anche il Liverpool

anche il Liverpool

La Roma pare essere defilata nella corsa a Masuaku dato che avrebbe virato sul meno costoso Adriano, vedendosi rigettata l di prestito avanzata al club greco. L la scelta prediletta dal terzino, ma nelle ultime ore si fatto avanti anche il Liverpool che avrebbe sondato il terreno. In corsa rimane anche il Genoa con la sua offerta da 7 milioni di euro, ma di certo la situazione non in fase di definizione nelle prossime ore, potrebbe, infatti, protrarsi a lungo.

Una cosa certa, per quanto riguarda i nerazzurri: il club milanese avrebbe posizionato in cima alla propria lista dei desideri Masuaku e proprio la volont contraccambiata da entrambe le parti potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella trattativa.

11:15 FFP, SERVONO 70 MILIONI ENTRO IL 30 GIUGNO 2018. SUNING VUOLE LA CHAMPIONS, A GENNAIO OPERAZIONI ALLA GAGLIARDINI 11:00 TS INTER, L’ARRIVO DI BASTONI ANTICIPATO A GENNAIO 10:45 ODDO: “INTER SQUADRA FISICA CHE VIVE SULLE INDIVIDUALIT. JANKTO? NON ANCORA PRONTO PER UNA BIG” 10:30 CDS INTER, DE VRIJ E GORETZKA OBIETTIVI PER GIUGNO 10:15 TS MERCATO INTER, PASSA TUTTO DA J. MARIO: SI LAVORA A UNO SCAMBIO CON PASTORE. MATA MKHITARYAN ALTERNATIVE 10:00 GDS VERSO SASSUOLO INTER, SPALLETTI PENSA A QUALCHE CAMBIO: DENTRO JOAO CANCELO E NAGATOMO? 09:45 TS BORSINO INTER: SCENDE RAMIRES, SALE ALEX TEIXEIRA 09:30 CDS JOAO MARIO RISTABILITO: ORA PUNTA IL SASSUOLO 09:15 TS INTER, OBIETTIVO ESTERNO D’ATTACCO: DA VERDI A DEULOFEU, PASSANDO PER DI FRANCESCO: TUTTI I NOMI

EDITORIALE di Gabriele Borzillo

SALI SUL CARRO, SCENDI DAL CARRO

Finalmente, mi viene da dire. Finalmente siamo inciampati, con buona pace di quelli che il VAR vi aiuta, quelli che siete in alto solo per fortuna, quelli che ritiro la squadra dal campionato, c un complotto per far andare avanti l quelli che abbiamo p.

abiti e scarpe per essere glamour la notte di San Silvestro

abiti e scarpe per essere glamour la notte di San Silvestro

Ultimo week end di acquisti prima di Capodanno, eccoci con l’ultima guida su abiti, borse, accessori e scarpe per essere super fashionisti l’ultima notte dell’anno!

Partiamo con la capsule collection dedicata alle feste di Zagliani, con clutchpreziose inpitone oro e rosso. Due i modelli che la compongono, disponibili in vermiglio pitone metallizzato o wave dorato con livrea in risalto: Lucia, una shoulder con chisura a patta e elegante tracollina e Natalia, una clutch soffice nelle forme, con chiusura a zip laterale.

In limited edition e firmate Gaudì una serie di tre t shirt constampe a fiore su lamina iridescente dall’effetto vedo non vedo,un cuore abbinato ad una spilla gioiello silver per soddisfare un temperamento romantico; oppure un teschio tenebroso, ma in multi color ed infine per un appeal fashion, la domanda provocazione “Do you like my style?” con una maxi collana nera.

Per la notte di San Silvestro si osa un po’ di più e se volete ravvivare il look della serata, ecco i nuovi occhiali gioiello di Raffaella di Montalban,bianco con le astine in perle e i pendenti in cristallo, oppure confili di diamanti neri e pendenti a forma di fiocco di neve, costruiti su base di oro bianco tempestato di diamanti.

Alisy presenta invece un simpatico colletto ripensato in versione gioiello, impreziosito da strass, perle, pietre luccicanti, paillette da abbinare a t shirt e maglioni,proposto in color bronzo, dal gusto vintage e dalla forma leggermente arrotondata e in versione glitter, risplendente di paillettes di argento, che termina con uno sfizioso cravattino.

