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Se pensavate che Channing Tatum fosse l’uomo perfetto e ancora non eravate a conoscenza del suo passato da spogliarellista, allora dovrete trovare un piedistallo un pochino più alto sul quale adorarlo d’ora in poi. Avete capito bene: prima di diventare il nostro Magic Mike (sempre spogliarellista), Channing Tatum ha cominciato la sua ascesa verso Hollywood come uno stripper. Un’informazione sempre un po’ ostica da rivelare, soprattutto a una persona speciale come Jenna Dewan, la tua futura moglie. O forse no?

Channing Tatum è l’uomo dei sogni. Punto. E se ormai il suo passato è una leggenda che (quasi) tutti conoscono. Specialmente davanti ad una donna così importante come Jenna Dewan, il suo passato da spogliarellista doveva pesare come un macigno. Se pensate questo, però,
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significa che non avete la minima idea di chi sia Channing Tatum.

La sua storia passata ha ispirato le vicende dietro all’incantevole pellicola “Magic Mike” che ne ha consacrato il successo planetario. Tutti lo sanno e, in realtà, Channing ha un senso dell’umorismo speciale che riesce a rendere ogni esperienza, anche la più strana, qualcosa di cui sorridere. Ma come si combinano la sua vita privata amorosa e il suo passato da spogliarellista? Molto bene, in realtà. Anzi, talmente bene che Channing Tatum non ci ha nemmeno pensato ad aspettare prima di dire alla sua Jenna Dewan,
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donna della sua vita, che nel suo passato c’era lo strip tease. Nel corso dell’intervista durante premiere del suo documentario HBO “War Dog: a Soldier’s Best Friend”, Channing Tatum ha rivelato all’Entertainment Tonight come ha fatto a decidere di uscire allo scoperto con Jenna a proposito del suo passato da spogliarellista. E non ci ha messo molto: Penso che sia stato a uno dei nostri primi appuntamenti in assoluto. Forse una cena. Non ricordo esattamente, ma ero dell’idea che dovesse saperlo. Era giusto così. Lo doveva sapere, come tutti. Channing ricorda che Jenna non era sembrata particolarmente sconvolta dalla notizia, ed è riuscita a passarci sopra molto più in fretta di quanto non si dicesse in giro.

Nudo? Ma nudo quanto?

Paradossalmente, le donne fanno molte meno domande degli uomini,
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sul mio passato, ha spiegato Channing Tatum con un sorriso, Gli uomini vogliono sapere tutto. Del tipo: cosa? Dove? Quanto? Ma eri nudo davvero?’. Quando Reid Carolin, amico di Tatum e co produttore di Magic Mike, ha saputo della sua storia, si è premurato soprattutto di fare LA domanda: ma quanto guadagnava? A giudicare dal suo cambio di rotta verso Hollywood, probabilmente la risposta la sappiamo già. Channing ha risposto: Nonostante lo facessi per i dollari,
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non ne guadagnavo abbastanza per quello che dovevo fare.

La storia d’amore tra Channing Tatum e Jenna è sotto gli occhi di tutti, e la coppietta è sempre stata molto aperta all’idea di far conoscere a tutti i dettagli della loro relazione che, ormai, va avanti da oltre 10 anni. Ad esempio, il primo appuntamento non si scorda mai. Soprattutto se te lo chiede Channing. Jenna ha ricordato all’Ellen DeGeneres: Quella sera era uscito con tutti gli altri ballerini di Step Up e aveva avuto una pazza notte a base di tequila. Mi ha detto che mentre si godeva il suo tempo libero non riusciva a smettere di pensarmi, e allora si è presentato davanti alla porta della mia stanza, alle due di notte,
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bussando come un matto. Quando ho aperto la porta aveva addosso un enorme sombrero, gli slip, un paio di stivali Ugg e nient’altro. Mi ha detto solamente: “Facciamolo”.

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Mtv, mercoledì scorso, “Tutti a casa” programma di David Parenzo sui giovani e la politica. Un militante di centro destra dice di amare Guccini, e che per cantare “La locomotiva” (“Trionfi la giustizia proletaria!”), ci sta anche il pugno chiuso. Il ragazzo sorride perché sa che per la nostra semplice contabilità dell’altro secolo, pugno chiuso e Giovane Italia insieme sono un po’ un pasticcio.

I ragazzi che votano per la prima volta alle politiche 2013 saranno 2.932.000, 1.506.000 maschi, 1.426.000 femmine. Poco meno del 6 per cento degli aventi diritto. Per quasi un milione di loro 972.000 è la prima volta in assoluto. Voteranno spinti dalle cose da cui siamo spinti di solito tutti noi a prescindere dall’età: appartenenza famigliare (o di clan), valutazioni generali, difesa degli interessi, qualcuno per precoce (et irrefrenabile) passione per la politica. Dopo cinque anni di crisi finanziaria e un paio di recessione, quanto conta la situazione economica nelle decisioni che prenderanno? Davanti a una scuola, un ragazzo di diciotto anni con le Reebock blu,
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alto e con gli occhiali neri, dice che la crisi li tocca perché si sente nell’aria, ma che lui personalmente non l’ha sentita perché è figlio di dipendenti statali. Reddito fisso non comprimibile.

