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Il primo Mondiale della storia a invito e vede partecipare tredici squadre di cui appena quattro europee: Belgio, Francia, Romania e Jugoslavia. Solo quest’ultima superer il primo turno. A Montevideo inverno e durante alcune partite nevica. Il primo gol nella storia dei Mondiali lo segna il francese Lucien Laurent, la prima tripletta l’americano Bert Patenaude nello stesso giorno, mentre il primo espulso il peruviano Placido Galindo contro la Romania.

Nonostante i numerosi errori arbitrali e una gestione del calendario tanto confusa da risultare quasi dilettantesca, il torneo premia infine la squadra pi forte, l’Uruguay gi due volte campione olimpico, che sconfigge in finale i grandi rivali dell’Argentina, forse pi capaci tecnicamente ma inferiori per grinta e sapienza tattica.

GLI EROI

Sono diversi e leggendari i protagonisti del primo Mondiale. Tra questi i francesi Lucien Laurent e Alexandre Villaplane: Laurent, come detto, segna il primo gol nella storia dei Mondiali mentre Villaplane il capitano della Nazionale e durante la Seconda Guerra Mondiale diventer un criminale collaborazionista. Altri personaggi degni di nota sono due argentini: il capocannoniere del torneo, Guillermo Stabile detto Filtrador che avr anche una breve e sfortunata parentesi italiana al Genoa, e il centromediano Luis Monti, tanto duro quanto elegante, che dopo il torneo diventer un idolo della Juventus e con la Nazionale Italiana vincer il Mondiale del 1934 da oriundo, primo e unico caso nella storia di un giocatore capace di disputare due finali consecutive con due Paesi diversi. Nell’Uruguay spiccano diversi giocatori tra cui il capitano, Gran Mariscal Jos Nasazzi, duro e volitivo difensore che giocher quasi un migliaio di gare in carriera, e Divino Manco Hect Castro, monco di una mano per un incidente con una motosega in et giovanile ma capace di giocare pi che bene e di segnare anche il gol decisivo in finale. Arrivato allo stadio in ritardo per via della folla incredibile di persone che intendevano assistere alla sfida tra Uruguay e Argentina, viene bloccato dalla polizia e rilasciato solo dopo qualche minuto, una volta accertata la sua identit almeno dieci persone avevano tentato di spacciarsi per lui.

Una volta sul campo deve dirimere un’altra questione: entrambe le squadre vogliono giocare con il proprio pallone. Langenus effettua il sorteggio, vince l’Argentina, poi ci ripensa e stabilisce che si giocher con una palla per tempo. Suo padre uno stregone di origine africana emigrato in Sud America, una figura mistica che alla nascita del piccolo Jos si dice abbia ben 98 anni, e che gli dona un unguento ‘magico’ che, spalmato sui piedi, gli permette di giocare a calcio in modo divino.

Non che il calcio sia la sua sola passione. Prima di essere ingaggiato, ventenne, dal Bella Vista, Andrade svolge numerosi lavori: fa il lustrascarpe e lo ‘strillone’, oltre ad essere una delle stelle del Carnevale locale dove suona il tamburo, il violino e danza. Molto bene, si dice, e non difficile crederlo visti i movimenti sinuosi ed eleganti con cui si distinguer anche sul terreno di gioco.

Il suo nome viene alla ribalta nel 1924 quando con la Nazionale conquista la medaglia d’oro alle Olimpiadi in Francia. In pochi credono nei sudamericani, giunti in Europa tra mille difficolt e che negli allenamenti sembrano un branco di brocchi. in realt tutta una finta per confondere i rivali e quando il gioco si fa serio ecco che cominciano a giocare come sanno: l’Uruguay elimina la Jugoslavia (7 0), gli Stati Uniti (3 0), i padroni di casa della Francia (5 1), l’Olanda (2 1) e in finale surclassa la Svizzera per 3 a 0.

I francesi soprannominano quel mediano destro di centrocampo Merveille Noire Meraviglia Nera soprannome con cui passer alla storia. il primo giocatore di colore a prendere parte a una partita di calcio olimpica,
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ma non per il colore della pelle che viene notato, quanto per la sua classe sopraffina: Andrade capace di fare tutto, ha resistenza, tecnica, sapienza tattica e doti acrobatiche che gli permettono di eseguire colpi mai visti prima e mai pi rivisti dopo su di un campo di calcio, come il calciare il pallone al volo facendo leva sulle mani ben piantate a terra. Ama anche la bella vita, Jos tanto che spesso i compagni lo perdono per ritrovarlo nei pi noti club di Parigi a bere e a cantare con gli avventori locali. Tra le sue conquiste, in quell’estate parigina, si dice vi sia anche la ballerina Josephine Baker, cantante di cabaret passata alla storia come protagonista del primo topless pubblico.

