ugg boots bailey button A Berlusconi hanno fatto pagare la Libia

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Pubblichiamo due stralci dal libro dellex direttore del Roberto Napoletano Cigno nero e il Cavaliere bianco. Diario italiano della grande crisi (ed. La nave di Teseo), in libreria dal 7 dicembre. I due brani che anticipiamo per gentile concessione, riguardano le confidenze e i dubbi dellex premier Romano Prodi sui fatti che nel 2011, tra la crisi dello spread e le pressioni internazionali, portarono alla caduta del governo Berlusconi. Non è la prima volta che uno statista ricostruisce quei mesi oscuri. Dallex premier spagnolo Zapatero all ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner, più volte è stata ventilata lombra di un golpe.

Resto di pietra, un brivido mi corre lungo la schiena. In modi diversi, con parole e sfumature differenti ma all guru e big della comunità degli affari e della finanza, la massima autorità monetaria europea e la massima autorità monetaria italiana, mi hanno detto la stessa cosa: l sta saltando, i suoi fondamentali dell non giustificano minimamente il fallimento della repubblica, ma tant Ricerco e ascolto altri operatori di mercato, ne traggo la conclusione che sono al lavoro le mani forti della speculazione e puntano alla disintegrazione dell Scoprirò dopo che, oltre alla diffidenza comprensibile nei confronti dell accompagnata da una buona dose di pregiudizi, pesano sui mercati gli interessi geopolitici francotedeschi, sullo sfondo di uno storico scontro tra americani e russi dove sono in ballo energia, intelligence e sicurezza. Il giudizio unanime di condanna per l di governare dell Berlusconi, logorato da un estenuante braccio di ferro tra il presidente del consiglio e il ministro dell Giulio Tremonti e dal decoro violato delle istituzioni, contribuisce in modo decisivo a rendere concreto uno scenario terribile che mina le fondamenta dello stato italiano e mette a repentaglio la ricchezza privata del paese.

Alzo ancora il telefono e chiamo Romano Prodi, l che ha battuto due volte nelle urne il Cavaliere e che ha un passato da presidente della commissione europea in un momento storico per il vecchio continente. Mi dice: di ritorno dagli Emirati, sentirmi salutare all dall arabo con un bel bunga bunga non mi ha fatto piacere. C qualcosa, però, che non mi quadra in questo indignarsi collettivo, c qualcosa che va oltre il colore e il gossip. La mia sensazione è che questa volta i mercati vogliano far pagare a Berlusconi anche la posizione italiana a favore di Putin, di Gheddafi e della stabilità iraniana. Si tratta di una scelta di campo giusta per tutelare l nazionale e io la condivido, ma ha scatenato le mire francesi sulla Libia, l tedesco per la partnership con i russi che ci danneggia, l americana per un storica che reputano tradita. Purtroppo è un dato di fatto che, alla fine, l della guerra della Libia lo paghiamo noi. ()

Lun, 04/12/2017 08:58

Pro(s)i chi ? Quel ridanciano bolognese ? C’erano cose che a lui non tornavano ? Allora perché da uomo delle Istituzioni non le denunciò allora ? Cosa vuole ora, rifarsi un’immagine di santo incompreso ? Magari ripetere la nefasta stagione dell’Ulivo, con le sue incertezze, le debolezze, le incapacità. Oppure vuole abolire qualche altra legge del CDX, dopo aver messo in sicurezza i suoi interessi personali (legge sulle donazioni e lasciti da lui abolita dopo aver passato ai figli qualcosa come un milione di euro ciascuno ?) Cosa non s’ha da fare quando “si tiene famiglia”. Oppure mette le mani avanti per non svelare eventuali sue oscure complicità in quanto ora condanna !

Lun, 04/12/2017 09:35

Prodi sdoganò per primo Gheddafi invitandolo a Bruxelles nel 2004 e nel 2007 mandò militari italiani sulle motovedette libiche (che spararono contro pescherecci italiani), sottolineando a suo vantaggio che non fu servile come Silvio. Questo significa che, (orrendo) baciamano a parte, la sua politica estera non fu così differente. Sarà anche per questo che il Professore adesso fa qualche altra riflessione su quella vicenda come si evidenzia nella chiosa dell’articolo? Toccherà leggere questo libro per avere un quadro più chiaro di quella situazione. Dopo le sue dichiarazioni raccolte da Friedman nel suo Ammazziamo il gattopardo, il quadro politico del periodo si delinea sempre più come una mossa per “giustiziare” Silvio, almeno in questa faccenda, reo di aver favorito Putin etc. Ancorché Francia, Germania e Inghilterra vollero mettere le mani sulle risorse petrolifere libiche gestite dall’Italia, invano.

Lun, 04/12/2017 09:53

Non concordo del tutto. Il complotto fu di natura eminentemente finanziaria e, complice la criticissima situazione della Grecia si voleva far saltare l’euro con l’appoggio delle agenzie di rating e della speculazione internazionale. Non conveniva agli europei avere due Stati a default, agli Usa sì. creando un calo dei tassi impenetrabile per la speculazione ma purtroppo anche per gli investitori in euro che finirono tutti sul dollaro, ci sono ancora dubbi?

Lun, 04/12/2017 10:11

No Mortimermentecatto, non siamo noi che ci siamo sbagliati. sei tu (e Napoletano) che non sai leggere. Anche se soprassediamo su “Il giudizio unanime di condanna per l’incapacità di governare dell’esecutivo Berlusconi”, che già dovrebbe bastare, l’unica cosa che si evince da tutto questo è che Berlusconi avrebbe sbagliato tutto: economia, politica interna ed estera. Se la piantaste di urlare a “gombloddo” e vi rendeste conto dei danni che ha fatto quell’uomo (con i suoi rubagalline al seguito) sarebbe meglio. Ma tu non ci arrivi.

Lun, 04/12/2017 10:23

Mister mortadella mi ricorda tanto le ex fanciulle tanto di moda che ricordano oggi, dopo anni e anni, per farsi un po’ di pubblicità gratuita, le violenze subite! I dubbi caro mortadella andavano espressi subito e se avevi in più qualche prova dovevi denunciare il complotto. Il nostro eroe ha preferito invece l’omertà con re giorgio e compagni di merende al posto degli interessi del paese. Tipico esempio di democristiano di sinistra pronto a tutto per l’interesse suo e, qualche volta, del partito! Ritorna alle sedute spiritiche che é meglio. Quanto alla tua “denuncia” a babbo morto lascia il tempo che trova, chi voleva vedere, chi non aveva gli occhi coperti da pelle di salamella, ha sempre saputo che tutto era un complotto e re giorgio primo complottista.

Lun, 04/12/2017 11:10

L’illegittimo sistema di sinistra dittatoriale che ci governa aveva pianificato e organizzato l’invasione dei finti progughi clandestini da anni. Bisognava togliere di mezzo Berlusconi, appoggiare le “primavere arabe” per destabilizzare il maghreb e la Libia soprattutto, fino a eliminare Gheddafi. I profughi sarebbero arrivati a migliaia, in questo modo si sarebbero creati nel nostro paese nuove generazioni di poveri disperati, utili alle ONG, alle numerose mafie, alle coop rosse, alle organizzazioni pro migranti, alle multinazionali, e utili alla sinistra in particolare perche i nuovi poveri saranno futuri sostenitori dei partiti di sinistra e di uno stato il più assistenziale possibile, sul sangue e sulle tasche degli italiani. Il problema è che l’Africa ha iniziato a vomitarci addosso centinaia di migliaia di finti profughi, che saranno milioni. La situazione è completamente fuori di controllo, e adesso si rischia una escalation di violenza senza precedenti!

