ugg sito ufficiale notizie da Lecco e provincia Un progetto di ricerca internazionale per calzature di nuova generazione

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Lo scorso anno la sezione di Lecco di ANMIL Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, ha donato al Polo territoriale di Lecco la somma di 15.000 da investire in ricerca sulla tematica della prevenzione degli infortuni sul lavoro con un focus sui danni provocati da prolungata esposizione a vibrazioni.

L’attività, nello specifico, si è focalizzata sulla comprensione di come le vibrazioni si trasmettono al corpo tramite i piedi, in modo da identificare le caratteristiche ideali delle calzature antinfortunistiche di nuova generazione. Le calzature, oltre a proteggere da urti e perforazioni, integreranno sensori in grado di misurare e segnalare soglie di rischio legate a vibrazioni eccessive, che possono portare a sindromi degenerative sia di tipo vascolare che muscolo scheletrico.

La prima fase della sperimentazione è stata focalizzata allo studio dei meccanismi di trasmissione delle vibrazioni nel piede. I test sono stati eseguiti presso il Laboratorio Misure Meccaniche e Termiche del Polo di Lecco, imponendo vibrazioni al piede e leggendo la risposta mediante un vibrometro laser a scansione.

La sperimentazione si è protratta per oltre due mesi, a cui sono seguiti altri tre mesi per l’analisi dei dati, effettuata in maniera congiunta tra Politecnico di Milano e Laurentian University Canada.

I risultati della ricerca verranno presentati alla sesta conferenza mondiale sulle vibrazioni di tipo corpo intero, che si terrà a Goteborg nel giugno del 2017, nonché su riviste specifiche nel settore dell’ergonomia e dell’igiene industriale.

I risultati

I risultati ottenuti sono incoraggianti: le misure hanno mostrato dei meccanismi di trasmissione delle vibrazioni che suggeriscono la progettazione di calzature con caratteristiche diverse tra punta e tallone.

Anche per quanto riguarda i materiali, i risultati dei test sono decisamente interessanti: non sempre la soletta che gli utenti giudicano “più confortevole” è quella che attenua di più le vibrazioni. Ne deriva che la maggior parte delle calzature disponibili in commercio non siano ottimizzate per ridurre le vibrazioni trasmesse a sportivi e lavoratori.

I prossimi passi

Il piano di lavoro prevede quindi di agire sulle calzature per ridurre il rischio della patologia del dito bianco al piede; per far ciò sarà necessario progettare e sviluppare un banco prova per la misura della trasmissibilità delle vibrazioni nelle suole delle scarpe.

In questa direzione, Politecnico di Milano con Vibram SpA e altri partner industriali ha ottenuto un finanziamento di 800.000 da Regione Lombardia nell’ambito del progetto “Smart Fashion and Design” per uno studio intitolato “Sistema di monitoraggio dell’esposizione alle vibrazioni per suole e solette con analisi di big data per miglioramento di sicurezza e confort”.

Questa esperienza dimostra come i finanziamenti pubblici alla ricerca negli ultimi anni siano stati affiancati da un numero sempre crescente di finanziamenti da parte di privati o di enti. La ricerca effettuata in Italia rimane di altissimo valore e molto spesso iniziative lodevoli da parte di enti finanziatori innescano a circoli virtuosi che possono portare a risultati di grande rilievo.

“La fiducia e la volontà di ANMIL Lecco di investire in ricerca ci è servita da sprone afferma il prorettore uscente Marco Bocciolone per iniziare un’attività che in breve tempo ha saputo intercettare importanti finanziamenti e valorizzare competenze e risultati, aprendo la strada a un progetto internazionale molto ambizioso. Ringrazio quindi il presidente Giuseppe Barlassina per avermi contattato e aver offerto al Polo di Lecco questa opportunità”

Il Presidente provinciale di ANMIL Onlus Lecco, Giuseppe Barlassina, aggiunge: “Sono estremamente fiero a nome di tutta l’ANMIL provinciale di Lecco di aver potuto contribuire a un così importante passo avanti per la prevenzione delle malattie professionali, a cui è esposto il 24% dei lavoratori italiani.

I risultati raggiunti dalla ricerca e le considerazioni espresse dai ricercatori del Politecnico mi rendono ancora più soddisfatto in ragione della genesi di questo nostro contributo: per sostenere questa ricerca ANMIL Lecco ha infatti utilizzato la somma proveniente dalla donazione della signora Colombo Vincenza, vedova Riva, che nel suo lascito mi aveva espresso la volontà che parte dei fondi venissero usati per la ricerca applicata alla prevenzione delle malattie professionali, proprio quelle malattie che avevano purtroppo colpito il marito quando era in vita. Prospettando questa nostra intenzione al professor Marco Bocciolone Prorettore del Politecnico, abbiamo da subito riscontrato la sua volontà di effettuare un dottorato di ricerca che abbiamo volentieri sostenuto.