Nel 1928 l’Uruguay vince la seconda medaglia d’oro consecutiva alle Olimpiadi, stavolta ad Amsterdam. Andrade sempre lo stesso, trascina la squadra dentro e fuori dal campo con il suo carattere allegro e scanzonato.

In campo la squadra inarrestabile, elimina l’Olanda (2 0) e la Germania (4 1) prima di scontrarsi in semifinale in una gara epica contro la fortissima Italia di Baloncieri, Ferraris, Levratto. Finisce 3 a 2 per i sudamericani. Andrade gioca benissimo ma patisce un brutto infortunio andando a scontrarsi con il palo di una porta e infortunandosi a un occhio, cosa che per non gli impedir di essere in campo anche contro l’Argentina in finale. La gara finir 1 a 1 e nella ripetizione, tre giorni dopo, l’Uruguay si imporr per un 2 a 1.

Ai tempi la Nazionale dunque la squadra pi forte al mondo, mancando un vero e proprio torneo mondiale che lo sancisca. La FIFA decide di organizzarlo nel 1930, ed naturale che la scelta cada sull’Uruguay bi campione olimpico e che ha vinto, tra il 1923 e il 1925, anche tre Coppe America. Saranno i primi Mondiali di Calcio della storia e l’Uruguay far sua la prima Coppa Rimet sconfiggendo in una storica finale gli arci rivali dell’Argentina, con Andrade ancora grande protagonista.

A livello di club intanto, dopo l’esordio con il Bella Vista, era passato al fortissimo Nacional con cui aveva vinto un campionato. Concluso il Mondiale passa al Penarol, la squadra per cui da ragazzo aveva fatto un provino venendo bocciato pi a causa del colore della pelle che per le sue indiscutibili qualit tecniche e atletiche.

una rivincita, e con la maglia degli vincer due campionati da protagonista. Chiude la carriera nel 1935 per l’aggravarsi del problema all’occhio infortunato ad Amsterdam sette anni prima e da cui ora praticamente non vede pi e rapidamente il mondo del calcio si dimentica di lui, complice anche l’assenza dell’Uruguay campione in carica dai Mondiali del 1934 e del 1938, una ripicca verso le nazioni europee che si erano rifiutate di partecipare alla prima edizione.

Riappare nel 1950, quando il Mondiale riparte dopo gli orrori della guerra. in tribuna in diverse partite dell’Uruguay, dove adesso gioca il nipote Victor Rodriguez, che in suo onore ha preso anche il cognome e che tra i protagonisti del famoso con cui l’Uruguay stende l’intero Brasile.

Jos felice per la vittoria del suo Paese, che per dimostra di averlo dimenticato. Anzi, il mondo intero lo fa, fino a quando nel 1956 il giornalista sportivo tedesco Fritz Hack, dopo una settimana di ricerche in luogo, riesce a trovarlo: vive in una baracca appena fuori Montevideo, alcolizzato e accudito solamente dalla sorella. Ha contratto la tubercolosi, che ha aggravato il problema all’occhio rendendolo praticamente cieco: una caricatura dell’atleta d’ebano che conquistava i tifosi sul campo e spezzava i cuori delle donne fuori. Bocchio G. Tosco,
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ed. Sestante).

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Quali sono i prezzi delle scarpe UGG? Le calzature UGG sono diventate un autentico must have, sono calde e versatili, adatte a proteggere i nostri piedini dal freddo. Gli stivali UGG sono diventati uno dei capi cult delle collezioni autunno inverno, basta fare un giro in centro per rendersi conto che sono davvero irrinunciabili, perfetti da abbinare ai leggings o a gonne e vestitini, ma a dei semplici jeans shinny.

Le scarpe UGG più famose sono sicuramente gli stivali classici in pelle di agnello che sono stati declinati in vari colori e con diverse decorazioni, tutte però hanno un design particolare e molto scarno e delle morbide imbottiture. Gli stivali UGG sono disponibili in diverse altezze, abbiamo quelli bassi e quelli che arrivano quasi al ginocchio, io vi suggerisco il modello intermedio che si può abbinare più facilmente.

