beinhaltet die Entscheidung der Kommission die Umwidmung von Wald auch im Sinne des Landesgesetzes vom 21. Oktober 1996, Nr. 21, in geltender Fassung.(6) Die Kommission gibt auch Gutachten ber Fragen ab, die ihr von der Landesregierung oder von dem fr die Natur, Landschaft und Raumentwicklung zustndigen Landesrat unterbreitet werden. di Bolzano Sentenza N. 541 del 15.12.2004 Commissione urbanistica provinciale parere in relazione a ricorso popolare ex art. n. 13/1997 intervento del sindaco del Comune interessato obbligo di astensioneArt. Art. 2 Absatz 1 wurde so ersetzt durch Art. vom 23. Oktober 2014, Nr. 10.
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Al via a Ischia il vertice dei ministri dell del G7. Le delegazioni arrivano via mare intorno alle 17 nel piazzale aragonese, protetti da un fittissimo cordone di forze dell e sorvolati da droni ed elicotteri, quando gli antagonisti sono gi ripartiti, dopo un corteo pacifico e lontano dalle delegazioni. L firmare (domani) un per: bloccare i processi di radicalizzazione via web; impedire che sermoni inneggianti alla violenza, inviti al jihad, istruzioni per compiere attentati e realizzare ordigni rudimentali possano circolare liberamente in rete e arrivare a destinazione; ridurre in maniera drastica l di proselitismo attraverso internet.

Ischia, i volti del no al G7: “Vogliamo un mondo più giusto”

I partecipanti. Al vertice: il ministro dell Marco Minniti e i suoi suoi omologhi Gerard Collomb (Francia), Thomas de Maizi (Germania), Sanae Takaichi (Giappone), Ahmed Hussen (Canada), Ryan Zinke (Stati Uniti) e Amber Rudd (Regno Unito). Presenti il Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos, il Commissario europeo per la Sicurezza dell Julian King e il Segretario generale dell Jurgen Stock.

G7 Interni: al via la riunione dei ministri a Ischia

I colossi del web per fermare il “malware del terrore” e gli attacchi dei cybercriminali . Per la prima volta saranno inoltre presenti i rappresentanti dei colossi del web, con i quali i governi cercano da tempo un per contrastare il proselitismo e la propaganda sulla rete. Ci saranno il vicepresidente degli affari europei di Microsoft John Frank, il capo delle politiche di controterrorismo di Facebook Brian Fishman, il capo delle politiche pubbliche e di governo di Twitter Nick Pickles,il vicepresidente delle politiche pubbliche di Google, Nicholas Lundblad. Gli strumenti per contrastare quello che il titolare del Viminale ha definito il del terrore sono di fatto gi stati individuati: dei filtri che blocchino i contenuti a rischio, selezionando e isolando documenti, file audio e video contenenti alcune parole chiave, e una maggiore disponibilit dei big della Silicon Valley presenti appunto ai lavori a fornire, in caso di indagini sul terrorismo, quei big data sensibili di cui sono unici detentori. E l strategica tra le grandi democrazie e i della rete raggiunta ad Ischia e che nella dichiarazione finale del vertice dovrebbe trovare ampio spazio punta, in prospettiva, a svilupparsi anche su un altro fronte a rischio: gli attacchi dei cybercriminali, singoli hacker o vere e proprie organizzazioni criminali spesso pagate dai governi, che puntano a condizionare elezioni, rubare segreti industriali, armi e dati sensibili per poi rivenderli o utilizzarli per i propri fini, attaccare e distruggere le misure di sicurezza messe a punto per tutelare le infrastrutture strategiche delle nazioni, dai servizi energetici e di telefonia fino ai sistemi di trasporto e di gestione del traffico aereo.

Balcone con vista sul G7: Ischia tra global e local

Il grazie di Ischia. A dare il benvenuto alle delegazioni i sei sindaci dell d che hanno rimarcato la gratitudine per la scelta ricaduta su Ischia particolare in questo momento storico cos prossimo al dramma del terremoto”.

A Ischia Ponte i ministri e le delegazioni del G7

Il programma. Dopo la foto, i partecipanti al vertice si sono diretti al Castello Aragonese, dove prevista la cena. Il vertice comincer domani mattina con tre sessioni di lavoro previste alle 8,30, alle 11 e alle 12. Sessioni nelle quali Gerard Collomb (Francia), Thomas de Maizi (Germania), Sanae Takaichi (Giappone), Ahmed Hussen (Canada), Ryan Zinke (Stati Uniti) e Amber Rudd (Regno Unito) parleranno, con il di casa Minniti,
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di lotta al terrorismo e ai foreign fighters attraverso Internet.

I migranti: tema cruciale. L tema cruciale al centro del vertice, a cui sar dedicata una delle tre sessioni di lavoro, quello dei foreign fighters. I ministri di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Usa, assieme al commissario Ue per le migrazioni Dimitris Avramopoulos, a quello per la sicurezza Julian King ed al segretario generale dell Jurgen Stock, sanno bene che con la caduta di Raqqa, la roccaforte dello Stato Islamico in Siria, il rischio di un di returnees concreto. E probabile, come ha sottolineato ieri lo stesso King, che molti moriranno cercando di lasciare la Siria e molti altri tenteranno di spostarsi in qualche altro fronte caldo per continuare il jihad. Ma evidente che il fenomeno vada monitorato con estrema attenzione.

