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About this Item: 1501. Bulino, 1501, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di tre descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Descritta dal Meder come rara, questa bellissima incisione di Durer fa parte di un gruppo di opere di transizione del Maestro, tra il perfetto stile tecnico dei primi lavori e la perfezione grafica delle opere del periodo seguente al viaggio in Italia. Il soggetto rappresenta il tema delle tre generazioni, piuttosto in auge presso gli artisti nordici del periodo. L’iconografia con le due figure in piedi fu presto soppiantata dalla pi comune delle tre figure sedute l’una accanto all’altra con il Bambino nel mezzo. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Engraving, 1501, signed with monogram on lower left plate. Example in the first version of three, as described by Meder. Magnificent work, rich in shades, printed on contemporary laid paper without watermark, in excellent condition. Meder describes this subject as quite rare; this engraving is part of a group of works realized by Durer in his period of transition, between the perfect technical style of his first works and the perfect graphic production realized after his journey to Italy. This subject depicts the three generations theme, quite common among the Northern artists. The old iconography with two standing figures was soon changed into three sitting figures, with the child in the middle. Bibliografia: Meder 43,a Dimensioni 71×116. Meder 43,a Dimensioni 71×116. Dimensioni. Seller Inventory 4301About this Item: 1502. Bulino, circa 1502, monogrammato in lastra in basso a sinistra. Esemplare nella prima variante di sei descritta dal Meder, con il graffio di lastra verticale nella parte superiore destra. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. L’incisione illustra la leggendaria uccisione di un drago ad opera di San Giorgio. Il Santo, qui raffigurato nell finale, nel momento di vittoria sul drago ucciso, domina la scena con la sua possente corazza, armato di spada e della lancia che tiene con la sinistra. L’elmo piumato deposto a terra, sulla sinistra, mentre sulla destra giace il drago, parzialmente occultato dietro le gambe del Santo, a conferirgli maggiore rilievo. Sullo sfondo si distingue un paesaggio marino con un centro abitato. Circa la data di esecuzione della stampa, i pareri sono discordanti. Alcuni riconducono l’opera agli anni 1507 1508, quando l’imperatore Massimiliano I mostrava particolare interesse per l’ordine di San Giorgio, fondato da suo padre. Con l’aiuto del Santo l’imperatore sperava di poter allestire una crociata contro i Turchi, progetto che matur proprio nel 1507. Panofsky ne anticipa l’esecuzione di tre o quattro anni, mentre Hollstein e Strauss la riconducono al 1502, dal momento che a partire dal 1503 D dat tutte le sue opere. A far propendere per questa datazione, anche l’omogeneit stilistica e compositiva (una figura che domina la scena sullo sfondo di un paesaggio marino) con Lo Sbandieratore, che la precede in questo catalogo e che risalirebbe proprio al 1502. Il tema di San Giorgio e il drago ricorre frequentemente nelle opere artistiche per il forte valore simbolico di cui portatore: il drago rappresenta il male, in particolare per i primi cristiani rappresentava il paganesimo. La conversione di una nazione al cristianesimo veniva rappresentata simbolicamente come un mostro ucciso da un guerriero corazzato armato di lancia, simbolo della fede cristiana. Cos veniva rappresentato San Giorgio, a significare la conquista della Cappadocia regione che diede i natali al santo alla fede cristiana. Engraving, circa 1502, signed at lower left. Meder a impression, with the vertical scratch nea the upper half of the right edge. Very good impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark, in very good conditions. The engraving shows the legendary slaying a dragon by St George. The Saint, pictured here in the final act , in the moment of victory over the dragon slain, dominates the scene with his powerful armor , armed with sword and spear holding with his left hand . The plumed helmet is placed on the ground , on the left , while on the right lies the dragon, partially hidden behind the legs of the saint, to give it greater prominence. In the background stands a seascape with a town. About the date, the opinions are divided. Some relate the work to the years 1507 1508 , when Emperor Maximilian I showed particular interest in the Order of St. George, founded by his father. With the help of the Holy Emperor hoped to set up a crusade against the Turks , a project that just matured in 1507. Panofsky anticipates the execution of three or four years, while Hollstein and Strauss lead back to 1502, since starting from 1503 D dated it all his works. To do this favor for dating, it is also the stylistic and compositional homogeneity ( a figure that dominates the scene in the background of a sea landscape ) with The flag waver that just goes back to 1502. The theme of St. George and the dragon occurs frequently in works of art for the strong symbolic value which is the bearer of the dragon represents evil , especially for the early Christians represented paganism . The conversion of a nation to Christianity was represented symbolically as a monster killed by an armored warrior armed with a spear , the symbol of the Christian faith . So was represented St. George , signifying the conquest of Cappadocia a region that gave birth to. Seller Inventory 49043.