UGG ci presenta i classici stivali senza zip che calzano perfettamente e si possono indossare anche tutta la giornata, ma anche modelli con dei bottoncini, con nastri e nappine e con il risvolto in shearling a vista. Oltre agli stivali nei colori basic, UGG ci propone anche modelli più briosi dalle tonalità fruttate, quelli ricamati, quelli ricoperti la paillettes metallizzati e quelli con degli inserti in lana a coste. Deliziosi anche i modelli più fashion con le stampe animalier.

I prezzi sono abbastanza alti, ma non proibitivi, gli UGG classici in pelle di agnello vanno dai 240,00 ai 300,00 euro, quelli con paillettes costano 260,00 euro, quelli esotici con la stampa animalier costano 300,00 euro. Al prezzo di 100,00 euro potete acquistare le ciabattine, gli zoccoli ed i tronchetti costano rispettivamente 170,00 e 370,00 euro.
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Gli Stivali Ugg Australia sono diventati in brevissimo tempo dei veri e propri cult, soprattutto tra le celebrities di tutto il mondo che indossano gli stivali più cool e che fanno a gara per poterci mostrare i modelli più belli e più glam proposti ogni stagione dal marchio.

Quanto costano gli stivali Ugg Australia? Nella nostra galleria di immagini potete ammirare alcuni modelli: andiamo a scoprire qual è il loro prezzo, quello che troveremo sull’etichetta di questi bellissimi stivali da tempo ormai in vendita anche nel nostro paese!

Cominciamo con un modello recentissimo della collezione inverno 2013 di UGG Australia, che ci propone uno delle tendenze più trendy di questa stagione fredda: stivali animalier anche per il celebre brand, che rivisita questo tema nel modello Classic Short Exotic, disponibile con stampa zebrata o leopardata, al prezzo di 240 dollari.

Proseguiamo, poi, con un modello caldissimo di stivale UGG, quello con pelliccia ad avvolgere la gamba delle donne che decideranno di indossarlo. Il Womens Marien, proposto anche in questa bella tonalità marrone, ha un prezzo di 300 dollari. Irresistibile,
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poi, il modello di stivale alto, proposto in rosa, con deliziosa applicazione di tre bottoni laterali, che danno un tocco ironico ad una calzatura che si fa notare: il Womens Bailey Button Triplet ha un costo di 230 dollari.

Non poteva mancare nella nostra carrellata di stivali UGG il modello tutto impreziosito da una maglia lavorata in tinta con il resto della calzatura, per dare un tocco di artigianalità e calore in più alla classica calzatura del brand: lo stivale Womens Lattice Cardy, che nella nostra galleria di immagini possiamo ammirare in un bellissimo azzurro, ha un prezzo di 160 dollari.

Infine, per chi ama uno stile glam impreziosito da tanti dettagli luminosi, come paillettes in tinta con la calzatura, ecco lo stivale Womens Classic Short Sparkles, un modello di UGG che divide le appassionate di questo brand, anche perché è davvero molto particolare e appariscente. Questo modello ha un costo di 190 dollari.
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Secondo alcuni studi precedenti gli ftalati potrebbero causare infertilit maschile o indurre malformazioni ai genitali nei bambini. dobbiamo ancora consolidare i nostri risultati con ulteriori studi, ma gi ora questi confermano l che un certo tipo di sostanze chimiche possano contribuire all del diabete sottolinea Monica Lind del reparto di medicina del lavoro e medicina ambientale all di Uppsala. I ricercatori dell di Uppsala hanno esaminato complessivamente su 1.016 partecipanti volontari (uomini e donne di et superiore ai 70 anni) la presenza di malattie vascolari. Sono stati determinati i loro zuccheri nudi ed i valori di insulina. I partecipanti allo studio hanno inoltre fornito un campione di sangue sul quale sono state effettuate diversi tipi di analisi per accertare la presenza di differenti sostanze ambientali velenose tra cui anche quelle che si vengono a creare quando l elabora gli ftalati. All uno su nove dei partecipanti allo studio soffriva di diabete.

