zalando ugg boots notizie da Lecco e provincia Le scarpe Primadonna al posto di Benetton in via Cavour

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Le voci che si ricorrevano ormai da settimane non sono state smentite e adesso è ufficiale: al posto di Benetton, nel grande negozio di Via Cavour, sta per aprire Primadonna. Il centro Lecco si prepara così ad accogliere il primo punto vendita in provincia della nota catena italiana, specializzata nella vendita di calzature e pelletteria. Nessuna indicazione per il momento sulla possibile data di apertura, anche se i cartelloni pubblicitari comparsi proprio in questi giorni sulle vetrine del negozio lasciano intendere che l’attesa sarà breve.

Le inaugurazioni previste a breve regaleranno una ventata di novità allo shopping in città,
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che si sta aprendo anche alla presenza dei gradi marchi immancabili ormai in quasi tutte le principali piazze italiane. Procedono a pieno ritmo anche i lavori all’interno del grande negozio di via Roma che ospiterà il primo punto vendita lecchese del marchio H a cui si affiancherà anche il primo negozio Primadonna, brand pugliese che nelle ultime stagioni ha registrato un crescente successo, come dimostrano le numerose aperture in Italia e non solo. , infatti, notizia di questi giorni lo sbarco del marchio di calzature e accessori persino nella Ville Lumière,
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con il primo flagship store parigino inaugurato al civico 66 di Rue de la Chaussée d’Antin.

ugg a notizie da Lecco e provincia In falesia con le Guide Alpine

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Vi piacerebbe provare l’arrampicata su roccia? Oppure sapete già arrampicare ma vorreste approfondire la tecnica con l’aiuto del professionista? Il 30 settembre è il giorno giusto per farlo. In cinque diverse falesie della Lombardia le Guide alpine offrono arrampicate gratuite per tutto il giorno, dalla mattina al tardo pomeriggio. L’iniziativa, che replica il grande successo dell’anno scorso, è promossa dal Collegio Guide Alpine Lombardia e da Regione Lombardia e ha lo scopo di diffondere un corretto approccio all’arrampicata in falesia, quindi di fare formazione per la prevenzione degli incidenti e fruire al meglio del patrimonio comune delle falesie lombarde.

Gli argomenti delle lezioni saranno la tecnica di arrampicata (schemi motori, fondamentali dell’arrampicata e progressioni) e le tecniche di sicurezza (uso corretto del materiale, nodi e tecniche di assicurazione). Il messaggio che la giornata si propone di diffondere e che anche in un ambiente ben attrezzato come una falesia, comprese quelle restaurate in modo impeccabile, gli utilizzatori sono responsabili della propria protezione che non può mai essere demandata e pertanto devono conoscere tutte le tecniche necessarie per un utilizzo corretto delle attrezzature.

Le lezioni sono gratuite e aperte a tutti, principianti e non. L’anno scorso all’iniziativa hanno partecipato quasi 200 iscritti e centinaia di persone presenti ad assistere.

Cinque i luoghi di quest’anno, di cui 2 in territorio lecchese interessati nei mesi scorsi dal progetto di valorizzazione delle falesie lecchesi, promosso da Regione Lombardia insieme alle Guide alpine della Lombardia e alle Comunità montane del Lario Orientale e della Valsassina.

Galbiate (LC)

Introbio (LC)

Sirta (SO)

Cividate Camuno (BS)

Corna Rossa di Lantana (BG)

“L’arrampicata non è un’attività esente da pericoli spiega Fabrizio Pina,
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presidente Guide alpine Lombardia . Gli interventi messi in atto nel progetto di valorizzazione delle falesie lecchesi, ovvero la bonifica e la chiodatura di 9 siti d’arrampicata, sono stati degli interventi importanti che hanno abbassato notevolmente i rischi, ma non li hanno eliminati totalmente, in quanto questo non è possibile, non dobbiamo mai dimenticare che siamo su terreno naturale, soggetto ad un inevitabile processo di modificazione nel corso del tempo. Sarebbe un grosso errore assimilare questi siti a impianti sportivi. E’ invece molto importante approcciarsi con consapevolezza, preparazione e atteggiamenti opportuni a questa bellissima attività nelle Nostre belle falesie Lecchesi che dopo questi interventi di manutenzione vivono un ottimo stato di salute.”

“Dopo i progetti sui comprensori, i rifugi e la sentieristica, con la valorizzazione delle falesie lecchesi (con un contributo regionale di 450mila euro) si è aggiunto un altro tassello al nostro operato che sottolinea ancora una volta l’importanza del ruolo della montagna da noi sempre riconosciuto dichiara l’Assessore allo Sport e Politiche per i Giovani Antonio Rossi . Regione Lombardia prosegue quindi concretamente il suo impegno a favore della promozione della montagna come ambiente e delle sue professioni collegate sostenendo le iniziative delle realtà del nostro territorio. Invito tutti a cogliere quest’opportunità di immergersi nella natura del nostro territorio e provare l’emozione di toccare con le proprie mani le pareti delle nostre falesie affiancati dagli esperti del Collegio Guide Alpine Lombardia, i nostri veri e propri professionisti della montagna.”

