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La copertina, con quell’inconfondibile cura dei particolari (la fotografia sgualcita del gruppo attaccata con una puntina da disegno alla scarpa sinistra di un cadavere; il piede destro scalzo; una margherita di campo davanti al corpo senza vita, altri fiori in una mano), ha il marchio di fabbrica dei dischi degli Area. Ma “Arbeit macht frei” il primo ellepi di Demetrio Stratos e compagni sarà pubblicato solo due anni dopo, nel ’73.

E’ il 1971, e per i ricostituiti Giganti proprio quelli di “Tema” e “Proposta” (“Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, forse il destino spezzato di quella margherita), alfieri di un beat ingenuamente contestatore ad alto tasso ugolico ha deciso di spendersi un genio in formazione come Gianni Sassi, che sta accingendosi con la sua Cramps a diventare il più importante discografico italiano “alternativo” degli anni Settanta.

Sulle note compare solo tra i “circulating visitors” insieme a Marx e Gesù, con lo pseudonimo di Frankenstein. Ma in realtà è lui, l’autore di testi political incorrect come quello di “Luglio, agosto, settembre (nero)”, a produrre questo “Terra in bocca” insieme al Gigante musicalmente più evoluto, Mino Di Martino, a sua volta futuro compagno di strada di uno sperimentale Franco Battiato. In rappresentanza della banda Area c’è anche il bassista Ares Tavolazzi: sempre più cantanti che strumentisti, i quattro Giganti sono stati muniti ciascuno di una controfigura.

Affiancato Tavolazzi a Sergio Di Martino l’eterno ragazzo che, sorprendendo tutti, se ne andrà in largo anticipo, il 28 febbraio 1996, dopo una lunga malattia , alla batteria insieme a Enrico Maria Papes (poco sfruttato in questo album il suo inconfondibile vocione) siede Ellade Bandini, fido accompagnatore di Francesco Guccini. Sulle tastiere si appoggiano le mani di Checco Marsella, vocalist noto per le discese ardite e le risalite, e corrono quelle di Vince Tempera, più conosciuto come “il maestro Vince Tempera”, autore di tutte le musiche del disco; alla chitarra si alternano il titolare Mino Di Martino (è sua la voce più spigolosa del nostro pop), il fratello Sergio, il chitarrista dei Latte e miele Marcello Dellacasa e lo stesso Tavolazzi.

Forse non è un capolavoro, “Terra in bocca”, appesantito dai si fa per dire recitati, in qualche caso sminuito da imbarazzanti melodie alla Giardino dei semplici e soprattutto privo di canzoni indimenticabili. Ma un atto di coraggio, musicale e non, quello sì. Un album concept sulla mafia trent’anni fa, con la guerra dell’acqua descritta da Piero De Rossi (suoi i testi) che sembra rubata alle cronache dei nostri giorni. Proprio una canzone di De Rossi aveva dato il “la” al progetto, pensato anche per il teatro. Peccato che i Giganti fossero da sempre abbonati alla censura: basti ricordare l’intempestiva correva l’anno 1967 “Io e il Presidente” (chi si credevano di essere, Camilla Cederna?), o la non ancora presentabile “Una ragazza in due” dell’anno prima (la versione femminile di successo, “Pensiero stupendo”, sarebbe arrivata solo nel 1978).

Risultato: l’ellepi, dal pernicioso sottotitolo “Poesia di un delitto”, sarebbe stato trasmesso solo una volta alla radio. Poi più nulla, e fu la fine della band, rianimata solo negli ultimi anni da Papes e Marsella, sorretti dal bassista Kambiz Kaboli e dal cantante Giovanni De Luigi. Siccome però uno straccio di giustizia, se non sulla Terra, almeno sul Web ogni tanto si realizza, ecco il suo ritratto comparire nella prima pagina del nostro album di famiglia, dopo aver schizzato qui e là i suoi umori urticanti in qualche sito prog dell’ultima e penultima ora.