Un altro che è figlio di un commerciante e ha comprato un motorino metà con i soldi suoi, metà con quelli del padre, la crisi l’ha sentita anche lui. “Meno soldi in famiglia”. Ma non sceglierà in base alla crisi. Sceglierà sulla base di quello che gli sembra più giusto. Una sera è andato a sentire Grillo e gli è piaciuto, e ne ha parlato a suo padre. Micro sondaggio sul portone di un liceo nel centro di Roma. Più importante la scuola o la famiglia per decidere? Alle otto del mattino, le ragazzine che entrano nell’istituto, imbacuccate contro il freddo, qualcuna con simil Ugg ai piedi e l’immancabile auricolare dell’i pod che spunta dal collo dei piumini, dicono veloci veloci: La famiglia. E la scuola? Beh, l’altro giorno il professor Taldeitali ce ne ha parlato. Ma è un’eccezione, parrebbe dalle risposte. (Nota a margine: accanto al piccolo capannello che dà una mano al cronista e prova a parlare di politica e bene pubblico, c’è un monovolume parcheggiato così e così; sul cofano un bicchiere di plastica trasparente con mezza birra avanzata dalla notte precedente e lasciata lì da un reduce di Campo de’ Fiori,
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ma nessuno ci fa caso e a nessuno viene in mente di toglierla di lì).

Dice Andrea, quasi 22 anni, iscritto all’università, giurisprudenza, che ha già votato alle regionali del 2010, ma non dice per chi: La maggior parte dei miei coetanei non è molto interessato alla politica. Ma secondo me non è una cosa generazionale. Spesso il disinteresse dei figli è il disinteresse dei genitori. Ma non sempre. Racconto di una madre borghese, a cui la politica piace. Ha mandato sua figlia diciannovenne a studiare all’estero. L’altro giorno l’ha sentita al telefono e l’ha interpellata sul tema: Sai mamma, non sono emozionata di votare! Se fossi stata in America sì. Ma in Italia dovrei votare per il meno peggio. Tra gli amici della ragazza solo uno si sente davvero emozionato, gli altri dicono che non è poi così importante, e che piuttosto bisognerebbe protestare in piazza.

L’IMMIGRATO CHE VOTA

Dimitri è rumeno, ha ventisette anni. Vota in Italia per la prima volta. Lavora in centro. Vive in una casa in affitto sulla Portuense. sposato, aspettano un figlio. Sul balcone ha la parabola e vede la tv rumena. L’italiano che lo ha colpito di più quest’anno è il conduttore di “Affari vostri”. Non sa se andrà a votare. Se dovesse farlo sceglierebbe in base ai programmi fiscali dei partiti. Le trattenute in busta paga di questo mese sono state di 700 euro. Troppi soldi, dice. Crede che l’impatto delle tasse sia l’unico modo che ci sia per scegliere. Se uno ha sette case,
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sceglierà sulla base di quanto ti fanno pagare di Imu. Se non hai sette case, guardi l’Irpef. Però. Però non si fida delle promesse fiscali. Non sarà il mio voto a decidere e nessuno dei miei amici rumeni che si trova nella mia condizione andrà a votare.

Il ragazzo con le Reebock blu e gli occhiali neri dice che non ha ancora deciso per chi, ma voterà a sinistra. Dovrà scegliere tra Sel, Rivoluzione civile e Pd. Sulla base di che cosa lo farà? Adesione ai valori della sinistra, solidarietà, equità, giustizia. Grillo? No, Grillo no. Come si informerà? Leggerà un po’ di giornali. Crede che siano superiori ai dibattiti tv, i quali dibattiti tv li trova rissosi e chi li frequenta di solito poco chiaro e autoreferenziale. In questi giorni ha sentito della questione Monte dei Paschi? No, non l’ho sentita, dice.

MEGLIO INTERNET DELLA TV

La maggior parte di loro guarda poco la tv. Preferiscono internet, perché non ha palinsesti né orari e agevola la condivisione (la condivisione si avvia a diventare fattore culturale permanente dei nostri tempi). Ma internet ha una criticità: è più difficile fidarsi. In generale, rispetto al passato le scelte sono meno schematiche. Un tempo si era cattolici, laici,
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comunisti, fascisti. Oggi la mappa delle idee non corrisponde alla sua proiezione partitica. Dice Olga, 22 anni: Per noi informarsi è più importante e anche più difficile.

Prendiamo l’offerta per chi non voterà i partiti di sinistra. Scuola privata dalle parti dell’Eur. La maggior parte dei ragazzi tende a votare centro destra. Dice Mauro, 19 anni che non sa ancora per chi votare. Al momento quello che mi piace di più è il programma di Oscar Giannino: “non siamo né di destra né di sinistra, ma per andare avanti”. Questa frase mi è piaciuta. Però lui mi sembra troppo europeista. Adesso mi informerò su Fratelli d’Italia. Il governo tecnico non mi piace, perché ha spaventato la gente con quella storia delle tasse. Grillo lo hai preso in considerazione? Non dice cose sbagliate, però non lo vedo come un leader.

Su quali basi faranno le loro scelte, quali gli interessi, le idee che metteranno gerarchicamente in fila? Tendono a rispondere in tre modi. Il meno interessante è il più schematico: valori, ma senza saperli declinare. Il secondo modo è quello di partire dalle cose più vicine. E cioè: avere scuola e università che funzionino, condizioni che favoriscano il lavoro, meritocrazia, politica rispettosa dei cittadini (modo gentile per non parlare esplicitamente di casta e suoi privilegi). Terza visione più consapevole e generalista. quella dei ragazzi che guardano sostanzialmente a tre cose: alla crescita economica (non solo intesa come mantra occidentalista, diciamo così),
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alla difesa della funzione esemplare della politica (onestà prima dei privilegi), a una forma di equità complessiva che passa per bilanci pubblici non squilibrati e per un’idea generale di giustizia. Ma quelli della mozione tre al momento sono in minoranza.

