ugg stivali donna l’impresa italiana che produce solo all’estero

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Signoressa di Trevignano, provincia di Treviso. Pochi chilometri pi a ovest il distretto industriale di Montebelluna, specializzato nella produzione di calzature sportive. E in questo piccolo comune del dinamico Veneto che solo sei mesi fa il gruppo Geox ha inaugurato un nuovo stabilimento. In tempi di crisi e delocalizzazioni la scelta di Mario Moretti Polegato, presidente di Geox, potrebbe apparire in controtendenza rispetto al fuggi fuggi generale delle produzioni manifatturiere dall ma cos non

Lo stabilimento inaugurato infatti la sede del nuovo polo logistico e dei relativi uffici amministrativi, e Moretti Polegato non ha mai trasferito la produzione dall all ha solo prodotto all L fin dal 1995 ha scelto infatti di produrre in ben 28 paesi diversi, Cina, Indonesia e Vietnam principalmente, lasciando nel trevigiano esclusivamente la base logistica e tecnologica. Una che valsa alla Geox una crescita industriale mostruosa fino all exploit del 2009 con un fatturato di 865 milioni di euro.

Geox si presenta dunque come il prototipo di impresa di nuova generazione, in cui si tenta di combinare la cosiddetta del Made in Italy con i costi di produzione stracciati garantiti dalle economie dei paesi sottosviluppati. La produzione fatta eccezione per la materia prima, in questo caso la pelle, realizzata in pi paesi esteri, nel trevigiano invece impiegati, manager e ingegneri si occupano di ricerca, stile, finanza e marketing. Il segreto di questa impetuosa crescita nel mercato calzaturiero mondiale risiede per nella propriet intellettuale: ogni stadio del processo stato infatti brevettato.

Geox fin dal suo esordio nel mercato non ha peraltro nascosto l di diventare leader mondiale delle calzature, e proprio a questo scopo fin dal 2001 ha dato vita alla Geox School, una vera e propria scuola di formazione professionale rivolta a: neolaureati, tecnici, manager e top manager. Oltre alla Geox School, esiste poi una formazione personalizzata che prevede la partecipazione a corsi specifici presso strutture esterne, in collaborazione con consulenti di formazione, Universit e agenzie formative.

Lo stesso personale di vendita dei Geox Shop viene formato attraverso incontri e corsi, seppur questo tipo di formazione non serva ad acquisire direttamente conoscenza da impiegare in azienda, esso influenza fortemente la capacit di Geox di acquisire, attraverso il personale di vendita, informazioni relative agli acquirenti. Al marketing e alla comunicazione viene quindi destinato circa il 10% del fatturato dell una spesa dunque molto significativa ma da cui difficilmente ormai possibile prescindere nel mercato dei prodotti calzaturieri di fascia meno economica.

Un ingegnosa, le scarpe traspiranti, pubblicit a tappeto, produzione all marchio italiano: ecco la ricetta Moretti Polegato. Se i costi di produzione sono cos bassi come mai il costo sul mercato sempre cos elevato? Domande retoriche, l essere competitivi.
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ugg shop online italia la coppia delle meraviglie Video

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Gisele Bundchen e Tom Brady possono essere definiti davvero la coppia delle meraviglie. Per bellezza, avvenenza e ricchezza sono il corrispettivo, in salsa brasiliano statunitense di quella britannica formata da Victoria e David Beckham.

La supermodella e attrice brasiliana di discendenza tedesca, Gisele Bundchen si riconferma testimonial del brand H Per l’ultima campagna del celebre marchio la si vede impegnata ad interpretare, con il suo timbro di voce profondo e roco, il celebre pezzo dei The Kinks “All Day All Of The Night”. Nel video, la si può ammirare mentre canta in sala di registrazione vestita in modo casual. La celebre modella 33enne ha affermato che è molto emozionata di essere il volto,
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per questo autunno, della celebre azienda d’abbigliamento svedese. Adora lo stile che contraddistingue H e inoltre è lieta di poter raccogliere fondi per una buona causa, augurandosi che il brano venga scaricato dal maggior numero di persone. Il pezzo interpretato da Gisele, infatti, si potrà scaricare ufficialmente da iTunes e dal sito web di H a partire dal prossimo 12 settembre. Per ogni download del brano i proventi andranno all’UNICEF.

Mentre la sempre bellissima Bundchen canta la sua dolce metà Tom Brady si mostra in tutto il suo fascino statuario nell’ultima campagna pubblicitaria di UGG for Men, intitolata “For Gamechangers” che è stata rilasciata ieri lunedì 3 settembre. Nell’elegante spot il 36enne Quarterback dei Patriots attraversa idealmente la sua storia di campione: da giovane e promettente atleta al liceo, a giocatore professionista di football e vincitore nel Super Bowl.
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ugg knightsbridge L’uragano declassato a categoria 3 ha effettuato il suo secondo impatto a Marco Island ed è già emergenza inondazioni a Naples

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“Andrò in Florida molto presto”, parola di Donald Trump che ha tenuto un piccolo briefing con i giornalisti al suo arrivo alla Casa Bianca da Camp David. Subito aggiornato dal suo staff sulla situazione in Florida, il presidente americano ha sottolineato che la situazione emergenza “sta andando molto bene” lodando il lavoro di guardia costiera e della protezione civile.

Il tycoon ha definito Irma “un enorme mostro” sottolineando che per il momento sono “messi bene” anche grazie al lavoro coordinato con il governatore della Florida e con i governatori degli altri stati interessati dal passaggio dell’uragano.