Se pensate invece ad un Capodanno in piazza, sono perfette le Converse dedicate alle feste con borchie, brillanti, dettagli fluo in morbida pelle e velluto, peruno stile inconfondibile e decisamente rock.

Suitsupply,brand olandese di abbigliamento maschile, propone per lui un tuxedo chic in inedite varianti colori, immancabile il nero con i risvolti in velluto oppure sono disponibili cinquantasfumature di colore bordeaux, verde e blu notte.

Tra le scarpe più fashioniste per queste feste, ecco la scintillante pumps disegnata da Elisabetta Franchi in edizione limitata, che si ispira alle scarpe di Dorothy del Mago di Oz, inrosso acceso con platform a vista e piccolo fiocco in camoscio sul retro decorato dal logo in versione gold, mentreVic Matiè propone un’elegante francesina dal perfetto stile metropolitano in veste retrò chic invitellino lucido di colore rossoallacciata con nastro di gros grain.

Guillaume Hinfrayillumina l’ultima notte dell’anno con l’argento che veste la Hotel Particulier, lait bag dalle linee pulitissime e dalla forte personalità: una busta essenziale, grande e very softly, con interno foderato in raso a contrasto, chiusa da un maxi piercing.

Pura Lopez gioca conil tronchetto realizzato in suede rosso brillante la cui zeppa è ricoperta da Swarovski all over oppure potete scegliere lapeep toe sempre in raso rosso,elegante e femminile il decolleté in versione gold e metallo ed infinela clutch in raso realizzata in un seducente color cipria e impreziosita dall’applicazioni di borchie argentate.

Rizieri propone una capsule tutta all’insegna del bianco ghiaccio, il mocassino Caterina con tacco 10 in capretto perlato bianco e camoscio bianco e inserti in swarovski, la decolleté Raffaellain satin di seta con punta e tacco in capretto perlé bianco eStefania, un opentoebordato tono su tono in capretto perlé avorio.

Tod’s gioca invece con le special edition delGomminodisponibile in pitone e cavallino bicolore, in camoscio con ricami cuciti a mano, in cavallino con borchie cucite a mano e in una versione metallica e iridescente in morbida pelle di vitello.

Malloni e Ixos suggeriscono alcune idee per stupire a San Silvestro, la scarpa dorata con la pochette coordinata in camoscio laminato. Un’altra idea per le amanti dello stile alternativo è la scarpa stringata realizzata in pelle stampa di Ixos, sia nella versione con tacco che flat, dai toni leggermente bronzati.

Passando all’intimo RCrescentini segue la tradizione che richiede il rosso,ilnero è da sempre comunque sensuale e misterioso, soprattutto se con effetto vedo non vedo,graffiante e fatalela versione animalier, insomma icompletini devono essere sexy ed intriganti, perfetti da indossare l’ultima notte dell’anno.

Intimissimi propone invece il baby doll con pois rossi e la culotte realizzata con pois a contrasto, rossi sulla romantica balza e effetto nudo sullo slip e il completino ” Sexy Lady ” composto da Top e slip,in raso con cuore in strass.

arrivata la scarpa per farti i selfie

arrivata la scarpa per farti i selfie

Nel caso in cui tutto questo non ti scoraggi, ecco i nostri consigli per essere sempre pronte a un selfie con le scarpe ad hoc:

1. Concentra l’allenamento in palestra sui muscoli delle coscePer resistere ai vari slanci di gamba che le tue nuove scarpe ti obbligheranno a fare per scattare una foto, dedicati al fitness e rafforza i tuoi muscoli. Alla fine degli esercizi oltre ad avere gambe da modella, potrai fare un selfie con la leggiadria di una ballerina classica.

2. Scegli pantaloni larghi che consentano movimenti ampiIl jeans se troppo stretto e rigido non è il capo ideale per allungare le gambe, meglio scegliere leggins o, a questo punto, calzamaglie degne de Il lago dei cigni. Ovvio, sacrifica per l’occasione la gonna o l’abito.