G7 Ischia ,la protesta con il canotto arancione che rappresenta tutti i migranti: “G7 Assassini”

G7 a Ischia, a bordo della nave: parlano i manifestanti e protestano i passeggeri

Il corteo dei movimenti antagonisti: Attesi in 300 sono arrivati in 150. Nella mattinata si svolta, senza particolari tensioni, la manifestazione di protesta degli antagonisti del G7, appartenenti ai centri sociali di Napoli e sbarcati dalla terraferma intorno alle 13 a bordo di un traghetto di linea della compagnia Caremar. I manifestanti, poco meno di centocinquanta, sono stati scortati da un numero consistente di carabinieri e agenti di polizia (venti dei quali in acqua scooter) lungo un corteo, autorizzato dalla Questura, a distanza di oltre un chilometro dai Grandi. Tra gli striscioni esposti, molti dei quali incentrati sul problema internazionale dei migranti, anche uno del comitato ischitano NoG7 con chiaro riferimento al terremoto dello scorso 21 agosto: al G7 della sicurezza: Casamicciola in macerie, voi nella fortezza

I manifestanti si sono rifiutati di proseguire lungo il percorso autorizzato e si sono fronteggiati con la polizia, che ha sbarrato l di Via Iasolino, contestando la decisione di vietare il corteo fino a piazza egli Eroi, considerata evidentemente troppo prossima al Gran Hotel Punta Molino, sede dei lavori dei ministri del G7.

G7, pomodoro in mare come sangue, la protesta simbolo di Ischia

“Il sangue dei migranti”. La protesta simbolo in difesa dei migranti

“La democrazia italiana lunga 200 metri”. A fine giornata il comunicato amaro dei movimenti antagonisti: “Oggi abbiamo misurato la lunghezza della democrazia italiana. La democrazia italiana lunga esattamente duecento metri, quelli che distano tra lo sbarco di alcune centinaia di attivisti venuti ad Ischia a contestare l e le politiche di guerra ai poveri del G7 e il punto in cui al corteo non pi stato consentito di manifestare! Con un esibizione muscolare non nuova, che forse per il ministro Minniti richiama modelli di efficienza, ma che sicuro ha molto poco a che vedere con la democrazia reale. I manifestanti sottolineano

i lgrande speigamento di forze per una protesta basata soprattutto su gesti simbolici per “per contestare ai ministri dell e al commissario europeo all Avramopoulos le stragi in mare, i soldi agli aguzzini dei rifugiati in Libia e in Turchia, le politiche di esclusione e repressione degli ultimi e dei pi deboli, disoccupati, senzatetto, poveri (come perfettamente sintetizzato dalle leggi Minniti)”.
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Sarà Gioia del Colle a ospitare domani, 10 marzo, la prima prova delle qualifiche regionali degli Esordienti, i piccoli agonisti del nuoto dai 9 ai 13 anni. L’impianto gioiese è stato scelto dalla Fin (Federazione italiana nuoto) Puglia dopo che la Gioia Nuoto, società che gestisce la struttura, ha dato la propria disponibilità a ospitare la gara. Nella nostra città si svolgeranno le prove del secondo concentramento che comprende le squadre della provincia Sud di Bari, Taranto Nord e Brindisi Nord.

Nella piscina gioiese si sfideranno 130 atleti di nove società per un totale di 206 gare. La squadra più numerosa saà la Icos Sporting Club con 22 atleti, seguita da Albatros e Mediterraneo con 19. Per la provincia di Bari da segnalare Ranidae di Cassano, Nadir di Putignano e Otrè di Noci che tra i tesserati hanno anche atleti gioiesi e schiereranno sui blocchi rispettivamente 15, 14 e 13 esordienti. I piccoli saranno impegnati in diverse specialità a seconda dell’età.

Per gli esordienti A (femmine classe 2001 02 e maschi classe 2000 01) le gare previste sono due a scelta fra 400 misti, 200 stile libero, 100 rana e 200 farfalla, mentre per gli esordienti B (femmine classe 2003 04 e maschi classe 2002 03) sono in calendario 400 stile libero, 50 farfalla, 100 dorso e 50 stile libero. Gli esordienti A che rientreranno nei tempi limite si qualificheranno alle finali regionali, che si terranno ad aprile nelle piscine comunali di Modugno. Mentre per gli esordienti B le finali sono previste a giugno. Per Gioia non sarà l’unica gara importante della stagione. La Fin Puglia infatti ha scelto l’impianto gestito dalla società del presidente Vittorio Scagliarini anche per la terza tappa delle qualifiche il 26 maggio.
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definitive to the Jewish roots of Christianity and an irrevocable to anti Semitism Christians, all Christians, have Jewish roots Francis made these, and other highly significant remarks in addressing over 300 Christians and Jews from all over the world during an international assembly of interreligious dialogue groups.