Nel frattempo, come riporta Cnn, l’uragano Irma ha effettuato il suo secondo impatto sulla Florida alle 15.45 locali circa colpendo Marco Island, nel Golfo del Messico, nel sud ovest dello Stato. Nel frattempo è esplosa l’emergenza inondazioni a Naples, una delle maggiori città della Florida che affaccia proprio sullo stesso golfo. E proprio mentre l’epicentro di Irma fa rotta verso Naples l’uragano è stato declassato a categoria 2 dalla categoria 3 annunaciata dal centro nazionale per gli uragani a nel primo pomeiggio americano.

Dopo aver colpito le Keys, le isole più a sud delle Florida, Irma si trova ora a meno di 50 km a sud di Naples muovendosi a sudovest del Sunshine State.

“La cosa più importante è che si preghi per noi”, è questo il messaggio quasi apocalittico che ha invece rilasciato il governatore della Florida, Rick Scott, ai microfoni di Nbc proprio mentre l’uragano Irma continua la sua tanto violenta quanto lenta corsa lungo il ‘Sunshine State’. Scott ha chiarito di aver parlato con il presidente Donald Trump sottolineando che il Tycoon “ha fatto in modo che tutto ciò che ho chiesto al governo federale ci sia stato dato”.

Il bilancio temporaneo è per ora di tre i morti dopo che Irma. Abc News, che riporta i dettagli dei tre decessi, specifica che un uomo è morto nella contea di Monroe, che comprende Key West, dopo aver perso il controllo del furgone mentre stava trasportando un generatore. Le altre due persone sono invece morte in un incidente stradale nella contea di Hardee.

Stando a quanto riportano diversi media americani, che citano media locali, il numero di utenze senza elettricità è invece salito a oltre 2 milioni contando case e imprese su un totale di 36 milioni interessate dall’evento. Sono invece circa 127mila le persone che hanno trovato rifugio negli oltre 500 centri di accoglienza allestiti nello Stato.

La prima zona ad essere toccata è stata quella di Key West, l’isola più a Sud dell’arcipelago delle Keys, nella parte più meridionale della Florida. L’uragano è arrivato nel Sunshine State alle 7:20 del mattino ore locali, le 13:20 in Italia, come riportato dal National Weather Servic (Nws) servizio metereologico americano che nella prima mattina italiana aveva dato annuncio di come Irma si fosse di nuovo rafforzato passando a categoria 4.

Alle 9:18 ore locali, le 15:18 in Italia, la polizia di Miami ha fatto sapere tramite il proprio account Twitter che i propri agenti non risponderanno più alle chiamate e che anche loro si sono messi in salvo in appositi rifugi.

Nel frattempo l’Unicef riferisce che quasi 20.000 tra bambini e adolescenti sono stati colpiti dagli effetti dell’uragano Irma nelle isole dei Caraibi orientali, in particolare a Barbuda e Anguilla. La stessa organizzazione dell’Onu ha sottolineato che “sta mobilitando una risposta urgente per andare incontro ai bisogni dei bambini, preparandosi anche all’arrivo dell’uragano Jose'”.

Il centro metereologico di Key West ha ribadito su Twitter che “si tratta di una situazione estremamente pericolosa e mortale” chiedendo a chi non ha evacuato la propria casa di mettersi al riparo “adesso per salvare la propria vita”. Nel suo account Twitter, l’Nws ha anche fornito alcuni consigli pratici, come tenere sempre le scarpe ai piedi, rimanere nelle stanze interne delle proprie abitazioni e lontani dalle finestre, ma anche indossare un casco nel caso in cui se ne possegga uno e qualunque altro oggetto possa essere utile a proteggersi: cuscini, materassi e coperte. Il Kansas City Star ha dedicato una lunga inchiesta a puntate al fenomeno, partendo dalla storia di Brittany, una quindicenne dell’Iowa incinta di un ragazzo di 21 anni; in Iowa, un 21enne che ha un rapporto sessuale con una 15enne è, per legge, uno stupratore. Così, per non far arrestare il fidanzato, un giorno è salita in macchina e con la sua famiglia ha viaggiato per sei ore, per entrare nello Stato che ha le leggi più permissive: il Missouri.

E adesso inziano le intense attività di lobby. In vista dell’introduzione, dal 23 marzo, di dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio in arrivo negli Stati Uniti da “tutti i Paesi fatta eccezione per il Messico e il Canada”, i governi stranieri si preparano a fare nuovamente pressione. L’obiettivo è uno solo: essere esentati dalla misura controversa voluta da Donald Trump. In prima fila potrebbero esserci Brasile, Cina, Corea del Sud, Giappone, Germania e Turchia, i cui ordini potrebbero subire il colpo più duro visto che la prima economia al mondo importa da loro l’acciaio di cui necessita.

Gli elettori del diciottesimo collegio della Pennsylvania eleggeranno domani un nuovo membro della Camera degli Stati Uniti. A sorpresa, si tratta di un confronto senza un chiaro favorito, nonostante si tratti di una zona di elettori bianchi e appartenenti alla classe operaia, in mano repubblicana dal 2002 e che ha votato massicciamente per Trump e Romney alle ultime due presidenziali; di fronte, il democratico Conor Lamb, 33 anni, ex procuratore, e Rick Saccone, 60 anni, parlamentare statale che una volta si è descritto come “un Trump prima che Trump fosse Trump”.
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ugg on sale L’aumento dell’Iva e del prezzo del carburante colpisce i poveri

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Johannesburg (Agenzia Fides) “L’aumento dell’Iva colpisce soprattutto i poveri” avverte l’Ufficio di Collegamento Parlamentare della SACBC (Southern African Catholic Bishops’ Conference) in un’analisi della politica economica varata dal neo Presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa. “Può essere vero che gli appartenenti alla classe media e i ricchi in realtà paghino la maggior parte dell’Iva, ma questo avviene semplicemente perché acquistano di più e articoli più costosi. Possono far fronte al punto percentuale extra” afferma il documento pervenuto all’Agenzia Fides. “Ma le persone che devono scegliere tra l’acquisto di un paio di scarpe a basso costo per i bambini e la cena ne risentiranno profondamente” sottolinea il testo.

