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Un nuovo rapporto della Clean Clothes Campaign, , documenta i salari da fame endemici e le dure condizioni di lavoro nell’industria tessile e calzaturiera dell’Est e Sud Est Europa. Ad esempio, molti lavoratori in Ucraina, nonostante gli straordinari, guadagnano appena 89 euro al mese in un Paese in cui il salario dignitoso dovrebbe essere almeno 5 volte tanto.

Tra i clienti di queste fabbriche ci sono marchi globali come Benetton, Esprit, GEOX, Triumph e Vera Moda.

Per questi marchi i Paesi dell’Est e Sud Est Europa rappresentano paradisi per i bassi salari. Molti brand enfatizzano l’appartenenza al “Made in Europe”, suggerendo con questo concetto “condizioni di lavoro eque”. In realtà, molti dei 1,7 milioni di lavoratori e lavoratrici di queste regioni vivono in povertà, affrontano condizioni di lavoro pericolose, tra cui straordinari forzati, e si trovano in una situazione di indebitamento significativo.

Queste fabbriche di sfruttamento offrono lavoratori economici, anche se qualificati e professionali. Troppo spesso i salari mensili della maggior parte della forza lavoro femminile raggiungono appena la soglia del salario minimo legale, che varia dagli 89 euro in Ucraina ai 374 euro in Slovacchia. Ma il salario dignitoso, quello che permetterebbe a una famiglia di provvedere ai bisogni primari, dovrebbe essere quattro o cinque volte superiore e in Ucraina, ad esempio,
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questo vorrebbe dire guadagnare almeno 438 euro al mese.

I salari minimi legali in questi Paesi sono attualmente al di sotto delle loro rispettive soglie di povertà e dei livelli di sussistenza. Le conseguenze sono terribili. “A volte semplicemente non abbiamo niente da mangiare”, ha raccontato una lavoratrice ucraina. “I nostri salari bastano appena per pagare le bollette elettriche, dell’acqua e dei riscaldamenti” ha detto un’altra donna ungherese.

Le interviste a 110 lavoratrici e lavoratori di fabbriche di abbigliamento e calzature in Ungheria, Ucraina e Serbia hanno rivelato che molti di loro sono costretti ad effettuare straordinari per raggiungere i loro obiettivi di produzione. Ma nonostante questo, difficilmente riescono a guadagnare qualcosa in più del salario minimo.

Molti degli intervistati hanno raccontato di condizioni di lavoro pericolose come l’esposizione al calore o a sostanze chimiche tossiche, condizioni antigieniche, straordinari forzati illegali e non pagati e abusi da parte dei dirigenti. I lavoratori intervistati si sentono intimiditi e sotto costante minaccia di licenziamento o trasferimento.

Quando i lavoratori serbi chiedono perché durante la calda estate non c’è aria condizionata, perché l’accesso all’acqua potabile è limitato, perché sono costretti a lavorare di nuovo il sabato, la risposta è sempre la stessa: “Quella è la porta”

“Ci pare evidente che i marchi internazionali stiano approfittando in maniera sostanziosa di un sistema foraggiato da bassi salari e importanti incentivi governativi” dichiara Deborah Lucchetti, portavoce della Campagna Abiti Puliti, sezione italiana della Clean Clothes Campaign. “In Serbia, ad esempio, oltre ad ingenti sovvenzioni, le imprese estere ricevono aiuti indiretti come esenzione fiscale fino a per dieci anni, terreni a titolo quasi gratuito, infrastrutture e servizi. E nelle zone franche sono pure esentate dal pagamento delle utenze mentre i lavoratori fanno fatica a pagare le bollette della luce e dell’acqua, in continuo vertiginoso aumento” continua Deborah Lucchetti.

Le fabbriche citate nel rapporto producono tutte per importanti marchi globali: tra questi troviamo Benetton, Esprit, GEOX,
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Triumph e Vera Moda. La Campagna Abiti Puliti chiede ai marchi coinvolti di adeguare i salari corrisposti al livello dignitoso e di lavorare insieme ai loro fornitori per eliminare le condizioni di lavoro disumane e illegali documentate in questo rapporto.

La Campagna Abiti Puliti ha lanciato una raccolta fondi per la realizzazione un video informativo da diffondere tra i giovani e nelle scuole per raccontare la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici del mondo tessile e calzaturiero in Italia e nel mondo. Per donare:.

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Per essere un intervista mancata di rumore ne sta facendo un bel po’. Dopo il post di Alessandro Gilioli sul tentativo (fallito) di ottenere un confronto dialettico con Beppe Grillo, la Rete e i blog ribollono.

Oltre ai commenti al post su Piovono Rane ecco le principali reazioni, alle 10 del 10 gennaio 2008

Il 9 gennaio 2008 Alessandro Gilioli ha scritto sul suo blog sul sito de L’espresso di aver chiesto un’intervista a Grillo, da lui rifiutata dopo aver letto le domande, concentrate sui giornali.

In particolare si lamenta che Grillo non concede interviste e vorrebbe che i lettori condannassero e stigmatizzassero il comportamento di Beppe.

Forse è bene fargli capire che non sarà tanto facile e che prenderanno mazzate anche loro.

Caro Beppe, non è un commento inerente al blog, ma non so in che altro modo scriverti. Ti seguo quotidianamente e ti stimo da anni. Ho letto un articolo di Gilioli dell’espresso che mi lascia amarezza ed inquietudine. Mi piacerebbe una tua risposta,sul blog. Ma non solo quella. Vorrei capire. Vorrei non sentirmi tradito. Aspetto con fiducia. Saluti, Michele. Peccato, poteva essere un’occasione per pubblicizzare il secondo V Day,
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contro la mala informazione.