50th Anniversary of Nostra Aetate: The Past, Present, and Future of the Christian Jewish Relationship was the title of the annual meeting of the International Conference of Christians and Jews (ICCJ), held in Rome this year. Organized by the ICCJ in partnership with the Amicizia Ebraico Cristiana di Roma, delegates of 40 national chapters from all continents gathered together for 4 days of intense study and discussion regarding the consequences of this historic Vatican II document.

Promulgated on October 28, 1965, Nostra Aetate has become the cornerstone of a new era of friendship and respect between the two religious communities. It definitively abolished the anti Semitic readings of Catholic Holy Texts that plagued relations for 2000 years, which had provided fertile ground for persecutions, pogroms and ultimately, the substrata for the Shoah.

The ICCJ Conference reviewed the remarkable steps towards reconciliation taken in the past half century and examined prospects for closer future cooperation on some of the most pressing issues of our times.

Received with great warmth by Pope Francis on June 30, each participant had a chance to shake hands and exchange a few words with the Holy Father.

are strangers no more, but friends, and brothers and sisters said Pope Francis. with our different perspectives, we confess one God, Creator of the Universe and Lord of history. And he, in his infinite goodness and wisdom, always blesses our commitment to dialogue all Christians, have Jewish roots faith traditions find their foundation in the One God, the God of the Covenant, who reveals himself through his Word. In seeking a right attitude towards God, Christians turn to Christ as the fount of new life, and Jews to the teaching of the Torah. spoke of these as parallel paths to our One God.

The ICCJ President, Dr. Philip Cunningham, addressed Pope Francis with reflections on how Nostra Aetate embarked us on a new path of closeness and friendship between Jews and Christians on which we have traveled in the past 50 years. On ICCJ behalf, he presented Francis with three symbolic gifts, each related to the conference theme of past, present and future of the Jewish Christian relationship. a Kiddush cup (donated by a Jewish family whose members had been hidden by Christians during the Shoah);

a first edition autographed copy of a volume by the renowned German Jewish philosopher Martin Buber, whose family home in Heppenheim, Germany today hosts the ICCJ headquarters;

a cast bronze miniature of a new statue of and (Church and Synagogue), which has been commissioned by Saint Joseph University in Philadelphia to honour the Aetate anniversary. In contrast to the many portrayals of and found in medieval cathedrals and manuscripts (which generally portrayed Ecclesia as triumphant, and Synagoga as defeated), this modern work of art depicts the two figures as equal in dignity and beauty, looking with curiosity and respect at the books of each other respective Scriptures, symbolizing the new relationship of joint study that Aetate has both recommended and helped make possible.

In addition to the Papal Audience, the group was received by the Chief Rabbi of Rome, Riccardo Di Segni, and at the St. John Lateran palace by the Cardinal Vicar of the city.

The program of the Conference, composed of plenary session speeches that left space for questions from participants plus a multitude of small workshops, reflected the participants high level of familiarity with the subject. Compared to many previous years, it seemed new heights had been reached in the overall interest in theological questions related to the dialogue, and knowledge of respective texts. To name but a few of the outstanding Christian speakers: Cardinal Kurt Koch, President of the Pontifical Commission for Religious Relations with Jews; Cardinal Giuseppe Betori, the Archbishop of Florence; the Vicar of Rome, Cardinal Agostino Vallini; Dr. Clare Amos of the World Council of Churches; Rev. Cristiano Bettega , Director for Ecumenism and Interreligious Dialogue of the Italian Catholic Bishops Conference,
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plus Catholic and Protestant scholars such as Andrea Riccardi; Daniele Garrone; Paolo Ricca, Alberto Melloni; Rev Philipp Renczes, director of the Cardinal Bea Center for Jewish Studies at the Pontifical Gregorian University; Joseph Sievers, past Director of the Center and presently teaching at the Pontifical Biblical Institute; Rev. John Pawlikowsky, Honorary President of the ICCJ and Director for Catholic Jewish Studies at the Chicago Catholic Theological Seminary; Sister of Sion, Prof. Celia Deutsch; Gabriele Boccaccini of the University of Michigan; Sr. Mary Boys of the Union Theological Seminary in New York On the Jewish side, an equally significant number of religious leaders and scholars were heard. Speeches of great pertinence to the present moment of Christian Jewish dialogue and proposals for increased cooperation were presented, among others, by Rabbis Abraham Skorka of Argentina; David Rosen, AJC International Director for Interreligious Affairs and past president of the ICCJ; Joseph Levi, the Chief Rabbi of Florence; Ehud Bandel from Israel, David Sandmel, plus scholars and journalists such as Anna Fo Irene Kajon; Edward Kessler; Ruth Langer; Judith Banki; Lisa Palmieri Billig; Vittorio Vittorio Robiati Bendaud; Adam Gregorman and many others.