3. Recupera una sbarra da mettere in casa per fare esercizi di equilibrismoRicordati che mentre slanci la gamba per scattare il selfie, dovrai rimanere in equilibrio sull’altra e pazientare abbastanza per trovare l’angolo di inquadratura perfetta. A quel punto rimane solo da sperare che le dita dei tuoi piedi non abbiano un crampo improvviso e riescano a schiacciare il sensore.

Allargare le scarpe di un numero

Allargare le scarpe di un numero

Il primo non è un trucco, ma un consiglio, andate dal calzolaio. Vi metterà in forma la scarpa, attraverso un macchinario che riscalda leggermente la pelle, allargandola un pochino. E’ un’ottima soluzione anche prima di indossare un paio di scarpe nuove, per evitare spiacevoli sorprese (tipo vesciche diffuse).

Per sfruttare sempre il calore, potreste utilizzare il phon di casa. Prendete dell’ovatta e bagnatela leggermente, poi passatela dentro alla scarpa (potete usare l’acqua o anche un po’ d’alcol). A questo punto con il phon al massimo, sparate dell’aria calda, finché non avete la sensazione che la pelle stia un po’ cedendo. Ripetete l’operazione una volta al giorno per una settimana. Potreste anche lasciare uno straccio arrotolato imbevuto di alcol all’interno della scarpa. sicuramente una tecnica meno impegnativa. Quando diciamo imbevuto, vuol dire appena bagnato non fradicio, o rischiate di rovinare la scarpa.

Un altro modo per allargare le scarpe è indossarle in casa, per poco tempo, con su un paio di calzini spessi. L’effetto piccolo sarà ancora più evidente, ma in questo modo riuscirete ad allargarle sfruttando semplicemente il calore del vostro piede.

autunno inverno 2016

autunno inverno 2016

La collezione Autunno Inverno 2016 di Puma si arricchisce di un nuovo modello, le scarpe da running Ignite Dual, con il doppio vantaggio di flessibilità ed effetto ammortizzante in una scarpa da corsa unica.

Progettate per runner di media e lunga distanza, le Ignite Dual sono dotate di intersuola brevettata Ignite Foam, che è visibile sul tallone e nascosta a livello dell’avampiede, per garantire un ritorno di energia su tutta la lunghezza. Le articolate scanalature a zig zag sono progettate in modo da comprimersi all’appoggio e al successivo sollevamento del piede. La soletta in Eva modellata accoglie il piede garantendo il massimo comfort per agevolare la corsa.

A livello tecnico, la suola esterna è stata migliorata da Puma per adattarla alla naturale andatura del runner. Una scanalatura di guida che si sviluppa dal tallone alla punta e permette un trasferimento più uniforme del peso del runner nelle diverse fasi del passo. Le profonde scanalature di flessione sull’avampiede aggiungono libertà di movimento mentre la gomma al carbonio inserita sul tallone permette una maggiore durata.

La caratteristica di doppio vantaggio vale anche per la tomaia con maglia flessibile di qualità superiore e a due toni che garantisce comodità, traspirabilità e flessibità. La maglia a colore variabile e gli inserti riflettenti aggiungono profondità e dimensione alla silhouette e garantiscono una maggiore visibilità in condizioni di scarsa illuminazione.

Il look è completato da una grafica moderna e accattivante che sarà protagonista alle prossime Olimpiadi di Rio caratterizzando l’abbigliamento da gara e da podio delle federazioni e degli atleti sponsorizzati da Puma. Ignite Dual è disponibile anche nella versione Ignite Dual Disc che, pur mantenendo gli stessi elementi, presenta variazioni del design della tomaia. Ignite Dual Disc è caratterizzata dall’innovativo sistema senza lacci Disc Closure di PUMA che garantisce un’adattabilità rapida, semplice e su misura ruotando il sistema Disc. La tomaia è costruita con una combinazione di una schiuma comfort che si estende in modo da conformarsi al piede e una maglia a rete che garantisce traspirabilità e profondità.