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Ogni mattina, nell’ultimo anno, mi sono trovata davanti questo, imboccando la strada dell’asilo di mia figlia.

Passato il primo momento di sdegno, a pensarci bene, non e’ cosi’ fuori dalla norma. Un po’ come vivere alle pendici del Vesuvio, o costruirsi una villa in California. Il calcolo delle probabilita’ direbbe che e’ assai meno pericoloso del guidare la macchina tutti i giorni, o mangiare regolarmente ai fast food.

La cosa strana di questo cartello e’ stato il trovarselo davanti tutti i giorni. Come a ricordarmi, in caso non avessi ancora fatto mente locale, che qualcosa di “improvviso” e “catastrofico” poteva capitarmi quel giorno. Alle 7 di mattina non pensi esattamente alla morte,
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di solito. E cosi’ eccolo li’, quasi sorridente, sotto il cielo assolato di un inizio giornata. Suppongo di essere, forse, fatalista. Sara’ quel che sara’, pensavo. Mi sono sorpresa anche a cercare di immaginare i particolari, come sarebbe essere inghiottita dalle viscere della terra in una tranquilla giornata di sole. Sa un po’ di punizione divina, sicuramente meritata.

E poi, pensavo, perche’ un cartello? Dovrei forse fermarmi,
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fare inversione e non tornare mai piu’? Poco realistico. Mai visto nessuno farlo. Invece, pensavo ad un ometto basso e dall’espressione poco intelligente che, quando una voragine si aprisse e cancellasse quell’angolo di mondo, poteva sedersi comodo nella sua poltrona, mostrare i palmi delle mani, e con una malcelata smorfietta di trionfo sulla faccia forzatamente seria proferire: “te l’avevo detto, io”.

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Il dibattito seguito al mio ultimo post post che si limitava a dare una notizia sulla giunta di Firenze, verificata e verificabile, e di riportare il commento di uno dei candidati alla segreteria del Pd, Giuseppe Civati: ho interpellato personalmente anche Gianni Cuperlo, che per evidentemente non ha nulla da dire diventato uno scontro feroce tra e pro choice, con punte truculente, alla Santorum.

Tra le molte contumelie, mi sono beccata anche della E allora consentitemi di dire quello che penso sulla questione.

1. quando un uomo parla di aborto, di feti e cos via c sempre da stare all Addetti ai lavori a parte, gli uomini capiscono poco di aborto, tendono a disinteressarsene, e spesso lo ritengono, utilizzatori finali una comoda soluzione. Quando l di un uomo si accende, specie se si tratta di un politico, quasi certamente ci sono voti da raccattare.

2. abortista un ossimoro, perch nessuna donna vorrebbe mai abortire. A molte capitato, e quando capitato sempre stata un vissuta con sentimenti che vanno dalla tristezza, al dolore, al trauma e al dramma, secondo la sensibilit e secondo le circostanze. Non ci sono donne abortiste: ci sono donne che hanno abortito, e altre che hanno dato loro una mano perch ci avvenisse in condizioni di sicurezza. La grande maggioranza delle donne di questo Paese, militanti pro life comprese, condivide l che nessuna debba mai pi morire d Sperare che le donne muoiano d per esempio auspicando l della 194 non una buona strategia pro life.

3. La legge 194 ha ottenuto il risultato di ridurre a quasi zero la mortalit per aborto. E una buona legge,
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apprezzata dalla maggioranza dei cittadini e delle cittadine. Anche in forza di questa legge, il numero degli aborti diminuito. Purtroppo oggi la 194 una legge di carta: non essendo riusciti ad abrogarla, la stanno svuotando dall La legge sostanzialmente inapplicata in buona parte del territorio nazionale a causa di un massiccia all di coscienza da parte di ginecologi e anestesisti. Fare aborti non piace e non conviene a nessuno in termini di carriera, e molte direzioni sanitarie apprezzano e premiano chi obietta. Il diritto all non pu non essere riconosciuto, ma la legge 194 va applicata come qualunque altra legge dello stato: ormai stiamo tornando al abortivo e alla clandestinit Se ne esce soltanto con l da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere di assumere una quota garantita di non obiettori che consenta di espletare il servizio imposto dalla legge. Un strada, pi complessa, sarebbe la depenalizzazione dell la strada che io preferirei ma non ci sono oggi le condizioni politiche per riaprire il dibattito. Non basta, perci che un politico dica retoricamente e a costo zero: io sono a favore della 194: questo impegno non significa nulla. Bisogna che dica: far tutto ci che serve perch la legge venga applicata.