Lun, 04/12/2017 11:27

Quanti a posteriori riconoscimenti per Silvio! Arrivano fuori tempo massimo ormai, e come si suol dire, da destra a sinistra. Quando arrivano da Prodi poi è tutto dire. In questo caso il colmo si può dire veramente raggiunto. Infatti, è questi uomo in cui si possa riporre ancora un po’ di fiducia in quello che dice o fa? Gatta ci cova, come al solito? A che cosa mirano tutti questi riconoscimenti soprattutto dalle parti avverse ed in periodo elettorale tutto sommato? Lodi dunque al Berlusconi, alla vittima designata per mani sinistre a tutti i livelli, per essersi comportato in tutto questo tempo da vittima e in questo ruolo essersi.

Lun, 04/12/2017 13:14

Mortadella ha certificato il suo concorso esterno con la mafia Gallo Alemanna, che considera gli altri stati della (dis)UE, sue colonie. Purtroppo, per noi, Mortadella, catto o non catto, è un comunista, fascista rosso. Non ci sono pm che lo incrimineranno per questo reato tutto italiano, pensato per far fuori esponenti dell’opposizione. Si preoccupano de l’onda nera, al loro dire, in arrivo; gli italiani annaspano nell’onda rossa che da troppo tempo dilaga nella penisola. Peggio di quest’individuo c’è solo il caro leader, presidente eterno Giorgio golpista Napolitano.

Lun, 04/12/2017 13:55

Libertà75, chi ha mai detto che il governo degli ultimi 5 anni abbia migliorato le cose??? Il problema è che questo governo è pessimo. Ma Berlusconi era peggio. L’ultimo governo decente (dal punto di vista dei dati economici), piaccia o meno, fu proprio il primo governo Prodi. Si vada a vedere l’andamento del deficit, del debito pubblico e del PIL. Lo so, tutta “propaganda comunista”. Quindi che senso ha spiegarle? Se è ancora oggi un sostenitore di uno che ha evaso le tasse rubando dei soldi anche a lei, ha senso fare dei ragionamenti per “spiegarle”???

; SI! BERLUSCONI UN INCAPACE?! SI LUI E INCAPACE DI RUBARE 100IA DI MILIARDI COME HA FATTO IL PCI PDS MARGHERITA PD IN 70 ANNI!OPPURE LUI E INCAPACE DI PRENDERE PER IL CxxO I TERREMOTATI DEL CENTROITALIA COME INVECE S FARE IL PD CHE 17 MESI DOPO IL TERREMOTO NON CAPACE DI DARE LE DARE LE CASE AI TERREMOTATI!MENTRE BERLUSCONI INCAPACE COME HA DATO 5 MESI DOPO IL TERREMOTO 6000 CASE IN MURATURA E PACCHI NATALIZI AGLI AQUILANI!MA IN COMPENSO IL PD D AI PROFUGHI 1000 EURO AL MESE!CAMERE IN HOTEL A 4 STELLE!E 3 PASTI GRATIS!MENTRE I PENSIONATI ITALIANI DEVONO CERCARE IL LORO CIBO NEI CASSONETTI! SI IL PD CAPACE DI QUESTO E ALTRO COME RUBARE I RISPARMI A 150,000 ITALIANI!VERO fab 73?!.
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Negli ultimi anni del Cinquecento, in un clima di incertezza e di crisi economica, il “pubblico perito’ Jacopo Stainero chiude la propria carriera raccogliendo nel prontuario di estimo ed agronomia dal titolo “Patria del Friuli restaurata” una vita intera di esperienza professionale. La materia trattata diventa l’occasione per ritrarre la società friulana del XVI secolo da un’angolazione del tutto inedita: patti agrari, consuetudini colturali, pesi e misure, rendite, eredità vengono esaminati non con lo sguardo freddo e distaccato del teorico, ma con la partecipazione di un uomo profondamente coinvolto nelle vicende del proprio tempo. Su uno sfondo di tremenda desolazione e miseria, il risollevarsi dell’agricoltura diventa così il presupposto per il riscatto del Friuli intero. Il manuale è corredato da tavole statistiche che riportano l’andamento dei prezzi delle derrate per tutto il XVI secolo, un “corpus’ di dati proposto in forma integrale.

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Book Description Forum, 2006. Condition: new. A cura di A. Pesaro. Udine, 2006;
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br., pp. 272, ill. b cm 15×21. Negli ultimi anni del Cinquecento, in un clima di incertezza e di crisi economica, il “pubblico perito Jacopo Stainero chiude la propria carriera raccogliendo nel prontuario di estimo ed agronomia dal titolo “Patria del Friuli restaurata” una vita intera di esperienza professionale. La materia trattata diventa l per ritrarre la societ friulana del XVI secolo da un del tutto inedita: patti agrari, consuetudini colturali, pesi e misure, rendite, eredit vengono esaminati non con lo sguardo freddo e distaccato del teorico, ma con la partecipazione di un uomo profondamente coinvolto nelle vicende del proprio tempo. Su uno sfondo di tremenda desolazione e miseria, il risollevarsi dell diventa cos il presupposto per il riscatto del Friuli intero. Il manuale corredato da tavole statistiche che riportano l dei prezzi delle derrate per tutto il XVI secolo, un “corpus di dati proposto in forma integrale. Seller Inventory 1556363
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A inizio ottobre torneranno in vigore i blocchi ai veicoli pi inquinanti che scattano quando la qualit dell precipita. Nello stesso momento Torino dar una ulteriore stretta per combattere l estendere le limitazioni permanenti che vietano la circolazione ai veicoli benzina, gpl e metano Euro 0 e diesel da Euro 0 a Euro 2 a tutti i giorni della settimana anzich alla sola fascia luned tre le 8 e le 19. La misura fa parte di una mozione d che il Movimento 5 Stelle ha depositato ieri in Comune e che verr discussa a settembre, ma ha gi il via libera della giunta Appendino, e dunque entrer in vigore con ogni probabilit a inizio ottobre. Riguarder solo i veicoli privati (oltre 40 mila sui 550 mila immatricolati in citt mentre per quelli adibiti a trasporto merci resteranno gli attuali divieti: da luned a venerd dalle 8,30 alle 14 e dalle 16 alle 19.

La mozione, firmata dai consiglieri Federico Mensio, Aldo Curatella e Roberto Malanca non si ferma qui. un piano dettagliato con cui la Citt vorrebbe porsi all nelle politiche ambientali, almeno in Italia. A cominciare dai sistemi di informazione e coinvolgimento dei torinesi. Uno dei limiti dei blocchi al traffico sperimentati lo scorso inverno erano le modalit di comunicazione, spesso lente e farraginose. Dall il Comune dovrebbe mettere in piedi un sistema di allerta pi efficace, quasi automatico, affiancato da un portale web che dia informazioni su situazione dei blocchi, misure adottate, delibere, ordinanze.

Il secondo filone riguarda la sensibilizzazione dei cittadini. Incontri nelle scuole, campagne mirate e un calendario di della sostenibilit sul modello da anni in voga a Bologna: blocco totale alla circolazione dei mezzi e attivit di sensibilizzazione sui temi ambientali concordate con circoscrizioni e associazioni, individuando specifiche zone in ciascun quartiere.