I partecipanti pi colpiti da diabete erano quelli in sovrappeso o aventi un alto livello elevato di grassi nel sangue. Gli scienziati per hanno anche stabilito un collegamento tra i valori ematici di alcuni ftalati e l del diabete pur tenendo conto fattori di rischio come obesit livello di grassi, fumo e sedentariet In quasi tutti i pazienti i ricercatori hanno trovato perlomeno quattro dei dieci prodotti della metabolizzazione degli ftalati. Tre di questi metaboliti comportano un rischio pi alto di ammalarsi di diabete. I partecipanti con un livello di phtalati pi elevato presentavano un rischio pari al doppio di quello dei pazienti con valori pi bassi. I ricercatori hanno scoperto inoltre che c un legame tra determinati ftalati ed un disturbo di produzione dell nel pancreas. stabilire per se gli ftalati rappresentino davvero un fattore di rischio per il diabete abbiamo bisogno di condurre ulteriori studi che dimostrino questo legame spiega Lind. Ed in proposito rinvia ad condotto su 120 donne incinta che stabilisce un collegamento tra un rischio di diabete pi elevato e gli ftalati. necessari anche studi sperimentali su animali e cellule per sapere quali sono i meccanismi biologici alla base di questa relazione dice la ricercatrice.

Obbligo di dichiarazione solo parziale in EU

Numerosi plastificanti disturbano il sistema ormonale umano in quanto endocrini inibendo, per esempio, l sessuale maschile. Studi effettuati in Germania e negli Stati Uniti hanno rilevato ripetutamente la presenza di ftalati attivi a livello ormonale nell della popolazione. A volte addirittura in concentrazioni superiori a quelle consigliate dai valori di riferimento. Per di pi ftalati diversi accumulano il loro effetto negativo. Possono provocare infertilit maschile e indurre malformazioni ai genitali nei neonati. quanto pare determinati ftalati inibiscono la produzione d suppone anche il Prof. Dr. Dr. Helmut Schatz, endocrinologo a Bochum e portavoce del DGE. al contrario probabilmente favoriscono una resistenza contro l Questo legame deve essere dimostrato in studi pi approfonditi.

giorno d risaputo che queste sostanze sono nocive per la salute umana. Per questo, all della comunit europea, sono proibite nei giocattoli per bambini riferisce Schatz. Per quanto riguarda le confezioni dei generi alimentari nel frattempo sono stati abbassati i valori di riferimento del contenuto di ftalati. Eppure numerosi prodotti medici come sacche per sangue e flebo, tubi o cateteri contengono ancora elevate concentrazioni di ftalati. Queste sostanze si liberano facilmente dalla plastica e giungono in questo modo nel corpo umano. L nel marzo 2010 ha perlomeno stabilito l per i dispositivi medici di dichiarare sull la presenza di Di(2ethylhexyl) ftalato. a sostanze chimiche come il bisfenolo A nel grembo materno ha dato luogo, nella sperimentazione animale, ad un tardivo aumento di peso e resistenza all allerta l di sostanze chimiche del BUND Sarah H

Specialmente i gruppi a rischio come le gestanti ed i bambini dovrebbero venire protetti meglio. Numerose sostanze chimiche hanno un effetto simile a quello dell sessuale umano e possono cos provocare squilibri ormonali. Il bisfenolo agisce come un ormone sessuale femminile artificiale, ftalati plastificanti inibiscono l sessuale maschile. Il DEHP (di etilesilftalato), ed il DINP (di isononilftalato) vengono impiegati soprattutto nelle confezioni dei generi alimentari e nelle vernici. Molti dispositivi medici come borse per sangue e flebo, guanti e lenti a contatto sono in PVC morbido. I plastificanti ftalati contenuti nel PVC morbido sono in media il 30% e possono arrivare al 60%. Siccome non sono strettamente legati al PVC possono evaporare o venir lavati via dalla plastica. Gli ftalati vengono assorbiti dall per inalazione, attraverso gli alimenti e attraverso la pelle.
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ugg joslyn boots I piedi si ribellano a scarpe sbagliate

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Correre, saltare, camminare molto e male, con scarpe non adeguate cio eccessivamente strette in punta o che caricano in modo eccessivo il peso del corpo sull’avampiede come le calzature con tacco molto alto. Tutto questo pu far insorgere una metatarsalgia. Parliamo di quel dolore che compare nella regione plantare del piede a livello delle ossa metatarsali.

una condizione che affligge un numero elevatissimo di persone senza alcuna distinzione di sesso o di et ed in grado di modificare in senso peggiorativo la qualit della vita. Le metatarsalgie possono essere divise in biomeccaniche e non biomeccaniche. Le metatarsalgie biomeccaniche sono correlate nella loro manifestazione, alla funzione di carico del piede. Le metatarsalgie non biomeccaniche sono in rapporto a patologie strutturali intrinseche al raggio metatarsale ed ai tessuti molli ad esso corrispondenti. Queste possono essere di tipo degenerativo (ad esempio artrosico, necrosi asettica), infiammatorio (locale o di origine sistemica come nel caso dell’artrite reumatoide), neoplastica, neurologica (esempio, il neurinoma di Civinini Morton).