4. I veri abortisti sono tutti coloro contribuiscano a qualunque titolo alla creazione di condizioni sfavorevoli alla maternit A cominciare da quei datori di lavoro che costringono le giovani donne a firmare all dell dimissioni in bianco, da utilizzarsi in caso di gravidanza, o che le condannano al precariato permanente. Per arrivare alle banche che non concedono mutui per l della prima casa, impedendo a molte giovani coppie di costruire un proprio nido. E alla politica che non investe nel welfare e nei servizi, abbandonando le giovani madri al loro destino, che non mette in atto vere politiche per il sostegno familiare altro che Paese della famiglia: siamo il fanalino di coda in Europa . Che non ragiona su una dis organizzazione del lavoro che consenta di avvicinare tempi di lavoro e tempi di vita. Nella gran parte dei casi, le donne abortiscono perch costrette da condizioni materiali inaggirabili. I veri abortisti sono anche quegli uomini che non condividono i pesi della vita familiare o, peggio, che non si assumono la loro responsabilit contraccettiva e lasciano la donna sola con la sua gravidanza, c l E su questi temi, e non manifestando davanti alle cliniche ostetriche o inneggiando ai cimiteri degli aborti, che i devono esercitare la loro volont politica. Il programma questo, condivisibile anche dai pro choice.

5. L non un tema politicamente marginale. Non lo mai stato. E non pu essere terreno di esercizio del anche Non puoi accarezzare il pelo dell cattolico, anche sperare nel consenso dell femminile. Questo consenso forse l se le elettrici non saranno state debitamente informate. Ma su un tema cos sensibile le posizioni tutte legittime, s devono essere chiare e nette. Il presidente Barack Obama sta affrontando il suo secondo mandato anche grazie al sostegno dell femminile. E se le donne hanno deciso in maggioranza per Obama, stato anche per la sua posizione sul tema del tema dirimente,
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come hanno dimostrato le analisi del voto Usa.

In Lombardia sceglie l di coscienza il 67,8 per cento dei ginecologi. Un dato poco al di sotto della media nazionale, pari al 69,3 per cento di obiezione nel 2010, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute. La Lombardia, insomma, non la regione messa peggio, considerando le punte toccate da Basilicata (85,2 per cento), Campania (83,9), Molise (85,7) e Sicilia (80,6).

La 194 è una buona legge. La 194 prevede l di coscienza e l alla donna sulle opzioni alternative all Non ultima, il parto anonimo. Si votò in favore dell per proteggere le poverette che morivano sotto i ferri delle mammane. Abortista, pertanto, è chi, tradendo la volontà popolare, considera l un diritto e non un ripiego non punibile, sostiene ed incoraggia la pratica dell ed è intollerante verso chi, ripudiando l pur senza impedirlo, si fa carico di informare le donne e quei medici che si rifiutano di praticare ciò che essi considerano omicidio.

Altra posizione totalitaria è quella di ritenere gli uomini indegni di ragionare in merito all La genitorialità è cosa che riguarda sia gli uomini che le donne.

Durante l governo Prodi si era riusciti a cancellare quella vergogna che sono le dimissioni in bianco. Tornato Berlusconi, ripristinata la vergogna. Sono d con te Marina,
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i veri abortisti sono coloro che contribuiscono alla creazione di condizioni sfavorevoli alla maternità, del resto siamo un paese sempre più vecchio e non si riesce proprio a capire a chi convenga tutto questo. Per quanto riguarda le politiche sociali, e non solo, i Paesi scandinavi restano un mito irraggiungibile, per noi sempre più lontano.

Davvero? prendiamo il caso della Lombardia dell sanitaria: più di due ginecologi su tre non eseguono interruzioni volontarie di gravidanza e in ben undici ospedali su 63 fa obiezione di coscienza il 100 per cento dei ginecologi. In Lombardia sceglie l’obiezione di coscienza il 67,8 per cento dei ginecologi. Un dato poco al di sotto della media nazionale, pari al 69,3 per cento nel 2010, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute. La Lombardia, insomma, non è la regione messa peggio, considerando le punte toccate da Basilicata (85,2 per cento), Campania (83,9), Molise (85,7) e Sicilia (80,6). Sostanzialmente inapplicata forse è poco

Premesso che mi sembra il discorso di trovo che l pro life sia davvero ambigua.

Pro life, nel suo valore assoluto e anche in quello relativo significa infatti favore della vita e, come dice bene Linda, chi non lo è?

E lei, Sergio, come può dire che sempre nel suo valore assoluto,
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ma anche in quello relativo la vita sia un atto di vuota retorica?

O è tutto un ossimoro? Ma dai!

Se la 194 sulla cui utilità nessuno sta a discutere potesse parlare, direbbe che è stufa di essere ribaltata come una frittata a destra e a manca e di essere resa simile a una palla con cui poter giocare a proprio piacimento fuori dal campo per cui è nata. Sfondi una porta aperta ma purtroppo da questo punto di vista tutti questi fautori della non ci sentono. L sperimentato nel precedente post della Terragni quando mi sono permesso di scrivere che molti di loro, pronti a difendere a spada tratta non il feto ma addirittura l se ne fregano quando una persona viva sta male o si trova in difficoltà. Perché per molti di loro è facile affermare di credere in determinati valori (a parole) ma i suddetti valori non li mettono mai in pratica, o perché non ne sono capaci o perché semplicemente il concetto di coerenza non sanno nemmeno cosa sia. Un saluto.

Credo che non ci sia donna che abortendo non soffra sia con raschiamento o con la pillola, e un esperienza dolorosa che vivi non solo in quel momento ma per tanto tempo.

Scegliere di non mettere al mondo un bambino e una scelta devastante ma e anche una scelta giusta per chi sceglie un interruzione volontaria, se in quel momento non si sente pronta per essere genitore o non ci sono le possibilita per esserlo.