L di fondo fare di Torino una citt capofila, dove si sperimentano anche modalit alternative. Ad esempio come gi avviene ad Amsterdam, Parigi, Berlino, Zurigo, Dresda un sistema che consenta il trasporto delle merci in citt sfruttando i tram che, andando a energia elettrica, hanno emissioni zero. Sullo sfondo, entro il 2020, cio prima che scada il mandato della giunta Appendino, c l a modificare il piano urbano per la mobilit sostenibile: il Movimento 5 Stelle vuole dichiarare Torino citt definendo una serie di obiettivi precisi da realizzare tra il 2030 e il 2050 per eliminare tutti i veicoli con motore a combustione a uso privato.
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ugg outlet italia online Albo Pretorio On Line per la Pubblica Amministrazione

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Albo Pretorio On Line è un’applicazione che è nata nella comunità italiana di Joomla! per dare una risposta, con l’uso del CMS Joomla!, all’esigenza delle pubbliche amministrazioni di avere disponibile l’albo pretorio on line sul quale pubblicare i propri atti in adempimento dell’art. 32 della Legge 18 giugno 2009, n. 69, che prevedeva che dal 1 luglio 2010 gli atti soggetti a pubblicazione per avere efficacia dovevano essere pubblicati sul sito Internet degli enti. L’art. 2 della legge 25/2010 ha prorogato la data di inizio della pubblicazione obbligatoria al 1.1.2011. La ricerca che stavo facendo sull’uso abbinato di due componenti, Chronoforms e Chronoconnectivity della Chronoengine, mi portò a rispondere, a chi aveva posto la necessità di realizzare un’applicazione, che pensavo che con quegli strumenti si poteva risolvere il problema.

Quella dichiarazione fu un po’ ottimistica, ma come i fatti hanno dimostrato era vera. C’era uno schema mentale delle cose, che sostanzialmente è rimasto solido, ma quante cose si sono presentate da allora. In quel momento non si conoscevano completamente i problemi che dovevano essere superati. Ma si doveva fare qualcosa. (“Provare no! Fare! O non fare. Non c’è provare!” Maestro Joda Guerre Stellari)

Si è aperta una discussione con pareri, esigenze, suggerimenti una vera piccola comunità creativa. Era dicembre 2009 e da allora la discussione è stata letta oltre 20.000 volte. E’ al primo posto dei topic con maggiori risposte ricevute con circa 700 post ad oggi (dovremo pensare a qualcosa di diverso altrimenti sarà ingestibile). Nel marzo 2010 è uscita timidamente la prima versione 1.0 alpha ed oggi dopo 30 rilasci siamo alla versione 8.0 beta 5 di Albo, 2 patch dei componenti della Chronoengine, una per validazione W3C e l’altra per il potenziamento del componente Chronoconnectivity ed un modulo dedicato all’applicazione per visualizzare gli ultimi atti pubblicati. Al Joomladay 2010 è stata presentata l’applicazione che per l’occasione aveva una versione dedicata alla manifestazione.

Da una semplice ricerca con Google risulta che 54 amministrazioni italiane usano in nostro Albo. Fra cui comuni, tanti piccolissimi e con difficoltà economiche, unioni di comuni, comunità montane, scuole, associazioni, l’ ASL 14 del Veneto, una agenzia della Regione Abruzzo e l’Autorità Portuale di Cagliari.

Si può dire un successo, che trova la forza proprio nelle modalità con cui è nato. Il CMS Joomla! e le sue estensioni che sono il motore di tutto e la sua comunità operosa che partecipa costantemente alla crescita ed allo sviluppo delle sue estensioni. Due risorse che vanno di pari passo ed in simbiosi. Senza uno non c’è l’altro e viceversa.

Descrivere i 400 Kb di codice non è impresa che può essere realizzata in questa sede, ma può essere utile forse parlare dei principali problemi trovati e risolti, perchè ciò può essere utile anche ad altri, che magari con gli stessi metodi o addirittura innovandoli possono realizzare altre applicazioni utili alla comunità.

Una premessa preliminare, Albo Pretorio On Line non è una classica estensione di Joomla. Albo Pretorio è un sistema che mette il relazione fra loro i prodotti realizzati dai componenti della Chronoengine. I prodotti realizzati dai componenti sono i forms e le connessioni alle tabelle del database, in cui i forms registrano i loro campi. Il dialogo controllato realizzato fra forms e connessioni da vita all’applicazione Albo Pretorio.

Alcune informazioni di ordine generale. Allo stato attuale l’applicazione utilizza 19 forms di Chronoforms e 11 connessioni di Chronoconnectivity2 (la versione modificata multi tabella), 7 le tabelle utilizzate, escluse quelle che contengono i forms e le connessioni.

Il primo problema superato è stato proprio quello di modificare la normale versione di Chronoconnectivity, che gestisce una sola tabella nella query per interrogare il database. La versione modificata, alla fine in modo abbastanza semplice grazie alla qualità del codice originario, consente di gestire query su più tabelle e quindi ha dato maggiori possibilità e potenza alla realizzazione del lavoro.

Le funzioni che compie l’applicazione possono essere comprese in queste descrizioni:Ovviamente qui i dati sono tutti finalizzati a descrivere gli atti amministrativi che devono essere pubblicati e gli allegati in vari formati sono i veri documenti costituenti gli atti che saranno visualizzati dal pubblico con varie modalità. I formati gestiti nella configurazione di default sono i seguenti: doc, pdf, rtf, txt, png, jpg.

Avendo stabilito di usare come strumenti i componenti della Chronoengine, che lavorano su forms, elenchi di dati e tabelle di database, si è dovuto pensare ad un uso dei forms che andasse oltre il semplice inserimento di dati e del loro invio ad una tabella del database. In questa applicazione il form deve essere pensato come un contenitore, in cui può stare qualsiasi cosa, in alcuni casi c’è tutto tranne gli elementi fondamentali di un form, campi e bottoni. Per esempio ci sono immagini, testi informativi, link ad altri form e connessioni oppure codici in linguaggio php, css o javascript, che controllano e decidono cosa e come deve essere mostrato nel form o come esso deve reagire a determinati eventi. Questo è uno dei punti di forza che ha consentito di superare i problemi. Infatti tutte le finestre che sono mostrate dall’applicazione, escluso qualche elenco, sono dei forms, che a volte si presentano apparentemente come normali contenuti di Joomla.

I 19 forms dialogano fra loro scambiandosi dati (variabili, array), i quali determinano il modo in cui il form ricevente risponde o si presenta graficamente per gestire nel modo appropriato i dati. La stessa cosa fanno le 11 connessioni, che visualizzano ciascuna liste sintetiche degli atti e consentono le ricerche e la navigazione fra gli atti e permettono di raggiungere i form per vedere o elaborare di dati. Le 3 connessioni dedicate alle ricerche contengono esse stesse dei forms.

I principali problemi di risolti per far funzionare le cose nel modo giusto sopra sintetizzato sono i seguenti:

Implementazione di due caselle dropdown dinamiche, di cui la seconda con dati mostrati in funzione di quelli scelti nella prima casella. Questo è stato necessario per gestire la classificazione degli atti divisi in sezioni e categorie, che però non hanno riferimento a quelle di joomla, in cui le seconde appunto appartengono alle prime. Questa soluzione, di cui è stato dato conto anche nel forum, è stata realizzata con l’uso misto di javascript e di php. Le soluzioni sono giunte utilizzando la gestione delle sessioni di Joomla che ha consentito di memorizzare dati funzionali alla navigazione fra le pagine prodotte dalle ricerche e di visualizzare i totali dei dati trovati insieme alle chiavi di ricerca.

Altra funzione importante inserita è quella che consente l’ordinamento ascendente e discendente delle colonne dei campi negli elenchi degli atti. Anche qui javascript e php hanno fatto la loro parte integrandosi in modo ottimale.

La stampa di parti delle pagine visualizzate è un’altra funzione ottenuta con l’uso di javascript sia all’interno degli elenchi che dei forms.

E’ stata pensata una gestione dei permessi degli utenti , una specie di ACL di Albo Pretorio, che opera sia sulle funzioni dell’applicazione che sulle categorie degli atti. Questo consente di assegnare a ciascun operatore delle specifiche funzioni di Albo, ma anche di limitare o meno la sua attività ad atti appartenenti a determinate categorie.