La finanziaria varata dal governo eleva dal 1 aprile l’Iva dal 14 al 15% ma prevede l’esenzione per 19 prodotti alimentari di base. Secondo l’Ufficio di Collegamento Parlamentare occorre allargare la lista dei prodotti esentati dall’Iva per includere ad esempio “i vestiti a poco prezzo, il materiale scolastico e gli articoli igienici di base”.

Il Consiglio dei Ministri sta comunque valutando l’ipotesi di ampliare l’elenco dei prodotti alimentari esenti da Iva al fine di mitigare l’effetto sui poveri dell’aumento di un punto percentuale dell’aliquota.

“I poveri finiranno anche per risentire dell’aumento sul prelievo di carburante più dei ricchi, dato che aumentano le tariffe dei taxi, così come quelle del cibo a causa dell’aumento dei costi di trasporto” sottolinea l’analisi. “E poi c’è la questione del taglio di 85 miliardi di Rand delle spese statali nei prossimi tre anni. Gran parte di questi tagli deriverà da riduzioni delle assegnazioni a province e municipalità per progetti infrastrutturali. Quali progetti esattamente verranno colpiti non lo sappiamo, ma chiaramente ci saranno effetti negativi per l’occupazione in settori come l’edilizia e i trasporti, dove sono impiegati molti lavoratori con redditi bassi. Senza dubbio alcuni progetti volti a migliorare le condizioni di vita degli insediamenti informali, con collegamenti di trasporto pubblico,
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l’elettrificazione e così via, saranno accantonati o rinviati”.

Ma ci sono motivi di speranza. L’enorme buco di bilancio lasciato nelle casse dello Stato dal Presidente Jacob Zuma, costretto a dimettersi per gli scandali a ripetizione della sua Presidenza, può essere colmato: “Proprio come il signor Zuma ha approfondito il buco in cui ci troviamo con le sue decisioni di governo irresponsabili, la sua indifferenza per le questioni fiscali e monetarie e la sua associazione con una serie di truffatori e predatori, così il signor Ramaphosa può colmare il buco di bilancio facendo esattamente il contrario: nominando ministri onesti e competenti e ascoltando i loro consigli; dando l’esempio gestendo un esecutivo ristretto; e facendo in modo che ladri e i saccheggiatori siano scoperti e mandati in prigione”. “Le prossime settimane e mesi ci diranno se e come intende affrontare questi compiti. Nel frattempo, almeno sembra che abbiamo smesso di approfondire il buco di bilancio” conclude l’analisi.
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ugg lo pro la celebrazione per i 60 anni della scarpa icona con una mostra

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Gucci celebra il 60 anniversario del mocassino con morsetto con una mostra dedicata al Gucci Museo di Firenze e il lancio di una campagna globale e un video.

“Il mocassino con morsetto ha vissuto molte vite dalla sua creazione 60 anni fa, guadagnandosi un posto importante come elemento chiave sia del guardaroba maschile che di quello femminile. Il motivo col doppio anello e la barra ripreso dai finimenti equestri è una fonte infinita di ispirazione, diventata un’icona che lega la storia unica di Gucci con la sua attitudine moderna”, dice Frida Giannini, Direttore Creativo di Gucci.

Al Gucci Museo di Firenze una mostra è dedicata alla ricca storia del mocassino con morsetto dalle origini quando veniva indossato da uomini leggendari degli anni Cinquanta e Sessanta, all’approdo nella collezione permanente del Metropolitan Museum of Art nel 1985, fino al giorno d’oggi.

Una vasta gamma di mocassini provenienti dagli archivi di Gucci narrano l’evoluzione di questa calzatura nel corso degli anni, compresi tutti i modelli proposti negli ultimi sessant’anni. Immagini in bianco e nero raffiguranti stelle hollywoodiane che calzano lo storico loafer fanno da sfondo ai mocassini in mostra.

I modelli mostrano l’applicazione del rinomato morsetto a un’ampia gamma di materiali: vitello, camoscio, vernice, pitone, struzzo,
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coccodrillo, satin e canvas e l’abbinamento ad altri classici simboli della Maison, come il nastro a strisce, il bambù e le doppie GG.

Una ricca varietà di proporzioni, compreso il modello con il tacco, che ha dato slancio al mocassino da donna, e la calzatura ibrida, a metà tra un mocassino e uno stivaletto, rivela modelli inediti. La mostra comprende anche le versioni rese famose da Madonna agli MTV Video Music Awards, da Brad Pitt nel film “Fight Club” nel 1999 e da Jodie Foster durante la sua adolescenza negli anni Settanta.