Ma sono proggaroli, i Giganti di “Terra in bocca”? Un po’ sì; prog all’italiana, naturalmente: dai titoli (“Plim plim al parossismo delicato andante”, o se preferite “Rimbalzello compiacente ossessivo ma non troppo fine”, o ancora ma i censori questa volta dormivano? “Larghissimo dentro tutto”) a un certo caos organizzato con la chitarra elettrica che guida la carica, alle aperture del mellotron orgogliosamente suonato da Francesco Marsella con His Ten Fingers Ten. Poi, non poteva essere altrimenti, c’è molto Gigantismo nell’uso delle voci, a ricordarci che non tutto ha avuto inizio con i Neri per caso. E c’è il gusto dolceamaro della scommessa: purtroppo persa, ma almeno combattendo fino all’ultima nota.

sul diritto d’autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propricaso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all’atto della.
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Nella prima serata, nel reparto femminile della Casa Circondariale di Potenza, si stava consumando una tragedia, un tentativo di strangolamento in danno di poliziotta penitenziaria, a comunicarlo è Donato Sabia Segretario Regionale Agg. della UILPA Penitenziari Basilicata. di servizio nel turno pm stava svolgendo regolarmente la propria attività. R. (definita la Mantide), già nota per le varie vicissitudini custodiali, che con dei lacci di scarpe ha cercato di strangolare l’Agente che contemporaneamente veniva bloccata da altra detenuta per le mani, in modo da evitare che la stessa cercasse di liberarsi dalla morsa.

L’eloquenza dell’azione non lascia dubbi, un tentato omicidio studiato e pianificato nei particolari. Solo le urla delle altre detenute forse ha destabilizzato l’azione criminosa tanto da consentire all’assistente di svincolarsi dalla presa con la forza della disperazione, vedendo la “morte avvicinarsi”. del locale Ospedale.

Quanto accaduto è gravissimo, soprattutto l Amministrazione non può adesso sottrarsi alle proprie responsabilità, visto che la detenuta in questione, era stata protagonista di notevoli eventi e minacce nei confronti del personale.

Si evince un Amministrazione totalmente assente, lasciando il personale in balia delle onde, del pericolo.

Conclude Sabia, non si può andare a lavorare con queste situazioni con la certezza del pericolo, rischiando la vita in un semplice turno di servizio.

Chiediamo l’ immediato trasferimento della detenuta che ha tentato l’omicidio, nelle prossime 24/48 ore, in caso contrario, tutto il personale si mobilitera’ con forti azione di proteste, anche con l’autoconsegna.
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Le scarpe sono senza dubbio uno degli accessori più importanti di ogni nostro look: sbagliare le shoes che abbiniamo ai nostri outfit è davvero imperdonabile. Ma come fare per riuscire a non sbagliare la scelta delle scarpe? Semplicemente seguendo le tendenze legate al mondo delle calzature.

A Pitti Uomo 87 sono tantissimi i trend per l’autunno inverno 2015 2016 dai quali gli uomini possono prendere spunto per poter creare look di sicuro successo: scarpe sportive o scarpe più eleganti e ricercate, da abbinare ad ogni stile con estrema semplicità.

La Martina è presente a Pitti Uomo 87 con la sua ricca collezione di capi di abbigliamento e di accessori: presentati in maniera decisamente insolita, con una simulazione di polo con cavalieri a cavallo nel piazzale esterno della Fortezza da Basso di Firenze, dal primo giorno di manifestazione il marchio di moda ha stupito i presenti con i suoi eventi e con i prodotti della sua nuova collezione di moda.

Dal momento che il leit motiv di questa nuova edizione di Pitti Immagine Uomo era proprio il camminare (“Camminare per il piacere di farlo, per vedere, pensare e assaporare il mondo. Per sport o perchè camminare o parlarne è di moda. Oggi più che mai espressione di lifestyle”, come suggerito da Agostino Poletto, vicedirettore di Pitti Immagine), poteva mancare una calzatura maschile adatta per arrivare lontano nel guardaroba di La Martina?

Cortos by La Martina è il modello di calzatura che si ispira proprio al tema di Pitti 87, ovvero “Walkabout”, e che meglio rappresenta lo slogan di questa edizione della manifestazione fiorentina per la moda autunno inverno 2015 2016: lo stivaletto tagliato con zip non è una novità, ma una rivisitazione di un boot master di Buenos Aires.

Il passaggio dalle Ande agli Appeninni è stato veloce e glamour, grazie a questo modello di stivaletto con zip anteriore, perfetto non solo per i giocatori di polo, ai quali la linea si ispira, ma anche per i moderni centauri (anche lo zaino della collezione si ispira, del resto, al mondo biker), oltre che ai “walker” moderni.