Non credo che alzare barricate anche di fronte a domande di parte sia utile, io sono per il confronto sempre e comunque. Alle domande avevi la possibilita’ di proporre liberamente le tue risposte che avrebbero raggiunto il pubblico dell’espresso, magari non tutto info alfabetizzato.

Mi dispiace che si sia persa questa occasione che sarebbe stata utile per spiegare le motivazioni sacrosante del secondo V day, magari ricordando i meravigliosi (ovviamente sarcastico) momenti vissuti con il TG1 di Mimun e Riotta e dei falosi scoop .

Leggendolo vien voglia di rivalutare le tue parole. Mi piacerebbe saperne di più dato che molto spesso ho dato molta importanza a quello che dici.

Ho letto il blog di Gilioli e in un primo momento Sono rimasto disorientato dall’infelice decisione di Beppe di non rispondere alle domande. Analizzando meglio la sua situazione penso che:

1 E’stato onesto al costo di fare un autogol. infatti avrebbe (se davvero non si fosse sentito all’altezza come sostiene Gilioli)potuto tranquillamente farsi scrivere le risposte da qualcun altro. il tempo e le penne giuste non le sarebbero mancate di certo.

2 Chi mi garantisce che questo Gilioli dica la pura verita’ (sarebbe interessante vedere i suoi articoli su Repubblica che non leggo per capirne l’orientamento) o magari non sia una montatura per screditare Beppe in in modo un po’ piu’ raffinato di come voleva fare Mastella da Santoro e che magari non sia stato pagato (forse proprio da Mastella)? Credo che gli attacchi che verranno dai media nel periodo post 25apr. saranno sempre piu’ numerosi, diversificati e raffinati).

3 Beppe forse sa che in questo momento cosi’difficile ha una grande responsabilita’ nei confronti della gente che si aspetta molto da lui, e forse per questo non vuole mostrare il fianco debole agli avversari a costo di comportamenti impopolari.

4 Se fosse vero che Beppe ha il suo debole nei contradditori, questo per me non cambia nulla, forse per questo non vuole fare il politico, anzi, questo lo renderebbe ancora piu’ umano.

In ogni caso una persona la conosci da quello che fa (giudicate voi)e non dalle interviste che non rilascia.
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Con il termine di danza si intende, in maniera generica, più discipline che comprendono oltre alla danza classica anche la moderna, il tip tap, il jazz e tante altre ancora.

Per svolgere queste attività in maniera corretta ed appropriata è fondamentale essere in possesso di un buon paio di scarpe da danza. Le scarpe per danza devono essere di qualità e devono essere scelte con attenzione perché devono consentire di compiere con precisione e fluidità ogni movimento.

La scelta di scarpe per danza da utilizzare per la danza classica è piuttosto delicata e complicata perché bisogna prendere in esame le caratteristiche del piede.

E’ questo il motivo per cui, per il primo paio, è sempre meglio chiedere il supporto del proprio insegnante che potrà suggerire il modello più adatto, tenendo conto non soltanto dello sviluppo fisico del ballerino ma anche dei dettagli del suo corpo. Il modo migliore per scegliere scarpa di danza, qualsiasi sia l’attività per la quale debbono essere impiegate, è fondamentale provare più di un modello, verificando la comodità.

E’ molto importante che le dita dei piedi siano completamente distese e che sia facile muoversi. Le scarpe per danza svolgono un ruolo fondamentale perché, nella danza classica, aiutano il piede a sostenere tutto il peso del corpo. Una buona scarpa danza evita che si possano sollecitare in modo eccessivo e sbagliato le delicate articolazioni delle caviglie e del piede. I modelli di scarpe danza per i ballerini di danza classica sono molteplici e comprendono suole più o meno dure e varie tipologie di mascherine.

Per capire quale sia quella più adatta a sé è importante indossarne svariate fino a trovare la scarpa per danza più vicina alle proprie esigenze e maggiormente in grado di adattarsi alla conformazione del piede.

Se si è alla ricerca di una scarpa di danza da impiegare per il tip tap è importante verificare il suono prodotto dal metallo presente sul tacco e sulla punta senza trascurare la comodità. In commercio si trovano facilmente modelli prettamente femminili dotati di un tacco medio che non intralcia i movimenti.

Anche le scarpe per danza per il ballo devono avere una caratteristica imprescindibile: la qualità. Inoltre, è fondamentale che siano comode e che agevolino il movimento, rendendolo elegante. Al momento della scelta bisogna indossarle entrambe e compiere qualche passo. Un dettaglio molto importante è valutare la loro comodità ma anche la loro resistenza, osservando, per esempio, le cuciture.

Le scarpe di danza si trovano in vendita sia negozi che trattano materiale sportivo e per la danza che in rete. Online è possibile trovare una vasta gamma di scarpe per danza di qualità, in grado di rispondere ad ogni necessità. L’acquisto in rete consente un notevole risparmio ed è l’ideale anche per le scuole che ordinano quantità importanti di merce.
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lynnea ugg boots Sabato la Raccolta di San Martino

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Molte famiglie, non disponendo dei mezzi primari per crescere i propri figli si rivolgono all nella speranza di trovare accoglienza e cibo. La struttura non dispone però delle risorse economiche necessarie a soddisfare il fabbisogno di tutti. Per questa ragione la Raccolta di s. Martino sostiene l Versanti, che mette a disposizione un contributo per l di un terreno coltivabile, al fine di incrementare la produzione di cereali e ortaggi.

Una volta acquistato il terreno è necessario un lavoro di disboscamento e pulitura. La fase successiva prevede la costruzione dei muretti di sostegno delle terrazze, sulle quali saranno avviate le coltivazioni. L è quello di introdurre tecniche di agricoltura biologica che permettano di ottenere prodotti qualitativamente più sani.