Questo anniversario non sarà celebrato soltanto a Firenze, ma anche con un vivace video ispirato alle raffinate calzature indossate dalle leggende di Hollywood, il video è un invito a divertirsi e a celebrare sessant’anni di “passi giusti”.
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ugg amberlee l’imputato si spogli delle sue propriet per vanificare le pretese di Giulia

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Nella prima udienza del 2018 del processo al dermatologo ravennate Matteo Cagnoni accusato di avere ucciso la moglie Giulia Ballestri nel settembre del 2016 che si svolto ieri nell della Corte d di Ravenna, sono tre i temi che tengono banco. Si parte parlando di questioni patrimoniali e finanziarie, poi si torna sul tema delle impronte dei palmi delle mani intrise nel sangue di Giulia trovate nella casa abbandonata di via Padre Genocchi, infine si entra ancora una volta nella casa del delitto per un nuovo sopralluogo

LA SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE AL FRATELLO

Il primo a sedere sul banco dei testimoni il luogotenente del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ravenna, Enrico Negrini. La PM Cristina D ricorda che la Tributaria, appunto, ha avuto un ruolo nell svolgendo indagini di natura patrimoniale immobiliare ed effettuando l di documentazione bancaria riguardante l e chiede al testimone Negrini di riferire. I fatti a cui il teste fa riferimento risalgono a qualche mese prima dell e sono stati in parte anticipati nel corso dell udienza, in occasione della testimonianza del notaio Fabrizio Gradassi. I rapporti con la moglie sono decisamente deteriorati e Matteo Cagnoni decide di spogliarsi di tutte le sue propriet tanto da diventare in modo che la moglie Giulia non possa avanzare pretese economiche in sede di separazione.

Cagnoni si rivolge allora all notaio (si conoscono da anni ed stato pure il suo testimone di nozze) e l viene perfezionata in due atti notarili rispettivamente del 10 e del 23 marzo 2016. Attraverso questi atti, l vende al fratello Stefano le sue quote di propriet di alcuni immobili. Le vendite in particolare, precisa Negrini riportando, a questo proposito le valutazioni dell (l del Mercato Immobiliare), avvengono ad un prezzo decisamente rispetto al valore stimato degli immobili. Accade per esempio per la casa di Marina Romea: Matteo Cagnoni cede il 50 per cento della nuda propriet al fratello per poco meno di 55.000 euro, contro un valore stimato dall di oltre 300.000. Idem per la casa di via Giordano Bruno dove l vive insieme alla famiglia: in questo caso al fratello cede addirittura il 100 per cento della nuda propriet in cambio di 30.000 euro contro uno valore stimato che si aggira fra i 300 400.000 euro.

Per rimanere nella sua abitazione di via Giordano Bruno pagher un affitto di 3.000 euro annui. Cagnoni cede anche il 50 per cento della nuda propriet di due immobili situati in via Cattaneo a Ravenna, compreso quello dove si trova il suo studio professionale. Il primo viene venduto per 40.000 euro, il secondo a 60.000, entrambi a meno di un terzo del loro reale valore sempre secondo la valutazione OMI. Ma il dato pi clamoroso riguarda un appartamento nell localit di Cortina d 30.000 euro il prezzo pattuito sempre per la vendita del 50 per cento della nuda propriet al fratello contro il milione e mezzo di euro stimato dall non tutto. Il 4 luglio 2016 l Cagnoni apre un conto corrente presso la filiale Toscana Est di Unicredit e il 5 luglio viene concessa al fratello Stefano la possibilit di operare sul conto corrente in questione. Su questo conto Stefano Cagnoni fa un versamento di 130.000 euro che corrispondono al valore finale della vendita degli immobili effettuati attraverso l notarile del 10 marzo. Il 10 agosto vengono versati i 30.000 euro provento della vendita del 50 per cento dell di Cortina. L non riguarda solo le propriet immobiliari. Matteo Cagnoni, insieme al padre Mario, al fratello Stefano e alla madre Vanna Costa possiede anche sei fondi d per un totale di un milione 263.271 euro. Il 16 marzo questa posizione viene chiusa e poi riaperta: Matteo Cagnoni non pi fra i titolari dei fondi d Nessuna domanda degli avvocati di parte civile e neppure da parte dell difensore dell viene posta al luogotenente della Tributaria che viene dal Presidente della Corte Corrado Schiaretti.

LA VILLA, IL BASTONE, IL SANGUE E LE IMPRONTE

L Giovanni Trombini concentrer invece la sua attenzione sui testimoni successivi continuando nel suo tentativo di trovare crepe nell accusatoria e di dimostrare la sua tesi dell di Giulia ad opera di uno sconosciuto che sarebbe entrato nella casa di via Padre Genocchi per rubare o trovare riparo. Piuttosto duro il suo controesame del testimone Enrico Filippini del Gabinetto della Polizia scientifica di Bologna che nella penultima udienza del 2017 aveva riferito il merito alle impronte dei palmi delle mani intrise nel sangue della vittima trovate su un muro e sul frigorifero della villa di Padre Genocchi, impronte attribuite a Matteo Cagnoni. Gi nell precedente l Trombini aveva posto l dell degli accertamenti, rigettata dalla Corte. E anche nella prima udienza dell in occasione del controesame di Filippini e della sua collega Lombardo cerca di mettere entrambi in difficolt Filippini per tiene duro: le minuzie rilevate (rispettivamente 20 e 28) sulle impronte dei palmi delle mani intrise nel sangue di Giulia Ballestri trovate sullo spigolo di un muro e sul frigorifero della casa dell rendono queste impronte concretamente attribuibili all sforzo del difensore di Matteo Cagnoni si concentra infine nei confronti del sostituto commissario di polizia Francesco De Paolis, coordinatore regionale del settore operativo del Gabinetto di Polizia scientifica di Bologna, non solo l testimone, ma il testimone pi della giornata. De Paolis, nel corso dell ha partecipato ad un sopralluogo tecnico per integrare quello effettuato dalla Scientifica di Ravenna nella casa del delitto e all di Giulia Ballestri. Nella villa abbandonata ha effettuato una serie di interventi alla ricerca di quella che lui definisce la della prova utilizzando strumentazioni tecnologiche sofisticate. Ha fatto rilievi fotografici. Alcune di queste foto scorrono sullo schermo allestito nell dove si svolge il processo accompagnate dal suo commento puntuale e molto articolato. Il ballatoio, dice ribadendo quella che da sempre la tesi della Pubblica Accusa suffragata da una serie di elementi, il luogo dove inizia l di Giulia;
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lo scantinato il punto finale. De Paolis parla di decine e decine di tracce di sangue che documentano la violenza.