Cardinal Koch reflected on the Pope words regarding the Jewish roots of Christianity, saying he was grateful that of all denominations were participating in the Conference. He repeated that Christians have Jewish roots and identity of every Christian faith is tied to its attitude towards Judaism. Therefore the responsibility of all Christians is to recognize their brothers in faith as such special tribute was paid to Martin Buber on this 50th anniversary of his death. The rich programmatic themes ranged from eyewitness reports and research on the Background of the Second Vatican Council with particular attention devoted to pioneers of the dialogue such as Jules Isaac, Jacques Maritain, Elia Benamozegh, Augustin Bea, Karl Barth, Jules Isaac, and a focus on women who helped in the making and implementation of Aetate to discussion on the Covenant, the meaning of Nostra Aetate in a wider interreligious context, its impact on the Christian world, the important contributions over the years of such movements as the Sisters of Zion, the Focolari and the Community of St. Egidio, etc.

In his introduction, Marco Cassuto Morselli, President of the Rome Jewish Christian Friendship Association (AEC) which co organized this Conference, recalled that Aetate sought to overcome the teaching of hatred, which was rooted in centuries of anti Judaism. The tragedy of the Shoah continues to weigh heavily on Europe. Even in our own days, violence continues to offend against the sacredness of life. Our gathering is also a commitment to bear witness, so that other visions and other voices might be raised up against hateful words and actions. quoted an ancient Jewish which seems particularly relevant to the present moment, according to which Messiah lives in Rome. He is seated among the beggars at the gates of the city and, when people ask him, will you come? he answers: if you hear his voice year delegates from around the world will again gather, this time at St. Joseph University in Philadelphia, hosted by ICCJ President, Philip Cunningham,
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Professor of Theology and Director of the Institute for Jewish Catholic Relations of Saint Joseph University.

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Il 26 febbraio scorso stata dedicata una serata alla memoria del poeta fiorentino Mario Luzi, evento organizzato dal Comune di Firenze e dal Quartiere 5 Rifredi in collaborazione con l della Crusca. La commemorazione si svolta nella chiesa di San Michele a Castello, frazione in cui il poeta nato, ha trascorso i primi anni della sua infanzia e dove poi tornato nelle ultime fasi della vita, per poi trovarvi sepoltura.

Giuseppe Nicoletti, professore ordinario dell di Firenze, intervenuto con un bellissimo Ricordo di Mario Luzi poeta, uomo di cultura, docente universitario. Il testo che segue un estratto di questo Ricordo che l stesso ha “ritagliato” proprio per la Crusca e ha pensato di offrire perch venisse reso pubblico attraverso le pagine del sito dell di cui Mario Luzi era diventato membro effettivo nel 2003.

Come molti ricorderanno, per la Crusca la giornata del 9 giugno 2003 fu a suo modo memorabile: Mario Luzi, nominato appena da un paio di mesi membro effettivo dell venne accolto nella sala dei convegni della Villa di Castello dal presidente Francesco Sabatini, dopodich Cesare Segre present l socio agli intervenuti con un breve e ammirativo indirizzo di saluto. Il poeta tenne a sua volta un breve discorso durante il quale, salutando per la prima volta ufficialmente i colleghi accademici, affront con talune suggestive ma profonde riflessioni (da lui definite con autoriduttiva ironia Pensieri casuali sulla lingua) il tema di una retta considerazione conservazione del nostro idioma. Fra gli altri, ci piace ricordare questo pensiero che il poeta volle riferire in quella occasione:

di uso burocratico la locuzione: di madre lingua. Eppure, che grandezza reale essa contiene. In verit il rapporto che noi abbiamo con la lingua proprio quello: da madre a figlio, voglio dire, e reciprocamente. la lingua nella quale siamo nati e cresciuti che modella in misura non certo esigua la nostra mente. La nostra sensibilit dipende anche dai toni, gradi, risvolti della lingua che suona intorno a noi e dentro di noi. La madre lingua a sua volta riceve e raccoglie l delle esperienze serie e perfino delle marachelle dei propri figli; si arricchisce di invenzioni, di trovate, di nuovi possibili costrutti, di significati transitori o improvvisi. Tiene conto di tutto, anche se molto sar da buttare. E ci per la semplice ragione che Luzi venne alla luce proprio qui, a Castello, il 20 ottobre 1914, in quella che ora si chiama via Andrea Costa, al numero 9, vale a dire nella casa di Ciro Luzi e di Margherita Papini, i suoi genitori; e sempre qui, pi di recente, in un piccolo ma suggestivo cimitero limitrofo alla chiesa di S. Michele a Castello, egli ha trovato degna sepoltura dopo la morte occorsagli la mattina del 28 febbraio 2005. Su questo sfondo si staccava, senza avere nulla di conclamato, la figura di mia madre.

proprio la figura della madre, come si vede, a stagliarsi negli spazi primitivi della memoria e quindi a restituire retrospettivamente autorevolezza testimoniale a questi luoghi, donde la ragione della scelta da parte nostra di un brano delle sue riflessioni linguistiche incentrato appunto sul concetto di lingua madre o madre lingua che dir si voglia:

Su questo mondo, che era anche quello di mia madre, lei si profilava in un modo per me pi avvincente: io ho visto in mia madre tutto quel mondo di religione contadina ed elementare ma introflesso e pensato e molto intensamente vissuto. Questo mi ha incantato in lei, al di l del grande affetto che ci legava.

