ugg bambini 100 anni nonna Quintilia Valentini

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Tra tutte le cose che ogni giorno vale la pena festeggiare, oggi ci sono i primi 100 anni di Quintilia Valentini. Nonna Lia per i suoi cari, mamma nonna per generazioni di figli, nipoti e pronipoti.

Una classe di ferro e consapevolezza, saggezza e tenerezza, con capelli d’argento, sguardo vivace e portamento raffinato, nata a Forano (provincia di Rieti) il 2 marzo del 1914, vissuta a Roma dal 1 gennaio 1937.

La testimone preziosa di un secolo di storia personale, e di questa città, passate per monarchia e dittatura, la repubblica e le sue spudorate interpretazioni, due guerre e parecchie macerie, gioie e sacrifici.

La quinta figlia di una famiglia onesta, insieme ad una sorella gemella persa quasi subito ma mai del tutto, e una sposata con Dio, l’amore per il prossimo e l’arte del ricamo, che rifinisce il prezioso corredo di famiglia.

Una signora ‘d’altri tempi’, vissuta per sessantadue anni al fianco del marito Mario, sotto i bombardamenti di San Lorenzo con il pancione, al cinema Volturno, a far la spesa nello scomparso mercato di via Tripolitania, passando le serate a ricamare dentro al letto, per consegnare i sei lavori a settimana realizzati per il negozio di Piazza Risorgimento.

Donna, moglie e madre, ma anche sarta, ricamatrice, maschera nei primi cinema, collaboratricein unasocietà specializzata nella pubblicazione di riviste di agricoltori, per sostenere la sua famiglia, vissuta a Piazza Regina Margherita, quando in ogni casa abitava più di una famiglia, alle volte anche una per stanza.

Quando tutti affittavano camere,
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anche la signora con la macelleria a Montesacro, o chi lavorava alla Banca d’Italia. I vicini si conoscevano tutti, lasciavano le chiavi nella toppa della porta, le donne lavavano sulla terrazza comune, mentre tra i panni stesi ad asciugare, e le lenzuola usate come veranda, le madri lavoravano con i loro figli che giocavano poco distanti, tutti senza scarpe per non dare fastidio a chi abitava al piano di sotto.

Ricordi di Roma che a Carnevale portava i bambini mascherati a via Nazionale e a Villa Borghese, dove una volta prendendo accordi con un vetturino (tenendo i bambini nascosti per non far salire il prezzo) ci scappò anche un bella passeggiata in carrozza per le vie della città eterna.

Una memoria lucida e brillante quella di nonna Lia, su fatti date ed eventi, che assapora i ricordi di colazioni preparate con affetto e devozione, insieme alla fragranza della pizza bianca ‘fina e scrocchiarella’, presa al forno tutte le mattine dal genero, i mesi esatti nei quali le nipoti Piera e Marzia hanno iniziato a parlare e camminare, e il quotidiano che lei non da mai per scontato.

La super nonna energica e intraprendente, che ha visto Roma cambiare insieme allo stile di vita, la tv svuotarsi di contenuti per riempirsi di laureati che non sanno le tabelline, il centro commerciale arrivato a Porte di Roma, e le pareti di scarpe di Declaton, per chi come lei, è cresciuta con un paio di scarpe per tutti i giorni e uno per la domenica, sostituite a rotazione quando erano troppo vecchie per essere utilizzate, come i vestiti, buoni per generazioni di fratelli e sorelle, nipoti e pronipoti.

Tra poco nonna Lia sarà a messa con tutti i suoi cari, per ricordare chi non c’è più, pregare per chi resta e ringraziare per ogni giorno che gli è concesso di vivere, con profonda riconoscenza, e un vigore che si fatica a trovare anche nei giovanissimi.

Il suo elisir di lunga vita è un’alchimia contagiosa, tradita dall’espressione radiosa mentre confessa di ‘sentirsi felice’, con un pudore riservato alle cose intime e l’entusiasmo di chi ha continuato a coltivare il gusto per le piccole cose importanti, senza lasciarsi scoraggiare dalla consapevolezza del tempo che passa, la vista che si abbassa e la vivibilità che peggiora. Una donna e nonna speciale di Roma da festeggiare.
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