L’uso dei plugin di chronoform. Due in modo particolare. Il Multi Page con il quale sono gestiti i 3 form, oltre al form madre, che consentono la procedura di inserimento degli atti e degli allegati. Il Profile Page che consente di richiamare i singoli atti dai risultati degli elenchi e delle ricerche, in visione, in modifica, cancellazione o nella finestra di notifica.

Quest’ultima funzione di notifica ha richiesto, per le sue necessità, lo sviluppo di una modalità di invio per email dei dati degli atti, con gli allegati, che ha sfruttato completamente il sistema delle API di joomla dedicate all’invio delle email. Ne è risultato un sistema potente che non ha alcun limite nelle possibilità di invio che potrebbero essere richieste in futuro.

E’ stata posta cura per assicurare uno scambio di valori fra le pagine dell’applicazione in modo sicuro usando le API di joomla dedicate a questo compito (JRequest::getVar() e JRequest::setVar() ).

Sono stati usati quasi tutti gli elementi di configurazione dei forms previsti da Chronoforms, fra questi i campi che consentono di seguire il flusso dei dati durante l’uso del form, cito come esempio la finestra Validation che consente di analizzare i valori dei campi passati dal form prima del loro invio definitivo al sistema. Questa è una vera risorsa che consente il controllo dei dati, la loro modifica e l’avvio di azioni specifiche in funzione appunto dei valori rilevati.

La finestra_avvio è il punto di partenza, di transito e ritorno delle attività. E’ anch’essa uno di quei form particolari senza tasti e campi ed ha come compito quello di chiamare gli altri forms e le connessioni,
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predisponendo le variabili di sessione necessarie per passare alle altre finestre il controllo dell’applicazione.

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STATO il volto di Batman per un generazione, icona del piccolo schermo prima che il cinema si appropriasse dei tormenti interiori e delle prodezze di Bruce Wayne. Adam West, protagonista della sere tv Batman, morto a 88 anni dopo “una breve ma coraggiosa” battaglia contro la leucemia. L stato dato dalla famiglia: “Nostro padre si sempre visto come il Cavaliere luminoso, aspirava a influenzare in modo positivo la vita dei suoi ammiratori, stato e rester il nostro eroe”.

Morto Adam West, il primo Batman della tv

William West Anderson era nato a Walla Walla, Washington, e a 15 anni si era trasferito con la madre a Seattle, dopo il divorzio dei genitori. Alla fine del servizio militare l a Hollywood. Cambia il proprio nome il Adam West, inizia a lavorare nelle serie tv, da Bonanza a Perry Mason a Bewitched. Nel 1966 Batman debutta sulla Abc, West il

protagonista e Burt Ward interpreta Robin. Sullo sfondo Gotham City e, intorno, cattivissimi dai costumi eccentrici e coloratissimi. Il telefilm fu subito un successo, grazie allo stile ironico, camp, lontano dalle atmosfere dark che in futuro avrebbero caratterizzato le produzioni cinematografiche dedicate al personaggio. Scazzottate a tempo di musica, le scritte onomatopeiche a mo di fumetto,
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il tema musicale composto da Neal Hefti: questi alcuni degli elementi che contribuirono a rendere un cult la serie che si rivolgeva soprattutto a un pubblico di giovani e giovanissimi ai quali ricordava, ad esempio, l di allacciare le cinture di sicurezza, di bere latte, di mangiare verdure, di fare i compiti.

Prima di incontrare la grande popolarit con Batman, West aveva debuttato alla fine degli anni Cinquanta in I segreti di Filadelphia, diretto da Vincent Sherman, con Paul Newman e Robert Vaughn. Al cinema aveva lavorato anche in SOS Naufragio nello spazio (1964) di Byron Haskin e nell I 4 inesorabili (1965), regia di Primo Zeglio. Ma il successo arriva nel con il debutto della serie tv che viene subito candidata a un Emmy come migliore serie comica. Nonostante l riscontro di pubblico, la serie venne cancellata nel 1968, alla fine della terza stagione, per bassi ascolti. West, da quel momento, fatica a trovare nuovi ruoli e per vivere partecipa a fiere e festival negli abiti di Batman.

Il Batman di Adam West, l’omaggio del disegnatore Lorenzo Ruggiero

Il successo si riaffaccia anni dopo, quando l presta la voce a se stesso, ovvero al personaggio del sindaco di Quahog Adam West, nella serie tv animata I Griffin. Nel 2012 riceve una stella sulla Hollywood Walk of Fame. Fra le sue apparizioni pi recenti,
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il 200esimo episodio di The Big Bang Theory e la serie Powerless.

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Il 26 febbraio scorso stata dedicata una serata alla memoria del poeta fiorentino Mario Luzi, evento organizzato dal Comune di Firenze e dal Quartiere 5 Rifredi in collaborazione con l della Crusca. La commemorazione si svolta nella chiesa di San Michele a Castello, frazione in cui il poeta nato, ha trascorso i primi anni della sua infanzia e dove poi tornato nelle ultime fasi della vita, per poi trovarvi sepoltura.

Giuseppe Nicoletti, professore ordinario dell di Firenze, intervenuto con un bellissimo Ricordo di Mario Luzi poeta, uomo di cultura, docente universitario. Il testo che segue un estratto di questo Ricordo che l stesso ha “ritagliato” proprio per la Crusca e ha pensato di offrire perch venisse reso pubblico attraverso le pagine del sito dell di cui Mario Luzi era diventato membro effettivo nel 2003.

Come molti ricorderanno, per la Crusca la giornata del 9 giugno 2003 fu a suo modo memorabile: Mario Luzi, nominato appena da un paio di mesi membro effettivo dell venne accolto nella sala dei convegni della Villa di Castello dal presidente Francesco Sabatini, dopodich Cesare Segre present l socio agli intervenuti con un breve e ammirativo indirizzo di saluto. Il poeta tenne a sua volta un breve discorso durante il quale, salutando per la prima volta ufficialmente i colleghi accademici, affront con talune suggestive ma profonde riflessioni (da lui definite con autoriduttiva ironia Pensieri casuali sulla lingua) il tema di una retta considerazione conservazione del nostro idioma. Fra gli altri, ci piace ricordare questo pensiero che il poeta volle riferire in quella occasione:

di uso burocratico la locuzione: di madre lingua. Eppure, che grandezza reale essa contiene. In verit il rapporto che noi abbiamo con la lingua proprio quello: da madre a figlio, voglio dire, e reciprocamente. la lingua nella quale siamo nati e cresciuti che modella in misura non certo esigua la nostra mente. La nostra sensibilit dipende anche dai toni, gradi, risvolti della lingua che suona intorno a noi e dentro di noi. La madre lingua a sua volta riceve e raccoglie l delle esperienze serie e perfino delle marachelle dei propri figli; si arricchisce di invenzioni, di trovate, di nuovi possibili costrutti, di significati transitori o improvvisi. Tiene conto di tutto, anche se molto sar da buttare. E ci per la semplice ragione che Luzi venne alla luce proprio qui, a Castello, il 20 ottobre 1914, in quella che ora si chiama via Andrea Costa, al numero 9, vale a dire nella casa di Ciro Luzi e di Margherita Papini, i suoi genitori; e sempre qui, pi di recente, in un piccolo ma suggestivo cimitero limitrofo alla chiesa di S. Michele a Castello, egli ha trovato degna sepoltura dopo la morte occorsagli la mattina del 28 febbraio 2005. Su questo sfondo si staccava, senza avere nulla di conclamato, la figura di mia madre.

proprio la figura della madre, come si vede, a stagliarsi negli spazi primitivi della memoria e quindi a restituire retrospettivamente autorevolezza testimoniale a questi luoghi, donde la ragione della scelta da parte nostra di un brano delle sue riflessioni linguistiche incentrato appunto sul concetto di lingua madre o madre lingua che dir si voglia:

Su questo mondo, che era anche quello di mia madre, lei si profilava in un modo per me pi avvincente: io ho visto in mia madre tutto quel mondo di religione contadina ed elementare ma introflesso e pensato e molto intensamente vissuto. Questo mi ha incantato in lei, al di l del grande affetto che ci legava.