Spesso tuttavia le due componenti possono coesistere rendendo complessa la diagnosi e la cura della malattia. Ad esempio un raggio metatarsale sovraccaricato (metatarsalgia biomeccanica) va incontro a fenomeni infiammatori e successivamente degenerativi (metatarsalgia non biomeccanica). Le conseguenze della metatarsalgia non si esauriscono quindi solo con la comparsa di dolore sotto la parte anteriore della pianta del piede associata spesso alla presenza di fastidiosissime callosit Spesso se non corretta questa condizione patologica pu portare alla comparsa di deformit delle dita del piede quale l’alluce valgo e le dita a martello. La diagnosi e la cura della metatarsalgia complessa e deve essere affidata a specialisti. L’attenzione non deve essere rivolta solo all’avampiede, ma dev’essere analizzato il piede come unit inscindibile in segmenti autonomi ed integrato nel complesso dell’intero arto inferiore. La cura dipende dal tipo di metatarsalgia che affligge il paziente. Le terapie possono essere di tipo ortesico (plantari), medico (farmaci), infiltrativo (tradizionale o con fattori di crescita), fisioterapico (mezzi fisici anti infiammatori; posturale, osteopatico), chirurgico (tradizionale o percutaneo mini invasivo).
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outlet stivali ugg I nuovi controlli sui cellulari negli aeroporti

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La Transport Security Administration (TSA), l’agenzia governativa statunitense che si occupa dei controlli di sicurezza negli aeroporti, ha annunciato che ai viaggiatori diretti verso gli Stati Uniti potrà essere richiesto di accendere i loro cellulari e altri dispositivi elettronici durante le verifiche ai metal detector. Se saranno scarichi e non si potranno quindi accendere, dovranno essere lasciati a terra e i loro proprietari potranno essere sottoposti a ulteriori controlli.

La regola, che rafforza alcune norme simili già seguite negli anni scorsi, dovrebbe interessare buona parte degli aeroporti in giro per il mondo dai quali partono voli diretti verso gli Stati Uniti. La TSA ha il potere di imporre queste regole a chi si occupa dei controlli all’estero: se non sono applicate, viene sospesa l’autorizzazione a effettuare collegamenti aerei con gli aeroporti internazionali statunitensi e ci possono essere sanzioni anche per la compagnie aeree coinvolte.

La scorsa settimana il governo statunitense aveva annunciato l’intensificazione dei controlli di sicurezza in alcuni aeroporti esteri dai quali partono voli per gli Stati Uniti. Come avviene spesso con questi annunci, non sono state fornite indicazioni precise sugli aeroporti coinvolti, ma si sa che sono interessati principalmente paesi europei, africani e mediorientali. L’iniziativa rientra in un piano più ampio per migliorare i controlli di sicurezza e le attività antiterrorismo.

Come sa bene chi viaggia spesso in aereo, da tempo ci sono regole speciali per il controllo dei dispositivi elettronici che ci si porta dietro. Al momento delle verifiche di sicurezza in aeroporto, computer, tablet e cellulari devono essere estratti da borse e zaini per il controllo allo scanner dei bagagli. Se notano qualcosa che non torna, i responsabili della sicurezza possono richiedere che un computer sia avviato per dimostrare il suo effettivo funzionamento e che al suo interno non siano nascosti esplosivi o altre sostanze pericolose. La regola ora si applica più rigidamente anche ai cellulari: e se questi non potranno essere accesi perché scarichi dovranno essere lasciati in aeroporto, se ci si vorrà imbarcare ugualmente.

I responsabili della TSA hanno spiegato che le nuove regole servono per evitare attacchi esplosivi condotti con nuove tecnologie. All’interno di smartphone e tablet potrebbero essere nascoste cariche esplosive particolari, che non sono rilevate dagli scanner durante i controlli di sicurezza. Il governo degli Stati Uniti ha chiarito che si tratta di una precauzione aggiuntiva e non di una risposta a una specifica minaccia emersa negli ultimi giorni.

