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About this Item: Milano Ronchi, sans date (1830). In folio cartonnage vert dos toile marron. 8 + 20 + 61 planches de dessins la plupart contrecoll sur chine en deux num avec explications de chacune par Giuseppe VALLARDI, marchand Milanais dont la collection personnelle de gravures f rachet par le Mus du Louvre . GERLI. Le texte est en italien. Deux dessins ont partiellement d mais n restent pr dans l’ouvrage. Exemplaire tr grandes marges. Cachet sec de la c librairie internationale Eloi Aloi Buenos Aires. Cartonnage un peu sali et frott dos un peu d avec petits manques de toile en coiffe et en pied. Quelques rousseurs sans gravit dans les marges n’affectant pas les dessins. La librairie offre aux clients d 15% de r sur l de son catalogue. Prix d : 2800 EUR. Seller Inventory 126186About this Item: 1871. Milano, Antica Ditta Pietro e Giuseppe Vallardi, sans date [1871]. In folio (350 X 476) maroquin marron fonc dos sept nerfs filet caissons dor fleuronn avec points dor double encadrement de frise et large dentelle dor sur les plats, titre dor au centre du premier plat, roulette dor sur les coupes, bordure int tranches dor (Assaleix) ; titre frontispice, 64 planches, 33 pages de texte (dont page de titre), (1) page, (3) ff. de tables. Rousseurs. SECONDE de l le plus important et le plus complet sur le D de Milan, bien complet des 64 PLANCHES grav dont 35 double page. BEL EXEMPLAIRE dans une reliure en maroquin sign NICE COPY. PICTURES AND MORE DETAILS ON REQUEST. Seller Inventory 0022367.

About this Item: .: Milano, Antica Ditta Pietro e Giuseppe Vallardi., 1863, in folio, 47 x 33 cm, engraved frontispiece + 33 pp + (3)nn pp + 60 engraved plates printed on one side only, (of which 31 are double page plates). Bound in publisher cloth with gilt title and decoration on front cover. Binding with traces of use and a bit discoloured, interior fine notwithstanding some slight foxing at some pages (always marginal). In all still a fine copy. Rare study on the gothic cathedral of Milan illustrated with the fine engravings by Vallardi. Many of his drawings are preserved in the Ambrosiana library. II note 64 Modena 1858). Seller Inventory 3409610.

About this Item: 1860 ca., Magenta, 1860. Bella veduta della battaglia nel centro della cittadina di Magenta. La stampa, applicata editorialmente su di un telaio, colorata all con colori vivaci. Inserita in cornice coeva di cm. 63×73. La stampa sar esposta e quindi potr essere consegnata, solo a conclusione della mostra commemorativa dal titolo “Combattere per la Libert Immagini di battaglie per l e l d che si terra a bordo dello storico piroscafo “Piemonte” sul Lago Maggiore dal 17 al 27 marzo ed a Civitella del Lago TR dal 2 aprile al 2 maggio in occasioni delle celebrazioni sul 150 anniversario dell d mm 368×506. Seller Inventory ST349011About this Item: 1860 ca., Lombardo Veneto, 1860. Carta geografica del Regno Lombardo Veneto applicata su tela a stacchi. La carta caratterizzata, lungo il margine superiore, dalla raffigurazione degli stemmi delle varie Province ed ognuna accompagnata da brevi notizie statistiche quali: numero dei distretti, delle preture, dei comuni, delle parrocchie, degli abitanti e delle peculiarit di ogni singolo territorio. I segni convenzionali sono riportati, in campo libero, nell in alto a sinistra, mentre all opposto sono espresse le scale grafiche “di Miglia Geografiche Italiane di 60 al grado” e “Miglia Geografiche Tedesche di 15 al grado”. Vivace coloritura confinale all coeva. Si presenta conservata nel suo astuccio originale. Ottimo esemplare mm 605×845. Seller Inventory ST4910015.

About this Item: Presso Pietro e Giuseppe Vallardi, Milano, Italy, 1828. Hardcover. Condition: Very good condition. Nineteenth edition (XIX Edizione). lii, 312 pages of text including an index. Original unrestored binding of green quarter leather (spine) and paper covered boards. Minor rubbing to extremities. Minor foxing and staining scattered lightly throughout text. Illustrated with seventeen folding maps and one folding table. One map detached at fold, and the edges of several maps slightly browned. Text is in Italian. Textblock starting to detach from binding, but fully functional and intact. V.” Size: Octavo (8vo). Book. Seller Inventory 00742424. Condition: molto buono. in 16, pp. XXXII, 256,
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leg. del tempo p. pelle, tit. e filetti oro al dorso. Corredato di 17 carte geogr. inc. in rame pi volte ripieg. (la prima raffigura l con i confini dei vari Stati in coloraz. e l il geometrico delle distanze delle principali citt di commercio dell ridotte in leghe postali Celebre e fortunata guida, di grande interesse ed utilit per il viaggiatore ottocentesco italiano; molte volte ristampata e tradotta in francese. Fossati Bellani 476. Seller Inventory 000000000383525.

About this Item: XXII edizione milanese nuovamente corretta ed accresciuta. Milano, Pietro e Giuseppe Vallardi, 1837. In 8vo, pp. XCII, 369 con indici, con 16 carte ripiegate f. t., leg. in mz. pelle marrone con titolo e fregetti in oro al dorso, piatti in cartonato marmorizzato, tagli in pointellisme marrone. Sono riferiti gli oggetti pi interessanti di belle arti, antiquaria e storia naturale, manifatture e produzioni dei vari luoghi, alberghi, cavalli, poste, moneta e altre notizie per i viaggiatori. Guida poco comune. Manca a Fossati Bellani e Villa. Completo delle carte. Normali tracce alla legatura, per il resto esemplare fresco e in buono stato. Seller Inventory 17627.

About this Item: Sesta edizione milanese accresciuta dei Viaggi da Milano a Parigi, e da Milano a Vienna passando per la Ponteba, e anche del Quadro delle distanze ridotte in leghe delle principali Citt di commercio dell’Europa. Milano, Pietro e Giuseppe Vallardi, 1815. In 8vo, pp. 287 con indici, 15 carte ripiegate f. t. (anzich le previste 17, manca la prima carta dell’Italia e un’altra all’interno), leg. muta in cartonato marmorizzato marrone, tagli in pointellisme rosso e blu. Sono riferiti gli oggetti pi interessanti di belle arti, antiquaria e storia naturale, manifatture e produzioni dei vari luoghi, alberghi, cavalli, poste, moneta e altre notizie per i viaggiatori. Celebre e fortunata guida, di grande interesse e utilit per il viaggiatore ottocentesco italiano, molte volte ristampata. Esemplare fresco e in buono stato. Seller Inventory 44928.

About this Item: Pietro e Giuseppe Vallardi,, Milano, 1871. Condition: Like New. In folio imperiale (cm. 47), legatura coeva in m. pelle e punte con titolo e filetti in oro ai comparti dorso, taglio superiore dorato, risguardi marmorizzati; pp. All concepita e promossa da Giuseppe Vallardi, collaborarono studiosi e valenti artisti dell tra cui F. Zuccari, G. d L. Cagnola,
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A. Nava e G. De Castro. Cfr. Meneghina 398. Ottimo esemplare. Seller Inventory 6820.