La combinazione cromatica e grafica di Ignite Dual compare anche nella collezione Apparel che offre funzionalità e stile: tutti i capi sono dotati della tecnologia innovativa dryCELL in grado di mantenere la pelle sempre asciutta donando il massimo comfort durante gli allenamenti. Tra le novità della stagione spiccano: la tshirt Graphic Shorts Sleeves Tee è realizzata con inserti in mesh che contribuiscono alla circolazione dell’aria in zone di calore e i dettagli riflettenti forniscono visibilità superiore in condizioni di scarsa illuminazione; la giacca Vent Thermo R Runner Jacket si adatta al movimento e lo agevola attraverso un design innovativo, leggero e termoregolante. Il materiale antivento SoftShell protegge dal freddo durante la corsa, mentre le aree a tensione elevata nell’indumento permettono la ventilazione, per mantenere una sensazione di freschezza durante la corsa e di calore quando a riposo; il pantaloncino leggero 2 in 1 Short ha una tasca posteriore con zip con rivestimento impermeabile, laminato, per garantire che gli oggetti custoditi al suo interno rimangano asciutti mentre i dettagli riflettenti completano il design offrendo una maggiore visibilità.

ancora una volta

ancora una volta

Dopo la vittoria di ieri, la celebrazione, i festeggiamenti e le congratulazioni il pensiero del Milan è già rivolto ad Atene e alla finale di Champions League.

Finale che questa volta avrà un sapore diverso, un sapore di vendetta.

La beffa del 2005 non è ancora stata dimenticata e per il popolo rossonero vincere una Champions al più presto era l’obbiettivo primario per mettere da parte quel brutto ricordo.

Ma, prendendo a prestito la frase di uno spot, andare a giocarsi la finale proprio contro il Liverpool non ha prezzo!

Molti avevano ipotizzato, ancora agli ottavi, una finale rivincita in cui erano presenti i Reds e una tra le due italiane. Sia Roma che Milan hanno infatti dei sassolini da togliersi dalla scarpa nei confronti del Liverpool.

Di mezzo a questo sogno (o incubo per alcuni) c’erano Cristiano Ronaldo e Roneey, e alla fine in finale ci sono arrivati i rossoneri, per la seconda volta opposti al Liverpool di Gerrard.

Tutto pronto per la rivincita quindi, ma attenzione, perchè in questi due anni il Liverpool è cresciuto in carattere e tecnica, e ha eliminato dalla massima competizione europea squadre come il Barcellona e il Chelsea.

Accessori in plastica

Accessori in plastica

Kartell pensa anche al nostro guardaroba: e non nel senso che ci propone un armadio dal design accattivante dove inserire i nostri look. Da qualche tempo, infatti, il brand di design e arredamento ci propone i suoi accessori colorati e divertenti, realizzati in tecnopolimero termoplastico trasparente o colorato in massa. Scarpe in plastica by Kartell o borse colorate, per completare i nostri look con un tocco ironico.

Due i modelli di borsa Grace K, la bag bicolore con finiture metallizzate oro, rame, argento e titanio: c’è il modello più classico, che imita dei modelli celebri di borse iconiche, o il modello a secchiello, con tracollina oro.

Più nutrita la collezione di scarpe: c’è So K, il sandalo con cinturino disponibile in nero, oro, rosa, rosso corallo, dal design essenziale, c’è Lady, il modello di sandalo a zeppa alto 9 centimetri con plateau, proposto in versione bicolore, ma anche Glue Cinderella, il famoso modello di ballerina a due colori, o Bow How, la versione con fiocco e intarsi molto interessanti. E ancora, Super Bow, in collaborazione con Moschino per una scarpa dal design retrò che diventa moderna grazie al materiale usato, e perfette per la stagione fredda lo stivaletto e lo stivale, Demi Sofia e Sofia, disponibili in nero e anche in versioni più ironiche e colorate.

Tutti gli accessori della nostra galleria di immagini si possono acquistare comodamente sullo shop online di Kartell: i prezzi? Le borse hanno un costo che si aggira intorno ai 170 190 euro, mentre le scarpe vanno dai 69 euro dei sandali So K ai 135 euro degli stivali Sofia.

Belli i colori, vitali, vivaci, brillanti, accesi, per impreziosire con uno stile moderno e anche raffinato, grazie ai design scelti, i nostri look. I modelli di ballerine sono decisamente ironici e ideali per look casual chic simpatici e originali.

Le scarpe con plateau non ci conquistano: forse un po’ troppo esagerate e poco femminili, anche a causa del materiale utilizzato. Con i modelli di borse si potrebbe giocare un po’ di più, magari con stampe e motivi ironici o forme inusuali.

