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TRIESTE. Ottimo successo per la prima tappa stagionale dei campionati regionali di pattinaggio artistico su rotelle. A Gradisca gli atleti in gara si sono cimentati negli obbligatori che ha assegnato complessivamente 25 pass per gli Italiani l’1 2 giugno a Calderara di Reno (Bo).

FEMMINILE Nella gara Juniores il titolo è andato a Valentina Lovo del Gradisca (68.50 punti) che ha battuto Valentina Scamperle (Polet, 65.80), Alessia Ferluga (Gioni, 62) e Cecilia Zecchin (Pieris, 59.20). Tutte e quattro andranno a giocarsi il titolo nazionale. Andrea Maria Terpin (Gradisca, 82.70) ha ottenuto in solitaria la vittoria nei Seniores, nelle Jeunesse Gioia Girardi (Aquileiese) col punteggio di 79.50 ha messo in riga Amina Carli (Gradisca, 72.90), Marina Valent (San Floreano, 69.70) e Katja Pahor (Gradisca, 69.30): tutte queste atlete sono passate di diritto agli Italiani. Andranno a giocarsi il titolo tricolore solo le prime tre atlete delle Cadette: Laura Reganaz (Azzanese, 77.10), Maria Sofia Castello (Gradisca, 72) e Maggie Gasparotto (Azzanese, 71.60). A seguire sono arrivate Chiara Tunini (Ugg), Alexa Barnaba (San Floreano), Ilaria Donati Della Lunga (Ugg), Jennifer Zotti (Ugg), Sofiya Stolyar (Aquileiese), Veronica Carriero (Ugg), Gaja Bonutti (Ugg). Nella Divisione nazionale A Camilla Dri (Orgnano, 32.80) e Elisa Mastrofilippo (Pat, 31.50) tenteranno l’avventura a livello nazionale. Terza Asia Bordon (Pat), 5 Sandy Kumar (Pat), 6 Evelyn Robazza (Ugg). Nel gruppo B pass tricolore per Federica Zin (Pat, 34.50) e Giulia Altran (Ronchi, 33.70). Terza Karen Biasoni (Ronchi), 4 Micol Brezza (Pat), 6 Vanessa Dose (Pat), 7 Susanna Lando (Jolly). Nei C oro a Jessica Piazza (Polet) e argento per Valentina Turini (Dolegnano), nei D oro in solitaria a Caterina Gerometta (Pat): tutte e tre andranno a comporre la pattuglia regionale agli italiani riservati agli obbligatori. Da registrare ancora a livello femminile il podio degli Esordienti regionali con Giorgia Furlanetto (Azzanese) davanti a Valentina Merlo (Vipava) e Veronica Lucà (Pat). 4 Anna Lapaine (Jolly), 5 Chiara Dell’Erba (Gioni), e la vittoria di Gaia Acquafresca (Gradisca) davanti ad Alessia Cettolin (Ronchi) e Lara Dellarosa (Azzanese) negli Allievi regionali, con 4 Alice Sanvincenti (Pat) e 5 Francesca Malic (Vipava).

MASCHILE Sei i pass tricolori a livello maschile. Nei Cadetti oro per Elia Clementi (Jolly, 64.30), argento per Cristian Milani (Azzanese, 62.60), bronzo per Massimiliano Antonelli (Gradisca, 60.70) e quarto posto per Federico Ceolin (Azzanese). Primi posti solitari per Andrea Fontana (Pieris) e Daniele Altran (Ronchi) nei Jeunesse e nella Divisione

nazionale A. Negli Esordienti regionali oro a Bryan Gori (Jolly), davanti a Daniel Rovina (Polet), Giuseppe Abbagnato (Fiumicello) e Nicolò Bolpet (Fiumicello), infne negli Allievi regionale vittoria di Daniele Fantin (Azzanese) su Federico Deponte (Pat).
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Nell’anno di Expo, dal tema tutto alimentare, si parlerà anche di innovazione e del futuro del cibo. Non ci si può quindi esimere dal riflettere sull’impatto che il comparto alimentare ha sull’ambiente e su quali possono essere le soluzioni.

