Attentato Charlie Hebdo

Attentato Charlie Hebdo

Ogni volta che nel mondo accade qualcosa di straordinario, e in particolar modo quando ci sono di mezzo attentati e terrorismo, il cospirazionismo si scatena. D’altra parte non c’è niente di più facile che cedere alla dietrologia: c’è sempre qualcosa che non torna, c’è sempre qualcuno che trae indirettamente vantaggio da quanto avvenuto, c’è sempre qualche “potere fortissimo” che in via del tutto teorica avrebbe le sue ragioni per essere la manina invisibile che muove le sue marionette.

L’attentato a Charlie Hebdo non può sfuggire, tanto più che il materiale c’è tutto: gli attentatori che nello spazio di un pomeriggio passano da “commando addestrato” ad “attentatori inesperti che lasciano una marea di tracce”; la morte di un economista ostile ai liberisti del Fmi come Bernard Maris e i tanti che da quanto avvenuto avranno vantaggi in termini politici e geopolitici (si parla del Front National e, ovviamente, dell’immancabile Israele). Per il momento non si hanno notizie da parte della Massoneria, ma dal momento che stando alle teorie del complotto i massoni sono dietro a tutto, il loro ruolo si può anche dare per scontato.

Tra i primi a seminare un po’ di dubbi e dietrologie c’è uno dei punti di riferimento della galassia a Cinque Stelle, il professor Aldo Giannuli, che sul blog di Beppe Grillo scrive:

“[Non ho] nessun elemento per escludere che quello che è accaduto sia realmente quello che sembra: una azione di terrorismo di gruppi islamisti radicali, punto e basta. Ma aggiunge siccome a trarre giovamento da questa strage saranno in diversi (ad esempio il Front National che si appresta a fare vendemmia di voti, di conseguenza anche Putin che proprio sul Fn sta puntando per condizionare l’Europa sulla questione delle sanzioni, in una certa misura anche Israele che rinsalda i vincoli con l’Europa ogni volta che c’è un episodio di questo genere, chiunque voglia destabilizzare la Francia in particolare e l’Europa in generale) vale la pena di dare un’occhiata anche ad altre piste”.

Ecco, questo è un tipico ragionamento dietrologico: non ci sono elementi per dire che è andata così, ma siccome altri ne trarrebbero vantaggio non si può escludere che la colpa sia di chi vuole la destabilizzazione dei mercati europei. Anzi no: del Front National che farà incetta di voti. Anzi no: di Israele che rinsalderà i suoi traballanti rapporti con l’Europa. Il fatto è che è proprio sugli elementi in possesso che ci si deve basare. Elementi che fino a questo momento fanno pensare a terroristi fanatici dell’Islam nati e cresciuti in Francia e addestrati in Siria, dove si sono recati per combattere nelle fila dello Stato Islamico. Oppure no?

Anche su questo aspetto infatti non si può sfuggire ai tanti dubbi che circolano. Ma come, degli attentatori così esperti che poi dimenticano la patente in macchina facendo sapere a chiunque chi è uno dei due responsabili? La cosa più semplice da pensare è che i killer fossero sì spietati e addestrati, ma non abbastanza freddi da fare attenzione a ogni dettaglio, soprattutto nel momento in cui ci si trova a essere in fuga e inseguiti. La spiegazione più semplice, però, non è mai quella prediletta dai complottisti. Ma il sottotesto è molto più insidioso e vuole comunicarci che queste “goffaggini” siano state fatte di proposito, per depistare gli investigatori. E però, se i terroristi islamici sono solo uno specchietto per le allodole, chi possono essere i veri responsabili? Un indizio viene dal fatto che tra le vittime non ci fossero solo redattori e vignettisti di Charlie Hebdo, poliziotti e altri malcapitati; ci fosse anche un noto economista come Bernard Maris. Uno che ha polemizzato tutta la vita con gli economisti neoliberisti, che ha titolato un libro “Lettera aperta ai guru dell’economia che ci prendono per imbecilli” e che insomma non era proprio amico dei falchi del Fondo Monetario Internazionale.

Stando alle letture complottiste, si sa chi c’è dietro al Fmi, alla Nato e alle altre istituzioni sovranazionali: la massoneria, gli illuminati, il Bilderberg e via così. Che la sua uccisione non sia causale sembra essere il sospetto del deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia, che su Twitter scrive:

Lo stesso Sibilia ha poi chiarito la sua posizione in un più lungo post su Facebook. Di sicuro però sono parole di questo tenore che rinfocolano la ricerca a tutti i costi di una causa altra. Perché quando si ragiona a ritroso, c’è sempre qualche spiegazione altra. E se cercate la dimostrazione più perfetta di come funzioni questo meccanismo, basta dare un’occhiata a una delle teorie cospirazioniste più stupefacenti di tutti i tempi: quella dell’antico astronauta.