Nella giornata del 30 settembre le Guide Alpine e gli Aspiranti Guide forniranno a coloro che ne fossero sprovvisti tutti i materiali necessari alla scalata: scarpette, imbrago e casco. La giornata comincerà in ogni falesia alle ore 9 e si chiuderà alle 17. Il programma ha tra gli obiettivi quello di facilitare l’auto protezione dell’utente e la fruizione consapevole degli spazi naturali della regione;
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nonché di diffondere un corretto approccio alle attività all’aria aperta: requisito primo per la sicurezza personale nell’intraprendere qualsiasi attività in ambiente naturale.

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Settantuno anni fa, come oggi. Alle 19.43 dai microfoni dell’Eiar (la Rai del tempo) il maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio, lesse a una sfibrata e piegata popolazione l’annuncio dell’entrata in vigore “con effetto immediato” dell’Armistizio con le truppe anglo americane.

La seconda guerra mondiale per noi era finita. Anzi no. Cominciava una nuova fase, sempre tragica, violenta e per di più intestina. Gli ex alleati tedeschi di stanza in Italia si trovarono di colpo in territorio nemico e si difesero con rabbia e rappresaglie. La nostra nazione si trovò spaccata in due: al Sud le truppe alleate che risalivano verso Roma; al Nord la costituzione della Repubblica Sociale Italiana (RSI). Esponenti della Resistenza si battevano contro fascisti resistenti: pagine buie, sanguinose e terribilmente tristi.

A Lecco la ripercussione dell’8 settembre avviene come dovunque. L’annuncio dell’armistizio provoca nella citta e nei paesi vicini confusione e incertezza sul futuro e sulla via da seguire: la popolazione si riversa nelle strade, le caserme sono disertate, si aspettano di ora in ora i Tedeschi che hanno gia occupato Brescia e Bergamo e che stanno per presidiare Como e la frontiera svizzera.

In questa fluida situazione incomincia pero ad emergere una ancor confusa presa di posizione da parte di quei cittadini, piu sensibilizzati politicamente, che si erano gia distinti nei 45 giorni del governo badogliano. A questo proposito afferma Giovanni Teli: “Il 9 settembre, ad una riunione, partecipo Gaetano Invernizzi che, salito su un muricciolo, fece un discorso breve poiche c’era gia in giro la voce dell’arrivo dei Tedeschi. Arrivarono alcuni compagni con una carretta carica di fucili e munizioni recuperati alla caserma Sirtori. Successivamente andammo in Devizzo e ricordo che c’erano anche Vera Ciceri e Andrea Castagna. Il giorno 10 cominciarono ad affluire dei prigionieri che erano fuggiti dal campo di concentramento di Grumello: c’erano alcuni Inglesi. Chi volle andare in Svizzera, li indirizzammo ai Piani Resinelli; altri rimasero, come il russo Nicola, un polacco, uno spagnolo. Poi il giorno11 andammo in Erna.”

Gabriele Invernizzi, nell’articolo gia citato, per quanto riguarda i fatti dopo l’8 settembre afferma solo: “Al 10 settembre, Brambilla e Pierino Vitali presero in consegna le armi depositate alla caserma Sirtori e con due autocarri uscirono a mezzogiorno asportando dette armi e indirizzandosi ai Piani Resinelli ove si formeranno le prime basi organizzate di partigiani”.

E ancora possiamo leggere nel Liber Cronicus di Acquate: “10 settembre ’43 E’ corsa voce che i tedeschi erano a Calolzio in viaggio per Lecco. Molti fuggivano su pei monti. Anche i soldati che erano nelle scuole comunali di Acquate fuggivano tutti, ma per questa volta fu un fuoco di paglia”.

I protagonisti di “Tutti a casa” in una scena del film in borghese

Da queste testimonianze si puo pertanto dedurre che anche a Lecco accade cio che accade in tutta Italia. Innanzitutto vengono abbandonate le caserme: il V battaglione alpini, comandato dal Col. Varusio, che occupa la caserma Sirtori di Lecco, se ne va nella notte tra l’8 e il 9 e gran parte di esso ripara sulle montagne circostanti portando via le proprie armi; i soldati collocati nelle scuole elementari di Acquate, rimasti ad attendere ordini che non arrivano, verso mezzogiorno abbandonano la caserma portando ciascuno il proprio fucile e si rifugiano sul sovrastante Pizzo d’Erna.