Nella piccola azienda agricola dell è in atto anche una sperimentazione interessante, finalizzata a migliorare la qualità del foraggio per gli animali. Si tratta della coltivazione, in scala ridotta, di alcune specie vegetali non autoctone, provenienti da paesi europei e sudamericani. Siccome negli ultimi mesi, nonostante il clima monsonico del Nepal, si è registrato un buon risultato, si pensa di iniziare a lavorare su una scala più ampia. La produzione di foraggio con un più alto valore nutritivo avrà una ricaduta positiva sia sulla salute degli animali che sul latte prodotto.

La manodopera necessaria alla realizzazione del progetto sarà fornita da un contadino esperto e da alcuni ragazzi dell che hanno deciso di dedicarsi allo sviluppo dell agricola. Dopo due anni di formazione i ragazzi saranno in grado di gestire da soli l produzione alimentare dell

Nella giornata di sabato 11 novembre gli oratori organizzeranno la raccolta dei sacchi distribuiti nei giorni scorsi. Si raccolgono: indumenti, abiti, scarpe, borse. Non si raccolgono: carta, ferro, vetro. Il giorno della raccolta è fissato per questo sabato. Il giorno della raccolta è fissato per questo sabato. Due i punti di raccolta finali in Valsabbia: ad Agnosine e a Vallio Terme.
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un patriarca, ma non lo dimostra. Un piccolo fiore dai petali violetti, che spiccano per contrasto sulle pareti di calcare biancastro nel Montarbu di Seui, in realt un tesoro botanico. La prima specie carnivora endemica della Sardegna e una delle pi antiche del Mediterraneo. la Pinguicula sehuensis , ovvero la pinguicola di Seui. Cos l’ha battezzata Gianluigi Bacchetta, 46 anni, direttore del Centro di conservazione della biodiversit dell’Universit di Cagliari, che l’ha trovata durante un’escursione nel 2012. ha colpito subito per la sua bellezza e la sua diversit Pensavo che fosse del tipo diffuso in Corsica. Ma quando abbiamo approfondito le indagini abbiamo capito che si trattava di una specie nuova, mai registrata prima Per giunta, antichissima: di un patro endemismo, un ancestore delle altre specie di pinguicole del Mediterraneo scoperta della Pinguicula sehuensis stata resa pubblica da Phytotaxa, una rivista specializzata internazionale, e sta suscitando notevole interesse.

Gianluigi Bacchetta dovrebbe averci fatto il callo: nella sua carriera accademica ha scoperto una cinquantina di specie nuove. Per si dichiara emozionato. era mai stata segnalata una carnivora endemica della Sardegna. Tutte le altre sono di importazione La piccola pinguicola dallo stelo sottile (misura al massimo 15 centimetri d’altezza) si nutre di insetti e minuscoli ragni. fra aprile e giugno, cresce nelle pareti rocciose, ma non in luoghi inarrivabili Sino a prova contraria, solo nel Montarbu. Per trovare nuovi esemplari, Gianluigi Bacchetta l’ha battuto palmo a palmo, in compagnia di due studiosi con i quali condivide l’onore dell’articolo su Phytotaxa. Uno Lorenzo Peruzzi dell’Universit di Pisa, esperto delle pinguicole italiche. L’altro Marcello Cannas, sindaco di Seui, membro del Corpo Forestale e grande appassionato della flora e della fauna sarda. Figlio del mitico Salvatore, che addomestic la mufla Stellina. individuato otto nuclei di pinguicola, ciascuno in ambiti di poche decine di metri quadri I semi della stagione 2013 e 2014 sono ora conservati nelle celle frigo della Banca del germoplasma, all’Orto botanico di Cagliari. Insieme a quelli dell’uva d’epoca nuragica e a tante meraviglie della natura. Spesso a rischio di estinzione, come il fiore carnivoro del Montarbu, insidiato da capre e mufloni. La nostra isola un autentico scrigno di gemme. ben 322 gli endemismi, di cui 193 esclusivi della Sardegna. Un patrimonio inestimabile. In Italia siamo secondi solo alla Sicilia, dove per le ricerche sono cominciate prima Forse i botanici sardi, per troppo tempo, hanno preferito le scrivanie alle campagne. Ma certo che i fondi scarseggiano. Le ricerche sulla pinguicola di Seui sono state sovvenzionate dalle universit di Cagliari e Pisa. Mentre la Regione Che non ha ancora approvato la legge di protezione della flora spontanea, sollecitata a gran voce da studiosi e ambientalisti. La scorsa estate, quando il Consiglio regionale discuteva (anche in quel caso con grande ritardo) di una norma sulla agro biodiversit gli specialisti delle universit di Cagliari e Sassari, della Societ italiana di botanica e del Cnr hanno inviato ai legislatori un documento ricco di informazioni, consigli e raccomandazioni. Oltre, naturalmente, alla piena disponibilit a collaborare. oggi non ci hanno risposto La fragile pinguicola, e tanti altri splendori che colorano i paesaggi della Sardegna, non interessano i politici.

Fondazione Agnelli: lo Scientifico al top

la scuola della Provincia di Nuoro che prepara meglio gli studenti ad affrontare l’Universit Il liceo scientifico Costa Azara di guadagna un prestigioso attestato reso pubblico dalla fondazione Agnelli che ha diffuso on line, attraverso il progetto Eduscopio, la classifica delle scuole superiori di tutta Italia che si sono distinte per la formazione dei ragazzi. Tutto calcolato su un indice che mette insieme la media dei voti e dei crediti ottenuti dagli studenti universitari.