I controlli sui cellulari potrebbero fare aumentare i tempi di attesa ai controlli di sicurezza degli aeroporti, che si sono già allungati notevolmente in seguito alle nuove misure di sicurezza adottate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Chi vola verso gli Stati Uniti deve, tra le altre cose, togliersi le scarpe prima di passare sotto al metal detector, e può essere sottoposto a ulteriori controlli e perquisizioni a discrezione degli addetti alla sicurezza. Meglio andare in aeroporto con il cellulare carico, quindi, oppure prepararsi alla disperata ricerca di una presa elettrica.
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Tempo di lettura: 225 secondi

Anche oggi la liturgia si apre con un grido del profeta Amos che prova a risvegliarci dal nostro disinteresse per gli altri. La scorsa domenica ricordavamo la favorevole congiuntura economica del regno del Nord ai tempi del profeta, quando pochi straricchi si organizzavano per diventarlo sempre di più, a danno dei poveri. Oggi sono presentati mentre se la godono, chiusi nei loro palazzi di lusso, ignari di quanto sta per accadere.

Con ironia feroce li coglie sdraiati su divani decorati d’avorio (gli archeologi ne hanno trovato le tracce) mentre, riccamente profumati, gozzovigliano, si sbronzano, si improvvisano cantautori, si paragonano a Davide nell’arte musicale. E ignorano che le truppe assire di Sargon II erano già in marcia e che presto essi sarebbero stati messi in testa alla cordata dei deportati. Il tempo dei festini sta per finire, ma non se ne accorgono. Amos aveva già proclamato oracoli simili: il capitolo quarto del libro si apre con un’invettiva contro le dame di Samaria. Le interpella: “Vacche di Basan che schiacciate i poveri che dite ai vostri mariti: facci portare da bere!”. Anche loro andranno in esilio. Spinte con pungoli e trascinate con arpioni da pesca, usciranno una dopo l’altra per le brecce delle mura diroccate.

Con questa potente prima lettura la liturgia ci prepara all’ascolto della parabola di un anonimo miliardario e di Lazzaro il mendicante. Come al solito, l’evangelista Luca si dimostra un esperto narratore: con poche pennellate delinea i due personaggi. Il miliardario, vestito con i tessuti più preziosi presenti sul mercato, banchettava quotidianamente. facile immaginare che quei banchetti, sempre pieni di invitati, fossero vere orge, durante le quali non c’era di tempo di pensare agli altri. Eppure alla porta del palazzo giaceva un mendicante, affamato, piagato, da far compassione anche ai cani randagi, che gli davano qualche sollievo leccandogli le piaghe.

Il racconto non dice altro della vita dei due; ma arriva rapidamente alla morte di entrambi. Solo ora l’ex miliardario si accorge di Lazzaro, che non è più un mendicante piagato ma un amico felice del padre Abramo. Lui invece si dibatte tra le fiamme dell’ade. Ora il racconto rallenta. Mentre la descrizione delle due vite è stata rapida, quella post mortem è molto particolareggiata. Entrano in scena altri personaggi: Abramo,
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a cui l’ex miliardario anonimo presenta tre suppliche, ricevendone altrettante risposte negative; in ultimo compariranno anche i cinque fratelli dell’ex miliardario, che non interverranno direttamente, ma che avranno un rilievo importante nell’economia della parabola. La prima richiesta fu di mandargli Lazzaro con un sorso d’acqua, a dargli un attimo di sollievo.

Abramo rispose che non era possibile, a causa del fossato invalicabile che li separava. Del resto, lui aveva avuto i suoi beni durante la vita terrena e Lazzaro i suoi mali; ora la situazione si è capovolta e lui non ci può fare niente. Allora il miliardario sposta la seconda richiesta su un terreno che ritiene meglio praticabile: mandare Lazzaro dai suoi cinque fratelli, ad avvertirli di cambiare vita. Abramo risponde che è sufficiente ascoltare Mosè e i Profeti. L’ex miliardario insiste (terza istanza): se vedranno uno risuscitato dai morti, si faranno convincere. Abramo risponde che è un’illusione: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”.

Se proviamo a domandarci a quale dei personaggi della parabola somiglia ciascuno di noi, sulle prime avremmo qualche difficoltà a rispondere. Difficilmente potremmo somigliare al miliardario. Chi di noi ha tanti soldi da mettersi ogni giorno vestiti e scarpe firmate, e imbandire quotidianamente banchetti luculliani? Difficilmente però potremmo sentirci nei panni di Lazzaro: grazie a Dio, gran parte di noi, che leggiamo queste righe, è al riparo dall’estrema povertà. Rimangono i cinque fratelli.