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About this Item: 1500. Bulino, 1500 circa, monogrammato in lastra in basso a destra. Esemplare nella prima variante di sette descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana “alta corona” (Meder 20 tipica di questa prima tiratura), completa della linea marginale, piccoli interventi di restauro agli angoli, perfettamente eseguiti, in ottimo stato di conservazione. Sebbene presentata dal D a Re Cristiano di Danimarca nel 1521, e ricordi alla lontana lo stemma nobiliare della famiglia Tetzel di Norimberga, l’opera sembra un lavoro di pura fantasia. Heller sosteneva che rappresentasse una sorta di allegoria di devozione, fedelt ed attenzione verso qualcuno. Insieme alla successiva opera del 1503, Stemma con il teschio, questo lavoro nasce con il preciso intento, da parte dell’autore, di mostrare il virtuosismo tecnico e l’abilit nell’uso del bulino. Elementi stilistici inducono gli studiosi a datare questa lastra al 1500 circa, tuttavia sembra possibile che le due opere siano state realizzate nello stesso anno, nel 1503. Le due opere costituiscono un primo esempio di capriccio. Capolavoro dell’arte ornamentale. Engraving, circa 1500, signed on plate at the bottom right. Example in the first variant of seven described by Meder. A magnificent impression, rich in tone, printed on contemporary laid paper with watermark “high crown” (Meder 20 typical of this first issue), complete with the marginal line, small restoration at the corners perfectly executed, in excellent condition. Although D made by King Christian of Denmark in 1521, and the memories away the coat of arms of the family Tetzel of Nuremberg, the structure resembles a work of pure imagination. Heller claimed to represent a kind of allegory of devotion, fidelity and attention to someone. Stylistic elements lead researchers to date this plate from around 1500, but it seems possible that the two works were made in the same year, in 1503. The two works are a prime example of capriccio. Masterpiece of ornamental’s art. Meder 97 a Strauss, The intaglio prints of Albrecht D p. 96,31; Panofsky 207; Salamon, Albrecht D Bulini, puntesecche, acqueforti, 25. Dimensioni 120 185mm. Seller Inventory 4603About this Item: 1498. Xilografia, circa 1498 con il monogramma dell’artista in basso verso il centro. Splendido esemplare, con toni ricchi e ben contrastati, rifilata alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Nella prima variante di tre descritta da Meder, avanti i fori di tarlo nella linea marginale. La datazione dell’opera, intorno al 1498, basata principalmente sulla forza espressiva della composizione che comune a quella dei fogli dell’Apocalisse. Caterina, figlia di Costis re di Cipro, fu condannata alla tortura della ruota uncinata in quanto si era rifiutata di rinunciare, come le era stato ordinato dall’Imperatore Massenzio, alla sua fede cristiana. Un’improvvisa pioggia di fuoco distrusse la ruota uncinata. Ci non valse tuttavia a salvarle la vita in quanto successivamente Caterina venne decapitata. Si conservano due studi a penna relativi alla figura di S. Caterina inginocchiata (Winkler 73 e 74), datati ai tempi del primo soggiorno veneziano del D che hanno fornito la base per l’elaborata redazione della veste, che un costume veneziano. La matrice origianle si conserva al Metropolitan Museum di New York. Woodcut, 1498 circa, signed in the bloc with the monogram AD. A very good Meder a impression, before the two thin gaps at the lower borderline. Pinted with a strong contrast, trimmed close to the border line, in very good condition. This print is closely related in style to the Apocalypse., so it is dated around 1498. The woodcut confirms the function of costume studies as independent source material, for here the saint appears in Venetian costume. St Catherine, an Alexandrian princess, suffered a martyr death during the reign of the heathen Roman emperor Maxentius, as a result of her missionary work during the period when Christians were being persecuted. She was condemned to be broken on the wheel, but it collapsed at God command and a rain of fire killed many heathens. Here, this event is shown together with the beheading of St Catherine. The woodblock is in The Metropolitan Museum of Art, New York Bartsch VII.141.120; TIB 1001.320; Meder 1932 236; Strauss, 57; Fara, p. 347 n. 116. Dimensioni 285 388mm. Seller Inventory S350042.

About this Item: 1505. Bulino, 1505, datato in lastra il altro al centro e monogrammato in basso a destra. Esemplare della quinta variante di sei descritta dal Meder. Bellissima prova, nitida e contrastata, impressa su carta vergata coeva con filigrana “armi di Memmingen” (Meder 237, Briquet 931), con margini, in ottimo stato di conservazione. Il titolo Il grande cavallo legato non alle dimensioni della stampa, ma alle proporzioni dell’animale. La stampa coeva a quella del Piccolo cavallo e riflette la fase in cui D studiava e si cimentava nelle proporzioni dei corpi e in particolare su quelle dei cavalli, fino a pubblicare nel 1525 il Manuale delle misure e nel 1528 quattro libri delle Umane proporzioni, dai quali per rimasero esclusi proprio gli studi dell sulle proporzioni del cavallo, poi riprese da Hans Sebald Beham dopo la morte di D Sono stati individuati quali precedenti per questa stampa due disegni del 1503 (Winkler n. 360 e n. 361). Mende ha proposto che in questa stampa sia in realt rappresentato Bucefalo, il mitico cavallo di Alessandro Magno. In quest’opera il cavallo ripreso dal dietro secondo una prospettiva che ha l’effetto di rafforzare l’idea del volume, di mettere in risalto la sua forma e la monumentalit e di ingrandire le sue dimensioni apparenti. Da questa prospettiva infatti, il cavallo riempie lo spazio da un margine all’altro. A quest’opera si ispir Caravaggio per la Conversione di San Paolo, per ottenere il massimo di naturalismo e monumentalit Bell’esemplare di questa affascinante opera. Engraving, 1505, signed and dated on plate. Example of the fifth issue described by Meder. A fine impression, with tones, printed on laid paper with “arms of Memmingen” watermarks (Meder 237, Briquet 931), with margins and in very good conditions. The title The big horse is not tied to the size of the print , but the proportions of the animal. The print is coeval with that of Small horse and reflects the stage where D studied and engages in the proportions of the body and in particular those of the horses, to be published in the 1525 Handbook of the measures in 1528 and four books of Human proportions , which, however, were excluded from their study of the artist on the proportions of the horse, by Hans Sebald Beham then resumed after the death of D Has been identified as the previous two drawings for this print in 1503 (Winkler n. 360 and n . 361 ) . Mende has proposed that this print is actually represented Bucephalus , the legendary horse of Alexander Magno. In this work the horse is taken from behind from a perspective that has the effect of reinforcing the idea of the volume, to put in emphasize its form and monumentality , and magnify its apparent size . From this perspective, in fact , the horse fills the space from one edge to another. In this work was inspired by Caravaggio for the Conversion of St. Paul, to get the most of naturalism and monumentality. A nice example. Bartsch, 97; Meder, 94 e Salamon, n. 36; Panofsky, p. 116; Strauss p. 138, 45. Dimensioni 147 204mm. Seller Inventory 49063.

About this Item: 1502. Bulino, 1502 circa, monogrammato in lastra a sinistra al centro. Esemplare nella prima variante di tre descritta dal Meder. Bellsiima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame o con sottilissimo margine, in perfetto stato di conservazione. Sullo sfondo di un paesaggio marino, si staglia in primo piano la figura dello sbandieratore, in una delle posizioni standard. La bandiera reca lo stemma dell’ordine del Toson d’Oro istituito a Bruges nel 1431 da Filippo il Buono duca di Borgogna con il compito di diffondere la religione cattolica. Crollato lo Stato di Borgogna, in seguito al matrimonio di Maria di Borgogna con l’arciduca Massimiliano, l’ordine pass alla casa d’Asburgo. Sotto la bandiera, su un tronco d’albero, la tavoletta col monogramma dell’artista. L’incisione risale al periodo in cui D stimolato dall’incontro con il pittore veneziano Jacopo de’ Barberi, riprende lo studio delle proporzioni dei corpi e i problemi inerenti la prospettiva. L’interesse per questa materia era stato suscitato nell’artista durante il viaggio di studio in Italia, nell’autunno del 1494, dalle opere rinascimentali del Bellini, del Mantegna e di altri artisti toscani quali Pollaiuolo e Lorenzo di Credi. Al 1502 risalgono anche il San Giorgio in piedi e la Grande Fortuna. Ottimo esemplare. Engraving, 1502 circa, signed at lower center. Example of the first issue described by Meder. A fine impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark or with thin margins, in excellent condition. The elastic posture of the lansquenet has been viewed as as by product of Durer’s preoccupation at about that time with the figure of the Apollo Belvedere, culminating in the figure of Adam in his “Adam and Eve” of 1504. The banner with the Cross of St. Andrew, emblematic of the Order of the Golden Fleece and of the Dukes of Burgundy, was used by Maximilian I in that capacity during the Swiss War of 1499. The background is quite similar to the one in “St. George on foot”. A very good example of this engraving. Bartsch 87; Meder, pag. 107, 92 a Strauss, p. 108 n. 35; Salamon, n. 30. Dimensioni 69 114mm. Seller Inventory S317814.