Il liceo di si affermato in prima posizione a livello provinciale e secondo in Sardegna, dietro lo Scientifico di Iglesias. riconoscimento ci gratifica molto dice il dirigente scolastico del liceo di , Romano Carta e dimostra che i ragazzi della nostra scuola hanno ottenuto un’ottima preparazione per affrontare gli studi universitari. Questo il miglior incentivo che potessimo avere TangianuRestyling del logo comunale: ecco il nuovo stemma

Addio a castelli d’argento, palme lussureggianti e sirenetti dagli addominali scolpiti. Il Comune di Cagliari, dopo 85 anni, sostituir lo storico stemma cittadino con un nuovo logo. Su documenti ufficiali, carte intestate e materiale promozionale nelle prossime settimane far l’esordio una versione pi moderna dell’emblema comunale. Rimarranno comunque gli stessi simboli: lo scudo crociato, sovrastato da una corona e affiancato da due tritoni, ma rivisti in una veste grafica stilizzata.

Il restyling, approvato dalla Giunta (ma non tutti i cagliaritani sono d’accordo) stato affidato al dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura, realizzato assicura l’assessore alla Comunicazione Barbara Cadeddu dopo approfonditi studi e ricerche, secondo quanto prescritto nel dettato araldico presente nel regio decreto del 23 dicembre 1929 e riportato nell’articolo 2 dello Statuto comunale pubblicato sul sito del Comune il manuale nel quale verranno descritte le regole grafiche da seguire nell’utilizzo dell’immagine (colori, dimensioni e applicazione nei diversi prodotti di comunicazione).

vecchio logo pittorico era difficile da riprodurre, sia nel formato digitale che in quello di semplice timbro, spiega l’assessore ora abbiamo un simbolo chiaro, riconoscibile e fortemente identitario Mascia

5 La Nuova Sardegna di sabato 6 dicembre 2014 / Sardegna Pagina 6Sassari, al concorso in gara 49 universit da tutta Italia: vince il progetto di un gruppo di ricerca di Milano

Particelle della seta ripareranno il corpo umano

di Vincenzo Garofalo

SASSARI La scarpa che si chiude da sola, con la semplice pressione del piede non ce l fatta. Niente da fare nemmeno per lo spazzolino da denti super automatico, per la pastiglia a Led che debella i batteri dallo stomaco, o per le case di cartone solide come il cemento, che comunque sono arrivati fra i primi sedici progetti. Sassari, scelta per ospitare la dodicesima edizione del Premio nazionale dell manifestazione organizzata dall’Universit di Sassari e dall’associazione PNICube, in collaborazione con Comune di Sassari, Camera di Commercio e Confindustria del Nord Sardegna, ha premiato come migliore idea d alto contenuto tecnologico per il 2014 il progetto Silk Biomaterials. Un innovativa, nel pieno spirito dell con cui un gruppo di ricercatori di Milano ha messo a punto un sistema che d nuova vita ai tessuti umani utilizzando le micro e nano particelle della seta. Questa idea d ha vinto il premio di 25 mila euro riservato alla sua categoria (Life Sciences) ed stata scelta come miglior proposta d in assoluto fra tutti i 58 progetti che hanno partecipato, spalleggiati da 49 atenei, al talent show dell italiano e della voglia di fare impresa di tanti giovani armati di creativit tanta formazione e altrettante buone speranze. Fra questa onda benevola di inventiva quattro idee, divise per categorie, sono state gratificate con la gloria e un assegno di 25 mila euro. Oltre al vincitore assoluto Silk Biomaterials, gli altri Archimede del nuovo millennio scelti dalla giuria sono il progetto Fermo!Point (categoria Ict), di un gruppo milanese che ha sviluppato un in apparenza semplicissima: un servizio che consente di comprare i nostri prodotti preferiti su internet e ritirarli con comodit nel negozio sotto casa, liberando l dall di ricevere il pacco a casa. Per la categoria Agrifood Cleantech stato premiato il progetto Diptera, idea made in Puglia, che si propone di produrre mangimi per animali a base di insetti,
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da usare in alternativa ai classici mangimi a base di pesce, diventati sempre pi costosi e sempre pi difficili da realizzare visto che inizia a scarseggiare la materia prima. L assegno di 25 mila euro, per la categoria Industrial, andato all d Smart patch, frutto delle ricerche di un team del Piemonte e valle d per produrre un sistema di monitoraggio, a basso costo ma ad alta efficienza e affidabilit per controllare lo stato di salute della costruzione e delle infrastrutture. Premi sono stati assegnati a un decina di progetti con la possibilit di potersi giocare le loro carte in incubatori d in Inghilterra e in Francia. E poi il premio da 2500 euro della Fondazione Gabriele Bacchiddu andato a una squadra di ricercatrici, tutta al femminile, della Calabria, che ha gareggiato con il progetto Gel Oil, ossia, come dice il nome, produzione di olio extravergine di oliva in gel, aromatizzato. Per tutti le alte idee d tutte degne di nota e tutte scaturite dall e dalla insaziabile immaginazione di ricercatori italiani desiderosi di emergere, il premio stato quello di partecipare alla fase finale della manifestazione. Di contribuire a miscelare l di fiducia, entusiasmo, sapienza e ottimismo che per due giorni ha pervaso l al Palazzo della Frumentaria (dove sono stati illustrati tutti i progetti, con la speranza di attrarre investitori), il teatro Verdi e un po tutto il monto scientifico e imprenditoriale non solo di Sassari, ma di tutta l