L proprio il primo tempo trascorso a Castello (dove Mario frequenta le elementari nella scuola ricavata dalle scuderie della Villa Reale) e quindi ancor prima del trasferimento della famiglia a Rapolano e a Siena, per seguire gli spostamenti del padre, capostazione nelle Ferrovie dello Stato, l dicevamo, dunque un tempo per il poeta posto sotto l dell materna:

quando penso alla mia infanzia, alla prima a Castello, in quella casa tranquilla, insieme a degli amici, a dei piccoli coetanei, mi sembrava che fosse un luogo e un tempo molto sereno, e serenamente vissuto anche dagli adulti. Pu darsi che su questo la memoria lavori molto, insomma faccia il suo lavoro di trasformazione, per ero molto innamorato di mia madre, mi piaceva mia madre, tutto quel che faceva mi incantava, come usava le mani, come cuciva, come sorrideva e quando poi era triste, perch mia madre aveva anche dei periodi di malinconia: questo mi abbatteva moltissimo, io ero molto legato ai suoi sentimenti, si riflettevano molto su di me, mi era impossibile essere allegro quando la vedevo cos

Ma un ricordo pi circostanziato e preciso dell di Castello, per quanto anche questo recuperato ad un di tempo davvero primitiva, lo si ritrova in uno scritto particolarmente significativo della fine degli anni settanta. Mi riferisco cio alla introduzione che Luzi appront per una antologia delle sue poesie tradotte in svedese e pubblicata a Stoccolma: in realt si tratta di una vera e propria Autopresentazione (questo ne appunto il titolo italiano) laddove viene affrontato l compito di indicare al lettore scandinavo, pur sempre nei termini di un discorso necessariamente sintetico, le idee di fondo e i temi portanti che fanno da linea direttrice alla propria poesia. Compito non agevole n appagante, come facile immaginare, specie per il diretto interessato e tuttavia Luzi, da par suo, anche in questo caso sa trarsi d ricordando il dei temi della suo universo poetico, vale a dire mutamento, la metamorfosi e ci senza mancare di citare quella importantissima fonte ispirativa che per la sua poesia matura fu l di quel grande scienziato e teologo cristiano che risponde al nome di Teilhard de Chardin. E proprio parlando di mutamento e di contrasto il discorso del poeta cadde sui luoghi della propria infanzia, su Castello in particolare, indicato come una sorta di paradigma mitico, per il suo vissuto, della trasformazione:

Il posto dove sono nato, presso Firenze, ha in s un contrasto molto pronunziato. In alto, sulle colline, la forma armoniosa e conclusa che gli architetti delle ville e dei giardini hanno dato alla natura nel Rinascimento e nel Sei e nel Settecento, in basso la polverosa animazione di una borgata industriale. Inoltre un contrasto ancora pi lacerante assimilato, anch nella prima infanzia: quelle sobrie ma monumentali dimore del potere e del privilegio ho imparato a conoscerle quando trasformate in ospedali militari ingoiavano dentro i loro cancelli colonne di autoambulanze con a bordo i feriti che i treni provenienti dai fronti della prima guerra mondiale scaricavano sulle banchine dei binari morti nella piccola stazione di Castello di cui mio padre era il capo: qualcuno di quegli uomini deposti sulle barelle con le bende insanguinate mi resta anche oggi stampato in mente. Lo stesso luogo mi fece conoscere i disordini sociali del dopoguerra e le violenze fasciste.

In questa pagina, come facile constatare, il poeta non accenna affatto alla figura della madre n al suo segreto ascendente, la rievocazione del luogo natale, di quella plaga semicollinare posta tra Sesto e Firenze giunge ora alla superficie della memoria attraverso un cruenta e semmai corretta e come attutita da un impulso teso a razionalizzare i ricordi, facendo riferimento alla storia, alle arti e finanche alla sociologia del territorio (la Castello aristocratica su in alto e quella operaia nella piana). Tuttavia, anche in questa occasione, nella Autopresentazione dedicata ai suoi lettori svedesi, non manca, seppure implicito, un accenno ad una raffigurazione allusiva di un di maternit che, ancora una volta, pu cogliersi proprio nella lingua, la appunto di cui abbiamo letto nella sua breve riflessione iniziale. In questa caso, pi in particolare, una nozione pi specifica che il poeta ci indica, la lingua della tradizione letteraria, con ci dicendosi partecipe di una comune e antica antinomia fra una sua accezione petrarchesca, univoca e speculare ed un multiforme e magmatica assegnata a Dante. Ma finalmente sar proprio gran fiume della nostra lingua italiana come lui stesso riconosce, a incaricarsi di comporre (l protettiva del fiume) contrasti e opposizioni:

Tutto forse si ricompone nel gran fiume della nostra lingua italiana e della nostra peculiare ideazione: quel fiume nomina le cose portate dai tempi e cerca e rompe di continuo (ma con grandi ristagni) lo splendore della cristallizzazione. Sono immerso anche io in qualche modo dentro quella corrente.
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Pubblichiamo due stralci dal libro dellex direttore del Roberto Napoletano Cigno nero e il Cavaliere bianco. Diario italiano della grande crisi (ed. La nave di Teseo), in libreria dal 7 dicembre. I due brani che anticipiamo per gentile concessione, riguardano le confidenze e i dubbi dellex premier Romano Prodi sui fatti che nel 2011, tra la crisi dello spread e le pressioni internazionali, portarono alla caduta del governo Berlusconi. Non è la prima volta che uno statista ricostruisce quei mesi oscuri. Dallex premier spagnolo Zapatero all ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner, più volte è stata ventilata lombra di un golpe.

Resto di pietra, un brivido mi corre lungo la schiena. In modi diversi, con parole e sfumature differenti ma all guru e big della comunità degli affari e della finanza, la massima autorità monetaria europea e la massima autorità monetaria italiana, mi hanno detto la stessa cosa: l sta saltando, i suoi fondamentali dell non giustificano minimamente il fallimento della repubblica, ma tant Ricerco e ascolto altri operatori di mercato, ne traggo la conclusione che sono al lavoro le mani forti della speculazione e puntano alla disintegrazione dell Scoprirò dopo che, oltre alla diffidenza comprensibile nei confronti dell accompagnata da una buona dose di pregiudizi, pesano sui mercati gli interessi geopolitici francotedeschi, sullo sfondo di uno storico scontro tra americani e russi dove sono in ballo energia, intelligence e sicurezza. Il giudizio unanime di condanna per l di governare dell Berlusconi, logorato da un estenuante braccio di ferro tra il presidente del consiglio e il ministro dell Giulio Tremonti e dal decoro violato delle istituzioni, contribuisce in modo decisivo a rendere concreto uno scenario terribile che mina le fondamenta dello stato italiano e mette a repentaglio la ricchezza privata del paese.

Alzo ancora il telefono e chiamo Romano Prodi, l che ha battuto due volte nelle urne il Cavaliere e che ha un passato da presidente della commissione europea in un momento storico per il vecchio continente. Mi dice: di ritorno dagli Emirati, sentirmi salutare all dall arabo con un bel bunga bunga non mi ha fatto piacere. C qualcosa, però, che non mi quadra in questo indignarsi collettivo, c qualcosa che va oltre il colore e il gossip. La mia sensazione è che questa volta i mercati vogliano far pagare a Berlusconi anche la posizione italiana a favore di Putin, di Gheddafi e della stabilità iraniana. Si tratta di una scelta di campo giusta per tutelare l nazionale e io la condivido, ma ha scatenato le mire francesi sulla Libia, l tedesco per la partnership con i russi che ci danneggia, l americana per un storica che reputano tradita. Purtroppo è un dato di fatto che, alla fine, l della guerra della Libia lo paghiamo noi. ()

Lun, 04/12/2017 08:58

Pro(s)i chi ? Quel ridanciano bolognese ? C’erano cose che a lui non tornavano ? Allora perché da uomo delle Istituzioni non le denunciò allora ? Cosa vuole ora, rifarsi un’immagine di santo incompreso ? Magari ripetere la nefasta stagione dell’Ulivo, con le sue incertezze, le debolezze, le incapacità. Oppure vuole abolire qualche altra legge del CDX, dopo aver messo in sicurezza i suoi interessi personali (legge sulle donazioni e lasciti da lui abolita dopo aver passato ai figli qualcosa come un milione di euro ciascuno ?) Cosa non s’ha da fare quando “si tiene famiglia”. Oppure mette le mani avanti per non svelare eventuali sue oscure complicità in quanto ora condanna !

Lun, 04/12/2017 09:35

Prodi sdoganò per primo Gheddafi invitandolo a Bruxelles nel 2004 e nel 2007 mandò militari italiani sulle motovedette libiche (che spararono contro pescherecci italiani), sottolineando a suo vantaggio che non fu servile come Silvio. Questo significa che, (orrendo) baciamano a parte, la sua politica estera non fu così differente. Sarà anche per questo che il Professore adesso fa qualche altra riflessione su quella vicenda come si evidenzia nella chiosa dell’articolo? Toccherà leggere questo libro per avere un quadro più chiaro di quella situazione. Dopo le sue dichiarazioni raccolte da Friedman nel suo Ammazziamo il gattopardo, il quadro politico del periodo si delinea sempre più come una mossa per “giustiziare” Silvio, almeno in questa faccenda, reo di aver favorito Putin etc. Ancorché Francia, Germania e Inghilterra vollero mettere le mani sulle risorse petrolifere libiche gestite dall’Italia, invano.