Il racconto non ne dice granché. Sappiamo comunque che fanno parte della famiglia dell’ex miliardario. Anche se non hanno fatto la stessa fortuna del fratello, ne condividono certamente la mentalità, la cultura e quant’altro: importante è vivere al riparo di una seria barriera di denaro; quelli rimasti fuori si arrangino. Altra cosa che il racconto lascia intendere: i cinque fratelli non sembrano avere una fede seriamente fondata; forse non sono irreligiosi, ma si fidano poco di Mosè e dei Profeti; meglio ascoltare qualcuno tornato dal cimitero. La limpida risposta di Abramo, nostro Padre nella fede, vale per noi più che per l’immaginario ex miliardario: se non ascoltiamo la Parola di Dio, contenuta nelle Scritture sante,
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non saremo persuasi neanche se ci si presentasse qualcuno risorto dai morti.

ugg mini classic I nomi e le declinazioni

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Il nome, detto anche sostantivo, è la parte del discorso che serve a indicare (nominare) gli essere animati, le cose inanimate, le idee, i fatti, i sentimenti. Esso è, insieme col verbo (?), l’elemento fondamentale del linguaggio.

Oltre ai nomi veri e propri, anche altre parti del discorso possono essere adoperate come nomi e, in questo caso, si dicono sostantivate.

Si dicono concreti i nomi che indicano esseri, cose e fatti che cadono sotto i nostri sensi (fanciullo, cane, sedia, odore, salto); astratti quelli che designano una qualità, un sentimento, un’idea, un concetto, che soltanto la nostra mente può concepire (bontà, amore, virtù, ambizione).

Una seconda distinzione è quella dei nomi in propri, comuni, collettivi. Il nome proprio designa un solo un individuo della specie (Carlo, Fido, Arno, Gran Sasso, Roma); il nome comune indica gli esseri in senso generico (uomo, cane, pietra, fiume, monte, città); il nome collettivo indica un insieme di esseri o cose della stessa specie (popolo, gregge, esercito, vasellame).

I nomi propri hanno sempre l’iniziale maiuscola.

Secondo il genere, il nome può essere maschile o femminile, se designa esseri animati di tale sesso (padre, leone, madre, leonessa). In quanto ai nomi di esseri inanimati, la classificazione è da considerarsi convenzionale, non essendo possibile giustificarla logicamente.

Sono generalmente maschili i nomi terminanti in o (appartengono alla seconda declinazione): uomo, cavallo, fuoco, tramonto, pensiero; femminili i nomi che hanno la desinenza in a (appartengono alla prima declinazione): casa, sedia, luna, stella, alba.

Non mancano però le eccezioni: nomi femminili in o (mano, radio, moto, auto, dinamo, Saffo, Ino, Ero) e nomi maschili in a (poeta, profeta, patriarca, papa, duca).

i nomi degli alberi terminanti in o od in e: il melo, il pero, il pino, il noce, il salice, il rovere; ma la vite, la quercia, la palma, l’elce fanno eccezione;

i nomi dei metalli: l’oro, l’argento, il piombo, il ferro, il rame,ecc.;

i nomi dei punti cardinali: il nord (settentrione), l’est (levante, oriente), il sud (mezzogiorno, meridione), l’ovest (ponente, occidente);

i nomi dei mesi e dei giorni della settimana (tranne la domenica);

i nomi dei monti, fiumi e laghi: il Monte Rosa, il Gran Sasso, i Pirenei, gli Appennini (fanno eccezione: le Alpi, le Ardenne, la Maiella, la cordigliera delle Ande); il Piave, il Tevere, il Reno, il Danubio (fanno eccezione: la Senna, la Loira, la Dora, la Sprea, la Garonna, la Sava, la Drava); il Garda, il Trasimeno.

i nomi dei frutti: la mela, la pera, la castagna, l’uva (fanno eccezione: il fico, il limone, il cedro, il lampone, l’ananas, il mirtillo, il ribes che sono maschili e denotano tanto l’albero quanto il frutto);

i nomi delle scienze e di tutte le nozioni astratte: la chimica, la matematica, la storia, ecc.; la bontà, la virtù, la fede, ecc.:

i nomi delle feste religiose: la Pasqua, la Pentecoste (fanno eccezione: il Natale, Ognissanti;

i nomi di continenti, stati e province, città e isole: Europa, Africa, Asia, Oceania; Francia, Italia, Austria; Lombardia, Toscana, Puglia; Roma, Milano, Napoli; Sicilia, Sardegna, Rodi. Fanno eccezione: il Belgio, il Brasile, il Cile, il Canadà, il Perù, l’Uruguay, il Venezuela, il Giappone, l’Egitto; il Molise, il Piemonte, il Veneto; il Cairo.