Panchic pensa alle giornate di pioggia proponendo un modello di galoscia davvero molto particolare: la sua scarpa viene definita come comfortably cool, “comfortably” perché comoda, pratica e confortevole, “cool” perché cerca di portare in un mondo spesso troppo asettico, banale e noioso come quello di scarpe e stivali da pioggia uno stile un po’ più di tendenza, un po’ più particolare e originale. Per affrontare le giornate di pioggia con uno stile “cool”, appunto.

Il marchio trevigiano Panchic propone questo modello di polacchino in plastica nera morbida, vellutata: la suola è in espanso EVA, mentre la scarpetta interna è estraibile. I lacci colorati danno un tocco frizzante e sbarazzino ad una calzatura molto pratica e tecnica, che propone due tonalità contrastanti molto accattivanti, come quelle del rosso e del nero. Da un lato il colore della passione e dell’amore, dall’altro il colore classico delle calzature e dell’eleganza.

Scarpe ironiche, divertenti, particolari, ma anche pratiche, comode, che nascono con uno scopo ben preciso: permetterci di affrontare le giornate di pioggia con uno sprint in più, con uno stile un po’ più divertente, per non prenderci sul serio, ma al tempo stesso per poter avere ai nostri piedi una scarpa idrorepellente che consente ai nostri passi di stare al caldo, all’asciutto, protetti e coccolati. Ovviamente il tutto con uno stile decisamente moderno.

Panchic a Pitti Uomo non presenta solo la sua Galoscia, ma anche Nosse, versione dialettale della parola Nozze che sta a indicare la classica scarpa da cerimonia reinterpretata dal brand con un modello di francesina Good Year con para molto alta e gros grain colorato nelle stringhe. Ma a Firenze non potevano mancare i polacchini Original, proposti in crosta scamosciata e stringhe di gros grain con tantissimi colori diversi.

Lara Hampton presenta a Pitti Uomo 87 la sua collezione “Sport Chic Couture”, nella quale oro e glitter risplendono per dare un po’ di glamour in più al prossimo autunno inverno 2015 2016. La collezione è un vero e proprio omaggio ad uno stile elegante e sportivo al tempo stesso, con calzature di classe che letteralmente brillano, grazie a soluzioni che sono un perfetto mix tra la nostra voglia di essere chic e la nostra passione per le calzature sporty.

Sport e Couture si uniscono in scarpe sportive che si vestono però di dettagli raffinati e ricercati, con particolari sparkling che non passeranno certamente inosservati nella prossima stagione fredda. Il glitter è il tema dominante dell’autunno inverno 2015 2016: lo stile sparkling, luminoso, brillante non è più riservato alle occasioni più glamour e mondane, ma anche ai nostri look da giorno casual, pratici e comodi che si vestono di canoni davvero insoliti.

Ecco, allora, le sneakers in pelle di vitello, in pelle scamosciata e tela tecnica che incarnano alla perfezione questi due stili perfettamente mixati tra loro. Lo spirito sportivo e lo spirito couture non rivivono solo nei glitter e nei dettagli luminosi, ma anche nelle geometrie proposte come il damascato a rombi. Femminilità e praticità, stile elegante e stile sportivo, couture e sport per una collezione che vive letteralmente sui dualismi, in ogni sua calzatura.

La collezione non si compone solo di sneakers: Lara Hampton propone anche stivali che si ispirano agli anni Sessanta, con un carattere forte e deciso per la donna contemporanea, calzature con pelliccia interna per scaldare ogni nostro passo. Non mancano, poi, caratteristiche più tecniche e all’avanguardia, come ad esempio il tessuto tecnico a carboni attivi.

Tradizione e innovazione rivivono nella nuova collezione di scarpe che A. Testoni presenta a Pitti Uomo 87. Per l’autunno inverno 2015 2016,
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infatti, il fashion brand ha pensato di unire le linee tradizionali della scarpa maschile a design d’avanguardia e innovativi, per delle calzature perfette per l’uomo moderno che non rinuncia allo stile.

Il marchio di moda di Bologna presenta una collezione dove i materiali più gettonati sono i vitelli lisci, i vitelli martellati, i vitelli anticati o spazzolati, ma anche il vitello scamosciato stampato, la nappa, il morbido cervo, pellami pregiati e preziosi come il coccodrillo e lo struzzo, senza dimenticare la novità di questa stagione, la nappa optical.