Le caserme, disertate, vengono saccheggiate dalla popolazione, che porta via gran parte dei viveri, indumenti, scarpe e coperte. Gran parte delle armi sono recuperate da coloro che stanno fuggendo sui monti ma, come dice Puccio, “Di coperte in montagna ne arrivano ben poche: molta di questa roba verra fuori piu tardi, per essere venduta in citta alla borsa nera” . Dalla dispersione di tutto questo materiale, che sarebbe stato vitale nella lotta che stava per essere intrapresa, si puo intuire quale fosse la confusione di quei giorni e come, anche presso quelle persone che avrebbero poi diretto la Resistenza nella zona, mancassero delle chiare idee sull’azione a lunga scadenza.
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ugg vendita on line notizie da Lecco e provincia Il regime fiscale degli omaggi

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1. IMPOSTE SUI REDDITI E IRAP

Gli oneri sostenuti per la distribuzione di omaggi possono assumere diversa natura reddituale a seconda che il bene venga ceduto: ai clienti; ai dipendenti e ai soggetti fiscalmente assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi, compresi i lavoratori a progetto).

nell’esercizio di sostenimento della spesa nel rispetto dei limiti percentuali previsti dal DM 19.11.2008, se il valore unitario dell’omaggio supera i 50,00 euro ovvero vengono dati in omaggio prestazioni di servizi o titoli rappresentativi delle stesse (es. “spese di rappresentanza”.

Al fine di determinare il “valore unitario” dell’omaggio consegnato, occorre fare riferimento:

al regalo nel suo complesso (es. cesto natalizio), e non ai singoli beni che lo compongono;

al costo d’acquisto del bene, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione (IVA indetraibile, costi di trasporto, ecc.).

In particolare, considerato che l’IVA è indetraibile per gli omaggi di valore unitario superiore a 25,82 euro, la spesa sostenuta per l’acquisto di tali beni è integralmente deducibile soltanto ove l’imponibile IVA sia pari a:

48,08 euro, se l’aliquota IVA è pari al 4%;

45,45 euro, se l’aliquota IVA è pari al 10%;

41,32 euro, se l’aliquota IVA è pari al 21%.

1.2 OMAGGI AI DIPENDENTI E AI SOGGETTI ASSIMILATI

In linea generale, il costo sostenuto dal datore di lavoro per l’acquisto di beni da destinare in omaggio ai dipendenti e ai soggetti assimilati (es. collaboratori) è deducibile dal reddito d’impresa secondo le norme relative ai costi per le prestazioni di lavoro.

Tale regola non si applica alle spese di istruzione, educazione, ricreazione, di assistenza sociale e di culto che sono deducibili dal reddito d’impresa nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente.

1.3 CONTRIBUENTI MINIMI

Le spese per omaggi acquistati nell’ambito del regime dei “contribuenti minimi” sono interamente deducibili nel periodo di sostenimento, ove relative a beni di valore pari o inferiore a 50,00 euro. Nel caso in cui i beni superino tale valore limite, le relative spese sono deducibili quali spese di rappresentanza, secondo i criteri previsti dal DM 19.11.2008.

1.4 IRAP

La legge Finanziaria 2008 ha abrogato la disposizione in base alla quale i proventi e gli oneri che concorrono alla formazione della base imponibile IRAP dovevano essere assunti apportando ad essi le variazioni in aumento e in diminuzione previste ai fini delle imposte sui redditi.

1.4.1 Omaggi ai clienti

Con riguardo alla determinazione della base imponibile IRAP per le società di capitali (srl, spa, sapa e cooperative), le spese per omaggi sono deducibili per l’importo stanziato a Conto economico.

Per le società di persone commerciali (snc, sas e società ad esse equiparate) e gli imprenditori individuali, invece, gli omaggi non sono deducibili ai fini IRAP. Secondo le istruzioni ai modelli di dichiarazione, peraltro, l’indeducibilità sarebbe limitata agli omaggi di importo superiore a 50,00 euro.

1.4.2 Omaggi ai dipendenti e ai soggetti assimilati

Con riguardo alla determinazione della base imponibile IRAP per le società di capitali (srl, spa, sapa e cooperative), le spese per omaggi destinati ai dipendenti e ai soggetti assimilati (es. collaboratori) risultano:

deducibili, se sono funzionali all’attività di impresa e non assumono natura retributiva per il dipendente o il collaboratore (es. tute e/o scarpe da lavoro);

indeducibili, se rientrano tra le spese per il personale dipendente, rivestendo natura retributiva per il dipendente o il collaboratore.

Per le società di persone, invece, gli omaggi ai dipendenti (o collaboratori) sono indeducibili ai fini IRAP.
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outlet ugg australia notizie da Lecco e provincia Il cappotto di cammello di Marlon Brando un must del guardaroba maschile

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Ve lo ricordate il cappotto cammello, piuttosto ampio e dalle spalle squadrate che Marlon Brando, ancora bello e maledetto, portava sul set di “Ultimo tango a Parigi”? Senza quel cappottone, che faceva vissuto e lasciava una misteriosa traccia di una eleganza non del tutto smarrita, il personaggio di Brando non sarebbe stato lo stesso.

Era il 1972, però la storia del polo camel coat, questo è il suo vero nome, risale all’inizio del secolo scorso. Nasce per riparare dalle intemperie gli aristocratici inglesi di stanza in India, accaniti giocatori di polo. La fibra preziosa, tuttora utilizzata, è ottenuta dal soffice sotto pelo dell’animale menzionato, la cui specie migliore è quella battriana. Fino agli anni Trenta il cappotto dal volume strutturato è tinto in charcoal o navy blue, tuttavia è solo con la colorazione beige dorata, neutra per eccellenza, a superare la prova del tempo, imponendosi come un must del guardaroba maschile. Salvo prendersi, pochi decenni dopo, un posto d’onore anche nell’armadio femminile.