Poi torna sul bastone sporco di sangue della vittima trovato nella casa abbandonata dello stesso tipo del legname accatastato nel garage del casa di via Giordano Bruno. Si sofferma su due impronte di calzature diverse trovate sul luogo del delitto: una simile a quello delle Timberland trovate ad asciugare su un termosifone nella casa di Firenze dei genitori dell e ritenute di propriet del padre Mario, l che sembra mostrare il logo tipico della marca Hogan ritenuto compatibile con quello delle scarpe che Cagnoni indossa nel video che lo riprende nella pasticceria dove ha fatto per l volta colazione con Giulia la mattina dell Scarpe, queste ultime, che non sono mai state trovate. L accusatoria suffragata anche dalla testimonianza qualificata del commissario della Scientifica De Paolis non convince affatto l Trombini. A suo parere, lo ha fatto capire a pi riprese nel corso delle varie udienze, la colpevolezza del suo assistito stata data per scontata e non si sarebbe indagato anche in altre direzioni.

Questo sarebbe avvenuto anche nella casa dell Nel suo lungo controinterrogatorio il difensore insiste sul fatto che non sarebbero state effettuate indagini accurate in altri luoghi della villa, ad esempio in una delle camere da letto al piano superiore dove sarebbero stati trovati i cassetti aperti e vari oggetti sparsi sul letto. L Trombini afferma anche che nel video del primo sopralluogo girato dalla Polizia che mostrer alla Corte, nella casa di via Genocchi la porta che conduce al terrazzo sul tetto era aperta, al contrario di quanto appare nel video del sopralluogo mostrato in aula e al contrario di quanto dichiarato dal commissario De Paolis che ha detto a sua volta di avere visto chiusa sia la porta che conduce al terrazzo, sia tutti gli ingressi della casa.

Il processo riprender venerd prossimo, 26 gennaio con l di altri testimoni della Pubblica Accusa.

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LECCE Rendere il parto a misura di mamma e neonato. Ascoltando la voce delle dirette interessate e adeguando i servizi sanitari, dall’Ospedale ai Distretti, grazie ad uno specifico percorso di formazione indirizzato al personale.

Si chiama Percorso Nascita ed è il modo per aiutare le mamme a diventarlo e gli operatori e i servizi socio sanitari ad affrontare l’evento nascita come una formidabile occasione di verificare e migliorare la propria capacità di favorire la consapevolezza delle donne, in modo particolare in una fase della vita in cui si esprime al massimo livello la loro forza creativa.

La ASL Lecce sta realizzando il proprio Percorso Nascita, avviato nel 2016 e proseguito nel corso del 2017, in ottemperanza alle raccomandazioni del Comitato Nazionale Percorso Nascita e delle indicazioni del corrispondente Comitato regionale.

Anche grazie alla disponibilità (gratuita) di un esperto epidemiologo, il prof. Michele Grandolfo, già dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e redattore del Progetto Obiettivo Materno Infantile, si è proceduto a delineare il piano di azione, lavorando in sinergia con il Comitato aziendale per il Percorso Nascita.

Dopo aver valutato l’attività e la consistenza dei servizi territoriali ed ospedalieri, anche con accurate visite in loco, occasione per la condivisione delle linee strategiche, si è programmato di svolgere una indagine epidemiologica con interviste effettuate da personale addestrato ad un campione rappresentativo di donne partorienti in tutti i centri nascita operanti nella ASL di Lecce. Obiettivo dell’indagine era la conoscenza dei servizi utilizzati, le procedure, il grado di soddisfazione e gli esiti di salute sulla base di indicatori nazionalmente e internazionalmente consolidati. La conoscenza dello stato dell’arte,
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il raffronto tra quanto si fa e quanto raccomandato dalle evidenze scientifiche e dalle linee guida nazionali e internazionali avrebbe permesso di ancorare saldamente i programmi di aggiornamento professionale messi in cantiere per tutte le figure professionali, con particolare attenzione alle ostetriche, figure cardine del percorso nascita. I risultati dell’indagine avrebbero altresì costituito la base di riferimento per valutare i miglioramenti prodotti dall’applicazione del piano di azione. L’indagine ha previsto interviste a 24 ore dal parto, a tre e sei mesi a tutte le donne che avrebbero partorito nei primi 45 giorni del 2017.

Sono stati acquisiti i risultati delle interviste alla nascita e a tre mesi entro il primo semestre del 2017 e sono in corso le analisi delle interviste a 6 mesi. Acquisiti i risultati complessivi si provvederà alla diffusione dell’informazione con rapporti scritti, pubblicazioni e convegni, anche aperti alla popolazione.

I primi risultati dell’indagine mostrano una evoluzione positiva rispetto al passato, ma vi è ancora molta distanza da quanto raccomandato, giustificando così il piano di aggiornamento professionale.

A tale scopo sono stati coinvolti esperti tra i più accreditati, per esperienza e competenza, a livello nazionale. Sono stati già effettuati tre corsi sulla conduzione degli incontri di accompagnamento alla nascita, curando l’aspetto dell’offerta attiva, con il coinvolgimento di tutti gli operatori consultoriali e il primo corso per gli operatori ospedalieri. Nei primi mesi del 2018 si completeranno i corsi per il personale ospedaliero e si effettueranno i corsi specifici per le ostetriche sull’assistenza alla gravidanza fisiologica.