Le malattie professionali, che stanno diventando una piaga sempre più rilevante per quanto riguarda i costi sociali e le sofferenze dei lavoratori colpiti dalle stesse, possono essere prevenute, a differenza dei sinistri mortali o gravissimi, spesso legati a eventi imponderabili. Riteniamo che la prevenzione sia un nostro dovere, almeno proviamoci.”.
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Mario Draghi stupisce ancora, trovando nella Bce il consenso su un potenziamento inatteso degli acquisti di debito, un taglio dei tassi e una spinta al credito bancario che non trova precedenti neanche fuori dall’Eurozona: l’arsenale è di oltre 2.200 miliardi di euro.

Abbiamo mostrato che non ci mancano le munizioni, dice il presidente della Bce: un segnale forte ai dubbi dei mercati su quanto le banche centrali possano ancora fare, accolto però con una fiammata iniziale delle borse poi andate giù: Milano chiude a 0,50% dopo aver superato il +2%, le altre piazze europee sono in negativo con un tonfo a Francoforte ( 2,3%), l’euro anziché scendere vola a 1,12 dollari: pesano le parole di Draghi secondo cui, sulla base dei dati attuali, i tassi Bce non dovrebbero più scendere. Lo spread è sceso fino a 104 dopo le decisioni di Francoforte per poi chiudere a quota 115.

Le misure approvate a stragrande maggioranza fanno piena giustizia della nostra volontà di agire, spiega Draghi ai giornalisti. Immaginate se non avessimo fatto niente, incrociando le braccia e dicendo “nein zu allen”, no a qualsiasi cosa. Oggi ci ritroveremmo con una disastrosa deflazione, aggiunge l’italiano togliendosi il sassolino dalla scarpa di fronte a certe rimostranze tedesche (le Sparkassen ancora ieri parlavano di una nuova dose di veleno). Ma a differenza di occasioni passate, secondo quanto si apprende, ieri non vi sarebbe stato un confronto serrato con la Bundesbank (che non aveva diritto di voto in base alla rotazione) nel consiglio Bce. Ma piuttosto un negoziato costruttivo sulle singole misure con appena due voti contrari sul solo Qe.

Il segnale è diretto a chi temeva che una fronda tedesca avrebbe spaccato il consiglio Bce legandogli le braccia; e a un’economia sfiduciata europea e non solo che rischia un avvitamento sulla deflazione: di pari passo con la crescita rivista in peggio, è drammatico il taglio delle stime d’inflazione da parte di Francoforte, che per quest’anno vede +0,1% da +1% di tre mesi fa e per il prossimo un magro 1,
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3%: il ritorno verso il 2% slitta al 2018 e ci aspetta inflazione negativa nei prossimi mesi, spiega Draghi.

Per l’italiano, poi, si trattava di riaffermare la fiducia nell’efficacia della Bce in una sorta di terza prova del fuoco dopo il whatever it takes del 2012 (e di quel 26 luglio Draghi indossava la stessa cravatta), la svolta del Qe l’anno scorso e la delusione con il più blando Qe2 dello scorso dicembre.

Tecnicamente ha funzionato: il Qe passa a 80 miliardi di titoli comprati al mese e si aggiungono ora anche i corporate bond, tanto da poter parlare di un vero e proprio Qe3 che fa lievitare il totale dell’intervento a 1.750 miliardi di euro.

Scende nuovamente il tasso principale, da 0,05% a 0%. E scende, come da attese, quello sui depositi delle banche, a 0,40% da 0,30%. E c’è la novità di quattro maxi prestiti alle banche, i Tltro2, che rappresentano un unicum su scala globale per stimolare il credito all’economia: alle banche che presteranno al di sopra di un benchmark prestabilito, la Bce presta liquidità illimitata non più a tasso zero ma al tasso negativo sui depositi: in pratica le paga (al tasso dello 0,40%) per prendere a prestito purché reimpieghino i prestiti. L’intervento complessivo vale 2.200 miliardi.

La reazione dei mercati, però, solleva alcuni interrogativi. Se sia sufficiente l’azione delle banche centrali, innanzitutto: non è un caso che Draghi ieri abbia ricordato che occorre l’azione dei governi. Se misure tanto forti da parte della Bce non nascondano preoccupazioni sul futuro, ora che il Fondo monetario internazionale si appresta nuovamente a tagliare le sue stime di crescita. E, probabilmente,
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anche se abbia senso per le banche centrali seguire le attese dei mercati che si fanno sempre più elevate.