L proprio il primo tempo trascorso a Castello (dove Mario frequenta le elementari nella scuola ricavata dalle scuderie della Villa Reale) e quindi ancor prima del trasferimento della famiglia a Rapolano e a Siena, per seguire gli spostamenti del padre, capostazione nelle Ferrovie dello Stato, l dicevamo, dunque un tempo per il poeta posto sotto l dell materna:

quando penso alla mia infanzia, alla prima a Castello, in quella casa tranquilla, insieme a degli amici, a dei piccoli coetanei, mi sembrava che fosse un luogo e un tempo molto sereno, e serenamente vissuto anche dagli adulti. Pu darsi che su questo la memoria lavori molto, insomma faccia il suo lavoro di trasformazione, per ero molto innamorato di mia madre, mi piaceva mia madre, tutto quel che faceva mi incantava, come usava le mani, come cuciva, come sorrideva e quando poi era triste, perch mia madre aveva anche dei periodi di malinconia: questo mi abbatteva moltissimo, io ero molto legato ai suoi sentimenti, si riflettevano molto su di me, mi era impossibile essere allegro quando la vedevo cos

Ma un ricordo pi circostanziato e preciso dell di Castello, per quanto anche questo recuperato ad un di tempo davvero primitiva, lo si ritrova in uno scritto particolarmente significativo della fine degli anni settanta. Mi riferisco cio alla introduzione che Luzi appront per una antologia delle sue poesie tradotte in svedese e pubblicata a Stoccolma: in realt si tratta di una vera e propria Autopresentazione (questo ne appunto il titolo italiano) laddove viene affrontato l compito di indicare al lettore scandinavo, pur sempre nei termini di un discorso necessariamente sintetico, le idee di fondo e i temi portanti che fanno da linea direttrice alla propria poesia. Compito non agevole n appagante, come facile immaginare, specie per il diretto interessato e tuttavia Luzi, da par suo, anche in questo caso sa trarsi d ricordando il dei temi della suo universo poetico, vale a dire mutamento, la metamorfosi e ci senza mancare di citare quella importantissima fonte ispirativa che per la sua poesia matura fu l di quel grande scienziato e teologo cristiano che risponde al nome di Teilhard de Chardin. E proprio parlando di mutamento e di contrasto il discorso del poeta cadde sui luoghi della propria infanzia, su Castello in particolare, indicato come una sorta di paradigma mitico, per il suo vissuto, della trasformazione:

Il posto dove sono nato, presso Firenze, ha in s un contrasto molto pronunziato. In alto, sulle colline, la forma armoniosa e conclusa che gli architetti delle ville e dei giardini hanno dato alla natura nel Rinascimento e nel Sei e nel Settecento, in basso la polverosa animazione di una borgata industriale. Inoltre un contrasto ancora pi lacerante assimilato, anch nella prima infanzia: quelle sobrie ma monumentali dimore del potere e del privilegio ho imparato a conoscerle quando trasformate in ospedali militari ingoiavano dentro i loro cancelli colonne di autoambulanze con a bordo i feriti che i treni provenienti dai fronti della prima guerra mondiale scaricavano sulle banchine dei binari morti nella piccola stazione di Castello di cui mio padre era il capo: qualcuno di quegli uomini deposti sulle barelle con le bende insanguinate mi resta anche oggi stampato in mente. Lo stesso luogo mi fece conoscere i disordini sociali del dopoguerra e le violenze fasciste.

In questa pagina, come facile constatare, il poeta non accenna affatto alla figura della madre n al suo segreto ascendente, la rievocazione del luogo natale, di quella plaga semicollinare posta tra Sesto e Firenze giunge ora alla superficie della memoria attraverso un cruenta e semmai corretta e come attutita da un impulso teso a razionalizzare i ricordi, facendo riferimento alla storia, alle arti e finanche alla sociologia del territorio (la Castello aristocratica su in alto e quella operaia nella piana). Tuttavia, anche in questa occasione, nella Autopresentazione dedicata ai suoi lettori svedesi, non manca, seppure implicito, un accenno ad una raffigurazione allusiva di un di maternit che, ancora una volta, pu cogliersi proprio nella lingua, la appunto di cui abbiamo letto nella sua breve riflessione iniziale. In questa caso, pi in particolare, una nozione pi specifica che il poeta ci indica, la lingua della tradizione letteraria, con ci dicendosi partecipe di una comune e antica antinomia fra una sua accezione petrarchesca, univoca e speculare ed un multiforme e magmatica assegnata a Dante. Ma finalmente sar proprio gran fiume della nostra lingua italiana come lui stesso riconosce, a incaricarsi di comporre (l protettiva del fiume) contrasti e opposizioni:

Tutto forse si ricompone nel gran fiume della nostra lingua italiana e della nostra peculiare ideazione: quel fiume nomina le cose portate dai tempi e cerca e rompe di continuo (ma con grandi ristagni) lo splendore della cristallizzazione. Sono immerso anche io in qualche modo dentro quella corrente.
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elections radicalized public opinion to extremes heretofore unknown. Much emotion, fear and anxiety were invested in followers of a political campaign that became brutal and quite ugly at times. The pure idealism and refound faith in the founding ideals of American democracy and people power first launched enthusiastically by Barack Obama we can . The presidential campaign 8 years ago seemed smothered this time by the disillusionment, economic desparation, wars, the migration crises, and mounting waves of terrorism, and distrust of any established political power, spilling over into irrational racism.

Only little more than half of those with a right to vote actually went to the polls an unfortunate sign of apathy.

But according to America democratic electoral system, a new president has been unequivocably elected and chosen by the American people. The two former contenders have ritually shaken hands, wished each other well, and the new president, Donald Trump, has vowed he will become the president of the American People.

In this spirit and with high hopes for the incoming presidency, AJC congratulates Donald Trump on his election as the 45th President of the United States.

The following statement was issued by AJC:

democracy has spoken after a long and bitterly fought campaign, said AJC CEO David Harris. wish President elect Trump well, as he prepares to assume the highest position in the land and the most powerful political position on the planet. And we also extend our best wishes to Secretary Hillary Clinton for her many years of distinguished public service to our nation, the strong campaign she ran, and, I would add, her friendship to AJC.

that the election is over, a first priority should be to address the wounds of an extraordinarily divisive contest. The United States is one country with one destiny, and any expression of bigotry and exclusion, as we regrettably seen during the extended campaign, must never be allowed to corrode our pluralistic fabric, Harris added.

Smooth post election transitions are an essential requirement of our political system. In that spirit, AJC looks forward to working with President elect Trump and his administration, as well as with the new Congress,
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on the priority policy concerns that AJC has advocated during this campaign, including at the Republican Convention in Cleveland and Democratic Convention in Philadelphia. Among them:

America diversity must be defended against any further attempts to demonize or stigmatize on the basis of ethnicity, race, gender or faith;

The United States needs to assert strong global leadership, which only our country is capable of, especially in support of allies and treaty obligations around the world, and in the face of dangerous regional and global state and non state actors;

From its birth 110 years ago this month, AJC has cherished American democracy and the unparalleled opportunities and protections that our country system aspires to offer all its citizens, whatever their background or identity.

right to vote is a pillar of democracy, and the nation has spoken. We wish President elect Trump and Vice President elect Mike Pence a successful Administration that, we earnestly hope, will take early steps to reach out to every American, including concerned minority communities across the land; reaffirm our links to our friends across the globe; and, in the months and years to come, advance peace, security and prosperity for our nation and the world, said Harris.