Dai circoli sportivi anglosassoni agli esclusivi college di Princeton e Yale il passo è breve. Formato maxi e doppiopetto, indossato dalle maschie icone dei film hollywoodiani dell’epoca dorata, diventa altresì caposaldo di stile Ivy League. Si fa ineccepibile bandiera della tradizione borghese dei Sessanta, poi forte simbolo dell’edonismo degli Ottanta,
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quando questi fanno il verso ai Quaranta. Ma se i suoi anni d’oro sono quelli del bon ton, anche quest’inverno è ancora una volta l’atout di stagione. Superando il prevedibile format, abbraccia la sperimentazione del monopetto, dell’allacciatura a vestaglia, del taglio asciutto. Abbandona a volte il filato tradizionale per concedersi altre trame preziose oppure high tech in tutte le possibili sfumature del tipico, intenso beige. Classico, ma non scontato, doppiopetto sì, ma con insolita morbidezza: al posto del consueto risvolto a lancia, una sciarpa integrata diventa estensione del colletto creando una silhouette sciolta e una sensazione di comfort. Un plus di stile e di calore è dato anche dalla nobile trama, un’esclusiva vicua lavorata double face(due tagli di tessuti assemblati con cuciture interne invisibili) dell’omonimo Lanificio. Tutta da accarezzare.

Disinvolto come un cardigan

Anche il doppiopetto cammello di DAKS è ben lontano da stereotipi. Basti pensare che è costruito sferruzzando una soffice pura lana ed è avvolgente, coccolante e disinvolto come un lungo cardigan passe partout. Salvo alcuni dettagli di un forte gusto British, quali la doppia teoria di grossi bottoni dorati, le tasche a toppa e la lavorazione a costa inglese, appunto. Ma se l’estetica è suggestionata da rigori militareschi, accentuati delle tasche multiple con risvolto abbottonato e la lunghezza da giaccone army, in sostanza è di gusto classico trasformato in disinvolto stile contemporaneo. Tant’è che il formale viene sdrammatizzato dalla cuffia in tricot, dalla vivacissima doctor bag e dai calzoni un po’ cortini da indossare con scarpe stringate da vero rocker.

Inedito twin set

Il tipaccio bello e maledetto che sembrava sparito dai tempi di Brando(vedi sopra) è riapparso alla ribalta vestito Versace. Certo ama indossare jeans in pelle spalmata, stivaloni da biker, camicie con stampe barocche e completi ultra slim. Però quando il freddo punge e la performance cittadina esige, ecco che si infila il più sartoriale dei cappotti cammello dall’impeccabile taglio. Con disinvolto tocco di classe lo abbina al maglione a collo alto in cashmere nella identica sfumatura in una sorta di twin set ed esibisce inoltre una catena a pendaglio tutta d’oro. Guizzo di un ironico, libero edonismo che sottolinea anche per lui la ritornata voglia di ricercatezza
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official ugg notizie da Lecco e provincia Furti di abbigliamento a Calolzio ed Erba

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Nel tardo pomeriggio di sabato i carabinieri della Stazione Carabinieri di Calolziocorte, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di furto pluriaggravato due cittadini rumeni residente nella bergamasca. I militari infatti, perlustrando le vie cittadine, hanno notato un veicolo sospetto con due persone est europee a bordo, ponendosi quindi all’inseguimento della vettura che veniva prontamente bloccata. La successiva perquisizione della stessa consentiva di rinvenire una borsa porta pc “schermata” con della carta carbone,
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evidentemente utilizzata per eludere i dispositivi antitaccheggio degli esercizi commerciale.

Gli immediati approfondimento hanno consentito di rinvenire inoltre dei capi di vestiario del valore di 150 circa, risultati asportati nel pomeriggio presso il centro commerciale “I Laghi” di Erba, nonché delle scarpe griffate, dal valore di 300 circa, poco prima asportate dal negozio “punto scarpe” di Calolziocorte. All’interno della vettura sono quindi stati trovate anche delle tenaglie utilizzate per la rimozione dei dispositivi antitaccheggio e le relative placche. Arrestati per furto pluriaggravato,
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i due rumeni verranno giudicati con rito direttissimo nella mattinata di lunedì.

ugg boots ugg notizie da Lecco e provincia Dipendenti Trenord a Lecco

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Continua a far discutere la normativa CO n. 17/Ad emanata da Trenord il 23 Gennaio scorso. Le previsioni che contiene si concentrano infatti sul look dei dipendenti: macchinisti, capi treno e personale viaggiante. Ma, se da un lato il fatto di indossare la divisa correttamente è ritenuto doveroso e condiviso da tutti, dall’altro alcune norme previste hanno suscitato commenti ironici e non poche perplessità anche di carattere logistico.