E una scelta che cambia la vita ed e una grande responsabilita sopra tutto se vicino non ci sara il padre ma di questo e meglio non parlarne e piu facile mistificare chi abortisce, cioe la Donna

La cosa che mi fa piu arrabbiare come anche qui viene ribadito nell articolo e sempre la donna che viene accusata come se lo abbia concepito da sola.

Ma la cosa piu abberrante e quando sento parlare alcune donne che giudicano chi lo fa mettendoti nel angolo delle cattive persone, senza pensare che chi sceglie di abbortire lo fa soffrendo e soffre anche dopo pensando in solitudine a quel figlio che non e mai nato.

‘pro choice’ ma ‘pro life’, espressioni di tendenza e comunque irritanti, meglio evitarle e sostituirle con l pensando al significato preciso che si sta dando alle parole (perchè le parole sono importanti come diceva quel tale

D come spesso capita con Simo.

E, senza polemica alcuna, invio questa cosa:per dire che, in questo caso, nessuno si arrabbia per la mancata applicazione di una Legge; il fenomeno non è così massiccio, però forse il punto non sono le leggi e il loro rispetto, sono quelle che ci piacciono o non ci piacciono.

Non so. Me lo dica lei che cosa sarebbe uno che non rispetta la mia libertà di pensare che la vita umana comici dallo zigote e che pertanto, pur con tutto il rispetto per chi vuole abortire, anche se continuo a domandarmi come mai non ci abbia pensato prima, non me la sento di praticare l Forse rivoterei ancora oggi in favore dell per salvare la vita ad una donna che altrimenti andrebbe da una mammana. Ma non chiedetermi di praticare l Di sentire quell Quel senso di nausea. I bambini mi piace vederli nascere. Perché voi, eroi dell e partite, che amate tanto l non avete studiato in modo da farvi parte attiva? Eppure l era lì E non c nemmeno il numero chiuso a sbarrare l ai poveri,
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come oggi.

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In just two days, hundreds of country delegations will once again come together for the UN Climate Summit this time in Cancun, Mexico. Last year many of you took action, joining the 17 million people demanding action by heads of state on a climate deal. We didn get that deal last year and to be honest, we do not expect that deal will be completed this year either. So you ask, what can we expect from the summit this year? I not a climate expert but I know some, here is what I gathered so far.

Don expect to see Barry in Cancun

This year will not see almost every head of state clearing their schedule to fly into Cancun to feign efforts for a climate deal, like last year. Mexico has made a concerted effort to reach out to all leaders and their governments to make this process as inclusive and attended as possible. We are expecting quite a few heads of state although not the same kind of wide spread attendance we saw last year. But, don let that fool you, that doesn mean they can make serious progress at this meeting. Delegations also have the power to get on with placing the building blocks we need for a global deal here. At the end of this meeting we might not have a photo of all of the leaders of the developed world hand shaking on stage, but we could still have what we need to move on to a global deal that will combat climate change and pave the way for an energy revolution.

No bow on the climate deal by the holidays

It clear that the fair, ambitious and legally binding deal that we need won be completely wrapped up by the end of this meeting. Last year, 17 million of us demanded that the deal promised in 2007 in Bali be delivered at its promised date in Copenhagen. Unfortunately that didn happen. We do not expect that they will deliver that deal in its entirety this year either. Hopefully what they will do is nail down the properly constructed building blocks to make sure that deal happens and happens the right way.

This meeting is about choice

Right now, a clean energy future is a choice that is still within reach. An international climate change agreement could catalyse and help pay for a world with clean, secure and independent means of energy guaranteed for generations to come. It could keep natural and ancient forests standing and forest peoples thriving, as well as protecting many forest species and helping to stop catastrophic climate change.

Governments have to fess up and acknowledge the emission cuts they have promised so far are not enough, make the right decisions on the structure of an agreement and decide how they provide new money for developing country action and adaptation. They have to agree how start to loosen the ties on money to stop deforestation in developing countries and close the loopholes around rules for forests and land use that could increase emissions from industrialized countries.

In order to make this happen, governments must agree to a number of building blocks as I mentioned earlier. Here is what we need countries to do in Cancun:

reiterate their goal to keep global temperature rise well below 2 and review this number in light of the fact that a 1.5 rise will have dangerous impacts;

acknowledge that the current emission reduction commitments will not allow us to avoid dangerous climate change and agree on a process to increase those commitments;

set up a Climate Fund; agree a work plan to decide on innovative sources for long term climate finance;

establish a mechanism to tackle emissions from deforestation and ensure this mechanism protects both biodiversity and indigenous peoples’ rights.

I be here in Cancun for the next 2 weeks, reporting on how the negotiations are progressing and telling you what Greenpeace is doing to bring your voices to the summit. Keep up to date with the Climate Rescue blog.

Want to get involved? Download the Energy [R]evolution toolkit and bring the revolution to your community!

Taking into account the Bush family and their criminal wars, is it so unreasonable (considering voter support is gone now), to suggest that the likes.