AJC, founded 110 years ago this week, is the premier global Jewish advocacy organization, with 22 offices across the United States, 10 posts around the world, and 33 international partnerships. It is a strictly, non partisan 501(c)(3) agency.
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About this Item: Milano Ronchi, sans date (1830). In folio cartonnage vert dos toile marron. 8 + 20 + 61 planches de dessins la plupart contrecoll sur chine en deux num avec explications de chacune par Giuseppe VALLARDI, marchand Milanais dont la collection personnelle de gravures f rachet par le Mus du Louvre . GERLI. Le texte est en italien. Deux dessins ont partiellement d mais n restent pr dans l’ouvrage. Exemplaire tr grandes marges. Cachet sec de la c librairie internationale Eloi Aloi Buenos Aires. Cartonnage un peu sali et frott dos un peu d avec petits manques de toile en coiffe et en pied. Quelques rousseurs sans gravit dans les marges n’affectant pas les dessins. La librairie offre aux clients d 15% de r sur l de son catalogue. Prix d : 2800 EUR. Seller Inventory 126186About this Item: 1871. Milano, Antica Ditta Pietro e Giuseppe Vallardi, sans date [1871]. In folio (350 X 476) maroquin marron fonc dos sept nerfs filet caissons dor fleuronn avec points dor double encadrement de frise et large dentelle dor sur les plats, titre dor au centre du premier plat, roulette dor sur les coupes, bordure int tranches dor (Assaleix) ; titre frontispice, 64 planches, 33 pages de texte (dont page de titre), (1) page, (3) ff. de tables. Rousseurs. SECONDE de l le plus important et le plus complet sur le D de Milan, bien complet des 64 PLANCHES grav dont 35 double page. BEL EXEMPLAIRE dans une reliure en maroquin sign NICE COPY. PICTURES AND MORE DETAILS ON REQUEST. Seller Inventory 0022367.

About this Item: .: Milano, Antica Ditta Pietro e Giuseppe Vallardi., 1863, in folio, 47 x 33 cm, engraved frontispiece + 33 pp + (3)nn pp + 60 engraved plates printed on one side only, (of which 31 are double page plates). Bound in publisher cloth with gilt title and decoration on front cover. Binding with traces of use and a bit discoloured, interior fine notwithstanding some slight foxing at some pages (always marginal). In all still a fine copy. Rare study on the gothic cathedral of Milan illustrated with the fine engravings by Vallardi. Many of his drawings are preserved in the Ambrosiana library. II note 64 Modena 1858). Seller Inventory 3409610.

About this Item: 1860 ca., Magenta, 1860. Bella veduta della battaglia nel centro della cittadina di Magenta. La stampa, applicata editorialmente su di un telaio, colorata all con colori vivaci. Inserita in cornice coeva di cm. 63×73. La stampa sar esposta e quindi potr essere consegnata, solo a conclusione della mostra commemorativa dal titolo “Combattere per la Libert Immagini di battaglie per l e l d che si terra a bordo dello storico piroscafo “Piemonte” sul Lago Maggiore dal 17 al 27 marzo ed a Civitella del Lago TR dal 2 aprile al 2 maggio in occasioni delle celebrazioni sul 150 anniversario dell d mm 368×506. Seller Inventory ST349011About this Item: 1860 ca., Lombardo Veneto, 1860. Carta geografica del Regno Lombardo Veneto applicata su tela a stacchi. La carta caratterizzata, lungo il margine superiore, dalla raffigurazione degli stemmi delle varie Province ed ognuna accompagnata da brevi notizie statistiche quali: numero dei distretti, delle preture, dei comuni, delle parrocchie, degli abitanti e delle peculiarit di ogni singolo territorio. I segni convenzionali sono riportati, in campo libero, nell in alto a sinistra, mentre all opposto sono espresse le scale grafiche “di Miglia Geografiche Italiane di 60 al grado” e “Miglia Geografiche Tedesche di 15 al grado”. Vivace coloritura confinale all coeva. Si presenta conservata nel suo astuccio originale. Ottimo esemplare mm 605×845. Seller Inventory ST4910015.

About this Item: Presso Pietro e Giuseppe Vallardi, Milano, Italy, 1828. Hardcover. Condition: Very good condition. Nineteenth edition (XIX Edizione). lii, 312 pages of text including an index. Original unrestored binding of green quarter leather (spine) and paper covered boards. Minor rubbing to extremities. Minor foxing and staining scattered lightly throughout text. Illustrated with seventeen folding maps and one folding table. One map detached at fold, and the edges of several maps slightly browned. Text is in Italian. Textblock starting to detach from binding, but fully functional and intact. V.” Size: Octavo (8vo). Book. Seller Inventory 00742424. Condition: molto buono. in 16, pp. XXXII, 256,
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leg. del tempo p. pelle, tit. e filetti oro al dorso. Corredato di 17 carte geogr. inc. in rame pi volte ripieg. (la prima raffigura l con i confini dei vari Stati in coloraz. e l il geometrico delle distanze delle principali citt di commercio dell ridotte in leghe postali Celebre e fortunata guida, di grande interesse ed utilit per il viaggiatore ottocentesco italiano; molte volte ristampata e tradotta in francese. Fossati Bellani 476. Seller Inventory 000000000383525.

About this Item: XXII edizione milanese nuovamente corretta ed accresciuta. Milano, Pietro e Giuseppe Vallardi, 1837. In 8vo, pp. XCII, 369 con indici, con 16 carte ripiegate f. t., leg. in mz. pelle marrone con titolo e fregetti in oro al dorso, piatti in cartonato marmorizzato, tagli in pointellisme marrone. Sono riferiti gli oggetti pi interessanti di belle arti, antiquaria e storia naturale, manifatture e produzioni dei vari luoghi, alberghi, cavalli, poste, moneta e altre notizie per i viaggiatori. Guida poco comune. Manca a Fossati Bellani e Villa. Completo delle carte. Normali tracce alla legatura, per il resto esemplare fresco e in buono stato. Seller Inventory 17627.

About this Item: Sesta edizione milanese accresciuta dei Viaggi da Milano a Parigi, e da Milano a Vienna passando per la Ponteba, e anche del Quadro delle distanze ridotte in leghe delle principali Citt di commercio dell’Europa. Milano, Pietro e Giuseppe Vallardi, 1815. In 8vo, pp. 287 con indici, 15 carte ripiegate f. t. (anzich le previste 17, manca la prima carta dell’Italia e un’altra all’interno), leg. muta in cartonato marmorizzato marrone, tagli in pointellisme rosso e blu. Sono riferiti gli oggetti pi interessanti di belle arti, antiquaria e storia naturale, manifatture e produzioni dei vari luoghi, alberghi, cavalli, poste, moneta e altre notizie per i viaggiatori. Celebre e fortunata guida, di grande interesse e utilit per il viaggiatore ottocentesco italiano, molte volte ristampata. Esemplare fresco e in buono stato. Seller Inventory 44928.

About this Item: Pietro e Giuseppe Vallardi,, Milano, 1871. Condition: Like New. In folio imperiale (cm. 47), legatura coeva in m. pelle e punte con titolo e filetti in oro ai comparti dorso, taglio superiore dorato, risguardi marmorizzati; pp. All concepita e promossa da Giuseppe Vallardi, collaborarono studiosi e valenti artisti dell tra cui F. Zuccari, G. d L. Cagnola,
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A. Nava e G. De Castro. Cfr. Meneghina 398. Ottimo esemplare. Seller Inventory 6820.