Sempre nel corso dei primi mesi del prossimo anno il consulente esperto aiuterà ogni singolo consultorio, distretto per distretto, nella progettazione operativa delle attività. Verrà curata con attenzione l’integrazione tra servizi territoriali ed ospedalieri. Nella seconda metà del 2019, infine,
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è prevista una seconda indagine epidemiologica per valutare i progressi compiuti.

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La compatibilità dell’arcata dentaria di Raniero Busco con il morso sul seno sinistro di Simonetta Cesaroni. Una delle prove schiaccianti per l’accusa, insieme al Dna dell’ex fidanzato ritrovato sul corpetto e sul reggiseno della vittima, potrebbe rivelarsi inconsistente. Anche perché, dopo l’autopsia, nella quale si faceva riferimento a un ‘presunto morso’ sul seno di Simonetta, il pm Pietro Catalani non ravvisò la necessità di una rilevazione di saliva, per far luce sull’identità dell’assassino. Un erroreche ha, di fatto, complicato le indagini.

“Il cadavere si legge nell’autopsia del dott. Ozrem Carella Prada veste un reggiseno color rosa pallido, abbassato in modo da lasciare fuoriuscire la parte superiore dei seni e i relativi capezzoli, mentre la bretellina destra è arrotolata e scende all’altezza dell’omero. L’indumento è macchiato di sangue all’altezza delle bretelline e del seno sinistro, nonché alla parte posteriore”. Nel referto medico non si fa riferimento alle tracce di sangue ritrovate sul reggiseno e al relativo gruppo ematico. “La vittima scrive Prada indossa, inoltre, calzini di color bianco con tracce di sporco alle piante dei piedi. Sulla regione epigastrica poggia un top di colore bianco merlettato e sbottonato. Al polso sinistro è assicurato un orologio con cinturino in pelle al momento funzionante”. L’orologio è stato mai analizzato?

E a proposito dell’orario della morte di Simonetta Cesaroni, altro elemento che sarà rivalutato dagli inquirenti in sede di Appello, il medico non lascia adito a dubbi: “Sulla base degli elementi valutativi si legge nel referto medico , che tengono conto del rigor mortis, l’epoca della morte di Simonetta fu fatta risalire a circa 7 12 ore prima del sopralluogo del medico legale, effettuato alle ore 2 circa dell’8 agosto 1990. Quindi, la ragazza dovrebbe essere stata uccisa tra le ore 14 e le 19 del giorno precedente. Le ferite inferte precisa il dott. Prada , attraverso un’arma bianca, furono in tutto 30, di cui una transfossa, quella all’emicollo sinistro”.

Dal 2004, il pm Roberto Cavallone, succeduto a Settembrino Nebbioso, decise di ripercorrere le fasi passate dell’investigazione “con occhi e metodi nuovi”. Nell’indagine fu coinvolto anche il Ris di Parma. Il procuratore aggiunto Italo Ormanni e il pm Roberto Cavallone consegnarono al colonnello Garofano i pochi indumenti che Simonetta aveva indosso al momento del delitto: top, reggiseno, calze e le scarpe. C’erano anche un bicchiere, una tazzina, un mozzicone di sigaretta che erano stati repertati dalla magistratura nel 1990. La particolarità è che la mattina del 4 agosto, nell’ufficio dell’Aiag di Luigina Berrettini, furono ritrovati due mozziconi di sigaretta (uno con filtro bianco e l’altro color paglierino). Il dato strano è che la stessa Berrettini e la collega Faustini non fumavano. I mozziconi di sigaretta sono da ricondurre, quindi, a due persone che 3 giorni prima del delitto erano negli uffici degli Ostelli della Gioventù e di cui non è stata rivelata l’identità.

Furono analizzati dal Ris anche il fermaglio per i capelli di Simonetta, insieme all’ombrello rosa, al borsellino, all’orologio che la ragazza aveva con sé, al tagliacarte (la possibile arma del delitto), al quadro, al tavolo della stanza dove avvenne l’omicidio e al vetro dell’ascensore della scala B (trovato sporco di sangue nel ’90). Gli indumenti furono ritrovati nell’obitorio originario, dove nel 1990 fu eseguita l’autopsia sul corpo di Simonetta e dall’inizio del processo si discute sull’eventuale contaminazione, con altri indumenti, dei reperti nel corso del tempo. Nell’appartamento dell’Aiag quella notte del 7 agosto, gli inquirenti non rilevarono tracce di trascinamento, sgocciolamento, né segni di lotta nelle altre stanze e nella camera dove lavorava la Cesaroni. La stessa porta d’ingresso non presentò segni di effrazione. Ciò significa che Simonetta conosceva l’assassino oppure che l’omicida possedeva un mazzo di chiavi proprio.

La scarsità o l’assenza di tracce furono dovute anche alla volontà, da parte di qualcuno, di pulire e cancellare anche i segni del sudore o di altra natura. La giovane fu colpita quando era nuda e priva di sensi. Che la morte sia sopraggiunta in un tempo rapido (probabilmente dopo svenimento) è dimostrato dall’assoluta mancanza sul corpo della Cesaroni di lesioni ‘da difesa’, con le unghie delle mani perfettamente curate e che non presentavano alcun segno di traumaticità. Vi fu, poi, il tentativo di far scomparire le macchie di sangue sul pavimento, con lo strofinio degli indumenti della vittima, prima di simulare il furto degli oggetti preziosi della ragazza. A questo proposito, c’è da chiedersi perché la giovane si recò al lavoro il 7 agosto (in periodo di ferie) con indosso ornamenti preziosi. Gli esami chimici effettuati sul corpo della Cesaroni esclusero, inoltre, la presenza di alcol e stupefacenti nel sangue.