A un passo dal podio gli inventori sardi ma tante le idee che arrivano dall Il sogno di appuntarsi sul petto la medaglia di svanito all istante. Ma i cagliaritani Luca Savoldi, Davide Ariu e Andrea Sanna (nella foto), si godono la soddisfazione di essere stati scelti fra i migliori sedici gruppi di ricerca e impresa che hanno partecipato al PNI. Con il loro progetto Deep Fisher, piattaforma software capace di prevenire e rilevare in maniera davvero precoce gli attacchi informatici, avevano gi conquistato l della Start Cup Sardegna, piazzandosi fra i primi tre. Ieri non si erano illusi pi di tanto, forti anche di una buona fetta di mercato su cui hanno gi messo le mani, e soprattutto il loro prodotto. Poca gloria ieri anche per gli altri tre progetti sardi in gara: Lifely, un software per comunicare con gli oggetti a distanza (il vaso wifi Lifely per con le piante); Sea me, moderna forma di eco turismo partecipativo abbinato alla ricerca scientifica, che offre esperienze appassionanti di interazione con il mondo della ricerca in mare su balene e delfini; Fast trial, piattaforma per Rendere farmaci di ultima generazione disponibili a tutti in tempi brevi semplificando la fase di test mettendo in interconnessione le industrie farmaceutiche, i centri di ricerca e i medici di base. Che passa per viale Italia, liberata dalle auto in sosta, scende in viale San Pietro e via delle Croci. O sale in via Rockfeller fino a via Deffenu, viale Dante, via Margherita di Savoia. Chilometri di asfalto riservati alle biciclette, che si snodano e si intersecano in mezza citt collegando tra loro le varie sedi dell alcune sedi del Comune,il Policlinico, l le cliniche, i carabinieri e gli uffici Inps. Cala un altro asso la giunta comunale, decisa a cambiare marcia sul tema traffico e viabilit E dopo aver toccato i confini del cuore del centro mette le mani su uno dei classici tab sassaresi: le piste ciclabili e la possibilit o meno di inforcare le due ruote sui saliscendi cittadini. E lo fa in grande stile, con un progetto gi esecutivo da quasi 2 milioni finanziato con i fondi Por 2006 2013, illustrato ieri nella sala convegni del Palazzo della Frumentaria in occasione della XII edizione del Premio nazionale per l sua denominazione, “piste ciclabili a Sassari, itinerari dell’Universit e il fatto che coinvolga le sedi della ricerca e dello studio non stata fatta a caso ha spiegato il sindaco di Sassari Nicola Sanna ma significa che si vuole rendere fruibile a tutti la ricerca e lo studio. E ancora, innovativo per una citt come Sassari che, sappiamo, non in prevalenza pianeggiante ma garantisce pendenze accessibili al cittadino medio Ecco allora che nei sui 8,2 km di lunghezza, il percorso spera di favorire la mobilit dei cittadini attraverso l di un mezzo, la bicicletta, forse ancora troppo poco utilizzato a Sassari ma che i sassaresi si stanno abituando a inforcare in altri comuni del circondario (Alghero su tutti). Il progetto prevede un circuito che, partendo da piazza universit raggiunge il dipartimento di Botanica e le facolt di Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze, Agraria, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Lingue e letteratura straniera, Medicina Veterinaria e Scienze Politiche. Con la pista ciclabile saranno raggiungibili il policlinico, le cliniche universitarie, l civile, la stazione degli autobus, l Garibaldi, il Comando provinciale dei carabinieri, la sede dell la casa dello studente di via Verona. Nella zona di viale Italia la pista ciclabile verrebbe realizzata su una corsia riservata che, sollevata dal livello stradale e all del marciapiede, occuperebbe lo spazio che attualmente destinato ai parcheggi liberi. I parcheggi, una cinquantina in tutto, verrebbero recuperati nelle aree circostanti, nei parcheggi interrati e si pensa a una convenzione con il Policlinico sassarese. scelta che riqualifica viale Italia ha detto Manuele Marotto, l che assieme all Anna Maddalena Pattitoni ha redatto il progetto perch elimina gli elementi di rallentamento e d continuit al flusso pedonale e ciclistico. Inoltre ha detto l dei parcheggi di superficie valorizza i negozi della via che sarebbero maggiormente visibili Previste tre stazioni di bike sharing per biciclette con la pedalata assistita: una in via dei Mille, in prossimit dei parcheggi Atp, uno in piazza Conte di Moriana e una all per un totale di 30 posti. Un progetto che potrebbe vedere lo sviluppo di tecnologia applicata al bike sharing con la creazione specifica di App per smartphone in grado di indicare in tempo reale le biciclette a disposizione e le tempistiche di riconsegna.
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Si è concretizzato nel fine settimana un progetto di cui si parlava da tempo: Tod’s, società marchigiana del lusso guidata da Diego Della Valle, ha concluso un accordo per l’acquisto del marchio francese di scarpe Roger Vivier da Gousson Consultadoria e Marketing, società italiana controllata da Diego e Andrea Della Valle. Il corrispettivo pattuito per la cessione del marchio (attualmente concesso in licenza dalla Gousson a Tod’s) è di 415 milioni di euro e Gousson si è impegnata a reinvestire 207,5 milioni in Tod’s, sottoscrivendo un aumento di capitale alla stessa riservato. Si tratta di “un’operazione con parti correlate di maggiore rilevanza, nonch una acquisizione significativa”. In una nota il gruppo marchigiano ha comunicato che “le azioni verranno sottoscritte a 83,53 per azione (con un premio di 4,42 per azione rispetto all’ultimo prezzo ufficiale di Borsa disponibile)”.

Il consiglio di amministrazione ha inoltre deciso di applicare all’operazione, con l’obiettivo di coinvolgere la più ampia base azionaria possibile, “una procedura volontaria di white wash: pertanto ha stabilito che, a prescindere dall’espressione di voto del socio di controllo, l’operazione non potrà essere eseguita qualora la maggioranza dei soci non correlati presenti in assemblea esprima voto contrario all’aumento di capitale di Tod’s riservato a Gousson”. L’assemblea verrà convocata per il 13 gennaio 2016 in prima convocazione e, occorrendo, per il 18 gennaio 2016 in seconda convocazione.