I colori must have sono il prugna, l’uva, il muschio, tonalità intense che vanno ad affiancarsi ai classici neri e marroni che non possono assolutamente mancare nel guardaroba maschile, soprattutto quando si parla della stagione fredda. Scarpe da abbinare a look ricercati o più casual, perché altamente versatili e adattabili ad ogni stile.

La collezione si compone di francesine in vitello spazzolato e anticato a mano, tronchetti allacciati dalle linee pulite e con sfumature, slip con nappine anticato color piombo e con costruzione a sacchetto bolognese, derby fibbia e tronchetto caramel o prugno dal gusto luxury e informale al tempo stesso, ma anche la City Running che per l’autunno inverno 2015 2016 si veste di nappa color grigio cloud e suede color uva, con inserti in nappa optical.

Anche Castori sarà presente a Pitti Uomo con la sua collezione di scarpe maschili per l’autunno inverno 2015 2016: una collezione che si distingue per modelli dallo stile classico, impreziositi però da piccoli e interessanti dettagli che li rendono più contemporanei, e da un British Mood che si respira in ogni modello di calzatura che verrà presentata a Firenze in occasione dell’evento della moda uomo che ci presenterà ghiotte anticipazioni in merito.

Ricerca, qualità e reinterpretazione sono le parole chiave di questa collezione: le scarpe sono realizzate con una cura maniacale dei dettagli, scegliendo solamente materiali di alta gamma. Il camoscio è sicuramente la materia prima più importante della linea di calzature di Castori: camoscio idro e in crosta, ma anche vitello lavorato con diverse tecniche artigianali, cocco sia lucido sia classico o nabuk, morbido e dal massimo comfort.

Le scarpe sono proposte nei colori classici del guardaroba maschile: il testa di moro e il cuoio non possono mancare ai piedi degli uomini, anche se non mancano tonalità più al passo con i tempi, come il vinaccia e il giallo ocra, ma anche il blu, i verdi intensi e profondi o i bordeaux, che saranno di nuovo una tendenza molto forte del guardaroba di lui.

Tra i modelli cult di scarpe che Castori proporrà a Pitti Immagine Uomo 87, ricordiamo, ad esempio, il tronchetto beatle, un vero e proprio classico, presentato in camoscio con tagli innovativi e accattivanti e con colori che giocano sui contrasti, per un modello di calzatura elegante e senza tempo, che trova però una nuova “giovinezza”, proprio grazie ad alcune scelte stilistiche che svecchiano un po’ questi stivaletti impedibili per la stagione fredda.

E per chi ama indossare lo stile classico ecco le derby allacciate, rese più originali dall’utilizzo di frange o da intrecci di pelle, ma anche da abbinamenti di colori e di materiali che non ti aspetti. Una scarpa senza tempo, perfetta per ogni look maschile, da quelli più ricercati a quelli più casual, che però rivive grazie a piccoli accorgimenti che riescono a rendere questa calzatura moderna, giovane e fresca.

Converse, in occasione dell’edizione numero 87 di Pitti Uomo, presenta la sua collezione di calzature per l’autunno inverno 2015 2016: il brand ha deciso di rivisitare alcune calzature iconiche, riviste in chiave moderna e contemporanea, per poter assecondare le esigenze di tutti gli uomini dallo stile ricercato e casual. In particolare saranno due le linee che saranno presenti a Firenze, vale a dire la linea Chuck Taylor e la linea CONS.

Le Chuck Taylor sono state rivisitate nella tomaia, per quattro nuovi modelli che ci vengono proposti con un aspetto decisamente più aggressivo, più moderno, più in linea con i trend del momento: le sneakers in pelle sono proposte in bianco e nero, con inserti elastici, cinturini dallo stile biker e tomaia alta versatile e unisex, mentre i modelli in tessuto tecnico trapuntato, ideali per la stagione più fredda propongono tonalità più calde e accese.

La linea CONS, invece, presenta modelli di sneakers in suede monochrome colorati: i modelli ONE STAR e STAR PLAYER sono quelli di punta della collezione autunno inverno 2015 2016, mentre le Auckland Racers, le classiche running,
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vengono rivisitate per affrontare al meglio la stagione invernale.