About this Item: 1502. Bulino, 1502 circa, monogrammato in lastra a sinistra al centro. Esemplare nella prima variante di tre descritta dal Meder. Bellsiima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame o con sottilissimo margine, in perfetto stato di conservazione. Sullo sfondo di un paesaggio marino, si staglia in primo piano la figura dello sbandieratore, in una delle posizioni standard. La bandiera reca lo stemma dell’ordine del Toson d’Oro istituito a Bruges nel 1431 da Filippo il Buono duca di Borgogna con il compito di diffondere la religione cattolica. Crollato lo Stato di Borgogna, in seguito al matrimonio di Maria di Borgogna con l’arciduca Massimiliano, l’ordine pass alla casa d’Asburgo. Sotto la bandiera, su un tronco d’albero, la tavoletta col monogramma dell’artista. L’incisione risale al periodo in cui D stimolato dall’incontro con il pittore veneziano Jacopo de’ Barberi, riprende lo studio delle proporzioni dei corpi e i problemi inerenti la prospettiva. L’interesse per questa materia era stato suscitato nell’artista durante il viaggio di studio in Italia, nell’autunno del 1494, dalle opere rinascimentali del Bellini, del Mantegna e di altri artisti toscani quali Pollaiuolo e Lorenzo di Credi. Al 1502 risalgono anche il San Giorgio in piedi e la Grande Fortuna. Ottimo esemplare. Engraving, 1502 circa, signed at lower center. Example of the first issue described by Meder. A fine impression, printed on laid paper, trimmed to the platemark or with thin margins, in excellent condition. The elastic posture of the lansquenet has been viewed as as by product of Durer’s preoccupation at about that time with the figure of the Apollo Belvedere, culminating in the figure of Adam in his “Adam and Eve” of 1504. The banner with the Cross of St. Andrew, emblematic of the Order of the Golden Fleece and of the Dukes of Burgundy, was used by Maximilian I in that capacity during the Swiss War of 1499. The background is quite similar to the one in “St. George on foot”. A very good example of this engraving. Bartsch 87; Meder, pag. 107, 92 a Strauss, p. 108 n. 35; Salamon, n. 30. Dimensioni 69 114mm. Seller Inventory S317814.

About this Item: 1505. Bulino, 1505, datato in lastra il altro al centro e monogrammato in basso a destra. Esemplare della quinta variante di sei descritta dal Meder. Bellissima prova, nitida e contrastata, impressa su carta vergata coeva con filigrana “armi di Memmingen” (Meder 237, Briquet 931), con margini, in ottimo stato di conservazione. Il titolo Il grande cavallo legato non alle dimensioni della stampa, ma alle proporzioni dell’animale. La stampa coeva a quella del Piccolo cavallo e riflette la fase in cui D studiava e si cimentava nelle proporzioni dei corpi e in particolare su quelle dei cavalli, fino a pubblicare nel 1525 il Manuale delle misure e nel 1528 quattro libri delle Umane proporzioni, dai quali per rimasero esclusi proprio gli studi dell sulle proporzioni del cavallo, poi riprese da Hans Sebald Beham dopo la morte di D Sono stati individuati quali precedenti per questa stampa due disegni del 1503 (Winkler n. 360 e n. 361). Mende ha proposto che in questa stampa sia in realt rappresentato Bucefalo, il mitico cavallo di Alessandro Magno. In quest’opera il cavallo ripreso dal dietro secondo una prospettiva che ha l’effetto di rafforzare l’idea del volume, di mettere in risalto la sua forma e la monumentalit e di ingrandire le sue dimensioni apparenti. Da questa prospettiva infatti, il cavallo riempie lo spazio da un margine all’altro. A quest’opera si ispir Caravaggio per la Conversione di San Paolo, per ottenere il massimo di naturalismo e monumentalit Bell’esemplare di questa affascinante opera. Engraving, 1505, signed and dated on plate. Example of the fifth issue described by Meder. A fine impression, with tones, printed on laid paper with “arms of Memmingen” watermarks (Meder 237, Briquet 931), with margins and in very good conditions. The title The big horse is not tied to the size of the print , but the proportions of the animal. The print is coeval with that of Small horse and reflects the stage where D studied and engages in the proportions of the body and in particular those of the horses, to be published in the 1525 Handbook of the measures in 1528 and four books of Human proportions , which, however, were excluded from their study of the artist on the proportions of the horse, by Hans Sebald Beham then resumed after the death of D Has been identified as the previous two drawings for this print in 1503 (Winkler n. 360 and n . 361 ) . Mende has proposed that this print is actually represented Bucephalus , the legendary horse of Alexander Magno. In this work the horse is taken from behind from a perspective that has the effect of reinforcing the idea of the volume, to put in emphasize its form and monumentality , and magnify its apparent size . From this perspective, in fact , the horse fills the space from one edge to another. In this work was inspired by Caravaggio for the Conversion of St. Paul, to get the most of naturalism and monumentality. A nice example. Bartsch, 97; Meder, 94 e Salamon, n. 36; Panofsky, p. 116; Strauss p. 138, 45. Dimensioni 147 204mm. Seller Inventory 49065.