Taking into account the Bush family and their criminal wars, is it so unreasonable (considering voter support is gone now), to suggest that the likes of Al Gore, the criminal lab coat consultants, pandering politicians, lazy teachers, criminal PR firms and most of all, the irresponsible NEWS EDITORS, should all be rounded up and arrested and charged with treason for leading us to a false war of climate change? They condemned billions of people to death by CO2 for 24 years and we are supposed to just let them walk away now? Twenty four years was wasted by these criminals on climate control instead of population control. Meanwhile, the UN had allowed carbon trading to trump 3rd world fresh water relief, starvation rescue and 3rd world education. NOW tell us climate change wasn’t a crime!
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MILANO Per tutte le donne che il giorno delle nozze vogliono essere E soprattutto lasciare nell i soliti tacchi, ecco la soluzione: l UGG lancia una linea Wedding,
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interamente dedicata all La nuova collezione del produttore dei celebri stivali in pelle di pecora, è bianca e impreziosita da raffinati dettagli.

Tre i modelli presentati,
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tutti individuati dal nome I Do! Boot: Bailey identico allo stivale standard di UGG ma impreziosito da una pelle iridescente e da un bottone Swarovski;
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Sparkles coperti di paillettes tenute insieme da filo di raso; Fluff Flip Flop un sandalo infradito ricoperto in shearling per chi vuole osare. Una scelta azzardata,
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forse, ma che di sicuro conquisterà tutte le spose che vorranno optare per la comodità nel giorno più bello della loro vita.

Con la nuova linea l australiana cerca di capitalizzare al massimo la tendenza che vede le donne optare sempre di più per una scarpa che vada al di là del classico stiletto. E se le votate alle calzature con il tacco storceranno il naso,
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percorrere la navata con stivali eschimesi sarà di certo un po eccentrico ma di sicuro effetto!

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Milano 4 ottobre 1947. Sindacalista. Presidente della Fai Conftrasporto (camionisti). Ex consigliere del Cnel. Ex deputato di Forza Italia (2006 2008). Sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e trasporti nel Berlusconi II e III (2001 2006). Sergio Rizzo: Per intenderci, come se avessero dato al sindacalista degli statali il compito di scrivere il contratto del pubblico impiego. Enrico Marro: Tra le due cariche, quella sindacale e quella ministeriale, c’è incompatibilità e così Uggè si dimette dalla prima. Per tre anni niente più blocchi. Poi, con le elezioni del 2006, Uggè viene eletto alla Camera per Forza Italia,
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ma deve lasciare il posto al governo Prodi. Nessun problema: torna al vertice della Fai. E siccome nello statuto non c’è incompatibilità tra incarico parlamentare e sindacale, lui li mantiene tutti e due. La tregua fra governo e padroncini finisce.

Il primo sciopero importante, di quelli che paralizzano un Paese, fu nell’81, e le richieste di Uggè furono le stesse ripetute nel 2007, credito agevolato,
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riduzione delle tariffe, gasolio a prezzi scontati, fiscalizzazione degli oneri sociali che poi, un decennio dopo, sarà l’Europa a contestare. Da allora uno stillicidio all’anno. Non senza ragione nella sostanza, ma con la mano pesante nel metodo (Antonella Rampino).

Abita a Teglio (Sondrio),
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in Valtellina: nel 2007 organizzò con altri parlamentari una serata a Montecitorio per ottenere il riconoscimento ufficiale della ricetta dei pizzoccheri, specialità della valle. Ha una figlia.

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Uccisa dal suo cane. Una bambina di tre anni morta dopo essere stata azzannata dal suo pastore tedesco.

accaduto ieri sera a Fiano Romano, in provincia di Roma. A quanto ricostruito, ieri sera intorno alle 19.30 la bambina era in casa con il papà, Alberto Bravi, operatore ecologico a Fiano Romano, e la mamma Anelia, di origini bulgare. Approfittando di un attimo di distrazione dei genitori, la bimba sarebbe andata in giardino, che divide l dei genitori da quella del nonno.

Lì c il pastore tedesco di 9 anni,
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regolarmente tenuto in un recinto nel rispetto delle attuali normative. Il cane l morsa sul collo, rompendole la trachea, sulle braccia e sulla testa. Sarebbe stata la stessa bimba ad aprire il recinto, chiuso da un chiavistello.

I genitori hanno sentito gridare e si sono precipitati fuori e hanno scoperto che la piccola era stata aggredita. Era a circa due metri dal recinto.

La piccola, di nome Gloria, è stata trasportata in ambulanza in condizioni disperate al policlinico Sant dove è arrivata in arresto cardiocorcolatorio. Ricoverata in prognosi riservata, è deceduta intorno alle tre di notte, durante un intervento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Fiano Romano.

Il cane è stato preso in carico dal personale della Asl. I parenti della bimba non escludono che venga abbattuto. A quanto sostengono i vicini, l era considerato da tutti molto docile e non aveva mai avuto comportamenti aggressivi. Addirittura a quanto raccontano i parenti,
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Gloria giocava spesso con il cane.

L era del nonno, che aveva anche altri cani da caccia nel suo terreno.

La disperazione dei genitori. destino, il Signore ha voluto così. quanto avrebbe detto il papà della bimba di tre anni azzannata dal suo cane a uno zio che stamattina è andato nella villetta di Fiano Romano dove è avvenuta la tragedia.

I genitori sono disperati racconta lo zio Vincenzo la bimba era figlia unica. Mio nipote, che lavora come operatore ecologico, ha più di quarant e si è sposato tardi con una straniera. La bambina era amatissima da tutti.

A quanto ricostruito finora, il papà della piccola ieri pomeriggio è corso in giardino quando ha sentito dei rumori strani e ha trovato la sua bimba per terra dopo essere stata morsa più volte dal pastore tedesco.