About this Item: 1502. Bulino, circa 1502, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di sei descritta dal Meder, con il graffio di lastra verticale nella parte superiore destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. L’incisione illustra la leggendaria uccisione di un drago ad opera di San Giorgio. Il Santo, qui raffigurato nell finale, nel momento di vittoria sul drago ucciso, domina la scena con la sua possente corazza, armato di spada e della lancia che tiene con la sinistra. L’elmo piumato deposto a terra, sulla sinistra, mentre sulla destra giace il drago, parzialmente occultato dietro le gambe del Santo, a conferirgli maggiore rilievo. Sullo sfondo si distingue un paesaggio marino con un centro abitato. Circa la data di esecuzione della stampa, i pareri sono discordanti. Alcuni riconducono l’opera agli anni 1507 1508, quando l’imperatore Massimiliano I mostrava particolare interesse per l’ordine di San Giorgio, fondato da suo padre. Con l’aiuto del Santo l’imperatore sperava di poter allestire una crociata contro i Turchi, progetto che matur proprio nel 1507. Panofsky ne anticipa l’esecuzione di tre o quattro anni, mentre Hollstein e Strauss la riconducono al 1502, dal momento che a partire dal 1503 D dat tutte le sue opere. A far propendere per questa datazione, anche l’omogeneit stilistica e compositiva (una figura che domina la scena sullo sfondo di un paesaggio marino) con Lo Sbandieratore, che la precede in questo catalogo e che risalirebbe proprio al 1502. Il tema di San Giorgio e il drago ricorre frequentemente nelle opere artistiche per il forte valore simbolico di cui portatore: il drago rappresenta il male, in particolare per i primi cristiani rappresentava il paganesimo. La conversione di una nazione al cristianesimo veniva rappresentata simbolicamente come un mostro ucciso da un guerriero corazzato armato di lancia, simbolo della fede cristiana. Cos veniva rappresentato San Giorgio, a significare la conquista della Cappadocia regione che diede i natali al santo alla fede cristiana. Engraving, circa 1502, signed at lower left. Meder a impression, with the vertical scratch nea the upper half of the right edge. Very good impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark, in very good conditions. The engraving shows the legendary slaying a dragon by St George. The Saint, pictured here in the final act , in the moment of victory over the dragon slain, dominates the scene with his powerful armor , armed with sword and spear holding with his left hand . The plumed helmet is placed on the ground , on the left , while on the right lies the dragon, partially hidden behind the legs of the saint, to give it greater prominence. In the background stands a seascape with a town. About the date, the opinions are divided. Some relate the work to the years 1507 1508 , when Emperor Maximilian I showed particular interest in the Order of St. George, founded by his father. With the help of the Holy Emperor hoped to set up a crusade against the Turks , a project that just matured in 1507. Panofsky anticipates the execution of three or four years, while Hollstein and Strauss lead back to 1502, since starting from 1503 D dated it all his works. To do this favor for dating, it is also the stylistic and compositional homogeneity ( a figure that dominates the scene in the background of a sea landscape ) with The flag waver that just goes back to 1502. The theme of St. George and the dragon occurs frequently in works of art for the strong symbolic value which is the bearer of the dragon represents evil , especially for the early Christians represented paganism . The conversion of a nation to Christianity was represented symbolically as a monster killed by an armored warrior armed with a spear , the symbol of the Christian faith . So was represented St. George , signifying the conquest of Cappadocia a region that gave birth to. Seller Inventory 49045.

About this Item: 1501. Bulino, 1501, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di tre descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Descritta dal Meder come rara, questa bellissima incisione di Durer fa parte di un gruppo di opere di transizione del Maestro, tra il perfetto stile tecnico dei primi lavori e la perfezione grafica delle opere del periodo seguente al viaggio in Italia. Il soggetto rappresenta il tema delle tre generazioni, piuttosto in auge presso gli artisti nordici del periodo. L’iconografia con le due figure in piedi fu presto soppiantata dalla pi comune delle tre figure sedute l’una accanto all’altra con il Bambino nel mezzo. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Engraving, 1501, signed with monogram on lower left plate. Example in the first version of three, as described by Meder. Magnificent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper without watermark, in excellent condition. Meder describes this subject as quite rare; this engraving is part of a group of works realized by Durer in his period of transition, between the perfect technical style of his first works and the perfect graphic production realized after his journey to Italy. This subject depicts the three generations theme, quite common among the Northern artists. The old iconography with two standing figures was soon changed into three sitting figures, with the child in the middle. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Meder 43,a Dimensioni 71×116. Dimensioni. Seller Inventory 4301.
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Una chat nata per gioco tra ragazze, con foto e video sexy, si è trasformata in un incubo per un gruppo di oltre 60 ragazze adolescenti di Modena e Reggio Emilia. Tutto inizia la scorsa estate, come riporta il Resto del Carlinoche per primo ha reso nota la vicenda, quando le ragazze cominciano per gioco a condividere in un gruppo WhatsApp selfie a sfondo erotico.

Online il “catalogo” delle ragazze

Centinaia di foto e video che dovevano restare segreti ma che arrivano nelle mani di qualcuno che non appartiene al gruppo, forse il fidanzato di una di loro, e cominciano a circolare. Prima si diffondono sui social network, poi, attraverso un link di Dropbox. Grazie al sistema di condivisione di file, chiunque entri in possesso del link sembra possa accedere a un vero e proprio archivio di materiale pedopornografico,
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dove le ragazze sarebbero state addirittura indicate con nome e cognome. Per ognuna di loro, immagini privatissime alla mercé di chiunque.

L’appello alle vittime perché denuncino

E’ stato il fidanzato di una delle ragazze, una volta venuto a conoscenza di cosa stava capitando alla fidanzatina 17enne, a rivolgersi all’associazione anti pedofilia La Caramella buona di Reggio Emilia, che ha chiesto immediatamente l’intervento della polizia postale. Ma perché il materiale venga rimosso il prima possibile, secondo Roberto Mirabile, che de La Caramella Buona è il presidente, è necessario che arrivino anche le denunce delle vittime. “Devono ricordarsi continua che in questa storia sono loro le vittime, che sono esposte al rischio di ricatti e non devono avere paura di parlare coi genitori e con le forze dell’ordine”. E secondo Mirabile tra oggi e domani le prime denunce dei genitori di alcune minorenni dovrebbero arrivare, permettendo così di accelerare le indagini e il processo che porterà alla rimozione del materiale.
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definitive to the Jewish roots of Christianity and an irrevocable to anti Semitism Christians, all Christians, have Jewish roots Francis made these, and other highly significant remarks in addressing over 300 Christians and Jews from all over the world during an international assembly of interreligious dialogue groups.

50th Anniversary of Nostra Aetate: The Past, Present, and Future of the Christian Jewish Relationship was the title of the annual meeting of the International Conference of Christians and Jews (ICCJ), held in Rome this year. Organized by the ICCJ in partnership with the Amicizia Ebraico Cristiana di Roma, delegates of 40 national chapters from all continents gathered together for 4 days of intense study and discussion regarding the consequences of this historic Vatican II document.

Promulgated on October 28, 1965, Nostra Aetate has become the cornerstone of a new era of friendship and respect between the two religious communities. It definitively abolished the anti Semitic readings of Catholic Holy Texts that plagued relations for 2000 years, which had provided fertile ground for persecutions, pogroms and ultimately, the substrata for the Shoah.

The ICCJ Conference reviewed the remarkable steps towards reconciliation taken in the past half century and examined prospects for closer future cooperation on some of the most pressing issues of our times.

Received with great warmth by Pope Francis on June 30, each participant had a chance to shake hands and exchange a few words with the Holy Father.

are strangers no more, but friends, and brothers and sisters said Pope Francis. with our different perspectives, we confess one God, Creator of the Universe and Lord of history. And he, in his infinite goodness and wisdom, always blesses our commitment to dialogue all Christians, have Jewish roots faith traditions find their foundation in the One God, the God of the Covenant, who reveals himself through his Word. In seeking a right attitude towards God, Christians turn to Christ as the fount of new life, and Jews to the teaching of the Torah. spoke of these as parallel paths to our One God.

The ICCJ President, Dr. Philip Cunningham, addressed Pope Francis with reflections on how Nostra Aetate embarked us on a new path of closeness and friendship between Jews and Christians on which we have traveled in the past 50 years. On ICCJ behalf, he presented Francis with three symbolic gifts, each related to the conference theme of past, present and future of the Jewish Christian relationship. a Kiddush cup (donated by a Jewish family whose members had been hidden by Christians during the Shoah);

a first edition autographed copy of a volume by the renowned German Jewish philosopher Martin Buber, whose family home in Heppenheim, Germany today hosts the ICCJ headquarters;

a cast bronze miniature of a new statue of and (Church and Synagogue), which has been commissioned by Saint Joseph University in Philadelphia to honour the Aetate anniversary. In contrast to the many portrayals of and found in medieval cathedrals and manuscripts (which generally portrayed Ecclesia as triumphant, and Synagoga as defeated), this modern work of art depicts the two figures as equal in dignity and beauty, looking with curiosity and respect at the books of each other respective Scriptures, symbolizing the new relationship of joint study that Aetate has both recommended and helped make possible.

In addition to the Papal Audience, the group was received by the Chief Rabbi of Rome, Riccardo Di Segni, and at the St. John Lateran palace by the Cardinal Vicar of the city.