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ascolto delle canzoni

ascolto delle canzoni

Raccontare il Festival di Sanremo sentendo le canzoni prima del suo svolgimento è come parlare di un concerto leggendo la scaletta, ma senza essere presente. Te ne fai unidea, ma largamente incompleta: conosci le canzoni, ma non sai come hanno reso o renderanno su un palco. E a Sanremo ci sono le telecamere, che cambiano molto, se non tutto.

Anche questanno Fabio Fazio e lo staff del Festival hanno organizzato un ascolto collettivo in anteprima di (quasi) tutti i brani dei big esclusa , che ha avuto problemi di famiglia nel weekend e non ha fatto in tempo a far arrivare i suoi brani. E come lanno scorso ci lanciamo nelle nostre impressioni. Che tali sono e come tali vanno prese: non ci si stancherà mai di dire che la vita e lefficacia delle canzoni sanremesi la si capisce solo sul Palco dellAriston.

Anche questanno è un festival alto nessuna concessione al nazional popolare che di Sanremo ha fatto lidentità, e che fa la gioia di chi lo vede come divertimento al limite del trash. Una scelta che Fazio, presente in sala, rivendica fortemente: Se qualcuno mi diceva che aveva una canzone perfetta per il Festival, partiva già con il piede sbagliato. Abbiamo deciso di fare una scelta che tenesse in considerazione le canzoni non nomi storici o che facessero parlare e la contemporaneità. Abbiamo voluto salvaguardare la musica. La popolarità e lo spettacolo cercheremo di metterla noi.

Canzoni che fossero scaricabili dal giorno dopo, ripete Fazio (nonostante la nostra analisi riveli che le canzoni dellanno scorso abbiano avuto poco impatto in classifica). E aggiunge penso che le canzoni siano comparabili a e persino più avanzate di quelle dellanno scorso; vero: nomi importanti o famosi tra gli autori (Simone Lenzi dei Virginiana Miller, Cristina Donà, Giuliano Sangiorgi, Nina Zilli, Filippo Gatti tra gli altri), suoni tra la ricerca e la classicità. Su questo versante, anche questanno molte ballate e molto amore nelle sue varie declinazioni cè molta tradizione da questo punto di vista ma nessun tema o appiglio dichiarato per generare gossip: Se dovessi identificare un tema comune, vedo una disperata volontà o speranza di essere comunque positivi, aggrapparsi a quello che si ha per stare bene, dice il Maestro Mauro Pagani, direttore artistico della commissione che ha selezionato i brani.

Quindi un squadra che vince non si cambia nella filosofia di base, evidentemente condivisa dallindustria della musica: Questo meccanismo ha la benemerenza discografica di promuovere due canzoni da subito, chiosa Fazio. Il rischio, semmai, è che sia intransigente verso chi magari avrebbe potuto presentare una canzone sola. E un meccanismo che richiede uno sforzo creativo vero.

Ecco quindi, in ordine alfabetico per autore, alcune note per ogni brano di cui riportiamo tra parentesi per intero gli autori di parole e musica.Lentamente (Cristina Donà parole; Saverio Lanza/Cristina Donà Musica). Una melodia eterea su una base musicale che ricorda alla lontana il Bolero: sembra di sentire la voce di Cristina Donà autrice del brano e invece è . Bella accoppiata, anche se la canzone non è semplice e immediata come altri brani della cantante.

Controvento (Giuseppe Anastasi). Più riconoscibile e diretta soprattutto nelle strofe: non a caso la canzone è firmata dallautore che ha lavorato con lei fin dagli esordi. Una canzone che permette ad di dispiegare la sua voce nel ritornello, quasi una dichiarazione dintenti (Io sono qui per ascoltare un sogno, non ne parlerò se avrai bisogno).

Impressioni: doveva tornare alla musica, dopo la parentesi TV, ormai finita da tempo; riprende il discorso là dove lo aveva interrotto con Amami: voce ed interpretazione impeccabili, canzoni classiche ma tuttaltro banali.