Lun, 04/12/2017 09:53

Non concordo del tutto. Il complotto fu di natura eminentemente finanziaria e, complice la criticissima situazione della Grecia si voleva far saltare l’euro con l’appoggio delle agenzie di rating e della speculazione internazionale. Non conveniva agli europei avere due Stati a default, agli Usa sì. creando un calo dei tassi impenetrabile per la speculazione ma purtroppo anche per gli investitori in euro che finirono tutti sul dollaro, ci sono ancora dubbi?

Lun, 04/12/2017 10:11

No Mortimermentecatto, non siamo noi che ci siamo sbagliati. sei tu (e Napoletano) che non sai leggere. Anche se soprassediamo su “Il giudizio unanime di condanna per l’incapacità di governare dell’esecutivo Berlusconi”, che già dovrebbe bastare, l’unica cosa che si evince da tutto questo è che Berlusconi avrebbe sbagliato tutto: economia, politica interna ed estera. Se la piantaste di urlare a “gombloddo” e vi rendeste conto dei danni che ha fatto quell’uomo (con i suoi rubagalline al seguito) sarebbe meglio. Ma tu non ci arrivi.

Lun, 04/12/2017 10:23

Mister mortadella mi ricorda tanto le ex fanciulle tanto di moda che ricordano oggi, dopo anni e anni, per farsi un po’ di pubblicità gratuita, le violenze subite! I dubbi caro mortadella andavano espressi subito e se avevi in più qualche prova dovevi denunciare il complotto. Il nostro eroe ha preferito invece l’omertà con re giorgio e compagni di merende al posto degli interessi del paese. Tipico esempio di democristiano di sinistra pronto a tutto per l’interesse suo e, qualche volta, del partito! Ritorna alle sedute spiritiche che é meglio. Quanto alla tua “denuncia” a babbo morto lascia il tempo che trova, chi voleva vedere, chi non aveva gli occhi coperti da pelle di salamella, ha sempre saputo che tutto era un complotto e re giorgio primo complottista.

Lun, 04/12/2017 11:10

L’illegittimo sistema di sinistra dittatoriale che ci governa aveva pianificato e organizzato l’invasione dei finti progughi clandestini da anni. Bisognava togliere di mezzo Berlusconi, appoggiare le “primavere arabe” per destabilizzare il maghreb e la Libia soprattutto, fino a eliminare Gheddafi. I profughi sarebbero arrivati a migliaia, in questo modo si sarebbero creati nel nostro paese nuove generazioni di poveri disperati, utili alle ONG, alle numerose mafie, alle coop rosse, alle organizzazioni pro migranti, alle multinazionali, e utili alla sinistra in particolare perche i nuovi poveri saranno futuri sostenitori dei partiti di sinistra e di uno stato il più assistenziale possibile, sul sangue e sulle tasche degli italiani. Il problema è che l’Africa ha iniziato a vomitarci addosso centinaia di migliaia di finti profughi, che saranno milioni. La situazione è completamente fuori di controllo, e adesso si rischia una escalation di violenza senza precedenti!

Lun, 04/12/2017 11:27

Quanti a posteriori riconoscimenti per Silvio! Arrivano fuori tempo massimo ormai, e come si suol dire, da destra a sinistra. Quando arrivano da Prodi poi è tutto dire. In questo caso il colmo si può dire veramente raggiunto. Infatti, è questi uomo in cui si possa riporre ancora un po’ di fiducia in quello che dice o fa? Gatta ci cova, come al solito? A che cosa mirano tutti questi riconoscimenti soprattutto dalle parti avverse ed in periodo elettorale tutto sommato? Lodi dunque al Berlusconi, alla vittima designata per mani sinistre a tutti i livelli, per essersi comportato in tutto questo tempo da vittima e in questo ruolo essersi.

Lun, 04/12/2017 13:14

Mortadella ha certificato il suo concorso esterno con la mafia Gallo Alemanna, che considera gli altri stati della (dis)UE, sue colonie. Purtroppo, per noi, Mortadella, catto o non catto, è un comunista, fascista rosso. Non ci sono pm che lo incrimineranno per questo reato tutto italiano, pensato per far fuori esponenti dell’opposizione. Si preoccupano de l’onda nera, al loro dire, in arrivo; gli italiani annaspano nell’onda rossa che da troppo tempo dilaga nella penisola. Peggio di quest’individuo c’è solo il caro leader, presidente eterno Giorgio golpista Napolitano.

Lun, 04/12/2017 13:55

Libertà75, chi ha mai detto che il governo degli ultimi 5 anni abbia migliorato le cose??? Il problema è che questo governo è pessimo. Ma Berlusconi era peggio. L’ultimo governo decente (dal punto di vista dei dati economici), piaccia o meno, fu proprio il primo governo Prodi. Si vada a vedere l’andamento del deficit, del debito pubblico e del PIL. Lo so, tutta “propaganda comunista”. Quindi che senso ha spiegarle? Se è ancora oggi un sostenitore di uno che ha evaso le tasse rubando dei soldi anche a lei, ha senso fare dei ragionamenti per “spiegarle”???