About this Item: 1498. Xilografia, circa 1498 con il monogramma dell’artista in basso verso il centro. Splendido esemplare, con toni ricchi e ben contrastati, rifilata alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Nella prima variante di tre descritta da Meder, avanti i fori di tarlo nella linea marginale. La datazione dell’opera, intorno al 1498, basata principalmente sulla forza espressiva della composizione che comune a quella dei fogli dell’Apocalisse. Caterina, figlia di Costis re di Cipro, fu condannata alla tortura della ruota uncinata in quanto si era rifiutata di rinunciare, come le era stato ordinato dall’Imperatore Massenzio, alla sua fede cristiana. Un’improvvisa pioggia di fuoco distrusse la ruota uncinata. Ci non valse tuttavia a salvarle la vita in quanto successivamente Caterina venne decapitata. Si conservano due studi a penna relativi alla figura di S. Caterina inginocchiata (Winkler 73 e 74), datati ai tempi del primo soggiorno veneziano del D che hanno fornito la base per l’elaborata redazione della veste, che un costume veneziano. La matrice origianle si conserva al Metropolitan Museum di New York. Woodcut, 1498 circa, signed in the bloc with the monogram AD. A very good Meder a impression, before the two thin gaps at the lower borderline. Pinted with a strong contrast, trimmed close to the border line, in very good condition. This print is closely related in style to the Apocalypse., so it is dated around 1498. The woodcut confirms the function of costume studies as independent source material, for here the saint appears in Venetian costume. St Catherine, an Alexandrian princess, suffered a martyr death during the reign of the heathen Roman emperor Maxentius, as a result of her missionary work during the period when Christians were being persecuted. She was condemned to be broken on the wheel, but it collapsed at God command and a rain of fire killed many heathens. Here, this event is shown together with the beheading of St Catherine. The woodblock is in The Metropolitan Museum of Art, New York Bartsch VII.141.120; TIB 1001.320; Meder 1932 236; Strauss, 57; Fara, p. 347 n. 116. Dimensioni 285 388mm. Seller Inventory S350046.

About this Item: 1500. Bulino, 1500 circa, monogrammato in lastra in basso a destra. Esemplare nella prima variante di sette descritte dal Meder. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana “alta corona” (Meder 20 tipica di questa prima tiratura), completa della linea marginale, piccoli interventi di restauro agli angoli, perfettamente eseguiti, in ottimo stato di conservazione. Sebbene presentata dal D a Re Cristiano di Danimarca nel 1521, e ricordi alla lontana lo stemma nobiliare della famiglia Tetzel di Norimberga, l’opera sembra un lavoro di pura fantasia. Heller sosteneva che rappresentasse una sorta di allegoria di devozione, fedelt ed attenzione verso qualcuno. Insieme alla successiva opera del 1503, Stemma con il teschio, questo lavoro nasce con il preciso intento, da parte dell’autore, di mostrare il virtuosismo tecnico e l’abilit nell’uso del bulino. Elementi stilistici inducono gli studiosi a datare questa lastra al 1500 circa, tuttavia sembra possibile che le due opere siano state realizzate nello stesso anno, nel 1503. Le due opere costituiscono un primo esempio di capriccio. Capolavoro dell’arte ornamentale. Engraving, circa 1500, signed on plate at the bottom right. Example in the first variant of seven described by Meder. A magnificent impression, rich in tone, printed on contemporary laid paper with watermark “high crown” (Meder 20 typical of this first issue), complete with the marginal line, small restoration at the corners perfectly executed, in excellent condition. Although D made by King Christian of Denmark in 1521, and the memories away the coat of arms of the family Tetzel of Nuremberg, the structure resembles a work of pure imagination. Heller claimed to represent a kind of allegory of devotion, fidelity and attention to someone. Stylistic elements lead researchers to date this plate from around 1500, but it seems possible that the two works were made in the same year, in 1503. The two works are a prime example of capriccio. Masterpiece of ornamental’s art. Meder 97 a Strauss, The intaglio prints of Albrecht D p. 96,31; Panofsky 207; Salamon, Albrecht D Bulini, puntesecche, acqueforti, 25. Dimensioni 120 185mm. Seller Inventory 4603.
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