Cristiano De André

Invisibili (Fabio Ferraboschi/Cristiano De Andé): Un recitato su un arpeggio di chitarra che poi si apre sul ritornello, in genovese. Un dialogo con con se stesso per ricordare la Genova passata: Tu eri bravissimo a ballare sulle rovine, io altrettanto a rubare comprensione di noi amici”). Bello e coraggioso.

“Il cielo è vuoto: (Diego Mancino/Cristiano De Andé/Dario Faini parole; Diego Mancino/Dario Faini musica). Anche qua un brano che parte con un recitato su una base più dritta e marziale poi si apre con gli archi nel ritornello. Canzone meno affascinante ma più dimpatto immediato.

Impressioni: Due brani diversamente coraggiosi, soprattutto il primo che è il più intrigante per testo e musica ma anche il più sacrificabile nellottica delleliminazione.”Lamore possiede il bene” (Roberto Casalino parole; Roberto Casalino/Nicolò Verrienti musica).

“Ti porto a cena con me” (Roberto Casalino parole; Roberto Casalino/Dario Faini musica)

Impressioni: Canzoni non pervenute la cantante non ha consegnato in tempo i brani per problemi familiari occorsi nel weekend. Le canzoni sono state realizzate con Christian Rigano, Luca Scarpa e Pino Pinaxa Pischetola.

Frankie Hi Nrg MC

“Pedala” (Francesco di Gesù/Carolina Galbignani/Leonardo Beccafichi): Ritmi in levare e fiati per una canzone che usa il mondo delle due ruote come metafora di vita: Pedala/ insegui la tua storia ovunque vada. Più reggae che rap per un brano piacevole ma che al primo ascolto non si apre.

“Un uomo è vivo” Francesco di Gesù/Carolina Galbignani/Leonardo Beccafichi): Questa canzone, invece si apre eccome: intro di piano ed elettronica e rime per un ritornello cantato ricorda i suoni pop contemporanei del Jovanotti recente anche nellafflato vitale nel raccontare il rapporto con la propria storia e i propri genitori: Un uomo è vivo quando respira/Un uomo è vitale se fa respirare.

Impressioni: Due canzoni molto diverse, due lati di uno dei padri storici del rap italiano, che però rappa poco. Da riascoltare sul palco.

Raphael Gualazzi con Bloody Beetroots

“Liberi o no” (Raphael Gualazzi parole; Raphael Gualazzi Bob Cornelius Rifo musica): Gualazzi goes disco? Si, ma classic disco, molto classic con tanto di falsetto alla Bee Gees nel ritornello: il lavoro di Bloody Beetroots sulla canzone ricorda la modernizzazione recente dei suoni anni ’70 operata dai Daft Punk.

“Tanto ci sei” (Giuliano Sangiorgi parole; Raphael Gualazzi Bob Cornelius Rifo musica): firmata dal leader dei Negramaro, una ballata soul resa postmoderna dai beat e dalle tastiere di Rifo. Ma a dominare sono la struttura molto, molto classica e lassolo di piano Rhodes.

Impressioni: Unaccoppiata che lasciava stupiti sulla carta e che ascoltata suona molto più naturale del previsto. La mano di Rifo è più pesante nel primo caso; siamo curiosi di vedere come Gualazzi lo proporrà sul palco: ballerà?”Bagnati dal sole” (Veronica Scopelliti, Richard Frenneux Caroline Ailin): Sonorità elettroniche e groove inediti per , per una canzone che parla di rinascita. La voce è un po nascosta dalla produzione (la stessa di Laura Mvula, Steve Brown)

“Un uomo è un albero” (Veronica Scopelliti parole; Veronica Scopelliti, Darion Faini, Diego Mancino musica): La voce è più in vista, ma anche qua ritmi e sonorità diverse rispetto al passato, anche nellimpasto con i cori e le ritmiche.