Per il gruppo italiano del lusso,
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con i marchi Hogan e Fay, l’operazione rappresenta un’importante opportunità di crescita e di sviluppo del business. “Tod’s ritiene che l’acquisto del marchio abbia per il Gruppo un elevato valore strategico si legge in una nota il marchio Roger Vivier si posiziona, infatti, nella fascia più alta della piramide del lusso ed è quindi perfettamente complementare agli altri marchi del Gruppo, con un’offerta di prodotti (calzature, pelletteria e accessori) rivolti alla clientela più sofisticata”.

“L’operazione sarà finanziata in parte con cassa e in parte con linee di credito già disponibili (costo annuo 3%, come da bilancio 2014)”, ricordano gli analisti di Equita che hanno abbassato il target price su Tod’s da 76 a 71,5 euro, con una raccomandazione “reduce”. “In termini di utile calcoliamo un impatto positivo grazie al basso costo di finanziamento del deal, annullato però dalleffetto diluitivo dellaucap (utile per azione invariato sul 2017) sottolineano gli esperti della sim milanese Calcoliamo invece un impatto negativo in termini di creazione di valore (cash out superiore rispetto al valore attuale netto delle royalties risparmiate) pari al 6% circa”.

Nel frattempo a Piazza Affari, Tod’s riduce le perdite rispetto ai primi minuti di contrattazioni: in questo momento il titolo del gruppo del lusso marchigiano cede lo 0,94% a 78,35 euro (minimo intraday a 76,65 euro).
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Un paio di settimane fa, cogliendo loccasione fornita dalla pubblicazione, su Netflix, di The get down, serie televisiva dedicata ai primi vagiti dellhip hop ambientata nella New York degli anni settanta, ricordammo la sera dell11 agosto 1973, data a cui si fa risalire la nascita dellhip hop per merito di Dj Kool Herc nel quartiere del Bronx a New York.

Qualche anno più tardi, nel 1979, lhip hop fece un passo in avanti ed entrò nella classifica di vendita con la prima canzone ascrivibile a tale genere. Quella canzone era Rappers delight, a cantarla la Sugarhill Gang. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. In questi quaranta e oltre anni lattitudine lanciata da Herc agli inizi degli anni settanta è giunta ad essere, magari imbastardita con altre mille suggestioni, un genere dominante.

Le storie dellhip hop sono moltissime. Ve ne raccontiamo una accaduta negli anni ottanta che riguarda un concerto dei Run DMC.

I Run DMC Joseph “Run” Simmons, Darryl “DMC” McDaniels e Jam Master Jay sono stati, negli anni ottanta, fondamentali per la crescita dellhip hop. Possedevano grandi capacità, talento e carisma ed ebbero lintuizione di unire alle classiche rime il deciso suono delle chitarre lanciando così un ponte verso il rock. Non è un caso che il loro secondo album, uscito nel 1985, si intitola The king of rock. Lintuizione che fece saltare lintero banco e che esemplifica il concetto tratteggiato qualche riga più sopra si chiama Walk this way ed è contenuta nel successivo disco, pubblicato nel 1986, Raising hell, il primo album rap a entrare nella top ten delle classifiche di vendita statunitensi. Rick Rubin, il loro produttore, consigliò di interpretare il vecchio successo degli Aerosmith (1975). I Run DMC avevano intenzione di campionarlo ma Rubin si impuntò e li convinse a interpretarlo rappando il testo. La canzone arrivò sul mercato con la potenza di una bomba. I Run DMC si affermarono definitivamente e gli Aerosmith videro la loro carriera,
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che a quel tempo era giunta a un punto morto, rilanciarsi in un baleno. Come disse Darryl Mc Daniels: Il 1986 fu lanno che i Run DMC diventarono i Run DMC. Quello fu lanno della svolta. E di sicuro il nostro album migliore. Rappresenta tutto ciò che lhip hop era e voleva essere. Raising hell ha fatto conoscere lhip hop ai giovani di ogni colore, credo e razza. Rimane il nostro album, quello che ci ha reso la leggenda che siamo oggi.

Ma questa è solo una introduzione. La storia che vi abbiamo promesso qualche riga più sopra risale al 19 luglio 1986, quando il trio gremisce con ventimila persone (quasi tutte di colore) il Madison Square Garden di New York. Raising hell sta sbancando le classifiche e My Adidas è una delle loro canzoni più note. Il testo è una metafora del lungo cammino che i tre avevano fatto per raggiungere il successo. Il testo è un inno al marchio di scarpe sportive che preferiscono e indossano invariabilmente. Un marchio che fa parte delliconografia dei Run DMC sin dagli inizi, come le tute da ginnastica e le catene doro. Si era agli inizi del live, latmosfera era bollente. Nel momento in cui partì la prima strofa di My Adidas, Run prese una scarpa e la agitò sopra la sua testa e chiese al pubblico che facesse lo stesso. Migliaia di persone allora si sfilarono una scarpa e la agitarono sopra la loro testa. Migliaia di Adidas sventolavano sotto il soffitto di una delle arene più note di tutto il mondo.

I Run DMC erano composti da tre persone, ma altre due persone sono parte integrante della posse, i loro produttori. Il già citato Rick Rubin e il fratello maggiore di Run Simmons, Russell. Russell è una delle menti più affilate dellindustria discografica. Co fondatore con Rubin della Def Jam Recordings, unetichetta ormai leggendaria. Bene, la sera del 19 luglio Russell Simmons ebbe una pensata commerciale che sconfinava nellazzardo. Pensò di invitare il team dirigenziale della Adidas al concerto, non potendo chiaramente prevedere quello che sarebbe potuto accadere.