The program of the Conference, composed of plenary session speeches that left space for questions from participants plus a multitude of small workshops, reflected the participants high level of familiarity with the subject. Compared to many previous years, it seemed new heights had been reached in the overall interest in theological questions related to the dialogue, and knowledge of respective texts. To name but a few of the outstanding Christian speakers: Cardinal Kurt Koch, President of the Pontifical Commission for Religious Relations with Jews; Cardinal Giuseppe Betori, the Archbishop of Florence; the Vicar of Rome, Cardinal Agostino Vallini; Dr. Clare Amos of the World Council of Churches; Rev. Cristiano Bettega , Director for Ecumenism and Interreligious Dialogue of the Italian Catholic Bishops Conference,
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plus Catholic and Protestant scholars such as Andrea Riccardi; Daniele Garrone; Paolo Ricca, Alberto Melloni; Rev Philipp Renczes, director of the Cardinal Bea Center for Jewish Studies at the Pontifical Gregorian University; Joseph Sievers, past Director of the Center and presently teaching at the Pontifical Biblical Institute; Rev. John Pawlikowsky, Honorary President of the ICCJ and Director for Catholic Jewish Studies at the Chicago Catholic Theological Seminary; Sister of Sion, Prof. Celia Deutsch; Gabriele Boccaccini of the University of Michigan; Sr. Mary Boys of the Union Theological Seminary in New York On the Jewish side, an equally significant number of religious leaders and scholars were heard. Speeches of great pertinence to the present moment of Christian Jewish dialogue and proposals for increased cooperation were presented, among others, by Rabbis Abraham Skorka of Argentina; David Rosen, AJC International Director for Interreligious Affairs and past president of the ICCJ; Joseph Levi, the Chief Rabbi of Florence; Ehud Bandel from Israel, David Sandmel, plus scholars and journalists such as Anna Fo Irene Kajon; Edward Kessler; Ruth Langer; Judith Banki; Lisa Palmieri Billig; Vittorio Vittorio Robiati Bendaud; Adam Gregorman and many others.

Cardinal Koch reflected on the Pope words regarding the Jewish roots of Christianity, saying he was grateful that of all denominations were participating in the Conference. He repeated that Christians have Jewish roots and identity of every Christian faith is tied to its attitude towards Judaism. Therefore the responsibility of all Christians is to recognize their brothers in faith as such special tribute was paid to Martin Buber on this 50th anniversary of his death. The rich programmatic themes ranged from eyewitness reports and research on the Background of the Second Vatican Council with particular attention devoted to pioneers of the dialogue such as Jules Isaac, Jacques Maritain, Elia Benamozegh, Augustin Bea, Karl Barth, Jules Isaac, and a focus on women who helped in the making and implementation of Aetate to discussion on the Covenant, the meaning of Nostra Aetate in a wider interreligious context, its impact on the Christian world, the important contributions over the years of such movements as the Sisters of Zion, the Focolari and the Community of St. Egidio, etc.

In his introduction, Marco Cassuto Morselli, President of the Rome Jewish Christian Friendship Association (AEC) which co organized this Conference, recalled that Aetate sought to overcome the teaching of hatred, which was rooted in centuries of anti Judaism. The tragedy of the Shoah continues to weigh heavily on Europe. Even in our own days, violence continues to offend against the sacredness of life. Our gathering is also a commitment to bear witness, so that other visions and other voices might be raised up against hateful words and actions. quoted an ancient Jewish which seems particularly relevant to the present moment, according to which Messiah lives in Rome. He is seated among the beggars at the gates of the city and, when people ask him, will you come? he answers: if you hear his voice year delegates from around the world will again gather, this time at St. Joseph University in Philadelphia, hosted by ICCJ President, Philip Cunningham,
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Professor of Theology and Director of the Institute for Jewish Catholic Relations of Saint Joseph University.

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Zum siebten Mal in Folge ver das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) die Daten der Erhebung die Kaufgewohnheiten der S Haushalte. Im Jahr 2011 gaben 27,1% der S Haushalte an, gelegentlich und/oder regelm au des Landesgebietes eingekauft zu haben (einschlie Katalogk oder Eink Internet). Die Aussicht auf g Preise ist f die Haushalte der Hauptgrund, um au S einzukaufen. Die beliebtesten Ziele sind weiterhin und die Einkaufszentren. Daneben findet auch der elektronische Handel, sprich der Kauf von G und Dienstleistungen das Internet, zunehmend gr Verbreitung.

Die 1981 2011 ist f alle Interessierten kostenlos verf Dabei handelt es sich um eine DVD des Landesinstitutes f Statistik, die ALLE Publikationen des ASTAT, die es in den 30 Jahren seiner T von 1981 bis zum 31.12.2011 ver hat, in digitaler Form enth

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) teilt mit, dass im 4. Quartal 2011 Waren im Wert von 936,8 Millionen Euro aus S exportiert wurden. Dies entspricht einem Zuwachs von 1,2% im Vergleich zum 4. Quartal 2010. Dank des stattlichen Zuwachses in den ersten Quartalen schlie das Jahr 2011 bei den Ausfuhren mit einem Plus von 10,3% im Vergleich zum Vorjahr ab. In absoluten Zahlen verzeichnet das Jahr 2011 einen Rekordwert und die Schwelle von 3,6 Milliarden Euro.

Wie viel wird in S produziert? Welches sind die Produktionssektoren und an wen gehen ihre Produkte? Welche Verbindungen gibt es zwischen den heimischen Produktionssektoren? Und mit dem Rest der Welt? Export, Konsum der privaten Haushalte und der Touristen, Ausgaben: Wie beeinflussen sie die S Wirtschaft? Diese und weitere Fragen werden in der Mitteilung der S Wirtschaft Verwendung der Input Output Tabelle beantwortet, die das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) ver

Preise und Tarife 09.03.2012

Die Landesbeobachtungsstelle f Preise und Tarife ver erstmals die Tarife f Strom und Gas, die auf dem freien Markt angeboten werden und im M 2012 erhoben wurden. Bei einem Jahresverbrauch von 4.500 kWh mit Tag /Nachttarif bewegen sich die gesch j Ausgaben f einen Standardhaushalt mit vier Personen zwischen 955,52 Euro und 1.299,57 Euro.

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) teilt mit, dass die S Haushalte im Jahr 2010 (letzte verf Daten) f den Erwerb von G und Dienstleistungen durchschnittlich 2.846 Euro (in jeweiligen Preisen) ausgegeben haben. Die Ausgaben f Nicht Lebensmittel (86,5% der Gesamtausgaben), insbesondere jene f die Wohnung, belasten die Kassen der Haushalte am st

Raum, Umwelt und Energie 07.03.2012

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) ver die Publikation Energiebilanz 2009 Darin werden die Produktion und der Verbrauch von Energie detailliert analysiert. Im Jahr 2009 betr der Gesamtenergieverbrauch 11.958 GWh: 38,4% des Energiebedarfs stammen aus erneuerbaren Energiequellen. Die h Verbrauchswerte verzeichnet der Bereich thermische Energie (5.255 GWh/Jahr). Der Energieverbrauch pro Kopf liegt im Jahr 2009 bei 23.861 kWh je Einwohner, auf gesamtstaatlicher Ebene hingegen bei 34.846 kWh.

Das Landesinstitut f Statistik (Astat) teilt mit, dass das 4. Quartal 2011 von einer deutlichen Zunahme des j effektiven Globalzinssatzes (TAEG) f ein 20 j Hypothekardarlehen von 150.000 Euro mit halbj Raten und variablem Zinssatz gepr ist: Der Durchschnittswert des TAEG betr 4,9% und liegt somit 1,8 Prozentpunkte dem Wert desselben Zeitraums 2010 (3,1%). Der ISC, der synthetische Kostenindex, f das Pauschalkonto Jugend steigt ebenfalls und zwar um durchschnittlich 13,7% gegen dem Wert desselben Zeitraums 2010.

Das ASTAT ver die revidierten Daten der wichtigsten volkswirtschaftlichen Gesamtgr auf der Grundlage der ATECO 2007, welche vom ISTAT zur Verf gestellt wurden: Bruttoinlandsprodukt (BIP), Wertsch Inlandsverbrauch, Bruttoanlageinvestitionen, Einkommen aus unselbst Arbeit und selbstst und unselbstst Besch Diese Daten, die mit jenen auf gesamtstaatlicher Ebene koh sind, sind derzeit nur f die Jahre 2007, 2008 und 2009 verf

Mobilitt und Tourismus 17.02.2012

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) ver die Publikation Mobilit und Verkehr in S 2010, die alle statistischen Daten zum Personen und G beinhaltet. Im Jahr 2010 gibt es in S 2,2% mehr Fahrzeuge als im Jahr 2009, doch sind die Neuzulassungen deutlich gesunken und zwar um 12,6%. Die Abonnements im Personennahverkehr haben hingegen um 7,9% zugenommen.