Simonetta Cesaroni: un altro di quei delitti che un bravo carabiniere di vecchio stampo avrebbe risolto in poco tempo. Classico delitto pulsionale (agito improvviso e incontrollabile) come dimostrano le modalità di aggressione e la tipologia dei colpi inferti. Simonetta apri la porta a qualcuno che conosceva o che riconobbe. Probabilmente si tolse le scarpe per avvicinarsi allo spioncino (ecco perchè le calzature furono rinvenute in ordine, come se la vittima le avesse spontaneamente sfilate). Per ripulirsi dal sangue, utilizzo la fontanadel sottotetto di cui conosceva l Tutto questoBusco non lo sapeva né poteva saperlo. Non aveva motivo perattraversare di corsa la città di Roma nel bollore di un pomeriggio agostano, correndo pesanti rischi ,per uccidere inscenando un omicidio senza premeditazione la propria ragazza. Le prove a carico di Busco,labili, controverse,insufficienti, mascheranole profonde carenze delle indagini.

E Delli Priscoli che fine ha fatto?Come mai nessuno dice che l magistrato Delli Priscoli ha impedito di girare il film sul delitto di Via Poma nella palazzina in cui questo è avvenuto poiché allora fu, tra i sospettati, anche suo figlio?Perché non si parla del debito morale di Mario Delli Priscoli con la procura di Roma alla quale era grato perché veva lasciato il figlio Francesco fuori dalle indagini sull’omicidio? (Leggete il caso Genchi di Edoardo Montolli) Dato che quel giorno, in effetti, Francesco Delli Priscoli era stato visto uscire dal portinaio da uno dei palazzi a ferro di cavallo di via Poma. Perché a nessuno viene in mente di fare il test del DNA anche a Francesco Delli Priscoli? Di cosa ha paura il magistrato? Spero vivamente sia fatta chiarezza su questa storia
ugg ugg australia l'autopsia su Simonetta e quelle tracce di saliva che mancano

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Io non vado molto nei musei. Mi piace, ma devo conoscere ciò che sto per andare a vedere. Devo avere tempo per farlo ed a volte è successo che fosse “troppo”, portandomi frustrazione più che appagamento perchè non posso vedere tutto come vorrei, con calma. Inoltre amo andarci con chi ne sa più di me, come quel ragazzo con cui uscivo in Italia e che mi ha fatto scoprire la bellezza contemporanea del MART di Rovereto o la mia docente di Sociologia delle Religioni, che ci portava a fare lezione nei musei di Bologna, facendoci scoprire i linguaggi pedagocici nascosti nei quadri dei maestri italiani. Era una vecchia ciabatta che mi intimava sempre di smettere di alzare la mano ma l’ho amata per queste escursioni. Settimana scorsa ho fatto il giorno tutto per me: no compiti di olandese, no lavatrice, no pulizie, no palestra ma pranzo in uno dei miei eetcafè preferiti, shopping e passeggiata in centro.

Mentre uccidevo i miei sudatissimi addominali con un hot dog al polistirolo in piazza Dam, ho notato che nella Nieuwe Kerk c’era un’esposizione temporanea sull’Ebraismo. Io l’unico ebreo praticante che conosco sembra uscito da una sfilata dei costumi da bagno di Armani, è sposato con un ragazzo olandese, è vegetariano e va in giro commando non sapete cosa vuol dire che non porta le mutande. Capite che se penso a lui e ad Anna Frank non mi capacito. Eppure sentirlo parlare della sua religione e del suo popolo (uso gli aggettivi possessivi perchè nelle sue parole è intensa e chiara la forza dell’appartenenza) mi fa perdere le parole nei suoi occhi acquamarina e mi meraviglia.

Ho sempre voluto visitare questa chiesa museo del XV secolo, non più luogo di culto ma edificio adibito a concerti d’organo e ad esposizioni, soprattutto di carattere antropologico. Che poi è del 1408, nuova sto paio di ciuffole, ma per distinguerla dalla Oude Kerk (la Chiesa Vecchia), l’hanno chiamata così. Noi le chiamiamo Della Santissima Madonna Assunta in Cielo con gli Angeli vestiti da Cheerleaders e loro Nuova. Ciò vi fa capire già molte cose.

Non ci sono mai entrato nella Nieuwe Kerk perchè in tutta sincerità mi mette soggezione: qui ci si sposano le principesse ed i principi (gli ultimi la Massima ed il Willem Alexander nel 2002) ed il campanile regola il tempo della città dal 1890. Questo vuol dire che tutti gli orologi pubblici della città si basano su ciò che indica quello della Nieuwe Kerk. Per me, che sono un drogato di tempo, è come il Tempio dell’Oracolo, qualcosa di potente e che ti salva la sanità mentale: il tempo che ticchettìa e che ti regola. Una città intera. Dall’orologio di un campanile. Potentissimo.