Il marchio sportivo tedesco fondato nel 1949 da Adolf Adi Dassler a metà anni ottanta era in flessione. Reebok e, soprattutto, Nike che aveva puntato tutti i suoi denari, stravincendo la scommessa, su Michael Jordan la sovrastavano sul mercato. Adidas al tempo deteneva un misero 3% della torta. Forse pensando che non aveva nulla da perdere decise accogliere linvito e di inviare il capo della divisione marketing Angelo Anastasio e i suoi collaboratori al concerto. Quando videro sventolare migliaia di sneaker contraddistinte dalle tre strisce Anastasio vide la luce, per usare una metafora religiosa. E seppur comprendendo che i Run DMC non rappresentavano il mainstream a cui Adidas si riferiva solitamente, comprese anche che le potenzialità commerciali erano molteplici. Di quella sera Run ricorda che non appena sceso dal palco un dirigente Adidas gli strinse la mano assicurandogli una propria linea per il futuro. I Run DMC firmarono un contratto da un milione e mezzo di dollari e furono i primi non atleti a diventare testimonial di un marchio internazionale. La soddisfazione fu reciproca, lAdidas si riposizionò molto bene sul mercato e i profitti che ne scaturirono erano di quelli a più zeri. Quella sera al Madison Square Garden di New York per mezzo dei Run DMC lhip hop mosse un passo decisivo per la sua affermazione nella cultura mainstream negli Stati Uniti.

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Cade la Leonessa nella tana dell’Orlandina, al PalaFantozzi l’Upea s’impone per 97 90. Si chiude con un’importante vittoria una delle settimane più dure per l’Upea Capo d’Orlando. Un virus ha, infatti, impedito a coach Pozzecco di avere il gruppo al completo per parecchi allenamenti nei giorni precedenti alla gara e anche nell’imminente pre partita è venuto meno il contributo di Dario Cefarelli, ultima vittima (si spera) dell’influenza. Coach Pozzecco non varia il quintetto iniziale rispetto alla gara di Imola e manda sul parquet: Laquintana, Portannese, Soragna, Archie e Nicevic, coach Martellossi, propone come all’andata l’under Procacci (’94) in regia con Fultz, Giddens, Slay e Rinaldi.

Primi due di Portannese che penetra e appoggia al tabellone. Ritmo forsennato in avvio di gara, l’Orlandina va a segno ancora con Portannese e Nicevic, mentre per gli ospiti è Slay il mattatore (6 4 dopo 1′). Procacci realizza da tre, ma Slay lascia un metro ad Archie che lo punisce con un jump dalla media (8 7 dopo 2′). Perde palla Fultz, Archie serve Portannese per due facili da sotto. Nicevic a segno dalla media e Capo è sul +5 (12 7 dopo 4′). Parziale in parità grazie ai due dalla media di Slay e la tripla di Fultz (12 12). Esce allo scoperto Tommy Laquintana: prima penetra e realizza in lay up, nell’azione successiva intercetta in difesa, vola in contropiede, si arresta sulla lunetta e segna subendo il fallo, concretizzando anche il libero supplementare (17 12 dopo 5′). Slay dall’arco e Procacci da sotto riportano le due squadre in parità (19 19 dopo 8′). Si chiude il primo quarto in perfetto equilibrio sul parziale di 23 23.

Bushati e Di Bella portano Brescia avanti di 4 nel primo minuto di gioco (23 27). Di Bella va ancora segno dalla media, ma l’Upea tiene con le bombe di Archie e Portannese (29 31 dopo 3′). Bushati piazza due triple dall’arco e l’Upea va sotto di 7 (31 38), ma con un super Dominique Archie risale fino al pareggio (38 38 dopo 6′). L’ala americana domina le plance, con due schiacciate e un appoggio da sotto subendo il fallo e realizzando il tiro aggiuntivo infiamma il PalaFantozzi. La tensostruttura è adesso una bolgia e con i due di Nicevic da sotto Capo d’Orlando è nuovamente avanti (40 38 a 3′ dalla pausa). Pozzecco esulta per L’Upea chiude in vantaggio il primo tempo (48 43) grazie a un parziale di 8 2 sul finale del secondo quarto.

Al rientro sul parquet è Nicevic ruotando sul perno dalla media ad aprire le danze. Soragna in penetrazione da sotto ne mette altri due, ma il duo made in Usa (Archie e Slay, ndr) ospite tiene vicina la Leonessa (54 48 dopo 3′). Con la tripla di Di Bella la distanza fra le due compagini si accorcia a un possesso (56 53 dopo 4′), ma il capitano Matteo Soragna con due bombe di fila ricaccia sotto gli avversari (62 53 dopo 5’30”). Rinaldi commette fallo su Teo Soragna e la terna fischia un tecnico per proteste a coach Martellossi. I due liberi di Soragna e una tripla Laquintana segnano il massimo vantaggio per l’Upea fino a questo momento (+14, 67 53 dopo 6′). Di Bella e Slay provano a ricucire lo strappo realizzando dall’arco, ma altri due dalla media di Nicevic permettono all’Orlandina di tenere la doppia cifra di vantaggio (69 59 a 1′). Il lungo croato è un cecchino da fuori e con altri due canestri permette ai biancazzurri di allungare. Negli ultimi 10 secondi del terzo quarto va a segno Slay con un tap in su un tiro di Giddens dall’arco e Portannese grazie a uno strepitoso alley oop di Basile sulla sirena. Il periodo si chiude così sul 75 61.