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) ver die Daten zur Entwicklung der Zivil und Verwaltungsverfahren bei den zust Organen auf Landesebene. Im Jahr 2010 wurden an den Friedensgerichten 7.930 Verfahren er 11,4% weniger als im Vorjahr. Am Landesgericht und an dessen Au wurden insgesamt 16.552 Verfahren ( 7,7%) er

Bauttigkeit und Wohnen 02.02.2012

Kurz nach Ablauf des Jahres 2011 hat das Astat die Daten des Informationssystems f Vertr erstmals ausgewertet. Im Jahr 2011 wurden auf dem Portal Vergaben der Autonomen Provinz Bozen 957 Ausschreibungsverfahren oder Vergaben von Auftr ver f die Summe der Ausschreibungsbetr von 600 Millionen Euro. Bei der Verteilung der Betr nach Art des Verfahrens dominieren mit 88,8% die offenen Verfahren. Die Verhandlungsverfahren vereinen 8,9% des gesamten Ausschreibungsvolumens auf sich, die nichtoffenen Verfahren 2,2%. Am 31.12.2011 waren 254 Vergabestellen und 2.864 Wirtschaftsteilnehmer im Portal angemeldet.

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) ver die endg Daten zur Inflation im Monat Dezember sowie f das Jahr 2011. Der Verbraucherpreisindex f Haushalte von Arbeitern und Angestellten (FOI) ohne Tabakwaren verzeichnet in der Gemeinde Bozen im Dezember Zuw von 0,6% gegen dem Vormonat und von 3,3% gegen demselben Monat des Vorjahres. Die durchschnittliche Teuerungsrate f das Jahr 2011 betr 2,9%. Auf gesamtstaatlicher Ebene betr die Ver +0,3% gegen dem Vormonat, +3,2% im Vergleich zum selben Monat des Jahres 2010 und +2,7% im Jahr 2011.

Laut den amtlichen Zahlen des ISTAT und des ASTAT wurden im Jahr 2009 rund 98,4 Millionen Euro f Forschungs und Entwicklungst ausgegeben, was 0,57% des S Bruttoinlandsproduktes (BIP) entspricht. Insgesamt sind 1.430 Personen im Bereich F besch Diese und weitere Ergebnisse zu diesem Thema werden vom ASTAT in der Mitteilung und Entwicklung (F 2009 ver

Gesellschaft und Soziales 12.01.2012

Das Landesinsititut f Statistik ASTAT stellt die Tabellensammlung der Haushalte 2011 online zur Verf Die Sammlung bietet eine Reihe von Daten zum Alltagsleben der Haushalte bez Mobilit w T Tabak und Alkoholkonsum, k und sportliche Bet Personal Computer und Internet, Ern sowie K und K der S Bev

Arbeit, Einkommen und Konsum 11.01.2012

7.700 Menschen auf Arbeitsuche. Wie aus einer Mitteilung des Landesinstituts f Statistik (ASTAT) hervorgeht, bel sich die Erwerbsquote im dritten Quartal 2011 in S auf 73,7% und die nicht saisonbereinigte Arbeitslosenquote auf 3,1%. 7.700 Personen sind auf Arbeitsuche.

Ab heute ist die neue und 27. Im Jahr 2009 betr der Anteil der Nettoverschuldung am S Bruttoinlandsprodukt 3,5% und liegt damit deutlich unter dem gesamtstaatlichen Durchschnitt (5,3%).

Das Landesinstitut f Statistik (Astat) teilt mit, dass sich das Wachstum sowohl der Ausleihungen als auch der Mittelbeschaffung der lokalen Banken im zweiten Quartal 2011 im Vergleich zum Vorjahr verlangsamt hat. Im Vergleich zu den Daten von Dezember des Vorjahres sind die notleidenden Forderungen mit +14,5% in h Ma angewachsen. Gestiegen ist auch der Anteil der Forderungen an den Ausleihungen (3,2%). Das Baugewerbe ist der Wirtschaftssektor mit dem h Anteil an den gesamten notleidenden Forderungen (37,9%).

Das Landesinstitut f Statistik (ASTAT) teilt mit, dass im dritten Quartal 2011 Waren im Wert von 904,7 Millionen Euro aus S exportiert wurden. Dies entspricht einem Zuwachs von 5,1% im Vergleich zum dritten Quartal 2010. Zu verzeichnen sind starke tendenzielle Zuw bei den Exporten in einige wichtige EU L (+18,1%), Frankreich (+17,2%), Vereinigtes K (+12,9%) und Spanien (+6,0). die Ver im Vergleich zum vorhergehenden Quartal) zeigt hingegen einen leichten R von 1,6%.

Zwischen 2006 und 2008 haben 27,2% der S Unternehmen mit 10 und mehr Besch mindestens eine Innovation auf dem Markt oder im eigenen Produktionsprozess eingef Diese Unternehmen gelten als innovierende Unternehmen. Im Jahr 2008 geben sie insgesamt 294 Millionen Euro (+53,0% im Vergleich zu 2004) f Innovationen aus. Die durchschnittlichen Ausgaben je Besch betragen 7.100 Euro. Die H der innovierenden Unternehmen hat Beitr f Innovationen erhalten. Diese und weitere Ergebnisse finden sich in der Mitteilung in den Unternehmen 2006 2008 des Landesinstitutes f Statistik (ASTAT).
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Milano Design Week: i protagonisti, i prodotti e gli eventi del Salone del Mobile e del Fuorisalone sullo sfondo di una città in costante evoluzione. Dal 31 marzo in edicola

Il nuovo numero di Abitare è in edicola dal 31 marzo. 150 pagine dedicate a storie e progetti legati a una rassegna urbana che coinvolge ormai tutti i quartieri della città, travalica ampiamente i confini del design e appare a chiunque come un’inesauribile sorgente da cui attingere forza, visibilità e prestigio. Eppure qualcosa sta cambiando.

Registrandoti o facendo login puoi scoprire la rivista attraverso ABITARE PREVIEW, un’anteprima digitale gratuita che contiene diverse pagine della rivista. Per questo numero: il sommario, l’editoriale di presentazione, il servizio dedicato ai designers che Abitare ha scelto per rappresentare questa edizione del Salone del Mobile, più alcune pagine di altri articoli.

Con i suoi trenta piani di curtain wall la Torre Galfa è stata un simbolo della Milano del boom. Ora rinasce interpretando bisogni completamente diversi, grazie a un rispettoso progetto firmato da studio BG città dei cinema e dei teatri

Mentre volge al termine la stagione dei grandi progetti di sviluppo, il dinamismo edilizio milanese si appropria ora del campo culturale e in particolare del settore dell’intrattenimento, con tanti progetti di rilancio e ampliamento di sale storiche

di Sara Banti, foto Andrea Martiradonna

Si chiama Foresteria lombarda il nuovo format dell’accoglienza milanese. Tra i primi esempi c’è la villetta Liberty ristrutturata dall’architetto Nicola Gisonda nel quartiere Città Studi: sei stanze d’atmosfera e un living con giardino da condividere

La progressiva dismissione degli uffici tecnici e il frequente ricorso alle scorciatoie dello styling hanno riscritto le competenze dei designer e razionalizzato un’intera categoria professionale. Chi intraprende la strada dell’industrial design deve essere capace di interpretare la complessità dei sistemi produttivi, della società e della cultura contemporanea. Deve possedere un vasto ventaglio di competenze per mantenere la regia di un processo creativo accelerato dallo sviluppo tecnologico, dalla ricerca applicata, dal mutare dello scenario economico. Un designer contemporaneo non può poi trascurare l’osservazione dei mutamenti sociali e dei comportamenti, perché gli utenti richiedono interfacce evolute e sono user consapevoli nella relazione col prodotto. Caratteristiche riscontrabili nei designer che Abitare ha scelto per rappresentare questa edizione del Salone del Mobile, come GamFratesi:guarda il making of del progetto Mask per Kvadrat, pubblicato sulla copertina del numero di Abitare

L’idea per sua natura è cosa semplice, rapida, essenziale. Si manifesta quasi sempre in un lampo. Sono il suo sviluppo e perfezionamento, la sua “materializzazione” a mettere in moto azioni innovative, sperimentazioni tecnologiche e processi di lavorazione complessi. Il prodotto finale, quando è ben riuscito, chiude il cerchio, torna a essere chiaro, immediato e, nei casi più fortunati, necessario. Abitare ha selezionato una panoramica di intuizioni notevoli che attraverso percorsi molto diversi hanno trovato forma e sostanza e che ora verranno presentati durante il Salone del Mobile sotto forma di oggetti, apparecchi, installazioni, mostre

L’esplorazione delle potenzialità dei materiali è un tema forte di questa edizione del Salone del Mobile. Ferro, legno,
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ottone, argilla, vetro, marmo o fibre diventano forme di design grazie a sofisticate ricerche tecnologiche che li esaltano e li trasformano. Molte aziende e designer raccontano la materia realizzando prodotti dove prevale una ricerca accurata oppure la celebrano con installazioni suggestive mettendo al centro il processo produttivo. Altri scelgono la tecnologia per perfezionare lavorazioni tradizionali oppure per evidenziare tutto il potenziale della materia grezza. Non mancano le tecniche artigianali e il classico mix tra arte e design per esaltare le qualità di ogni materia prima