; SI! BERLUSCONI UN INCAPACE?! SI LUI E INCAPACE DI RUBARE 100IA DI MILIARDI COME HA FATTO IL PCI PDS MARGHERITA PD IN 70 ANNI!OPPURE LUI E INCAPACE DI PRENDERE PER IL CxxO I TERREMOTATI DEL CENTROITALIA COME INVECE S FARE IL PD CHE 17 MESI DOPO IL TERREMOTO NON CAPACE DI DARE LE DARE LE CASE AI TERREMOTATI!MENTRE BERLUSCONI INCAPACE COME HA DATO 5 MESI DOPO IL TERREMOTO 6000 CASE IN MURATURA E PACCHI NATALIZI AGLI AQUILANI!MA IN COMPENSO IL PD D AI PROFUGHI 1000 EURO AL MESE!CAMERE IN HOTEL A 4 STELLE!E 3 PASTI GRATIS!MENTRE I PENSIONATI ITALIANI DEVONO CERCARE IL LORO CIBO NEI CASSONETTI! SI IL PD CAPACE DI QUESTO E ALTRO COME RUBARE I RISPARMI A 150,000 ITALIANI!VERO fab 73?!.
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Questa la storia di un incontro speciale. E il racconto dell esatto in cui due anime hanno deciso di unirsi e rimanere insieme per sempre. Barbara Bates, coordinatrice per le adozioni di un rifugio per animali in Texas (Usa) era presente, con la sua macchina fotografica, quando la 102enne Iona ha incontrato per la prima volta il gatto di due anni Edward. incontro che mi ha riempito il cuore racconta all appena l vista, il gattino si rannicchiato su di lei. Tra l il colore della sua pelliccia si abbinava perfettamente col vestito che portava Iona! ho chiesto: ti dispiace se ti faccio una foto? e lei spero di non rompere la tua macchina fotografica!

Non successo. Edward aveva scelto la sua compagna, e Iona aveva accettato con gioia la sua scelta. Il gatto di Iona era morto da poco. Cos la scorsa settimana Iona e suo figlio hanno deciso di andare a fare una gita al rifugio Montgomery County Animal Shelter di Conroe, in Texas. avevo avuto per dieci anni racconta Iona, che ha chiesto a Huffington Post di non pubblicare il suo nome completo . Avevo davvero bisogno di un compagno Ed il dolce Edward l conquistata subito. modo in cui mi si accoccolato sulla spalla mi ha ricordato il gatto che avevo appena perso ricorda Iona

La centenaria Iona ha avuto gatti per tutta la sua vita, li adora. Tanto che la sua foto proferita quella di lei, ragazzina, ritratta con un gattino nella fattoria della sua famiglia. Stava mungendo una mucca e un po di latte schizzato fuori dal secchio in cui lo stava raccogliendo. In un attimo ecco arrivare il micio fortunato, pronto a suggere quel delizioso (per il gatto senz nettare.

Adesso il turno di Edward di avere una famiglia e una casa, per la prima volta nella sua vita. E, secondo Iona, il piccolo quattro zampe ne molto felice. La coordinatrice del centro ha raccontato di non aver avuto alcuna esitazione nel caso di Edward e Iona. Intanto il figlio dell signora ha garantito che il gatto rimarr in famiglia, qualsiasi cosa possa accadere a Iona. Poi, anche Barbara non ha dubbi sul fatto che i due neo amici siano in grado di farsi del bene a vicenda. mia foto si intuisce ci che Edward ha subito capito. Ovvero che Iona aveva moltissimo amore e tanta sicurezza da offrirgli E, anche, che l non ha prezzo. me un animale pu dare la vita, laddove le cose materiali non possono e anche alcune persone conclude Barbara. Torni a casa dopo una giornata di lavoro e loro sono l che ti vogliono baciare. Tutte le cose brutte spariscono. Questa storia ha toccato profondamente il mio cuore e sono felice che quello che ho provato possa essere trasmesso ad altri attraverso la mia foto
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Sabrina Misseri condannata all’ergastolo con la madre Cosima Serrano per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi non merita sconti di pena per le “modalità commissive del delitto” e per la “fredda pianificazione d’una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell’impunità”. Lo sottolinea la Cassazione nei motivi di conferma delle condanne. Lo sconto di pena è stato negato dalla Cassazione anche per Cosima Serrano dato che, essendo una adulta matura, invece di intervenire a placare “l’aspro contrasto sorto” tra Sabina e Sarah, “si era resa direttamente protagonista del sequestro della giovane nipote partecipando, poi, materialmente alla fase commissiva del delitto”. Sarah ricorda la Suprema Corte venne strangolata da Sabrina e Cosima con “concorso sinergico” tra le due: l’una ponendo “in essere la specifica azione di soffocamento da dietro della vittima” e l’altra inibendole “ogni tentativo di difendersi e ogni chance di fuga”. Anche Cosima, aveva messo in atto “una serie di depistaggi per conseguire l’impunità per sé e sua figlia Sabrina”. Tutti questi comportamenti rendono “impossibile” gli sconti di pena.
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