Allearsi con Erdogan e i Fratelli Musulmani nella guerra contro l

Allearsi con Erdogan e i Fratelli Musulmani nella guerra contro l

Riporto qui di seguito uno scambio epistolare con il direttore de Foglio Claudio Cerasa. Ma non prima di applaudire l piroetta del suo giornale, tra i più attenti alle dinamiche della politica internazionale, dopo l di Istanbul. Nel mentre mi fa il predicozzo in ultima pagina per mie asserite simpatie nei confronti dei Fratelli Musulmani, Foglio sottolinea in prima e in terza pagina quanto sia importante e necessario sia pure tardivo l della Turchia di Erdogan nella guerra contro il sedicente Stato Islamico. Basterà una registratina agli ingranaggi e, fra un paio di giorni, Cerasa co si accorgeranno che Erdogan svolge da alcuni anni il ruolo di protettore della Fratellanza. Non diventano stinchi di santo sol perchè combattono l Però evolvono, cambiano, ed è nostro interesse accompagnare queste dinamiche interne al mondo islamico anzichè rimanere lì fermi impettiti a sbraitare. Ma ecco la mia lettera e la risposta di Cerasa.

Al direttore Vorrei potermi compiacere della meticolosità archivistica con cui Giulio Meotti scandaglia da anni il mio lavoro, il mio abbigliamento e perfino la mia residenza. Non fa eccezione il cordiale ritratto che mi ha dedicato ieri sul Foglio (“Lerner maestro di soumission. L’infedele vestito di tweed torna in Rai a rieducarci sull’islam. Come evitare spot ai Fratelli musulmani”). Se colgo l’occasione e approfitto della sua ospitalità non è per esporre puntuali controdeduzioni che mai scuoterebbero le certezze di Meotti, avendo egli cucito sulla mia persona l’habitus che lo ossessiona: cioè lo stereotipo dell’ebreo che odia se stesso e si offre come tramite per l’invasione del nemico islamico. Le scrivo dunque solo allo scopo di togliermi dalla scarpa un sassolino che m’infastidisce da un paio d’anni.

Mi riferisco alle pagine a me dedicate (peraltro in nobilissima compagnia, da Natalia Ginzburg a Primo Levi a Tullia Zevi, per restare solo agli italiani) nel pamphlet “Ebrei contro Israele” di Giulio Meotti dove vengo accusato di voler “dissacrare cito testualmente la sofferenza delle migliaia di civili israeliani assassinati dai terroristi suicidi”. Tale intendimento, che non esito a definire odioso, sarebbe comprovato da alcune frasi estrapolate dal mio libro “Scintille”, in cui descrivo il macabro indugiare di tanti servizi televisivi “sulle membra violate dei cadaveri, sulle pozze di sangue, sui feriti che urlano”, manifestando così “una morbosità con cui si celebra il dolore”, “insinuante fino a obnubilare i sensi”.

Il guaio è che, nella circostanza, l’unico obnubilato risulta essere il Meotti medesimo. Chiunque avesse la pazienza di leggere quelle mie pagine, difatti, constaterebbe che esse trattano delle televisioni arabe, e libanesi in particolare, allorquando informano il loro pubblico, con resoconti macabri, su episodi di cosiddetto “martirio”. Ben diverso è il codice deontologico dei media israeliani che mai e poi mai trasmetterebbero immagini del genere. Fuorviato dal suo pregiudizio, Meotti ha quindi letteralmente rovesciato il senso del mio scritto. Mi piace qui ricordare che dopo l’uscita del pamphlet mi telefonò l’ambasciatore d’Israele in Italia per esprimermi solidarietà e prenderne le distanze. Per quanto tardiva, mi preme che questa rettifica venga registrata, anche perché non può considerarsi un semplice qui pro quo.

Trattasi solo di una (la più grave per la mia già scarsa onorabilità) fra le tante falsificazioni di Meotti. Ma è rivelatrice di un vero e proprio metodo di lavoro: forse ispirato da Marco Travaglio, Meotti costruisce le sue argomentazioni col taglia e cuci capzioso delle citazioni. Manipola, assembla, omette. Può ricordarsi addirittura una trasmissione Rai di quasi vent’anni fa nel Palasport di Vicenza con centinaia di fedeli musulmani radunati dall’Ucoii (omettendo quel che accadde quando vi calai una gigantografia di Brigitte Bardot in bikini), ma certo non ricorda la drammatica trasmissione in diretta che feci l’anno successivo da una piazza di Algeri con i parenti delle vittime del jihadismo (quando lui probabilmente non aveva ancora sentito nominare Osama bin Laden).