La mamma Anelia è sotto choc. Le sono stati somministrati dei sedativi, ed è assistita dallo psicologo del Comune. Ha portato un orsacchiotto lì dove la sua piccola Gloria è stata azzannata. A quanto raccontano i parenti, non smetterebbe di ripetere che per lei Il mondo è finito.

Lo zio: Il nonno voleva dare via il cane. una tragedia enorme: la nostra famiglia è distrutta. A parlare è Vincenzo, uno zio della bimba di tre anni morta dopo essere stata azzannata dal suo cane ieri sera a Fiano Romano,
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in provincia di Roma.

Mio fratello, il nonno della piccola, non si dà pace racconta quel cane da tempo voleva darlo via perchè lo vedeva strano, ma il figlio non ha voluto perchè diceva che Bobby era buono, controllato con il chip e non aveva mai dato problemi alle persone.

Ieri sera nel giardino, racconta il parente, c anche il nonno, che innaffiava: Gloria faceva sempre su è già da una parte all ricorda Vincenzo perciò il nonno ha continuato a innaffiare senza preoccuparsi. Quando poi ha visto che i tre cani da caccia erano liberi sul cortile ha capito che era successo qualcosa. La bambina aveva aperto il cancello del recinto dei cani e Bobby l morsa più volte sul collo, sulle braccia e sulla testa.
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A che età smettere di portare il bikini? Fa discutere, soprattutto tra chi ha raggiunto l’età, un sondaggio nel Regno Unito che decreta: a 47 anni, non un anno di più, non uno di meno. A meno che non si tratti di Helen Mirren: l’attrice premio Oscar per The Queen l’anno scorso è stata fotografata in due pezzi, e il risultato,
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a detta dei media britannici, era più che soddisfacente nonostante l’età: 65 anni. Il rilevamento è stato condotto tra donne, 2.000 tra i 18 e i 65 anni per conto di Diet Chief: ne è emerso che il 44 per cento delle interpellate, poco meno della metà, si preoccupa un giorno si e uno no di essersi messa addosso qualcosa che non è più adatto alla sua età. Ma non è solo il bikini che le suddite di Sua Maestà giudicano saggio abbandonare nel dubbio di esser giudicate troppo vecchie per indossarlo in spiaggia. A 37 anni Victoria Beckham può permettersi di indossare per qualche anno le sue Loubutin da 10 centimetri senza timore di esser criticata dalle severe rappresentanti del suo sesso, ma a 51 anni,
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secondo il sondaggio, sarebbe meglio che lasciasse i tacchi alti nell’armadio. 35 anni, con buona pace delle ragazze di Sex and the City: la minigonna diventa un no no al pari del piercing all’ombelico. 45 anni è il limite ultimo per mettersi gli stivali Ugg, altrimenti una appare ridicola. Lo stesso vale per i legging. Capelli lunghi alla Kate Middleton: a 53 anni è ora farli tagliare. E 61 è l’età del vero tramonto: resta nel cassetto anche il costume intero.

Le britanniche sono probabilmente troppo severe con se stesse anche se metà delle interpellate ha ammesso che una donna sui 50 o i 60, se è snella, in buona salute e attraente,
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probabilmente si può ancora permettere tutto. Una buona notizia per Madonna (52 anni) o Jerry Hall, l’ex moglie di Mick Jagger che a 54 anni ha ancora la figura di una trentenne.

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Lo smalto rougenoir sulle unghie corte è molto punk chic e sta alla meraviglia con gli anfibi ma anche con lo stiletto, è stilosissimo, speriamo non diventi troppo di moda. E non sembri blasfemo nello stesso post, ma un pensiero al povero Beppino Englaro che sta vivendo un momento che ha aspettato per anni, ma che non per questo sarà meno difficile. Così scrive Piricocco Mannaro. Che non pare uno schizofrenico; solo un tipico forumista di Avanti Pop. Bentornati nella nostra rubrica settimanale online. E benvenuti, se non lo seguite, a un forum che sta diventando un divertente, (ma anche) preoccupante opera collettiva sulle nevrosi e le necrosi del Paese (e oltre).

SI RIDE MA SI PREOCCUPATIGli avantipoppisti sono aumentati, sono sempre surreali, sono meno spensierati. Le scarpe appassionano ma un po’ meno; con la recessione il ricambio è difficile (e i produttori non aiutano, avete visto i modelli recenti? In più causa moda discussa e freddo imperversano le tozze Ugg). I GB, grandi bastardi, paiono depressi in sintonia con la media nazionale (sembrano fare meno danni, o hanno perso soldi, o gli è calata la libido, o ambedue). I fenomeno pop propriamente detti irritano la maggioranza più che distrarla e divertirla. Peggio: la compagnia di giro più pop, quella che tutti seguono, quella che inquieta la maggioranza dei frequentatori, è la nostra classe politica. Il capocomico Silvio Berlusconi in testa (ma ci sono segnali di saturazione); le sue ministre a un’incollatura (ma dopo mesi di battutoni hanno stancato), i suoi reggenti e i suoi rivali interni (quelli vanno forte) e lo schieramento a lui avverso (da queste parti circolano molti elettori Pd; molti ex elettori Pd, vien da pensare).