Una ricerca confluita in un libro analizza e ridisegna ottanta edifici residenziali costruiti in città dal 1923 al 1973 e firmati anche da grandi maestri. L’autrice ne dà un’anticipazione attraverso tre casi esemplari. Nel nome di legno, alluminio, cemento

Nuova vita alle forme classiche

Non è mai tramontato un certo gusto per il moderno ma ora lo scopriamo capace di sfidare i designer, anche quelli più noti. Misurarsi con il classico è pratica sempre più diffusa e gestita nei modi più vari. Le aziende affidano la reinterpretazione di poltrone, madie, librerie ad affermati progettisti, secondo il linguaggio più idoneo a ciascuno. C’è chi rivisita gli stili trasformando i mobili d’epoca in oggetti contemporanei e chi combina materiali e tecniche diverse in nuovi elementi che evocano le atmosfere domestiche del passato. E in questa mescolanza di soluzioni c’è chi reintroduce un complemento d’arredo come il paravento, che riprogettato con il contributo artistico, acquista vigore inatteso oppure chi trasforma il trumeau in un oggetto trasgressivo

Lavorare non basta / Working is not Enough

di Alice Piciocchi, foto Iwan Baan

Si chiama Second Home, è il coworking che lo studio SelgasCano ha realizzato all’interno del più antico mercato di Lisbona. Un luogo accogliente e flessibile che favorisce la concentrazione, ma permette pure lo svago e l’esercizio fisico

Habitat permeabile e dinamico, aperto a continue ibridazioni: la diciottesima edizione di Workplace 3.0, focus biennale che il Salone di Milano dedica al mondo degli uffici, definisce così l’ambiente di lavoro contemporaneo, attraverso le novità di 92 aziende più una mostra a dieci mani. Quattro firme di architettura 5+1AA, Arash Ahmadi, O+A, Unstudio con Scape declinano nell’allestimento A Joyful Sense at Work curato da Cristiana Crutona, le parole chiave racchiuse in questo macro mondo: concentrazione e socializzazione, collaborazione e creatività, modularità e nomadismo, tecnologia e innovazione, benessere e produttività, interno e esterno. E Milano, anche al di là del Salone, si dimostra al passo coi tempi: dai nuovissimi uffici della Microsoft permeabili alla città, alla piattaforma Copernico che in questi giorni inaugura una nuova sede in Tortona; dagli studi di architetti e creativi sempre più aperti a contaminazioni esterne (quelli dei 5+1AA e Cipolletti tra gli ultimi a rinnovarsi) fino al Burò di Base,
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inserito in un centro culturale in continuo fermento

Chi disegnerà il mondo di domani?

Si impara giocando. Oggi la chiamiamo “gamification” e parliamo ai bambini attraverso robot programmabili e videogame. Ma le sue radici sono lontane. 13 del D. Lgs. 196/2003.

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About this Item: 1501. Bulino, 1501, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di tre descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Descritta dal Meder come rara, questa bellissima incisione di Durer fa parte di un gruppo di opere di transizione del Maestro, tra il perfetto stile tecnico dei primi lavori e la perfezione grafica delle opere del periodo seguente al viaggio in Italia. Il soggetto rappresenta il tema delle tre generazioni, piuttosto in auge presso gli artisti nordici del periodo. L’iconografia con le due figure in piedi fu presto soppiantata dalla pi comune delle tre figure sedute l’una accanto all’altra con il Bambino nel mezzo. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Engraving, 1501, signed with monogram on lower left plate. Example in the first version of three, as described by Meder. Magnificent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper without watermark, in excellent condition. Meder describes this subject as quite rare; this engraving is part of a group of works realized by Durer in his period of transition, between the perfect technical style of his first works and the perfect graphic production realized after his journey to Italy. This subject depicts the three generations theme, quite common among the Northern artists. The old iconography with two standing figures was soon changed into three sitting figures, with the child in the middle. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Meder 43,a Dimensioni 71×116. Dimensioni. Seller Inventory 4301About this Item: 1502. Bulino, circa 1502, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di sei descritta dal Meder, con il graffio di lastra verticale nella parte superiore destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. L’incisione illustra la leggendaria uccisione di un drago ad opera di San Giorgio. Il Santo, qui raffigurato nell finale, nel momento di vittoria sul drago ucciso, domina la scena con la sua possente corazza, armato di spada e della lancia che tiene con la sinistra. L’elmo piumato deposto a terra, sulla sinistra, mentre sulla destra giace il drago, parzialmente occultato dietro le gambe del Santo, a conferirgli maggiore rilievo. Sullo sfondo si distingue un paesaggio marino con un centro abitato. Circa la data di esecuzione della stampa, i pareri sono discordanti. Alcuni riconducono l’opera agli anni 1507 1508, quando l’imperatore Massimiliano I mostrava particolare interesse per l’ordine di San Giorgio, fondato da suo padre. Con l’aiuto del Santo l’imperatore sperava di poter allestire una crociata contro i Turchi, progetto che matur proprio nel 1507. Panofsky ne anticipa l’esecuzione di tre o quattro anni, mentre Hollstein e Strauss la riconducono al 1502, dal momento che a partire dal 1503 D dat tutte le sue opere. A far propendere per questa datazione, anche l’omogeneit stilistica e compositiva (una figura che domina la scena sullo sfondo di un paesaggio marino) con Lo Sbandieratore, che la precede in questo catalogo e che risalirebbe proprio al 1502. Il tema di San Giorgio e il drago ricorre frequentemente nelle opere artistiche per il forte valore simbolico di cui portatore: il drago rappresenta il male, in particolare per i primi cristiani rappresentava il paganesimo. La conversione di una nazione al cristianesimo veniva rappresentata simbolicamente come un mostro ucciso da un guerriero corazzato armato di lancia, simbolo della fede cristiana. Cos veniva rappresentato San Giorgio, a significare la conquista della Cappadocia regione che diede i natali al santo alla fede cristiana. Engraving, circa 1502, signed at lower left. Meder a impression, with the vertical scratch nea the upper half of the right edge. Very good impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark, in very good conditions. The engraving shows the legendary slaying a dragon by St George. The Saint, pictured here in the final act , in the moment of victory over the dragon slain, dominates the scene with his powerful armor , armed with sword and spear holding with his left hand . The plumed helmet is placed on the ground , on the left , while on the right lies the dragon, partially hidden behind the legs of the saint, to give it greater prominence. In the background stands a seascape with a town. About the date, the opinions are divided. Some relate the work to the years 1507 1508 , when Emperor Maximilian I showed particular interest in the Order of St. George, founded by his father. With the help of the Holy Emperor hoped to set up a crusade against the Turks , a project that just matured in 1507. Panofsky anticipates the execution of three or four years, while Hollstein and Strauss lead back to 1502, since starting from 1503 D dated it all his works. To do this favor for dating, it is also the stylistic and compositional homogeneity ( a figure that dominates the scene in the background of a sea landscape ) with The flag waver that just goes back to 1502. The theme of St. George and the dragon occurs frequently in works of art for the strong symbolic value which is the bearer of the dragon represents evil , especially for the early Christians represented paganism . The conversion of a nation to Christianity was represented symbolically as a monster killed by an armored warrior armed with a spear , the symbol of the Christian faith . So was represented St. George , signifying the conquest of Cappadocia a region that gave birth to. Seller Inventory 49043.

About this Item: 1502. Bulino, 1502 circa, monogrammato in lastra a sinistra al centro. Esemplare nella prima variante di tre descritta dal Meder. Bellsiima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame o con sottilissimo margine, in perfetto stato di conservazione. Sullo sfondo di un paesaggio marino, si staglia in primo piano la figura dello sbandieratore, in una delle posizioni standard. La bandiera reca lo stemma dell’ordine del Toson d’Oro istituito a Bruges nel 1431 da Filippo il Buono duca di Borgogna con il compito di diffondere la religione cattolica. Crollato lo Stato di Borgogna, in seguito al matrimonio di Maria di Borgogna con l’arciduca Massimiliano, l’ordine pass alla casa d’Asburgo. Sotto la bandiera, su un tronco d’albero, la tavoletta col monogramma dell’artista. L’incisione risale al periodo in cui D stimolato dall’incontro con il pittore veneziano Jacopo de’ Barberi, riprende lo studio delle proporzioni dei corpi e i problemi inerenti la prospettiva. L’interesse per questa materia era stato suscitato nell’artista durante il viaggio di studio in Italia, nell’autunno del 1494, dalle opere rinascimentali del Bellini, del Mantegna e di altri artisti toscani quali Pollaiuolo e Lorenzo di Credi. Al 1502 risalgono anche il San Giorgio in piedi e la Grande Fortuna. Ottimo esemplare. Engraving, 1502 circa, signed at lower center. Example of the first issue described by Meder. A fine impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark or with thin margins, in excellent condition. The elastic posture of the lansquenet has been viewed as as by product of Durer’s preoccupation at about that time with the figure of the Apollo Belvedere, culminating in the figure of Adam in his “Adam and Eve” of 1504. The banner with the Cross of St. Andrew, emblematic of the Order of the Golden Fleece and of the Dukes of Burgundy, was used by Maximilian I in that capacity during the Swiss War of 1499. The background is quite similar to the one in “St. George on foot”. A very good example of this engraving. Bartsch 87; Meder, pag. 107, 92 a Strauss, p. 108 n. 35; Salamon, n. 30. Dimensioni 69 114mm. Seller Inventory S317814.