La normativa dà delle disposizioni dettagliate anche riguardo ad indumenti che non sono dati in dotazione: le scarpe devono essere di colore nero, modello classico e sobrio, niente sciarpe né spille, le calze devono rispondere a certe caratteristiche. Anche da Lecco i dipendenti Trenord hanno partecipato alle reazioni che, dal 26 Gennaio in avanti, hanno contrapposto volantini ironici alle regole ferree dell’azienda. Possiamo scegliere tra boxer e slip?, domandano i dipendenti in un volantino. Intanto, però, non vi sono spogliatoi adatti e i dipendenti, non potendo re indossare i propri abiti civili, si ritrovano ad indossare la divisa anche al di fuori dell’orario di lavoro.

Le disposizioni emanate da Trenord sono troppo puntigliose, vanno troppo nei particolari, dice Luca Beccalli, capo del settore macchine a Lecco. I problemi dell’azienda sono ben altri, non certo la divisa che, indubbiamente, è un modo per riconoscere il personale Trenord. Noi continuiamo ad indossare la divisa,
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certo, ma il personale non ha accolto di buon occhio le nuove regole che vietano anche l’uso delle sciarpe: se noi mettiamo le sciarpe è perché siamo al lavoro al freddo, in stazione, non le mettiamo certo come abbellimento.

Una delle divise adottate da Trenord

Un’altra disposizione molto controversa è quella che vieta l’uso della divisa al di fuori dell’orario di lavoro. Non è piacevole indossare la divisa quando si è fuori servizio, dice Beccalli, ne rimette l’immagine aziendale e, anche a livello personale, la gente potrebbe pensare che tu stai andando al supermercato in orario lavorativo, invece hai finito il tuo turno ma non hai avuto la possibilità di cambiarti.

Gli spogliatoi, infatti, rimangono un problema anche a Lecco: Non sono dei locali adeguati, dice Beccalli. A Lecco c’è un locale unico, per uomini e donne: ci sono degli armadietti piccoli stile piscina dove riporre gli indumenti ma non ci sono delle cabine dove cambiarsi, ed è un locale dove tutto il personale passa.

La stessa situazione si riscontra anche a livello regionale, dove è aggravata da ulteriori problemi logistici. A Milano molte volte succede che si inizi il turno in una stazione ma lo si finisca in un’altra, dice Adriano Coscia, segretario regionale del sindacato Orsa Lombardia. Inoltre il cambio della divisa oggi va effettuato durante il tempo libero: queste condizioni rendono difficile il cambio abiti civili divisa da lavoro. Noi siamo fieri di indossare la divisa, conclude Coscia, ma speriamo che l’azienda valorizzi di più il suo capitale umano. Finora così non è stato, speriamo che la nuova dirigenza sia diversa. Trenord dovrebbe dimostrare una certa sensibilità verso i suoi dipendenti,
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speriamo che il nuovo amministratore delegato dia una nuova linea.

rivenditori ugg roma notizie da Lecco e provincia Da H la collezione firmata dalla cantante Zara Larsson

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H è entusiasta di svelare la propria collaborazione con l’artista vincitrice del disco di platino Zara Larsson. La capsule, ispirata allo stile pop svedese, presenta grafiche forti abbinate a capi streetwear straordinari. Sarà disponibile in punti vendita selezionati in tutto il mondo e online a partire dal 18 maggio.

Zara Larsson è conosciuta per le sue canzoni giocose ed emancipate, la sua collezione non solo riflette gli stessi messaggi di donne anticonformiste e femminili, ma anche lo stile personale della popstar. Abiti come la felpa con cappuccio oversize e la maglietta, entrambi caratterizzati da una grafica rosa shocking e messaggi femministi forti, si bilanciano con shorts e top attillati. La palette di colori è dominata da una gamma di rosa, con argento e nero come complementi, mentre i materiali principali sono il velour,
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il denim, i tessuti in rete e il jersey di cotone.

Sono davvero entusiasta di poter finalmente condividere la mia collezione con H racconta Zara Larsson . Mi sono divertita molto a lavorare con il team, per disegnare i capi e creare una campagna che rifletta la mia personalità. Non vedo l’ora di vedere come le ragazze di tutto il mondo interpreteranno la collezione con il proprio stile.

Zara ha preso parte al processo di design passo dopo passo, sovrintendono tutto, dalle stampe ai colori, ai tagli e modelli. Per esempio, il rosa non è stato scelto solamente perché è uno dei suoi colori preferiti, ma anche perché come dice lei, “è femminile,
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forte e sta bene a tutti”.

ugg s notizie da Lecco e provincia Caloroso e commosso il saluto della comunità a don Fabrizio Crotta

ugg boots classic short notizie da Lecco e provincia Caloroso e commosso il saluto della comunità a don Fabrizio Crotta

Quanto calore, partecipazione raccolta, gioia, ma anche un po’ di commozione nella solenne concelebrazione di martedì 29 agosto nella chiesa parrocchiale di Barzago. La Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli che aggrega anche le parrocchie di Bevera e Bulciago ha ufficialmente salutato don Fabrizio Crotta dopo sedici anni di permanenza: in parte vissuti prima come Responsabile della Pastorale Giovanile dal 2001 al 2008; a questo incarico si è poi aggiunto quello di Amministratore Parrocchiale della Parrocchia di San Bartolomeo di Barzago dal 2007 al 2008, quindi, dal primo settembre 2008 la nomina dell’Arcivescovo Tettamanzi quale Responsabile della Comunità Pastorale.