IL GRANDE ESODONon passa giorno che un forumista giovane non annunci la sua partenza. Non con una valigia di cartone; con un pc pieno di idee ricerche e progetti che in Italia nessuno ha filato. Ogni imbarco low cost, confesso, è un dispiacere. Loro continuano a scrivere, noi restiamo qui e pensiamo a cosa faranno i nostri ragazzini (più che altro i ragazzini ci triturano le scatole, anche per questo, collettivamente, noi più grandi qui ci lamentiamo). Ogni tanto qualcuno torna in vacanza (Una, Melina, Dark Nebula) e manda post genere “povera Patria” (cucina esclusa). Frequenti anche i messaggi su quanto ci sfottono all su Berlusca C. (non lo facciamo apposta, basta sconfinare e ti mettono in mezzo, anche i cassieri dei bar, e sono dichiarazioni garantite autentiche).

IL CENTRODESTRA POPDopo i pasticci dell breve centrosinistra qui ampiamente svillaneggiati come è noto si è andati al voto. Dopo il voto Avanti Pop è diventato un arguto secondo noi sfogatoio per ex elettori Piddì parecchio depressi. Uolter è maltrattato, le Mariannemadie hanno pochi fan, Bersani non decolla, Soru piace con cautela. Nuovo idolo è Luca M. Il suo post standard ne manda caterve è critico sulle comari comuniste, che sarebbero la sottoscritta e altre forumiste femmine. Ultimamente ha scritto che “ci manca qualcosa” e lui sa cosa. Si è tentato di spiegarci che a mancarci non è quello che pensa e spera (sarà mica innamorato di noi? Si discute anche di questo, parafrasando Sylvia Plath si può pensare “every berluscone loves a Communist comare”,
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vai a sapere).

MERKEL, ALTRO CHE BELENNon sono solo le donne a tifare per la tedesca Angela, premier moderata. Sarà per i sensi di colpa storici (giustificati), sarà perché è donna di valore, la premier cristanodemocratica ha attaccato il Vaticano sui vescovi e preti negazionisti convinti (?) che le camere a gas fossero circa delle lavanderie a gettone. La reazione ambosessi è stata immediata. Ieri e oggi se ne parla più di quanto si sia fatto per Belèn Comesichiama dell’Isola e di Comesichiama del Grande Fratello che ha un grande seno. Merkel casomai ha un grande senno. Melacotogna suggerisce: Ma affittarla come premier, diciamo per un sei mesi almeno?. Non sarebbe una cattiva idea; non solo è onestissima, il che da noi non va più; anche il suo stimulus package pare meglio del nostro (sono seguite parecchie battute sullo stimulus package; facevano ridere ma non ho avuto il cuore di pubblicarle, siamo sul Corriere, che diamine). In caso rifiuti la proposta di affitto c gente pronta a trasferirsi, come Rahm: ML, dopo le ultime dichiarazioni sulla riabilitazione del vescovo negazionista da parte del suo connazionale sto pensando seriamente di trasferirmi in Germania e di farmi governare (a suo piacimento) dal cancelliere Angela. Meglio Amburgo o Berlino? Il problema è che alla mia età (42) la lingua è difficile da imparare. Vero, accidenti.

CHANTAL SCIUTOAnti Merkel della settimana, pare figura simbolica, anche lei. Ma del corto respiro che le strappone assertive cooptate dal Pdl come parlamentari o come fidanzate, stanno mostrando, neanche per colpa loro. Rapidamente, se ministre, sono state abbandonate al pubblico ludibrio; se fidanzate, nonostante maestosi sforzi autopromozionali e foto autoprodotte in pose sexy, sono state lasciate via sms. successo a un’iconcina recente, la bella dermatologa Chantal Sciuto, che stava (lo ha detto a tutti i media) col ministro degli Esteri Franco Frattini. Commenta saggia Luce: Certo che sarebbe carino se Chantal facesse un comunicato stampa con il testo del sms con cui è stata scaricata. Visto che le piace la chiarezza nell’informazione che si dia da fare anche in questa circostanza, suvvia. Suvvia.

SORUSu Renato Soru, tempestosamente ricandidato in Sardegna e potenziale speranza di centrosinistra, il forum non si è ancora fatto un’idea precisa. Nonostante l campagna a suo favore del premier Berlusconi. Che giusto ieri gli ha dato tra l del fallito. Anche parte del Pdl extrasardo lavora per lui. Vale la pena di riportare quasi integralmente il post di Dalton, che scrive dall Dopo un bel po’ di insulti a Soru perché non gli ha concesso 4 (quattro) auto blu, ha giocato il Jolly: “Se Cappellacci vincerà le elezioni prometto di acquistare 1200 tonnellate di pecorino romano da destinare agli indigenti”. Secondo il modesto parere della moderatrice (io) non si poteva trattare di Zaia. Non era lui. Erano Ale e Franz. Sono sicura. Zaia sul Brunello era stato bravo, poi era crollato sull’ananas, ora non so.

IL GRANDE FRATELLO E ALTRI ANIMALILa hostess lascia il gf per la Cai. Me cojoni (a ‘fabri). Post volgare, ma che sintetizza l di una minoranza di massa sugli eccessi trashisti dei nostri media. A fronte di tipe dei reality con la sesta e di importanti servizi come “Parata di tanga in Nicaragua”, molte rispondono con lo slogan “Più rugbisti per tutte” (alcune preferiscono i tennisti; altre, contente loro, i pattinatori; ma la rivendicazione è chiara e legittima, che diamine).

ANCHE NOI SIAMO OTTIMISTINon è vero. Avanti Pop è preoccupato come tutti. Speriamo, presto, capiti anche a noi. Buona settimana a tutti.
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