La denigrazione dell’avversario, quando si è dominati dal pregiudizio ideologico, sollecita forzature che spesso conducono all’esito penoso di prendere fischi per fiaschi. Diventa così difficile affrontare con il dovuto discernimento un tema scottante come il travaglio in corso all’interno dell’islam tradizionalista e/o integralista. La galassia dei Fratelli Musulmani, posta oggi di fronte al nuovo blocco di potere rappresentato dal Daesh, ne viene percossa e lacerata, sollecitando anche alle democrazie occidentali un approccio che vada al di là della mera demonizzazione. Temo però che non sia possibile discuterne col metodo Meotti.

Caro Lerner, il diritto di tribuna è un diritto sacrosanto e può scrivere quello che crede. Quanto alle mistificazioni, visto l’importante ruolo che lei avrà nei prossimi mesi nel nostro servizio pubblico, le suggerirei di fare attenzione. Glorificare la galassia dei Fratelli musulmani, raccontando una realtà bizzarra in cui la santa Fratellanza sarebbe assediata dall’Isis dimenticando però che la stessa Fratellanza è bandita in quanto organizzazione terroristica in Egitto, negli Emirati Arabi e persino in Arabia Saudita, è una storia alla quale lei può continuare a credere. Ma prima di dare spazio in televisione alle preziose chicche della dottrina del suo adorato Tariq Ramadan e dei suoi fratelli moderati che sognano la fine di Israele la inviterei, da ebreo quale lei è, a fare quanto meno una riflessione. Non le chiediamo di andare a raccontare nel suo programma casi di imam che anche in territorio italiano fomentano l’odio contro Israele e non le chiediamo, si figuri, di suggerire al figlio del suo amico Hamza Piccardo (Davide Piccardo, a capo del Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano) di smetterla di difendere predicatori che invitano a nutrire odio verso gli ebrei (le dice qualcosa quel Tareq al Suwaidan che prima di essere cacciato dall’Italia invitava “tutte le madri della nazione islamica non solo quelle palestinesi a nutrire i loro figli con l’odio verso gli ebrei”?). Le chiediamo solo un piccolo sforzo. Le chiediamo quando ci racconterà le meraviglie dell’islam italiano, che sicuramente ci saranno, di fare lo stesso sforzo che spesso fa il nostro Giulio Meotti: non considerare, nella scala dei valori di ciascuna persona che si considera vicina o a una religione o a una cultura, il sentimento di odio contro gli ebrei e contro Israele come un elemento secondario sul quale si può allegramente sorvolare. E quando deciderà di parlare e magari di dar voce al suo amico Ramadan si ricordi cosa fece nel 2005 un suo collega ulivista, Luciano Caveri, allora presidente della Val d’Aosta. Il suo amato Ramadan venne invitato all’università ma Caveri bloccò la lezione. Spiegando che “l’università non può sponsorizzare l’intervento di oratori che sostengono tesi come quelle di Ramadan: contro gli ebrei, contro Israele o a sostegno della supremazia dell’islam”. “Mio padre disse Caveri è stato ad Auschwitz, dovrei accogliere chi sostiene che Israele va distrutto?”. Chi è che mistifica? Un caro saluto.

Andrea Verdura e le scarpe

Andrea Verdura e le scarpe

Blogosfere Style Fashion ha visto in anteprima la nuova collezione di scarpe di Andrea Verdura. La storia del brand nasce nella lontana Australia, quando ad Andrea si ruppero i sandali ed era talmente lontano dalla cosidetta “civiltà” che non gli restò altra scelta che farseli da soli. Con un vecchio copertone ritagliò la suola e. il resto venne da sè.

Andrea pensa la scarpa come essenza, come estensione non tanto del piede, quanto del movimento, perchè in una scarpa c’è tutto: la fatica, la vanità, la seduzione, la forza d’animo, la bellezza, la povertà, l’ostinazione, la tristezza, l’umiltà, la presunzione, l’ipocrisia, la potenza, la rinuncia e il. sesso.

Per Andrea infatti la donna non ha bisogno di vestiti, ha bisogno di scarpe e da quinasce la sua passione e il suo stesso mestiere. La base del suo lavoro resta comunque il riciclaggio di materiali, l’armonia con la natura con l’obiettivo di creare uno stile. Qui una piccola gallery con le immagini della collezione di scarpe di Andrea Verdura!