Con don Fabrizio hanno concelebrato i sacerdoti residenti nella Comunità Pastorale: don Virginio Riva per Bulciago, don Ambrogio Ratti per Bevera, padre Antonello Rossi, superiore dell’Istituto Missioni Consolata di Bevera, e padre Leopoldo Friso di Bulciago. Presenti i sindaci: Mario Tentori di Barzago, Luca Cattaneo di Bulciago, Aldo Riva di Castello Brianza e Davide Maggioni di Sirtori, per essere la parrocchia di Bevera sottoposta a tre diverse amministrazioni comunali.

Chiesa gremita in ogni ordine di posto, tanto che alcuni fedeli hanno partecipato stando sul sagrato. La liturgia è stata animata e allietata con tanto entusiasmo dalle corali riunite delle tre parrocchie, che hanno occupato lo spazio absidale dietro l’altare. Interno illuminato dallo sfavillio di luci come si fa per le grandi occasioni, compresa la cupola del presbiterio e la volta della navata.

Nell’omelia il saluto di don Fabrizio Crotta alla comunità per rispondere anche alle tante domande dei parrocchiani, che nei giorni scorsi gli hanno rivolto chiedendo spiegazioni sul perché ha accettato e non rifiutato il trasferimento. Lo ha fatto interpretando lo spirito di San Paolo quando ha salutato le comunità di Efeso e Mileto.

Il distacco dalle persone è sempre un momento doloroso, ha esordito don Fabrizio. Lo è stato anche per don Lorenzo Milani, quando è stato trasferito da San Donato a Barbiana. In quella circostanza affermò di avere sofferto così tanto che non avrebbe retto un’altra volta. Perché ci si attacca alle persone che non sono mai dei numeri. Dentro ciascun volto c’è una storia e molti di voi queste storie me le hanno confidate. L’idea dunque di andare altrove non mi lascia indifferente.

Mi avete accolto per quello che sono con i miei pregi e difetti. Sono tanti i motivi che mi inducono a riflettere sul brano di San Paolo: aveva anche dei sassolini da tirar fuori dalle scarpe, ma questa sera ve li risparmio, anche se ci sono i sassolini nelle suole; quando si condivide la vita delle persone si vedono gli aspetti belli e brutti. Ma questa sera vorrei soffermarmi su due parole: obbedienza e distacco.

La prima parola commentata quindi è stata: obbedienza.

L’avere accettato la proposta dei superiori rappresenta non tanto la corrispondenza ad una formalità, ma rappresenta una scelta consapevole di libertà, maturata anche con molta fatica, di chi si lascia guidare da altri; innanzitutto mi lascio guidare da Dio: è Lui che mi ha guidato in tutti questi anni.

Nella Costituzione Conciliare del Vaticano II (Presbyterorum Ordinis, n. 8) sul ministero e la vita dei presbiteri, si afferma che c’è un compito comune che unisce tutti i presbiteri in unione col Vescovo per edificare l’unico Corpo di Cristo ovunque si trovi; questo dunque è il compito del prete: non importa dove, se in Brianza, nel milanese o nel varesotto. E prosegue il medesimo documento al n. 15, che, consapevole della propria debolezza, il vero ministro di Cristo lavora con umiltà, cercando di sapere cosa è gradito a Dio. E don Fabrizio si è detto fortunato, perché anche lui ha potuto lavorare come umile servo nella vigna del Signore, cogliendo le parole di Papa Benedetto XVI. In tutti questi anni ho sempre cercato di non impormi, chiedendomi cosa è più gradito a Dio. La mia adesione quindi è la risposta ad una nuova chiamata, perché c’è bisogno anche da un’altra parte. Anche Gesù non ho portato la Buona Novella ad una sola comunità, ma ad una moltitudine di persone. Lo steso Card. Carlo Maria Martini il vescovo che mi ha ordinato , quando gli è stato chiesto di assumere la guida della diocesi di Milano, pur non avendo mai avuto esperienze pastorali dirette, si è fidato: ha detto di sì. Questa per me è obbedienza a Qualcuno più grande della gerarchia ecclesiastica, a Colui che ti rilancia in una missione nuova.

La seconda parola sulla quale don Fabrizio ha fissato la sua riflessione è stata: distacco.

E’ sempre triste salutare la gente, ma occorre valutare anche cosa significa salutarsi. Innanzitutto la persona non porta via solo ricordi o nostalgie. Quello del prete è il cammino di purificazione che permette di portare con sé solo il necessario, l’essenziale. Staccati dalle cose, perché a volte diventano ambigue. Le cose ti fanno pensare che se non le possiedi non vali niente, non sei nulla. Ciò che invece è essenziale è sempre conforme al Vangelo. Mi pare che con tutti i miei difetti, che voi conoscete bene, di non aver voluto altro che questo in tutti questi anni. Non ho cercato la gloria, non ho cercato i soldi, gratificazioni, ho cercato di capire, di discernere cosa voleva Dio in questo momento per la mia comunità,
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per me. Distaccarsi vuol dire vedere anche le cose con occhio più saggio, in grado di saper dare la valutazione giusta alle cose. Questo lo puoi fare con l’età che avanza e con l’esperienza, ha proseguito don Fabrizio.