Che impatto ha la trasformazione del cibo sull’ambiente?

Solo per fare alcuni esempi, in Italia, secondo i dati di Nicoletta Ravasio, ricercatrice dell’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari del Cnr, vengono prodotti ogni anno (dati 2012 2013) circa 135 mila t di scarti dalla lavorazione del pomodoro da industria (buccette, semi), 1,5 milioni di t dall’uva da vino (buccette, semi, graspi), 2,2 milioni di t di paglia, 0,3 milioni t di lolla, 0,1 milioni t di pula (bran) dal riso.

Una delle nuove frontiere della ricerca in campo agroalimentare riguarda proprio il loro riutilizzo e la riduzione dell’impatto ambientale.

Fortunatamente tante sono le idee innovative e gli imprenditori che hanno deciso di trasformare(in tutti i sensi!) il punto debole della filiera agroalimentare in una potenzialità economica e ambientale.

Tessuti dalle arance

Orange Fiber è una startup che produce filati innovativi e vitaminici dagli agrumi. Le due giovani fondatrici, Adriana Santanocito e Enrica Arena, hanno pensato bene di riutilizzare le oltre 700.000 tonnellate di residui che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente.

Grazie alla nanotecnologia vengono infatti trasformati in stoffe biologiche, ecologiche, che rilasciano vitamina A, C ed E e che quindi hanno effetti benefici sulla pelle. E’ il primo tessuto da agrumi al mondo,
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composto da acetato da agrumi e seta.

Il gruppo di ricerca Smart Materials dell Italiano di Tecnologia di Genova ha sviluppato un metodo per produrre plastica utilizzando la lavorazione di scarti vegetali. Materiali smart, in quanto costituiti da fibre naturali e completamente biodegradabili.

Molteplici sono i prodotti ottenuti e le loro proprietà: dalla plastica con proprietà antiossidanti e antimicrobiche proveniente dal prezzemolo, alla plastica antibatterica ottenuta dalla cannella, fino alla plastica con capacità di assorbire metalli pesanti dispersi nell’acqua, derivata dal caffè.

Un modo efficace per ridurre i 290 milioni di tonnellate di rifiuti mondiali derivanti da plastica e i 28 milioni di tonnellate di scarti vegetali europei che ogni anno vengono prodotti.

Funghi dai fondi di caffè

Un processo produttivo davvero innovativo è quello ideato da RecoFunghi, che utilizza i fondi di caffè scartati dai bar per produrre una tipologia di funghi molto apprezzati e richiesti nel Sud Italia, il cardoncello.

Un progetto territoriale per le dimensioni limitate dell’attività, quello ideato dalla coppia lucana Daniele Gioia e Annarita Marchionna, ma dal grande cuore green.

Ecopelle e carta dalle mele

L’azienda bolzanina Frumat, grazie alla creatività del titolare Hannes Parth, utilizza ciò che rimane dalla lavorazione delle mele per produrre la cartamela e la pellemela.

La prima, ottenuta da cellulosa pura arricchita con scarti di mela, si presta a molteplici declinazioni: dai fazzoletti alla carta da cucina, dalla carta igienica alle scatole per il packaging.

EticHub, spin off dell di Pavia, ha testato cosmetici derivanti dall e dalla lavorazione di molecole contenute nelle bucce di uva, mele e pomodori, nella sansa e nelle acque di vegetazione derivanti dalla lavorazione delle olive.

Contenitori da bucce di arachidi e carote

Cosa si può ottenere invece dagli scarti di carote e bucce di arachidi? I contenitori di design Foodscapes, progettati da Whomade in collaborazione con Michela Milani: un guscio dalla forma di un seme, adatto a contenere alimenti secchi. Concepito per rientrare nella logica dei cicli naturali, una volta esaurito il suo utilizzo, può essere sciolto in acqua e usato per concimare il terreno. Dal seme al frutto, dal frutto al seme e dalla terra alla terra.

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