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About this Item: 1500. Bulino, 1500 circa, monogrammato in lastra in basso a destra. Esemplare nella prima variante di sette descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana “alta corona” (Meder 20 tipica di questa prima tiratura), completa della linea marginale, piccoli interventi di restauro agli angoli, perfettamente eseguiti, in ottimo stato di conservazione. Sebbene presentata dal D a Re Cristiano di Danimarca nel 1521, e ricordi alla lontana lo stemma nobiliare della famiglia Tetzel di Norimberga, l’opera sembra un lavoro di pura fantasia. Heller sosteneva che rappresentasse una sorta di allegoria di devozione, fedelt ed attenzione verso qualcuno. Insieme alla successiva opera del 1503, Stemma con il teschio, questo lavoro nasce con il preciso intento, da parte dell’autore, di mostrare il virtuosismo tecnico e l’abilit nell’uso del bulino. Elementi stilistici inducono gli studiosi a datare questa lastra al 1500 circa, tuttavia sembra possibile che le due opere siano state realizzate nello stesso anno, nel 1503. Le due opere costituiscono un primo esempio di capriccio. Capolavoro dell’arte ornamentale. Engraving, circa 1500, signed on plate at the bottom right. Example in the first variant of seven described by Meder. A magnificent impression, rich in tone, printed on contemporary laid paper with watermark “high crown” (Meder 20 typical of this first issue), complete with the marginal line, small restoration at the corners perfectly executed, in excellent condition. Although D made by King Christian of Denmark in 1521, and the memories away the coat of arms of the family Tetzel of Nuremberg, the structure resembles a work of pure imagination. Heller claimed to represent a kind of allegory of devotion, fidelity and attention to someone. Stylistic elements lead researchers to date this plate from around 1500, but it seems possible that the two works were made in the same year, in 1503. The two works are a prime example of capriccio. Masterpiece of ornamental’s art. Meder 97 a Strauss, The intaglio prints of Albrecht D p. 96,31; Panofsky 207; Salamon, Albrecht D Bulini, puntesecche, acqueforti, 25. Dimensioni 120 185mm. Seller Inventory 4603About this Item: 1498. Xilografia, circa 1498 con il monogramma dell’artista in basso verso il centro. Splendido esemplare, con toni ricchi e ben contrastati, rifilata alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Nella prima variante di tre descritta da Meder, avanti i fori di tarlo nella linea marginale. La datazione dell’opera, intorno al 1498, basata principalmente sulla forza espressiva della composizione che comune a quella dei fogli dell’Apocalisse. Caterina, figlia di Costis re di Cipro, fu condannata alla tortura della ruota uncinata in quanto si era rifiutata di rinunciare, come le era stato ordinato dall’Imperatore Massenzio, alla sua fede cristiana. Un’improvvisa pioggia di fuoco distrusse la ruota uncinata. Ci non valse tuttavia a salvarle la vita in quanto successivamente Caterina venne decapitata. Si conservano due studi a penna relativi alla figura di S. Caterina inginocchiata (Winkler 73 e 74), datati ai tempi del primo soggiorno veneziano del D che hanno fornito la base per l’elaborata redazione della veste, che un costume veneziano. La matrice origianle si conserva al Metropolitan Museum di New York. Woodcut, 1498 circa, signed in the bloc with the monogram AD. A very good Meder a impression, before the two thin gaps at the lower borderline. Pinted with a strong contrast, trimmed close to the border line, in very good condition. This print is closely related in style to the Apocalypse., so it is dated around 1498. The woodcut confirms the function of costume studies as independent source material, for here the saint appears in Venetian costume. St Catherine, an Alexandrian princess, suffered a martyr death during the reign of the heathen Roman emperor Maxentius, as a result of her missionary work during the period when Christians were being persecuted. She was condemned to be broken on the wheel, but it collapsed at God command and a rain of fire killed many heathens. Here, this event is shown together with the beheading of St Catherine. The woodblock is in The Metropolitan Museum of Art, New York Bartsch VII.141.120; TIB 1001.320; Meder 1932 236; Strauss, 57; Fara, p. 347 n. 116. Dimensioni 285 388mm. Seller Inventory S350042.

About this Item: 1505. Bulino, 1505, datato in lastra il altro al centro e monogrammato in basso a destra. Esemplare della quinta variante di sei descritta dal Meder. Bellissima prova, nitida e contrastata, impressa su carta vergata coeva con filigrana “armi di Memmingen” (Meder 237, Briquet 931), con margini, in ottimo stato di conservazione. Il titolo Il grande cavallo legato non alle dimensioni della stampa, ma alle proporzioni dell’animale. La stampa coeva a quella del Piccolo cavallo e riflette la fase in cui D studiava e si cimentava nelle proporzioni dei corpi e in particolare su quelle dei cavalli, fino a pubblicare nel 1525 il Manuale delle misure e nel 1528 quattro libri delle Umane proporzioni, dai quali per rimasero esclusi proprio gli studi dell sulle proporzioni del cavallo, poi riprese da Hans Sebald Beham dopo la morte di D Sono stati individuati quali precedenti per questa stampa due disegni del 1503 (Winkler n. 360 e n. 361). Mende ha proposto che in questa stampa sia in realt rappresentato Bucefalo, il mitico cavallo di Alessandro Magno. In quest’opera il cavallo ripreso dal dietro secondo una prospettiva che ha l’effetto di rafforzare l’idea del volume, di mettere in risalto la sua forma e la monumentalit e di ingrandire le sue dimensioni apparenti. Da questa prospettiva infatti, il cavallo riempie lo spazio da un margine all’altro. A quest’opera si ispir Caravaggio per la Conversione di San Paolo, per ottenere il massimo di naturalismo e monumentalit Bell’esemplare di questa affascinante opera. Engraving, 1505, signed and dated on plate. Example of the fifth issue described by Meder. A fine impression, with tones, printed on laid paper with “arms of Memmingen” watermarks (Meder 237, Briquet 931), with margins and in very good conditions. The title The big horse is not tied to the size of the print , but the proportions of the animal. The print is coeval with that of Small horse and reflects the stage where D studied and engages in the proportions of the body and in particular those of the horses, to be published in the 1525 Handbook of the measures in 1528 and four books of Human proportions , which, however, were excluded from their study of the artist on the proportions of the horse, by Hans Sebald Beham then resumed after the death of D Has been identified as the previous two drawings for this print in 1503 (Winkler n. 360 and n . 361 ) . Mende has proposed that this print is actually represented Bucephalus , the legendary horse of Alexander Magno. In this work the horse is taken from behind from a perspective that has the effect of reinforcing the idea of the volume, to put in emphasize its form and monumentality , and magnify its apparent size . From this perspective, in fact , the horse fills the space from one edge to another. In this work was inspired by Caravaggio for the Conversion of St. Paul, to get the most of naturalism and monumentality. A nice example. Bartsch, 97; Meder, 94 e Salamon, n. 36; Panofsky, p. 116; Strauss p. 138, 45. Dimensioni 147 204mm. Seller Inventory 49063.