About this Item: 1505. Bulino, 1505, datato in lastra il altro al centro e monogrammato in basso a destra. Esemplare della quinta variante di sei descritta dal Meder. Bellissima prova, nitida e contrastata, impressa su carta vergata coeva con filigrana “armi di Memmingen” (Meder 237, Briquet 931), con margini, in ottimo stato di conservazione. Il titolo Il grande cavallo legato non alle dimensioni della stampa, ma alle proporzioni dell’animale. La stampa coeva a quella del Piccolo cavallo e riflette la fase in cui D studiava e si cimentava nelle proporzioni dei corpi e in particolare su quelle dei cavalli, fino a pubblicare nel 1525 il Manuale delle misure e nel 1528 quattro libri delle Umane proporzioni, dai quali per rimasero esclusi proprio gli studi dell sulle proporzioni del cavallo, poi riprese da Hans Sebald Beham dopo la morte di D Sono stati individuati quali precedenti per questa stampa due disegni del 1503 (Winkler n. 360 e n. 361). Mende ha proposto che in questa stampa sia in realt rappresentato Bucefalo, il mitico cavallo di Alessandro Magno. In quest’opera il cavallo ripreso dal dietro secondo una prospettiva che ha l’effetto di rafforzare l’idea del volume, di mettere in risalto la sua forma e la monumentalit e di ingrandire le sue dimensioni apparenti. Da questa prospettiva infatti, il cavallo riempie lo spazio da un margine all’altro. A quest’opera si ispir Caravaggio per la Conversione di San Paolo, per ottenere il massimo di naturalismo e monumentalit Bell’esemplare di questa affascinante opera. Engraving, 1505, signed and dated on plate. Example of the fifth issue described by Meder. A fine impression, with tones, printed on laid paper with “arms of Memmingen” watermarks (Meder 237, Briquet 931), with margins and in very good conditions. The title The big horse is not tied to the size of the print , but the proportions of the animal. The print is coeval with that of Small horse and reflects the stage where D studied and engages in the proportions of the body and in particular those of the horses, to be published in the 1525 Handbook of the measures in 1528 and four books of Human proportions , which, however, were excluded from their study of the artist on the proportions of the horse, by Hans Sebald Beham then resumed after the death of D Has been identified as the previous two drawings for this print in 1503 (Winkler n. 360 and n . 361 ) . Mende has proposed that this print is actually represented Bucephalus , the legendary horse of Alexander Magno. In this work the horse is taken from behind from a perspective that has the effect of reinforcing the idea of the volume, to put in emphasize its form and monumentality , and magnify its apparent size . From this perspective, in fact , the horse fills the space from one edge to another. In this work was inspired by Caravaggio for the Conversion of St. Paul, to get the most of naturalism and monumentality. A nice example. Bartsch, 97; Meder, 94 e Salamon, n. 36; Panofsky, p. 116; Strauss p. 138, 45. Dimensioni 147 204mm. Seller Inventory 49065.

About this Item: 1498. Xilografia, circa 1498 con il monogramma dell’artista in basso verso il centro. Splendido esemplare, con toni ricchi e ben contrastati, rifilata alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Nella prima variante di tre descritta da Meder, avanti i fori di tarlo nella linea marginale. La datazione dell’opera, intorno al 1498, basata principalmente sulla forza espressiva della composizione che comune a quella dei fogli dell’Apocalisse. Caterina, figlia di Costis re di Cipro, fu condannata alla tortura della ruota uncinata in quanto si era rifiutata di rinunciare, come le era stato ordinato dall’Imperatore Massenzio, alla sua fede cristiana. Un’improvvisa pioggia di fuoco distrusse la ruota uncinata. Ci non valse tuttavia a salvarle la vita in quanto successivamente Caterina venne decapitata. Si conservano due studi a penna relativi alla figura di S. Caterina inginocchiata (Winkler 73 e 74), datati ai tempi del primo soggiorno veneziano del D che hanno fornito la base per l’elaborata redazione della veste, che un costume veneziano. La matrice origianle si conserva al Metropolitan Museum di New York. Woodcut, 1498 circa, signed in the bloc with the monogram AD. A very good Meder a impression, before the two thin gaps at the lower borderline. Pinted with a strong contrast, trimmed close to the border line, in very good condition. This print is closely related in style to the Apocalypse., so it is dated around 1498. The woodcut confirms the function of costume studies as independent source material, for here the saint appears in Venetian costume. St Catherine, an Alexandrian princess, suffered a martyr death during the reign of the heathen Roman emperor Maxentius, as a result of her missionary work during the period when Christians were being persecuted. She was condemned to be broken on the wheel, but it collapsed at God command and a rain of fire killed many heathens. Here, this event is shown together with the beheading of St Catherine. The woodblock is in The Metropolitan Museum of Art, New York Bartsch VII.141.120; TIB 1001.320; Meder 1932 236; Strauss, 57; Fara, p. 347 n. 116. Dimensioni 285 388mm. Seller Inventory S350046.

About this Item: 1500. Bulino, 1500 circa, monogrammato in lastra in basso a destra. Esemplare nella prima variante di sette descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana “alta corona” (Meder 20 tipica di questa prima tiratura), completa della linea marginale, piccoli interventi di restauro agli angoli, perfettamente eseguiti, in ottimo stato di conservazione. Sebbene presentata dal D a Re Cristiano di Danimarca nel 1521, e ricordi alla lontana lo stemma nobiliare della famiglia Tetzel di Norimberga, l’opera sembra un lavoro di pura fantasia. Heller sosteneva che rappresentasse una sorta di allegoria di devozione, fedelt ed attenzione verso qualcuno. Insieme alla successiva opera del 1503, Stemma con il teschio, questo lavoro nasce con il preciso intento, da parte dell’autore, di mostrare il virtuosismo tecnico e l’abilit nell’uso del bulino. Elementi stilistici inducono gli studiosi a datare questa lastra al 1500 circa, tuttavia sembra possibile che le due opere siano state realizzate nello stesso anno, nel 1503. Le due opere costituiscono un primo esempio di capriccio. Capolavoro dell’arte ornamentale. Engraving, circa 1500, signed on plate at the bottom right. Example in the first variant of seven described by Meder. A magnificent impression, rich in tone, printed on contemporary laid paper with watermark “high crown” (Meder 20 typical of this first issue), complete with the marginal line, small restoration at the corners perfectly executed, in excellent condition. Although D made by King Christian of Denmark in 1521, and the memories away the coat of arms of the family Tetzel of Nuremberg, the structure resembles a work of pure imagination. Heller claimed to represent a kind of allegory of devotion, fidelity and attention to someone. Stylistic elements lead researchers to date this plate from around 1500, but it seems possible that the two works were made in the same year, in 1503. The two works are a prime example of capriccio. Masterpiece of ornamental’s art. Meder 97 a Strauss, The intaglio prints of Albrecht D p. 96,31; Panofsky 207; Salamon, Albrecht D Bulini, puntesecche, acqueforti, 25. Dimensioni 120 185mm. Seller Inventory 4603.
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Sadle una cagnolina dal carattere molto buono, ma come spesso capita quando una famiglia si trasferisce, per lei non c posto. Cos finita in un canile. Eppure il suo destino sarebbe stato ben diverso.

Kathy Hines, una delle operatrici del rifugio, vedendo la sua bont si fatta in quattro per trovarle una casa. E dopo un po di tentativi ha trovato una famiglia disposta a portarsela a casa. E proprio nel suo primo giorno nella sua nuova realt Sadle ha fatto qualcosa per cui tutti le saranno sempre grati.