L’hot dog XXL deve aver tolto in me ogni inibizione (sono io o frase fa tanto Tinto Brass?) e quindi mi sono diretto con passo deciso e di scarpa a punta verso la biglietteria, ho sfoderato il mio olandese creativo ed ho estratto la gheissima Museumkaart. Dico così perchè è colorata che neanche la bandiera arcobaleno GLBT. Per chi non lo sapesse questa carta vi permette di avere l’accesso gratuito o con una piccola contribuzione a 400 musei in tutti i Paesi Bassi per un anno. Costa 39,95 euro ( fai 40 a sto punto no?), ma a me l’ha regalata la Bruna prima di partire, la mia amica dalle montagne che fa la geologa e che mentre io le facevo vedere le bellezze della città, lei guardava per terra per cercare i faraglioni o le lumache preistoriche o cose che non ho mai capito bene ma che di sicuro erano morte da tanto. C’è scritto che sono nato nel 1987 e che di nome faccio Bruno. Con la O un po’ pasticciata perchè era una A.

La Museumkaart è più che altro una sciccheria da residenti. Se venite a visitare la città e volete strafarvi di Van Gogh, Rembrandt, Sinagoghe portoghesi, Hermitage, Tropenmuseum e tutta la roba che trovate QUI, vi conviene acquistare la I amsterdam City Card. Costa 40, 50 o 60 euro, a seconda che vogliate usarla per 24, 48 o 72 ore. Comprende inoltre i trasporti sui mezzi pubblici ( treni esclusi), sconto del 25% su noleggio di biciclette o teatri, sconti vari in ristoranti e tuttecosse che vi invito ad andare a vedere QUI prima che mi venga l’orchite.

La mia visita all’esposizione Joedendom: een wereld vol verhalen (un mondo pieno di storie, QUI il link al sito ufficiale) è iniziata con il pagamento di 15.00 euro più 3 di giuda elettronica in inglese, perchè la Museumkaart della Bruna era scaduta il giorno prima

Poi uno deve dire che non è sfigato aleichem! Un paio di giorni di pazienza e vi racconto dell che, vi anticipo, mi è piaciuta moltissimo.

Mi piace però l del per me metterlo sul calendario!

Stasera ero li in cucina,dai miei,sono venuta al piccolo paese sul mare a trovarli e mia mamma,tutto a un tratto mi guarda e mi dice. una cosa? Voglio andare in Olanda. Io non ho capito bene,pensavo che aver messo il Myrto del dopocena nel bicchiere da acqua mi avesse dato al cervello invece era seria. Allora ho deciso,adesso o mai più! A Pasqua porto i miei vecchi ad Amsterdam ^_^ e farò questa tessera che hai consigliato così li ammazzo di cultura e se sopravvivono gli spiego perchè amo tanto questo paese e la smettono di dire dove vuoi andare??? Lassùùùù!
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emu o ugg L’incredibile week end del mercatino del rubato di Porta Maggiore

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Non ci dilunghiamo sui mercatini del rubato. Ne hanno parlato tutti, finalmente anche la grande tv. Ormai tutta Italia conosce questo fenomeno romano per cui i cittadini, magari gli stessi che hanno l’auto derubata o l’appartamento svaligiato, vanno a ricomprare al mercatino illegale la refurtiva. Sono scene incredibili perché le abbiamo viste solo in qualche film di neorealismo sul Dopoguerra, o in qualche documentario sui paesi dell’est. Sono scene incredibili anche perché si tengono in pieno centro.

Eppure, vista l’incapacità delle norme di questo paese, pare impossibile contrastare davvero questa anomalia che, come tutte le anomalie lasciate crescere, si è trasformata in mafia.

A nulla è valso il Giubileo e l’allerta terroristica. Si prosegue. E si prosegue anche in luoghi iconici della città come Porta Maggiore. Sul mercatino della roba rubata di Porta Maggiore pubblichiamo un documentario niente male che si svolge, con immagini dall’alto, nell’arco di 24 ore praticamente. Da ieri, sabato, verso le 11, fino ad oggi verso le 11, orario a cui risale la foto qui sopra.

Il mercatino si forma, diventa immenso, i tram fanno fatica a farsi largo tra venditori, compratori e spazzatura in vendita. Pericolo enorme. Nonostante le segnalazioni (aho, è sabbeto) ieri il mercato si è svolto per ore e ore e come al solito, finita la mercanzia, ha lasciato il consueto stuolo di porcherie. Ama non è passata (aho, è sabbeto) e come potete vedere alla sera, verso le 19, la situazione era quella mostrata nel filmato: sporcizia dovunque e cumuli di rifiuti, panni, scarpe, abiti rubati negli appartamenti svaligiati e rivenduti liberamente in mezzo alla strada che manco in Bulgaria nel 1959.

La cosa straordinaria è che stamattina, alle 11 (è la parte finale del filmato), quando il mercatino iniziava a riformarsi, ancora tutta la spazzatura è al suo posto: Ama non era passata neppure a prima mattina a pulire. Il mercatino del rubato della domenica si riformava sulle sporcizie del mercatino del rubato del sabato. Di fronte a uno dei principali monumenti della città. Una roba di una amarezza e di una tristezza allucinante.

Roma fa schifo è una bacheca pubblica di approfondimento e riflessione nata nel 2008 per mettere insieme l’indignazione, le denunzie e le segnalazioni di migliaia di cittadini nei confronti della inenarrabile situazione di anarchia, malgoverno, connivenza, criminalità, corruzione e degrado in cui versa la città di Roma. La pubblicazione è libera e a tutti è permesso di dire la propria per il bene della città. Cerchiamo di porre l’attenzione sui veri problemi della città che vengono volutamente ignorati dalla politica per non toccare mafie, camorre, lobby, potentati e serbatoi di voti sporchissimi. Questo ci provoca più di qualche noia con la legge a causa di querele strumentali da parte di chi vuole chiuderci il becco. I costi per garantirci un minimo di difesa e patrocinio legale rischiano però di divenire insostenibili per continuare. Ecco, insomma, aiutateci!
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