About this Item: 1502. Bulino, 1502 circa, monogrammato in lastra a sinistra al centro. Esemplare nella prima variante di tre descritta dal Meder. Bellsiima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame o con sottilissimo margine, in perfetto stato di conservazione. Sullo sfondo di un paesaggio marino, si staglia in primo piano la figura dello sbandieratore, in una delle posizioni standard. La bandiera reca lo stemma dell’ordine del Toson d’Oro istituito a Bruges nel 1431 da Filippo il Buono duca di Borgogna con il compito di diffondere la religione cattolica. Crollato lo Stato di Borgogna, in seguito al matrimonio di Maria di Borgogna con l’arciduca Massimiliano, l’ordine pass alla casa d’Asburgo. Sotto la bandiera, su un tronco d’albero, la tavoletta col monogramma dell’artista. L’incisione risale al periodo in cui D stimolato dall’incontro con il pittore veneziano Jacopo de’ Barberi, riprende lo studio delle proporzioni dei corpi e i problemi inerenti la prospettiva. L’interesse per questa materia era stato suscitato nell’artista durante il viaggio di studio in Italia, nell’autunno del 1494, dalle opere rinascimentali del Bellini, del Mantegna e di altri artisti toscani quali Pollaiuolo e Lorenzo di Credi. Al 1502 risalgono anche il San Giorgio in piedi e la Grande Fortuna. Ottimo esemplare. Engraving, 1502 circa, signed at lower center. Example of the first issue described by Meder. A fine impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark or with thin margins, in excellent condition. The elastic posture of the lansquenet has been viewed as as by product of Durer’s preoccupation at about that time with the figure of the Apollo Belvedere, culminating in the figure of Adam in his “Adam and Eve” of 1504. The banner with the Cross of St. Andrew, emblematic of the Order of the Golden Fleece and of the Dukes of Burgundy, was used by Maximilian I in that capacity during the Swiss War of 1499. The background is quite similar to the one in “St. George on foot”. A very good example of this engraving. Bartsch 87; Meder, pag. 107, 92 a Strauss, p. 108 n. 35; Salamon, n. 30. Dimensioni 69 114mm. Seller Inventory S317814.

About this Item: 1502. Bulino, circa 1502, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di sei descritta dal Meder, con il graffio di lastra verticale nella parte superiore destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. L’incisione illustra la leggendaria uccisione di un drago ad opera di San Giorgio. Il Santo, qui raffigurato nell finale, nel momento di vittoria sul drago ucciso, domina la scena con la sua possente corazza, armato di spada e della lancia che tiene con la sinistra. L’elmo piumato deposto a terra, sulla sinistra, mentre sulla destra giace il drago, parzialmente occultato dietro le gambe del Santo, a conferirgli maggiore rilievo. Sullo sfondo si distingue un paesaggio marino con un centro abitato. Circa la data di esecuzione della stampa, i pareri sono discordanti. Alcuni riconducono l’opera agli anni 1507 1508, quando l’imperatore Massimiliano I mostrava particolare interesse per l’ordine di San Giorgio, fondato da suo padre. Con l’aiuto del Santo l’imperatore sperava di poter allestire una crociata contro i Turchi, progetto che matur proprio nel 1507. Panofsky ne anticipa l’esecuzione di tre o quattro anni, mentre Hollstein e Strauss la riconducono al 1502, dal momento che a partire dal 1503 D dat tutte le sue opere. A far propendere per questa datazione, anche l’omogeneit stilistica e compositiva (una figura che domina la scena sullo sfondo di un paesaggio marino) con Lo Sbandieratore, che la precede in questo catalogo e che risalirebbe proprio al 1502. Il tema di San Giorgio e il drago ricorre frequentemente nelle opere artistiche per il forte valore simbolico di cui portatore: il drago rappresenta il male, in particolare per i primi cristiani rappresentava il paganesimo. La conversione di una nazione al cristianesimo veniva rappresentata simbolicamente come un mostro ucciso da un guerriero corazzato armato di lancia, simbolo della fede cristiana. Cos veniva rappresentato San Giorgio, a significare la conquista della Cappadocia regione che diede i natali al santo alla fede cristiana. Engraving, circa 1502, signed at lower left. Meder a impression, with the vertical scratch nea the upper half of the right edge. Very good impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark, in very good conditions. The engraving shows the legendary slaying a dragon by St George. The Saint, pictured here in the final act , in the moment of victory over the dragon slain, dominates the scene with his powerful armor , armed with sword and spear holding with his left hand . The plumed helmet is placed on the ground , on the left , while on the right lies the dragon, partially hidden behind the legs of the saint, to give it greater prominence. In the background stands a seascape with a town. About the date, the opinions are divided. Some relate the work to the years 1507 1508 , when Emperor Maximilian I showed particular interest in the Order of St. George, founded by his father. With the help of the Holy Emperor hoped to set up a crusade against the Turks , a project that just matured in 1507. Panofsky anticipates the execution of three or four years, while Hollstein and Strauss lead back to 1502, since starting from 1503 D dated it all his works. To do this favor for dating, it is also the stylistic and compositional homogeneity ( a figure that dominates the scene in the background of a sea landscape ) with The flag waver that just goes back to 1502. The theme of St. George and the dragon occurs frequently in works of art for the strong symbolic value which is the bearer of the dragon represents evil , especially for the early Christians represented paganism . The conversion of a nation to Christianity was represented symbolically as a monster killed by an armored warrior armed with a spear , the symbol of the Christian faith . So was represented St. George , signifying the conquest of Cappadocia a region that gave birth to. Seller Inventory 49045.

About this Item: 1501. Bulino, 1501, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di tre descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Descritta dal Meder come rara, questa bellissima incisione di Durer fa parte di un gruppo di opere di transizione del Maestro, tra il perfetto stile tecnico dei primi lavori e la perfezione grafica delle opere del periodo seguente al viaggio in Italia. Il soggetto rappresenta il tema delle tre generazioni, piuttosto in auge presso gli artisti nordici del periodo. L’iconografia con le due figure in piedi fu presto soppiantata dalla pi comune delle tre figure sedute l’una accanto all’altra con il Bambino nel mezzo. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Engraving, 1501, signed with monogram on lower left plate. Example in the first version of three, as described by Meder. Magnificent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper without watermark, in excellent condition. Meder describes this subject as quite rare; this engraving is part of a group of works realized by Durer in his period of transition, between the perfect technical style of his first works and the perfect graphic production realized after his journey to Italy. This subject depicts the three generations theme, quite common among the Northern artists. The old iconography with two standing figures was soon changed into three sitting figures, with the child in the middle. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Meder 43,a Dimensioni 71×116. Dimensioni. Seller Inventory 4301.
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Una chat nata per gioco tra ragazze, con foto e video sexy, si è trasformata in un incubo per un gruppo di oltre 60 ragazze adolescenti di Modena e Reggio Emilia. Tutto inizia la scorsa estate, come riporta il Resto del Carlinoche per primo ha reso nota la vicenda, quando le ragazze cominciano per gioco a condividere in un gruppo WhatsApp selfie a sfondo erotico.

Online il “catalogo” delle ragazze

Centinaia di foto e video che dovevano restare segreti ma che arrivano nelle mani di qualcuno che non appartiene al gruppo, forse il fidanzato di una di loro, e cominciano a circolare. Prima si diffondono sui social network, poi, attraverso un link di Dropbox. Grazie al sistema di condivisione di file, chiunque entri in possesso del link sembra possa accedere a un vero e proprio archivio di materiale pedopornografico,
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dove le ragazze sarebbero state addirittura indicate con nome e cognome. Per ognuna di loro, immagini privatissime alla mercé di chiunque.

L’appello alle vittime perché denuncino

E’ stato il fidanzato di una delle ragazze, una volta venuto a conoscenza di cosa stava capitando alla fidanzatina 17enne, a rivolgersi all’associazione anti pedofilia La Caramella buona di Reggio Emilia, che ha chiesto immediatamente l’intervento della polizia postale. Ma perché il materiale venga rimosso il prima possibile, secondo Roberto Mirabile, che de La Caramella Buona è il presidente, è necessario che arrivino anche le denunce delle vittime. “Devono ricordarsi continua che in questa storia sono loro le vittime, che sono esposte al rischio di ricatti e non devono avere paura di parlare coi genitori e con le forze dell’ordine”. E secondo Mirabile tra oggi e domani le prime denunce dei genitori di alcune minorenni dovrebbero arrivare, permettendo così di accelerare le indagini e il processo che porterà alla rimozione del materiale.
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