Era notte piena. La prima notte nella nuova casa. E Sadle si mette ad abbaiare. Chi ha adottato un cane sa che questo pu capitare perch l pu trovarsi disorientato. Ma lui invece sembrava aver capito che c qualcosa che non andava. Cos i suoi nuovi genitori umani si alzano e lo vedono vicino al loro bambino di due anni. Un rapido controllo e si sono accorti che il piccolo aveva livelli di zucchero molto bassi. Sadle li aveva avvertiti giusto in tempo per intervenire ed evitare il peggio. Un vero e proprio angelo a quattrozampe.
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Sarà Gioia del Colle a ospitare domani, 10 marzo, la prima prova delle qualifiche regionali degli Esordienti, i piccoli agonisti del nuoto dai 9 ai 13 anni. L’impianto gioiese è stato scelto dalla Fin (Federazione italiana nuoto) Puglia dopo che la Gioia Nuoto, società che gestisce la struttura, ha dato la propria disponibilità a ospitare la gara. Nella nostra città si svolgeranno le prove del secondo concentramento che comprende le squadre della provincia Sud di Bari, Taranto Nord e Brindisi Nord.

Nella piscina gioiese si sfideranno 130 atleti di nove società per un totale di 206 gare. La squadra più numerosa saà la Icos Sporting Club con 22 atleti, seguita da Albatros e Mediterraneo con 19. Per la provincia di Bari da segnalare Ranidae di Cassano, Nadir di Putignano e Otrè di Noci che tra i tesserati hanno anche atleti gioiesi e schiereranno sui blocchi rispettivamente 15, 14 e 13 esordienti. I piccoli saranno impegnati in diverse specialità a seconda dell’età.

Per gli esordienti A (femmine classe 2001 02 e maschi classe 2000 01) le gare previste sono due a scelta fra 400 misti, 200 stile libero, 100 rana e 200 farfalla, mentre per gli esordienti B (femmine classe 2003 04 e maschi classe 2002 03) sono in calendario 400 stile libero, 50 farfalla, 100 dorso e 50 stile libero. Gli esordienti A che rientreranno nei tempi limite si qualificheranno alle finali regionali, che si terranno ad aprile nelle piscine comunali di Modugno. Mentre per gli esordienti B le finali sono previste a giugno. Per Gioia non sarà l’unica gara importante della stagione. La Fin Puglia infatti ha scelto l’impianto gestito dalla società del presidente Vittorio Scagliarini anche per la terza tappa delle qualifiche il 26 maggio.
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Quasi tutti i lettori iscritti su Facebook avranno notato la nuova moda di “colorare” la propria foto profilo con i colori della bandiera arcobaleno, simbolo dell Lgbt.

La tendenza è stata notata anche dal vice parrocco di Spongano nel Leccese, che sul proprio profilo Facebook ha lanciato un vero e proprio anatema contro i fedeli che volessero “colorare” la propria immagine personale.

“I parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno a sostegno delle organizzazioni Lbgt non sapendo nemmeno cosa sono e quali sono le teorie gendere non avranno da me il certificato per fare i padrini o le madrine, né incarichi come educatore o catechista. Perché in contrasto con il Santo Vangelo”.

Una presa di posizione molto netta, quella del trentatreenne Don Emiliano De Mitri, da tempo schierato apertamente contro la teoria del gender e i suoi sostenitori. Eppure la sua opposizione frontale alla nuova moda lanciata da Marc Zuckerberg a sostegno dei diritti di gay e lesbiche ha provocato un putiferio: nel giro di poche ore, il suo profilo è stato cancellato.

Dom, 28/06/2015 20:14

il parroco è coerente e facebook uniformato al pensiero unico lo ha censurato. E’ ora che la gente si svegli e si renda conto di cosa sia questa aberrante ideologia del gender già entrata nelle nostre scuole ed asili nido ad insaputa della maggior parte dei genitori. L’ideologia del gender consiste nell’inculacre a tutti, e a cominciare dai bambini, la demenziale nozione che non si nasce nè maschi e nè femmina ma che invece si decide di essere maschi o femmina a seconda di come ad una persona gli gira in quel momento. Immaginate un povero bambino piccolo bombardato con questa demenziali dottrina gender. Genitori vegliate su quello che sta succedendo nelle scuole ed asili dei vostri figli. Già sono nate molte associazioni di genitori che si oppongono all’aberrante ideologia del gender. Uniamoci e fermiamo tutti insieme questa dittatura del gender.

Dom, 28/06/2015 22:03

signor Maurizio lanzi e gian td5, siete sicuri di quello che scrivete? Il Papa è ovviamente contrario a nozze gay, all’ideologia del gender, ma questo non significa non accogliere gli omosessuali in quanto esseri umani. Il Papa segue esattamente quello che è il catechismo della Chiesa cattolica, non ha cambiato una virgola in ciò. Il problema sono invece quelli che vogliono propagandare gender e nozze gay in contrasto alla famiglia naturale. Sono le ideologie sbagliate e le lobby il problema non singole persone che si trovano a dover vivere con certe tendenze. Quelle vanno aiutate ed accolte. Non so se mi sono spiegato.

Dom, 28/06/2015 22:46

Si i Don Camillo esistono ancora. Ve ne segnalo uno straordinario. Don Leonardo Maria Pompei della Parrocchia San Michele Arcangelo Borgo San Michele (LT). Sul sito internet della Parrocchia www PArrocchia San Michele eu (che vi consiglio di visitare)sono postate in file audio tutte le sue catechesi (centinaia e centinaia) che sono veramente straordinarie e secondo il Vangelo e non secondo il mondo. Le potete trovare anche su youtube e gloria tv. Io trovo che sia un Santo , un Santo curato d’Ars e non un Don Abbondio. Quello che non vuole la stragrande maggioranza degli italiani é il “matrimonio”, vale a dire cio’ che all’estero é diventato o sta diventando il grimaldello e preludio per avere “diritto” subito dopo ai figli vuoi con uteri in affitto vuoi con adozioni ecc. I gay dovrebbero accettare una volta per tutte il fatto incontrovertibile che anche i bambini hanno DIRITTI e il primo diritto é quello di avere un padre e una madre e non già due papà o due mamme. Ma a quanto pare per i gay i diritti dei bambini non esistono e se esistono possono tranquillamente essere ignorati per soddisfare le loro paturnie. Quindi si alle unioni, no al matrimonio e sopratutto NO alla possibilità di avere figli e cio’ é solo “diritto naturale”!!!

Lun, 29/06/2015 00:57

Quel parroco è uno dei pochi pochi che si sta comportando con coerenza, anche all’interno della Chiesa: vedi il boicottaggio della CEI al Family Day di Roma e il clamoroso schiaffo ricevuto (e meritato) dal successo enorme dellamanifestazione, appena citato sull’ “Avvenire” del giorno dopo. La bandiera arcobaleno era già presente nella simbologia delle logge massoniche del ‘700com e indica la pace come sforzo umano e non come dono di Dio; inoltre come vessillo teosofico e dell’occultismo nell’ ‘800 e simbolo dell’Era dell’Acquario: pacifista, multietnica, multiculturale, multisessuale, sincretista e politicamente corretta. Come scritto da Francesco Pio Meola (“L’altro volto della Storia: l’attacco della massoneria alla civiltà cristiana”): “La moderna secolarizzazione ha colpito duramente la Chiesa. Una crisi preparata da tempo dalle logge massoniche”. segue

Lun, 29/06/2015 01:17

2 seguito Cito sempre Francesco Pio Meola: “L”attacco della massoneria alla civiltà cristiana” nota di Giorgio Vitali: “Documenti riservati dell’Alta massoneria risalenti all’inizio ‘900 dichiaravano che occorreva distruggere la Chiesa cattolica dal di dentro, puntando sulla corruzione morale dei sacerdoti e dei credenti, al fine di screditarla”. Il piano fu studiato dal massone spretato Paul Rocca e comparve sul periodico francese “Vers Demain”. Prevede la revisione dei dogmi in funzione del “progresso universale” (illuminato da Lucifero Satana considerato il vero “amico” dell’uomo in contrapposizione al Dio biblico). Quindi la bandiera arcobaleno è un simbolo massonico e Don Emiliano ha fatto bene ad assumere quella posizione. Certi vescovi dovrebbero imparare da lui e non boicottare il Family Day, uno schiaffo al Grande oriente d’Italia.

Lun, 29/06/2015 01:30

Tobi: sottoscrivo quanto ha affermato. Probabilmente sa che si stanno diffondendo le scuole parentali, gestite completamente da quei genitori che hanno aperto gli occhi su ciò che la scuola di Stato sta cercando di inculcare nel cervello dei nostri figli e nipoti: un indottrinameno laicista e contro natura, basato su ideologie anti umane che non hanno il minimo fondamento scientifico e che stavano per essere fatte passare senza alcun dibattito, come sempre (mai sentito parlare di gender in TV,
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nonostante che sia cosa nota da decenni). Il Family Day è riuscito a stopparle (come l’analogo in Francia di qualche mese fa). La stessa Costituzione afferma che sono i genitori ad avere il diritto di educare i figli e non la scuola di Stato, soprattutto se questa è avvertita come scuola di regime e di indottrinamento di massa. ma siamo tornati alla caccia alle streghe per caso? sono atea e non mi voglio addentrare in discorsi religiosi che non condivido.