Il Parroco ha attinto di nuovo al documento conciliare, dove si afferma che i presbiteri non sono mai soli nel loro ministero, perché operano con l’onnipotenza di Dio e la fede in Cristo, che li chiama a partecipare del suo sacerdozio. Ed ha affermato: In tutti questi anni non mi sono mai sentito solo in mezzo a voi, anche dopo qualche consiglio pastorale incontro scontro, lo ribadisco: non mi sono mai sentito solo, perché ho sentito che c’era un popolo vivo, un popolo vero che mi amava, perché ho trovato dei preti buoni che mi hanno dato tanti esempi, confratelli che sono qui a concelebrare con me questa sera. Non mi sono mai sentito solo perché qui, come nelle altre chiese della nostra Comunità Pastorale, quando mi trovo davanti al tabernacolo ho sempre sentito tutta la forza che proveniva da quel tesoro che è l’Eucaristia. Questo per me è stato di grande consolazione.

Infine la consegna: che faccio per me, ma credo che ne abbiamo tutti bisogno.

Quattro i suggerimenti donati da don Fabrizio alla comunità per continuare nel cammino di Chiesa popolo di Dio.

Primo: Attuate la comunità tra le parrocchie! Cercate di unirvi più che dividervi. Ritrovate nella liturgia, in particolare nell’Eucaristia ben partecipata, il vero vincolo di unità che è Cristo: Lui è l’unità.

Secondo: Non parlate male di nessuno, cercate di stimarvi a vicenda e perdonate i difetti degli altri: nessuno è perfetto, solo Dio lo è.

Terzo: Guardate a Maria la Regina degli Apostoli, la Vergine che veneriamo a Bevera e nel santuario dei Morti dell’Avello. Ricordatevi dei vostri Santuari. Rendetela come madre, come sorella, come esempio di umiltà e servizio; generosa e pura. Ai giovani vorrei proprio raccomandare la virtù della purezza: è bello essere puliti dentro, nei fatti, nei gesti, nei pensieri. Amare la purezza, amare la verginità significa rinnegare ogni doppiezza, corruzione, sporcizia, confusione, malizia.

Quarto: Ricordatevi dei poveri: non sono un fastidio, ma una provocazione. Ci chiedono di uscire dal nostro comodo, di fare un cammino con loro; ma cercate di farlo insieme con Cristo, nella Caritas in particolare. Ce ne sono tanti: alcuni si vergognano e non chiedono niente, ma fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Alcuni invece sono sfacciati continuano a insistere.

E conclude don Fabrizio: Il mio non è un commiato: tra fratelli ci si sente ancora, ci conosciamo, abbiamo la possibilità di sentirci al telefono, non è lontanissimo Vergiate. Che cosa troverò là? Una Comunità Pastorale che si vuol bene. Sono tutte parrocchie dello stesso comune, ma ci sono quattro preti con età compresa tra 50 e 90 anni, che si trovano tutte le settimane a confrontarsi. C’è una comunità molto attenta alla liturgia, a certi momenti comuni dell’anno liturgico. Dalla quale dovrò imparare molto, come ho fatto con voi. Porterò innanzitutto con me questi sedici anni che ho passato con voi, che hanno segnato la mia vita umana e di prete e quindi è un dono grande. Io non ho doni da darvi vi lascio la mia benedizione, quello che ho cercato di fare: la mia preghiera.

Nella preghiera dei fedeli la comunità ha espresso il suo grazie al Signore per don Fabrizio che per sedici anni ha adempiuto con fedeltà la sua missione, e per don Marco Tagliabue, il nuovo parroco che prenderà possesso della Comunità Pastorale la prossima domenica, affinché possa essere pietra viva e operosa.

Prima della benedizione finale, Mauri Rosarita ha raccolto i sentimenti dell’intera comunità nei confronti di don Fabrizio, espressi in una toccante preghiera letta dall’ambone: preghiera di ringraziamento, supplica e augurio e per il ministero pastorale che continua in un’altra porzione di Chiesa locale della vasta diocesi ambrosiana, che pubblichiamo a parte.

Ultimo atto: il canto d’addio degli scout intonato da padre Leopldo e cantato da tutta l’assemblea, le foto di rito e i saluti personali rivolti a don Fabrizio da parte di tante persone che lo hanno trattenuto a lungo ancora in chiesa, prima di raggiungere l’ultimo appuntamento in programma nel corso della serata che si è svolto all’oratorio,
ugg s notizie da Lecco e provincia Caloroso e commosso il saluto della comunità a don Fabrizio Crotta
di cui diamo cronaca a parte.

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Da lunedì la raccolta del contenitore giallo per carta e cartone e del sacco viola diventa settimanale per tutte le utenze, domestiche e non domestiche, in tutti i quartieri della città.