A parte queste indicazioni, la determinazione del genere dei nomi non segue regole fisse e quindi occorre affidarsi all’uso e consultare il vocabolario.

I nomi si dicono mobili quando hanno una forma per il maschile e una per il femminile: bambino bambina, maestro maestra, attore attrice, principe principessa, poeta poetessa.

Si dicono invece di genere comune i nomi che hanno una sola forma per entrambi i generi, distinguibili dall’articolo o dall’aggettivo concordanti: il nipote la nipote, il cantante la cantante; bravo pianista brava pianista.

Di genere promiscuo sono detti i nomi per i quali la specificazione è data dall’aggiunta dei determinanti maschio e femmina: la rondine maschio, la rondine femmina; il topo maschio, il topo femmina.

I nomi maschili che al singolare escono in a, e, o formano il plurale cambiando la desinenza in i: ad esempio, poeta poeti, cane cani, libro libri. Restano eccezionalmente invariati al plurale vaglia, boia, barabba.

I nomi femminili che al singolare escono in a formano il plurale in e: rosa rose, casa case. Fanno eccezione ala che al plurale fa ali e frutta che al plurale resta invariato: le frutta.

I nomi femminili che al singolare escono in o e in e formano il plurale in i: mano mani, rete reti. Fa eccezione dinamo che al plurale resta invariato.

I nomi, maschili o femminili, che escono al singolare in i, o in vocale accentata, o in consonante, hanno il plurale uguale al singolare: ad esempio, l’analisi, le analisi; il brindisi, i brindisi; la virtù, le virtù; il caffè, i caffè; lo sport, gli sport.

I nomi in ie non variano al plurale: la barbarie, le barbarie; la specie, le specie. Fanno eccezione: moglie che fa al plurale mogli e superficie che fa tanto superficie quanto superfici.

I nomi in ca e ga conservono al plurale il suono gutturale (?): barca barche; collega colleghi. Fa eccezione Belga che al plurale maschile fa Belgi, mentre il plurale femminile è regolarmente Belghe.
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Folk chic è il modello di Burberry che disegna il cappotto oversize in pelle di agnello marrone e cammello a contrasto con l’interno bianco e rivestito da un patchwork di lussuosi inserti in pelle di serpente multicolor. La fantasia a losanghe in visone, invece, trionfa sul capospalla di Prada color cammello con polsi e colletto di pelliccia.

Più sofisticato e femminile è lo shearling coat di Valentino su cui spuntano maxi farfalle vivaci pronte a portare una ventata di spensieratezza e di allegria. Classico e intramontabile, invece, è il modello di Saint Laurent tradizionale color cognac.

Non mancano versioni colorate: si intinge nella nuance più corposa del bordeaux il cappotto di Fendi dalla silhouette soffice a contrasto con la cintura nera. Più soft è la tinta scelta da Miu Miu che opta per una delicata sfumatura di rosa suo modello dalla linea dritta e pulita illuminata da maxi spilla gioiello con cristalli. Più intensa è la tonalità di proposta da Sies Marjan che si ispira alla giacca in denim per il suo capospalla dal sapore pop.
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Dai cuissardes dall’animo grintoso alla versione in total red, molto stilosa: ecco tutte le versioni da non lasciarsi scappare per l’autunno inverno 2017!

Colori sgargianti ed effetto metal. Queste le parole d’ordine in tema di stivali che per l’autunno inverno 2017 diventano i veri protagonisti del look. Rosso, argento e bordeaux si confermano in testa alle tinte da scegliere per aggiungere all’outfit un tocco extravagant. Ancor meglio se in versione lucente, verniciata e, perché no, effetto mirror.

Non passano inosservati neanche i modelli impreziositi di decorazioni floreali multicolor e all over, romantiche e vistose, e preziosi jacquard e broccati. Una tendenza sicuramente ‘egocentrica’, ma non al punto da mettere all’angolo altre e più sobrie sfumature della palette.

Grande ritorno, infatti, delle nuance neutre: in coda all’intramontabile nero,
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passe partout indiscusso, si posizionano il nocciola, il cipria e il beige chiarissimo che portano una ventata di freschezza e leggerezza nei mesi freddi.

Quanto ai modelli, irresistibili i cuissardes dall’animo grintoso, con stiletto, tacco block o flat, e poi le versioni over alte al ginocchio o, al contrario, aderentissime alla gamba, effetto calzino. Molto interessante per il daywear, la versione sporty a punta tonda, tempestata di fibbie o di dettagli chain che aggiungono un tocco rock al design pulito.
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