Negli ultimi dieci minuti di gioco regolamentare i primi punti arrivano dalla lunetta con Slay per Brescia e Archie per Capo d’Orlando. Tecnico a Bushati per protesta dopo un fallo commesso su Mays, il play americano fa 2/2 e il vantaggio e ora di sedici lunghezze (79 63 dopo 2′). Coach Martellossi abbassa il quintetto nel tentativo di recuperare il gap sfavorevole. A Loschi e Slay rispondono, però, Archie e Portannese (83 67 dopo 5′). Altra tripla di Di Bella, ma arriva il quinto fallo per JR Giddens che si accomoda così in panca. Archie fa 2/2 in lunetta, Brescia però mette a segno un parziale di 0 7 e a 3′ dalla fine Capo è avanti 85 77. Anche Rinaldi esce per 5 falli, il “Martello” manda in campo Bushati. Tripla di Di Bella, Mays da sotto realizza. Fallo su Laquintana che realizza entrambi i liberi (94 83 a 1’30” dalla fine). Va a segno Slay e Loschi dopo da 3 (94 88 a 1’10” dalla fine). 2/2 di Di Bella e i possessi di vantaggio sono due per l’Upea (94 90 a 50” dal termine). Soragna spegne la paura di un nuovo finale thrilling realizzando da fuori (96 90 a 30”). Termina 97 90 per l’Upea Capo d’Orlando che registra così il quarto successo consecutivo.

Coach Martelossi: Prima di tutto bisogna dare grande merito a Capo d’Orlando, ha una struttura importante: difesa attacco e giusto mix tra giovani ed esperti. La seconda cosa è che sono abbastanza arrabbiato con la mia squadra: non siamo stati in gara per troppi minuti. Non si può pensare di vincere una gara subendo 97 punti. Accusiamo ancora dei problemi a livello difensivo, dobbiamo risolvere problemi di gioco e di chimica. Giddens è stato limitato molto, e questo l’ha fatto andare fuori di testa.

Coach Pozzecco: Ringrazio coach Martelossi per gli apprezzamenti alla squadra, ma non voglio sminuire le sue parole. Questa partita va totalmente dedicata a Michelangelo Laquintana, lo zio di Tommy. Ha vissuto una settimana difficile, ha voluto dare un segnale ai compagni giocando una partita clamorosa. E’ una delle pagine che ricorderò più a lungo. Spesso ci fa dimenticare che ha 18 anni, io a 18 anni giocavo in C2 e facevo cagate pazzesche. Ha giocato una gara straordinaria. Oggi, comunque, è successo di tutto: Matteo che mette un canestro decisivo, i 23 assist sono un bel segnale di condivisione. Poi voglio spendere una parola per Mays, che a noi ha dato tanto. Oggi era condizionato dall’esser rimasto fuori un mese per via dell’infortunio. Negli ultimi 2′ è entrato ed ha fatto ciò che doveva fare.
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Sabato 28 gennaio alle 18 presso Palazzo Notarbartolo Ruggero Cappuccio presenta il suo libro “La prima luce di Neruda”.

Iniziativa promossa da Banca Mediolanum in collaborazione con Feltrinelli Libri e Musica di Palermo. Si tratta di un interessante ciclo di eventi letterari, “Incontro con l che ci guider in pi tappe, alla scoperta, alla conoscenza e all di alcuni autori e dei loro libri. Far da cornice la sede degli uffici della Banca, lo splendido palazzo Notarbartolo che ha gi ospitato personaggi di spicco del panorama culturale italiano quali Dacia Maraini, Letizia Battaglia, Arrigo Musti e Wlodek Goldkorn. Durante i diversi incontri si potr degustare ottimo vino di cantine prettamente siciliane o birre artigianali sempre locali. L quello di incrementare l culturale palermitana, ormai sempre pi richiesta dai nostri concittadini, utilizzando una formula gi rodata e fino a questo momento vincente: evento in ambito artistico letterario e accesso gratuito. Il successo, ad oggi, si rivelato straordinario e, al contempo, punto di partenza per nuovi sodalizi e nuove sperimentazioni come “Incontro con l promuovere e veicolare cultura il must del team. Il primo evento di questo ciclo di incontri, in partnership con la Feltrinelli Libri e Musica di Palermo, sar sabato 28 Gennaio alle ore 18:00 presso palazzo Notarbartolo, via della Libert 179/A. L nonch drammaturgo, sceneggiatore, regista Ruggero Cappuccio presenter il suo ultimo libro: “La prima luce di Neruda”, Feltrinelli editore. “Napoli, 1952. Due stagioni della vita di Pablo Neruda: la stagione dell delle speranze, di un mondo che si trasforma, e la stagione del buio, della violenza, della morte. Ruggero Cappuccio in La prima luce di Neruda si insinua nella fisicit e nel mistero dei suoi personaggi per rovesciarne come un guanto la grazia e infiammarne la vitalissima esemplarit della memoria. Un volo incrociato di voci che raccontano la storia di uno dei pi popolari poeti del mondo, fra la leggenda dell e la crudezza della Storia.” Contestualmente sar visitabile gratuitamente l di una selezione di opere del pittore Arrigo Musti dal titolo “Far from mith”, realizzate dal 2012 ad oggi.
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Rugby, gioco, divertimento, e porte del Geremia aperte a tutta la citt Il Petrarca Rugby Junior lancia per sabato 16 settembre il Camp 2016 un giornata di divertimento e sport. Dalle 10 alle 17 chi nato tra il 2002 e il 2013, e vuole conoscere il rugby, il benvenuto a qualunque ora della giornata: sono sufficienti scarpe da ginnastica, maglietta e pantaloncini.

L al Geremia di via Gozzano 64, uno dei migliori impianti sportivi d casa del Petrarca Rugby, vincitore di 12 scudetti in serie A e di decine di titoli giovanili. Sette campi in erba, un sintetico di ultima generazione, palestra, palestra pesi,
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CriticamenteChi si ferma è salvatoCome hanno fottuto i trenta/quarantenniLa Gran Bretagna mai così in salute: crolla la disoccupazioneBologna, blitz del collettivo Hobo a incontro Pd: “Avete rovinato il futuro, vendete Italia ai fascisti”. “Vergognatevi”Danimarca, il segreto della felicità è il fattore “Hygge”

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