Dopo il primo mese e mezzo di sperimentazione, che ha già riguardato le Zone 1, 2 e 6, la Giunta comunale ha stabilito mediante apposita delibera approvata durante la seduta di ieri, giovedì 2 novembre, di ampliare il servizio di raccolta differenziata del nuovo contenitore giallo e del sacco viola. L’estensione del servizio riguarda sia la frequenza (raccolta settimanale e non più quindicinale per entrambe le tipologie di rifiuto secondo il calendario previsto per le diverse Zone), sia l’estensione territoriale (in tutte le Zone della città), sia la tipologia di produttore di rifiuto (utenze domestiche e non domestiche).

“Le prime settimane di sperimentazione della nuova raccolta differenziata commenta l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecco, Ezio Venturini sono servite per osservare le diverse criticità che potevano manifestarsi, trattandosi, lo ricordo, di un periodo di “prova” in vista del 1 gennaio 2018, data in cui l’accordo sottoscritto tra ANCI e CONAI diventerà a tutti gli effetti definitivo e non più procrastinabile. Essere partiti con qualche mese di anticipo ci ha permesso di andare a correggere per tempo alcuni disagi manifestati dai cittadini e verificati dal Comune. Tra questi, la raccolta quindicinale dei materiali, che ha creato qualche problema sia alle famiglie che alle attività produttive. Nelle prossime settimane, continueremo a monitorare la situazione e a informare i cittadini su come differenziare al meglio i rifiuti affinché la performance della raccolta differenziata in città migliori sempre più, nel rispetto delle normative vigenti e dell’ambiente che ci circonda”.

Novità ulteriore, poi, per le utenze non domestiche, in particolare per gli esercizi destinati alla vendita e attività di servizio (ad esempio negozi, bar, ristoranti, estetica, parrucchieri, studi professionali, attività assicurative e bancarie etc.).

Ogni attività ha diritto a un solo bidone gratuito, mentre resta la possibilità di provvedere autonomamente all’acquisto di ulteriori contenitori gialli con caratteristiche simili a quelli in distribuzione (ad esempio il bidone da 120 litri o di capacità superiore dovrà essere carrellato, con attacco “pettine”) presso un rivenditore autorizzato. Una volta chiusa la fase degli ordinativi, l’utente verrà contattato per le modalità di ritiro.

Fino al 31 dicembre 2017 e comunque fino alla avvenuta distribuzione dei contenitori gialli (per le sole utenze non domestiche) sarà possibile esporre la sola carta all’interno di un sacco trasparente (non viola), mentre il cartone dovrà essere ripiegato ed esposto a parte. Il sacco, con materiale conforme, verrà comunque ritirato nel periodo transitorio indicato.

Il bidone giallo non sarà invece distribuito alle attività produttive e artigianali (imprese, industrie, aziende) che potranno esporre direttamente cartoni ripiegati a parte; gli stessi cartoni potranno essere utilizzati come contenitori per la carta da smaltire. Resta comunque la possibilità di acquistare a proprie spese contenitori gialli con caratteristiche simili a quelli in distribuzione (ad esempio il bidone da 120 litri o di capacità superiore dovrà essere carrellato, con attacco “pettine”) presso un rivenditore autorizzato. Anche in questo caso, il ritiro di eventuali sacchi trasparenti per la raccolta della sola carta sarà ammesso solo fino al 31 dicembre 2017.

Nel frattempo, continua la distribuzione dei contenitori gialli alle utenze domestiche presso l’Ecosportello di corso Promessi Sposi 30/g (orari di apertura, da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 15, sabato 8.30 12) presentando CRS o codice fiscale. Lunedì 13 novembre 2017 la raccolta del bidone giallo prenderà il via in zona 5, mentre martedì 14 novembre toccherà alla Zona 4.

La sperimentazione si chiuderà sabato 2 dicembre con l’avvio della Zona 3. Per le utenze domestiche è prevista la consegna di un contenitore da 40 litri, mentre per i condomini con più di 12 unità abitative è possibile richiedere a SILEA un bidone ad uso condominiale con capacità di 360 litri. Si invitano gli amministratori di condominio che non l’avessero già fatto a contattare Silea per l’ordinativo dei contenitori condominiali.

Si ricorda che gli imballaggi in cartone possono essere ripiegati ed esposti in modo ordinato fuori dal bidone.

Vista l’importanza delle tematiche ambientali, si invita a selezionare con attenzione il materiale da conferire nel bidone giallo secondo le seguenti indicazioni:

Devono essere introdotti: carta, cartone, cartoncino anche di piccole dimensioni, giornali, riviste, fogli, buste, scatole e confezioni in cartone (scarpe, pasta), vaschette in cartone per le uova, sacchetti in carta, fascette esterne in cartone (quelle che tengono insieme le confezioni di yogurt, scatolame), quaderni, depliant, volantini pubblicitari.

Non vanno introdotti: carta sporca (fazzoletti e tovaglioli usati, carta contaminata da residui alimentari), cartoni per bevande in tetrapack (latte, vino, succhi).
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